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A Modena i filobus che viaggiano anche a batterie

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Passaggio davanti al Duomo

Modena punta sulla mobilità elettrica e lo comunica attraverso Seta, l’azienda di gestione del trasporto pubblico locale, che ha annunciato l’acquisto di 8 filobus Solaris modello Trollino 12.

Ma cosa c’è di nuovo? I filobus, in quanto tali, appartengono ad uno strato archeologico profondo della storia moderna dei trasporti collettivi; ma questi modelli possono sganciarsi dalla rete filoviaria e proseguire in elettrico anche su percorsi non attrezzati.

La propulsione è solo elettrica, no diesel

Il carattere innovativo dell’investimento viene spiegato con cura dall’azienda: “Ha un ruolo di particolare rilievo la propulsione autonoma solo elettrica, senza motore ausiliario diesel ma utilizzando un gruppo di batterie in grado di assicurare la marcia autonoma per oltre 12 chilometri, senza collegamento alla linea filoviaria. Questa caratteristica consentirà di variare i percorsi dei filobus senza realizzare nuove costose linee, ovvero eliminare parti di rete, consentendo una flessibilità sino ad ora impossibile”. 

Il traffico in città

Le batterie si ricaricano sia durante la sosta in deposito sia durante la marcia, quando il mezzo è collegato alla linea filoviaria. Si tratta di un modello lungo 12 metri, in servizio in alcune città italiane ed europee e proposto per Modena in un nuovo allestimento.  Il fornitore dei mezzi è l’azienda polacca di autobus Solaris che si è aggiudicata l’appalto – una gara congiunta delle 4 aziende della Regione Emilia-Romagna – che porterà nella città emiliana i filobus modello Trollino 12 a 73 posti complessivi di cui 24 seduti. Sostituiranno i vecchi Socimi (targati anni ottanta).

Un investimento da 5,5 milioni 

Ma non è finita qui, Seta ha esercitato anche  l’opzione per l’acquisto di ulteriori 4 filobus, riservandosi di perfezionare la procedura in base alle condizioni offerte dal produttore. L’investimento per gli 8 filobus ammonta a 5,5 milioni di euro ed è cofinanziato per 2,4 dalla Regione Emilia-Romagna, (fondi europei POR-FESR per il miglioramento della qualità dell’aria). “E’ un investimento necessario e impegnativo – sottolinea Vanni Bulgarelli, presidente di Seta –  che si inserisce nel piano industriale che prevede la modernizzazione della flotta e del servizio. Ho avuto modo di apprezzare questo modello un paio di anni fa a Cagliari – di cui abbiamo scritto in questo articolo – e credo sia una buona scelta anche per la nostra città”.