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Batteria in carica? Una Safety Bag anti esplosione

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Sembra proprio confermato: a scatenare l’incendio nella mansarda dei Navigli, a Milano, che è costata la vita a due giovani fidanzati sarebbe stata la batteria in carica di un vecchio monopattino elettrico. E’ l’occasione, pur tragica, per ricordare che le batterie al Litio vanno trattate con prudenza. Soprattutto in fase di carica. Ma il rimedio c’è. Infatti sono in vendita contenitori ignifughi che le rendono inoffensive anche in caso di fiamme, cortocircuito o esplosione.

La lezione della tragedia di Milano 

Costano poche decine di euro e se ne trovano a bizzeffe, su  Amazon, Alibaba e altri siti di shopping on line. Purtroppo chi vende monopattini, biciclette a pedalata assistita e scooter con batterie estraibili difficilmente avverte l’acquirente del rischio che corre. Solitamente, invece, la batteria estraibile, che può essere “comodamente ricaricata in casa” viene dipinta come plus, come la soluzione di tutti i problemi. Quando al contrario  sarebbe opportuno segnalare accuratamente e spiegare come evitarli. Di più: sarebbe opportuno che il contenitore ignifugo per la batteria fosse venduto come accessorio standard del veicolo.

Batterie estraibili, comode ma pericolose

I motivi per i quali una batteria litio-polimeri o litio ioni prende fuoco possono essere più d’uno. Un danno causato dall’uso, un deterioramento dovuto all’età, un difetto di fabbricazione, l’uso di un caricatore inadeguato o incompatibile, sbalzi di tensione. Per ciascuno di questi motivi può succedere che una delle celle che compongono il pacco batteria riceva una carica di elettricità superiore a quella tollerata, surriscaldandosi. Oltre i 75 gradi si innesca un processo irreversibile chiamato “thermal runaway” che porta dritto all’esplosione. Sia chiaro: sono incidenti che non avvengono di frequente. Ma non si possono escludere. Tanto che tutti i produttori indicano regole precise da rispettare durante la ricarica.

Le regole d’oro per la sicurezza

Non lasciare mai incustodito un caricabatterie Lipo. Non caricare mai le  batterie appoggiate su superfici infiammabili. Evitare di usare le funzioni di carica per NiCd, NiMH o Pb per le batterie al litio. Smettere di usare batterie al litio che abbiano iniziato a gonfiarsi o che si surriscaldino con facilità o che non si caricano sufficientemente nel tempo prestabilitoMai caricarle in locali ingombri di oggetti facilmente infiammabili come carte, cartoni legno, abiti, sostanze chimiche.

Poiché nell’ambiente domestico è abbastanza difficile che non si verifichi una di queste condizioni ostative, è sempre opportuno chiudere una batteria in carica nel cosiddetto Safety Bag. Sono borse o sacchi di ogni dimensione realizzate in tessuti a prova di fuoco. Quando non sono utilizzate si possono piegare come un sacchetto per la spesa e occupano pochissimo spazio. Si trovano a dozzine in Internet, digitando le parole Blast Proof Bag o LiPo Safe Guard Bag.

Nel trasporto aereo vengono utilizzati contenitori molto più sofisticati, i Fly-Bag per i trasporti rischiosi nelle stive. Sono composti da più strati di tessuti e materiali compositi che possono resistere al calore e alle esplosioni più violente, essendo a prova di bomba. Ma non serve tanto a contenere i danni dell’esplosione di piccole batterie come quelle di ciclomotori, e-bike e scooter. Basta evitare che le fiamme si propaghino nell’ambiente circostante, come purtroppo è avvento, pare, nella mansarda di via dei Navigli. Dove non sarebbero state le fiamme ad uccidere i due giovani, bensì il fumo tossico sprigionatosi da alcuni barattoli di vernice vicini alla batteria in carica. In una lenta e micidiale combustione che non ha bruciato quasi nulla, ma ha reso irrespirabile l’aria nel piccolo locale. Un Safety Bag avrebbe certamente evitato il tragico epilogo.

Una legge per renderle obbligatorie

Noi concordiamo pienamente con il commento di Alberto Spriano che suggerisce al legislatore europeo di rendere obbligatoria la vendita di questi contenitori nella dotazione a corredo di qualsiasi mezzo elettrico con batterie al litio estraibili.

11 COMMENTI

  1. Volevo segnalarvi anche questo interessante prodotto per contrastare i principi di incendio di varia natura, non solo per le batterie al litio. Vi Posto il link di una recensione fatto da un noto youtuber che seguo da tempo e che con simpatia mostra in dettaglio le sue peculiarità: https://youtu.be/QWgIFRnjWwg

    Anche la borsa ignifuga è interessante. Dovrebbero includerlo di serie per tutti i veicoli elettrici a batteria estraibile.

    • Lo scopo del video mi pare essere piú quello di vendere quel prodotto che non di mostrarne l´efficacia infatti persino nella dimostrazione non riesce a spegnere il fuoco di alcuni cartoni e le batterie al litio attuali possono richiedere tempi di spegnimento piuttosto lunghi per via del thermal runaway che puó creare reazioni a catena

  2. Sarrebbe anche utile che le batterie estraibili fossero dotate da un cicalino che averte quando la temperatura raggiunge livelli critici

    Nei incendi nascenti l’inalazione dei fumi rapresenta un pericolo piu letale delle fiamme

    L’informazione sonora che in una stanza vicina o nel sono si incendia una batteria e fondamentale per mettersi in sicurezza

  3. Chiudere un pacco di batterie in una sacca fa aumentare la temperatura dello stesso durante la carica il che puó portare ad un piú facile danneggiamento delle batterie o facilitare l´eventuale thermal runaway per cui sarebbe meglio che le dimensioni della sacca siano particolarmente generose rispetto al pacco batterie introdotto in modo da non aumentare eccessivamente la temperatura all´interno di essa durante la carica

  4. Perchè usare il termine anti-esplosione? Casomai le batterie al litio possono prendere fuoco, ma in casi limite, manomissioni o danneggiamenti, sicuramente quei “sacchetti protettivi” non reggerebbero ad una vera esplosione! Scusate!
    Nei vari video postati anche dagli ostili alla mobilità elettrica si vedono auto (per esempio sulla Tesla) dopo incidente grave che le batterie prendevano fuoco, ma non che esplodevano! Solo crepitii, scariche elettriche e lentamente “ardono”, producendo comunque molto calore, tanto da far fondere il metallo.
    Però normalmente su un auto “tradizionale” si sta seduti su 40-50 litri di carburante particolarmente infiammabile, che ESPLODE in caso di gravi incidenti e conseguente incendio!! Ma nessuno se ne preoccupa un granché, mentre a parlare di veicoli elettrici il discorso è molto diverso…
    C’è ancora “sospetto e paura” per il “nuovo” che avanza e le lobby dei petrolieri fanno leva su questo.
    Cos’è più sicuro allora, viaggiare su un auto elettrica o una a benzina? Personalmente opterei per la elettrica!

  5. Oltre a bruciare alcune batterie possono provocare delle micro esplosioni peró appunto dall´intensitá delle stesse ben diversa dall´eventuale esplosione (comunque rara) dei carburanti; il vero problema che si puó creare, specialmente in pacchi di batterie di importanti dimensioni come quelle delle auto é la durata di queste reazioni che puó protrarsi nel tempo, in certi casi hanno ritenuto opportuno immergere l´auto in un container d´acqua.
    In caso di forte incidente l´elemento piú importante é gli occupanti non subiscano dei danni o che rimangano quantomeno coscienti in modo tale da potersi all´occorrenza allontanarsi dall´auto e questo é quello che diverse auto elettriche riescono a fare meglio delle endotermiche anche perché l´avere un pacco batterie sotto il pianale (estrometto dall´analisi eventuali rare auto con pacco batterie in altre posizioni) lo irrobustisce parecchio proprio in corrispondenza dell´abitacolo e quindi sono piú sicure dando maggiori possibilitá di allontanarsi per tempo in caso di necessitá.
    L´evoluzione delle batterie inoltre sta portando a soluzioni sempre piú sicure anche su questo aspetto mentre i combustibili mantengono pericolositá pressoche invariate sia nell´utilizzo che nel trasporto, rifornimento e stoccaggio.

    Tornando alla safety bag presa in esempio nel video viene evidenziato come le cerniere plastiche si siano fuse, quindi altri tipi di chiusura potrebbero rivelarsi piú adeguate anche nell´eventualitá di piccole esplosioni

  6. Purtroppo abbiamo un altro problema ancora più urgente da affrontare legato alla mobilità elettrica: le modalità di intervento in caso di incidenti.

    In Italia il soccorso stradale è affidato a volontari, diversamente dai professionisti impiegati negli altri stati europei.

    I professionisti europei impiegati in Gran Bretagna, Irlanda, Francia e in altri stati, sono i Vigili del Fuoco con le loro ambulanze attrezzate per ogni evenienza, spesso anticipate dal medico motociclista per l’intervento di rianimazione.

    I nostri Vigili del Fuoco non sono solo i migliori professionisti: sono gli unici in grado di intervenire in caso di incidenti tra vetture elettriche con cognizione di causa. I volontari, purtroppo, sono impreparati: rischierebbero la folgorazione e l’esposizione ad altri rischi presenti in questi nuovi scenari.

    I Vigili del Fuoco hanno istituito un gruppo di studio che ha determinato alcuni mesi fa, le prime misure da seguire e le prime linee guida d’intervento.

    http://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=27512

    Purtroppo, sarà l’esperienza sul campo a perfezionare queste prime modalità di intervento.

    Ma questo è un problema che bisognerà affrontare.

    Una volta diffuse le vetture elettriche, in ogni incidente stradale dovranno intervenire contestualmente Vigili del Fuoco ed ambulanze. I volontari non potranno intervenire se i Vigili del Fuoco non avranno messo in sicurezza lo scenario del sinistro.

    Logico chiedersi: perché non riformare il soccorso medico stradale come avviene in Europa con il Servizio Fire and Rescue (SDIS) conferendo pieni poteri ai Vigili del Fuoco, unici professionisti preparati a tutto con ambulanze che non sono le ambulanze furgoni dei volontari che vediamo in Italia, ma veri mezzi di soccorso medico dotati di mezzi estinguenti, cesoie, pinze, divaricatori idraulici e perché no? Anche il solito medico rianimatori in motocicletta che vediamo all’estero davanti a queste ambulanze multifunzionali.

  7. Le batterie al litio possono esplodere ma piu spesso attraverso micro esplosioni dovuto al fatto che l’impachetamento del litio tra gli elettrodi impedisce una divampazione instanea della totalita della materia attiva come invece aviene nel caso delL’esplosione della polvere da sparo .
    Non bisogna Spegnere una batteria al ltio in fiamme con del acqua perche il litio reagisce violentemente Al suo contatto
    L’ho sperimentato visitando nel 2000 lo stabilimento delle batterie Avestor a Montreal

    • Ai vigili del fuoco viene indicato di indirizzare il piú direttamente possibile i getti d´acqua per raffreddare i pacchi batterie e limitare il thermal runaway, va considerato che possono occorrere ingenti quantitá d´acqua anche per lungo tempo tanto che in alcuni casi si é preferito procedere in un secondo tempo d´intervento per immersione
      Ci sono altre sostanze estinguenti che permettono anche rapide dissipazioni del calore? Puó benissimo essere, ma bisogna anche considerare le dotazioni giá disponibili ed utili ad una pluralitá di utilizzi, la possibilitá che le forze antincendio possano accumularne, trasportarne ed utilizzarne quantitá congrue e la loro realistica opportunitá economica, in tal caso dovrebbero essere innanzitutto i produttori di tali alternative ed esserne promotori interessati

  8. Si puo raffredare una batteria integra che scalda con dell’acqua ma non si deve inaffiare con una bottiglietta del acqua se non con un grande flusso e a dovuta distanza batterie scoperchiate specie se sono al litio polimero
    le batterie Cloruro di nickel Sodium o solfo sodio in caso di incendio non sopportano l’acqua

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