Home Alla ricarica Rogo a Milano, la batteria di un monopattino la causa?

Rogo a Milano, la batteria di un monopattino la causa?

3
CONDIVIDI

Forse è la batteria di un vecchio monopattino elettrico messa in carica di notte la causa del rogo che ha ucciso due giovani fidanzati la notte scorsa a Milano. L’ipotesi investigativa è emersa oggi, dopo il sopralluogo dei vigili del fuoco. Nella soffitta dei Navigli dove si è consumata la tragedia è stata infatti rinvenuta la piccola batteria da monopattino ancora collegata alla presa di corrente.

Il luogo della tragedia

L’oggetto è molto danneggiato, praticamente liquefatto  dal calore che si è sprigionato nel piccolo locale dove stavano dormendo Rosita Capurso, di 27 anni, e Luca Manzin di 29 nella loro mansarda in via Alzaia Naviglio Grande. Pare accertato che i due siano morti per l’inalazione del fumo tossico, prima ancora di essere avvolti dalle fiamme.

Nei prossimi giorni gli inquirenti dovranno capire se la scintilla si è sprigionata dalla spina difettosa di un impianto elettrico non a norma, oppure da un guasto in una delle celle della batteria. Nel qual caso il tragico episodio  riaccenderà i dubbi sulla ricarica domestica delle batterie estraibili di e-bike, monopattini elettrici e  scooter.

L’operazione, si sa, non è priva di rischi. Sia perché le batterie al litio possono surriscaldarsi e prendere fuoco se danneggiate o difettose. Sia perché qualsiasi connessione elettrica può scatenare un cortocircuito, innescando le fiamme. E’ quindi indispensabile usare tutte le la precauzioni del caso. Innanzitutto liberare le vicinanze da oggetti infiammabili. Pare invece che l’incendio di Milano sia scaturito da una zona dell’appartamento in cui erano ammucchiati, accanto alla batteria in carica, scatoloni di cartone, abiti e barattoli di vernice. Per avere una conferma bisognerà attendere l’esito degli esami che saranno compiuti dal Ris di Parma.

3 COMMENTI

  1. Dovremmo avere paura anche dei nostri tablet, smartphone, Laptop e di qualunque altro dispositivo mobile dato che sono alimentate dalle stesse batterie al litio? Precauzioni sicuro, come ogni apparecchio elettrico dimestico, ma che non sia un ennesima scusa per sopprimere ancor più la micro mobilità che tanto fatica a diffondersi nel nostro paese. Sinceramente mi fanno più paura le multe.

  2. La soluzione a questi problemi esiste da tempo, si chiama Blast Proof Bag o LiPo Safe Guard Bag è il Sacco Antifuoco per batterie di tutte le dimensioni.

    È una borsa o sacca blast-proof e a prova di fuoco, progettata per fermare e contenere qualsiasi incendio causato errato caricamento, sbalzi di tensione e mal funzionamento dei pacchi batterie LiPo.

    Ad oggi rappresenta il modo più sicuro per caricare le batterie LiPo.

    Molti modelli sono arrotolabili, leggeri, portatili e resisti alle intemperie.

    Costano qualche decina di euro.

    Poi abbiamo le Fly-Bag per i trasporti rischiosi nelle stive degli aerei passeggeri. Sono composte da più strati di tessuti e compositi che hanno un’elevata resistenza e impatto e resistenza al calore. I tessuti includono Aramid, una fibra sintetica resistente al calore e resistente utilizzata nell’industria aerospaziale, nonché in armature balistiche o anche in alcuni scarponi da montagna (non faccio nomi, sono italiani, li uso da una vita e sono indistruttibili perché in kevlar).

    Le Fly-Bag riescono a contenere un’esplosione controllata nella stiva di un aereo grazie al rivestimento a prova di bomba. La tecnologia mostra come il bagaglio di un aereo può contenere la forza di un’esplosione se un dispositivo nascosto in un bagaglio esplode.

    Forse è venuto il momento di contenere le celle delle batterie con questi involucri per evitare il devastante Thermal Runaway.

    A mio avviso, per legge ogni batteria dovrebbe avere la sua Blast Proof Bag o LiPo Safe Guard Bag, il Sacco Antifuoco.

    VaiElettrico potrebbe fare uno dei migliori articoli di servizio per i consumatori, dedicato alla scelta dei LiPo Safe Guard Bag: gli indispensabili Sacchi Antifuoco e promuovere il testo di una Direttiva Europea. Prevedendone già la presenza nella confezione del prodotto per agevolarne l’uso obbligatorio. Si salverebbero molte vite.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome