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Tre amici in monoruota: Corsica Tour da 588 km in 6 giorni

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Tre amici in monoruota e il loro Corsica Tour: qui l'avvio alla spiaggia nera di Nonza.

Tre soci e amici (Alessandro, Emanuele e Marcello) sono andati in Corsica per vivere un’ avventura a bordo dei loro monoruota: due Begode EX ammortizzati e un Begode EX-N. Scopriamo i dettagli del loro incredibile viaggio in questo racconto che Marcello ha inviato a Vaielettrico. 

Venerdì 17 (!?), la partenza per Bastia

                                           di Marcello Bellini

Esattamente come lo scorso anno, siamo partiti in treno da Roma il pomeriggio presto di giovedì 16 giugno, per arrivare a Livorno e pernottarvi in attesa dell’imbarco del giorno successivo. Trascorsa la sera sul lungomare tra aperitivo e passeggiata e cena all’Osteria Red, siamo andati a dormire presto per affrontare il risveglio alle prime luci dell’alba. Il mattino seguente, venerdì 17 giugno alle 8:00, ci siamo imbarcati sulla nave Moby ed abbiamo raggiunto Bastia alle 13:00 in punto.

Sbarcati ed attivato il navigatore con il percorso già impostato, ci siamo diretti sulla strada costiera D80 di Cap Corse, quel lembo di terra rivolto verso il nord immerso in un mare azzurro spettacolare. Quella statale è l’unica stretta strada principale che percorre l’intero “dito” dell’isola e, per fortuna, in questo periodo è scarsamente trafficata, rendendo quindi il percorso molto piacevole.

Piccola sosta per un selfie a Brando.

Giungi all’incrocio con la D180 (a 25km dalla Bastia) abbiamo iniziato la salita verso la Chapelle di Santa Maria  a 357 metri s.l.m. per poi scendere velocemente sul versante occidentale.

Il giro del “dito” in 84 chilometri

Dopo aver percorso 50 Km dalla partenza, i piedi iniziano a far male e la batteria dei monoruota ha bisogno di una rinvigorita per poter proseguire in sicurezza. Abbiamo quindi deciso di concederci una sosta ristoratrice nella incantevole Plage de Giottani (qui sotto in foto). Dopo aver indossato il costume, abbiamo fatto il primo tuffo in mare corso. Spuntino al Resturant Marinella, proprio li davanti la spiaggia di ciottoli e il piccolissimo porticciolo.

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Ripartiti alle 18:00 circa, abbiamo proseguito il nostro viaggio verso sud sulla D80, che in quel versante cade quasi a strapiombo sul mare. In foto (scattata dal drone che Emanuele pilota magistralmente dal monoruota) si nota sullo sfondo, la famosa spiaggia di Nonza lunga circa 1,3 Km.

Tre amici in monoruota e il loro Corsica Tour: qui l’arrivo alla spiaggia nera di Nonza.

Dopo aver percorso altri 34 Km, abbiamo raggiunto Patrimonio. Qui si è cenato nel bellissimo Libertalia Bistrot Tropical realizzato in un rigoglioso giardino e pernottato all’Hotel du Vignoble a conduzione familiare senza portiere notturno. Un simpatico siparietto ci ha visto fuori dalla camera senza la chiave, lasciata in portineria prima di cena. Problema poi risolto in breve tempo con qualche telefonata. Il totale della giornata conta 84 Km percorsi.

Verso Conte, ma con la ruota a terra

Sabato 17 giugno di buon mattino, ci siamo concessi qualche ora di mare alla Plage de Roya a Saint-Florent a 7 Km dall’hotel dove avevamo pernottato. Dopo un rilassante nuotata, indossato lo zaino, siamo rimontati sui nostri monoruota proseguendo sulla D82 in direzione di Oletta. Poi siamo saliti a quota 880 mt passando per Murato e riscendere verso Lento. passando Canavaggia e altri paesini più piccoli. Un’infinita serie di curve immerse nella natura selvaggia dell’isola, cogliendone odori e colori chilometro dopo chilometro.

Raggiunta la statale T30 a Ponte Leccia, dove una sosta alla Brasserie Bar Colonna, permette di ricaricare lo stomaco e la batteria del monoruota dopo aver percorso già circa 65 Km con metà della carica.
Alla 15 circa siamo ripartiti lasciando la T30, una strada trafficata e poco sicura, per imboccare la D18 che sale per la montagna e ci costringe a superare le cime a 650 mt di Castiglione e poi di Castirla.

Giunti a soli 4 Km da Corte, meta della seconda giornata, Marcello ha forato lo pneumatico del suo EX .

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Il monoruota ha bucato lo pneumatico: riparazione con mezzi di fortuna

Ma grazie all’intervento di un paio di abitanti del posto che hanno fornito attrezzi di fortuna adatti a rimuovere il copertone, grazie all’esperienza di Emanuele e Alessandro e grazie alla facilità con sui si manutengono questi mezzi, è stato possibile sostituire la camera d’aria con quella di scorta (che era stata portata previdentemente insieme a brugole, giraviti e pompa, nei nostri zaini) in appena 40’.

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La sera è trascorsa tranquilla nei locali di Corte dove è stato possibile fare un aperitivo e cenare a La Riviere des Vins assaporando cibi dai sapori eccellenti. La notte abbiamo alloggiato in una stanza tripla davvero piccola dell’Hotel de la Paix già pieno di altri turisti, essendo Corte una cittadina di passaggio per molti appassionati di escursionismo in montagna o montain bike, non era facile trovare una camera tripla disponibile.

Tre gran premi della montagna a 32 km/h di media

Domenica 19 giugno abbiamo pianificato un percorso molto impegnativo in termini di resistenza fisica, è stato quindi necessario partire presto riprendendo il percorso in direzione sud, sfruttando le prime ore fresche della giornata.
Partiti da Corte sulla T20, una statale davvero particolare che alterna tratti ad alto scorrimento con tratti con carreggiata ridotta che attraversa sparuti paesini, abbiamo superato i 740 mt di Santo Pietro di Venaco.

Raggiunto in discesa il paese di Vivario lasciamo la T20 imboccando la D69 e li ci aspetta un dislivello notevole di oltre 800 mt (in 12 Km) per raggiungere la prima vetta a 1311 mt del Col De Sorba.

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Discesi verso Ghisoni a 680 mt, continuiamo a percorrere la D69 attraversando la meravigliosa Forêt de Marmano, li ci aspetta la seconda vetta, quella di Chiraldino a 1296 mt raggiunta la quale, facciamo una sosta con birra quasi calda in un rifugio alimentato con pannelli fotovoltaici, ma giusto per far riposare le gambe dopo 59 Km. Si scende ancora con una serie di curve infinita fino a Cozzano a 735 mt e li si effettua la sosta di ricarica (percorsi ormai 77 Km da Corte). Si pranza al Restaurant A Parata con un ottimo hamburger di carne, che soddisfa i gusti oltre ogni nostra aspettativa.

Dopo aver superato Zicavo, ci diamo una rinfrescatina ai piedi nel gelato Russieau de Molina che tra le rocce crea piccole cascate. Da lì si prosegue continuando la scalata della terza vetta, quella di Punta di Poggio Grosso a 1194 mt.

Considerata anche la velocità media mantenuta (circa 32Km/h) tra salita e discesa, questa è una prova impegnativa per i nostri mezzi sottoposti a stress sia dal punto di vista della batteria, che dello sforzo del motore.

Che stress per i monoruota Begode!

Ma  i Begode l’ hanno saputa superare senza alcun segno di cedimento, mantenendo peraltro la temperatura della scheda a del motore entro limiti molto bassi. Questo anche per merito della modifica al sistema di areazione che abbiamo adottato già mesi fa, inserendo un apposito convogliatore e una ventola supplementare.

Proseguiamo giù in discesa per quasi 30 km passando per Aullène, dove deviamo sulla D420, passando per Quenza fino a raggiungere Zonza, e nei pressi del paese all’Hotel Cantu di fiumu ci siamo rilassati con bagno in piscina e Jacuzzi, prima di andare a cena in una pizzeria del centro Le Rndonneaur.

 

 

Lunedi 20 giugno, siamo pronti ad affrontare l’ultima parte del nostro viaggio nel sud dell’isola per raggiungere il porto d’imbarco a Bonifacio.

Partiti da Zonza, abbiamo attraversato una vasta foresta di ben 733 ettari fatta di boschi con alberi di sughero, di larici e di pini, sulla D168. Passa nei pressi delle cascate Piscia Gallo (che non abbiamo però visitato) e dopo circa 18 Km si apre di fronte ai nostri occhi lo spettacolo Lago de l’Ospedale. E’ un incantevole bacino artificiale a 950 mt di altitudine, costruito nel 1979 per garantire sempre la disponibilità di acqua nella località turistica di Porto Vecchio e al resto delle località della Corsica del Sud.

Mille metri in picchiata verso il mare

Subito dopo, ci siamo ritrovati ad affrontare una discesa che da 950 mt ci porta praticamente a livello del mare in circa 20 Km.

Vi lascio immaginare la goduria di percorrere così tanta strada in pendenza, con tante curve e tornanti, a velocità elevata (45-55 Km/h) con un consumo irrisorio della batteria dei nostri monoruota.
Dopo circa 42 Km dalla partenza, siamo già a Porto Vecchio dove abbiamo approfittato per una birra fresca in un locale sul porto.
Il nostro contakilometri segna già 50 Km dalla partenza e iniziamo ad avvertire la fame essendo ormai ora di pranzo, abbiamo quindi fatto sosta nel Golfe de Santa Giulia, dove abbiamo prima pranzato in un bel locale sulla spiaggia il Parad’isula Santa Giulia e poi fatto l’ultimo bagno in acque francesi prima di rimetterci in viaggio.

Ben rifocillati e con batterie cariche, siamo ripartiti alla volta di Bonifacio distante 20 Km appena, percorrendo la trafficata statale T10. Raggiunta la città ci siamo subito diretti al porto turistico per fare i biglietti ed imbarcarci per l’Italia, ci separano solo 20 km di mare e saremo in Sardegna.

monoruotaDopo 1 ora di navigazione siamo sbarcati a Santa Teresa di Gallura e dopo un buon (doppio) gelato di Naxos sulla piazza pedonalizzata Vittorio Emanuele, abbiamo puntato verso Palau sulla SS133 fino a raggiungere il Costa Serena Village dove alloggeremo per un paio di giorni.

Al termine del nostro quarto giorno di vacanza, il conteggio giornaliero segna 123 Km percorsi (compresi i 20 km di mare) mentre il totale sulla tabella di marcia riporta 441 Km.

 

La mattina di martedì 21 giugno, ci spostiamo di soli 5 Km e raggiungiamo la spiaggia sulla lingua di sabbia che separa l’Isola dei Gabbiani da Porto Pollo per un bel tuffo in acqua azzurra ed ammirare le evoluzioni dei windsurf e degli hydrofoil che in quel punto, sfruttano al meglio il vento che soffia nella baia.

Balzo in Gallura e il Maddalena Tour

Soggiornando in una località così vicina all’arcipelago de La Maddalena, sarebbe un peccato non andare a visitare le due isole maggiori: La Maddalena e Caprera, così per non perdere questa opportunità, verso le 13:00 decidiamo di recarci a Palau per imbarcarci sul traghetto. Appena 20’ di navigazione e sbarchiamo al porto turistico de La Maddalena.

 

Poco fuori dall’omonimo paese, imbocchiamo la strada panoramica SP91 che ci porta nella parte nord dell’isola, passando velocemente davanti la spiaggia di Monte d’Arena  e poco più avanti la spiaggia del Cardellino, poi ancora sull’altro lato dell’isola la spiaggia di Cala Lunga, la spiaggia del Costone (foto qui a destra) e la spiaggia di Spalmatore.

Ognuna di esse, offre uno scenario che vale la pena ammirare, dove pochi fortunati possono goderselo dal loro yacht, scegliendo la baia più bella dove ancorare.
Puntiamo le nostre ruote in direzione est e, tramite la SP53, passiamo il ponte lungo 500 mt, che collega La Maddalena a Caprera, ma al contempo consente il passaggio di piccole imbarcazioni da un lato all’altro.

Sugli sterrati di Caprera

Ci dirigiamo verso Punta Rossa, una striscia lunga di terra circondata dal mare all’estremo sud dell’Isola di Caprera. Li si trovano i resti della Batteria di Punta Rossa. Si tratta di un complesso fortificato che risale alla fine dell’800. E’ rimasta attiva, nella parte più vecchia, sino al termine della II Guerra Mondiale e per le esercitazioni degli incursori della Marina  fino al 2010.

È un luogo molto affascinante, con un primo complesso (foto a destra) con edifici di diversa grandezza e capannoni posti di fronte al molo. Quest’ultimo formava un piccolo porto che serviva per i rifornimenti del materiale e come rifugio per le imbarcazioni.

Proseguendo lungo il sentiero battuto, si raggiunge l’ingresso della fortificazione ottocentesca. Si notano poi una serie di edifici usati come casermette, dormitorio e cucine. Raggiungere la punta estrema di quella lingua di terra, non è stato difficile con i nostri monoruota.

Nel tardo pomeriggio scelta una delle tante insenature che l’isola propone, ci siamo fatti un meritato tuffo in un mare azzurro. Rientrati poi verso La Maddalena ci siamo imbarcati per il ritorno verso il nostro alloggio.

Giusto il tempo di una doccia per poi raggiungere una churrascheria, la Agriristochic Resort Li Espi. Qui abbiamo passato la serata, assaporando cibo dai sapori insoliti ed ottima carne infilzata su spade e cotta alla brace.

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La giornata si è conclusa con 75Km percorsi (10 di mare) e una tabella di marcia che segna 516 Km totali

La Sardegna da Nord e Sud, in mezzo al traffico

Siamo orami arrivati a mercoledì 22 giugno, il giorno del nostro rientro a casa. Lasciata quindi Costa Serena, ci dirigiamo a Palau per prendere la SP121 fino a Le Saline per poi svoltare sulla SP13 e passare per Tanca Manna e Cannigione, fino a imboccare la famosa SS125 che attraversa la regione da nord a sud (da Palau a Cagliari). E’ un’arteria davvero non adatta ai monoruota (bici o altri mezzi simili) stretta e priva di banchina (che solitamente occupiamo in questi casi). Essendo però l’unica alternativa, siamo stati costretti a percorrerla. Con la massima attenzione, senza creare intralcio agli altri veicoli. E rispettando margini di sicurezza adeguati. Grazie anche all’esperienza maturata negli anni di uso del monoruota in strada urbane ed extraubane, certo non ci intimoriscono  casi del genere.

Giunti ad Olbia, con anticipo sull’orario di partenza del traghetto per Civitavecchia, abbiamo pranzato al Caffè Bistrot e fatta una piccola passeggiata sulla bella ciclabile del lungomare di via Redipuglia, recentemente ristrutturato in stile europeo con giardini curati, attrezzi ginnici, giochi per bambini che difficilmente si trova in altre città italiane.

Alle 13:00 in punto l’imbarco e la partenza per Civitavecchia dove approdiamo alle 19:15, giusto il tempo di correre in stazione (appena 7’ in monoruota evitando il traffico congestionato) e prendere il treno per Roma.
Giunti a Roma Termini, scesi dal treno, non resta che percorrere i kilometri che mancano alle nostre abitazioni e decretare ufficialmente conclusa la nostra vacanza.

La sesta giornata si conclude così con 52 km giornalieri (cui vanno aggiunti quelli per raggiungere casa non indicati nel grafico) e la tabella di marcia che riporta un totale di 588 Km percorsi in 6 giorni.

Resistenza e sostenibilità, grazie al monoruota

Il resoconto di questa breve ma intensa vacanza, non può che essere positivo sotto tutti i punti di vista: resistenza fisica, affidabilità dei mezzi, bellezza dei posti visitati, accoglienza da parte di tutti coloro che abbiamo avuto modo di incontrare, buon cibo e tanta, tanta natura selvaggia che la Corsica e il nord della Sardegna offrono e possono essere apprezzati da chi, come noi, decide di fare turismo sostenibile nel migliore dei modi.
Con la speranza che diventi una moda seguita da molti negli anni a venire.

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5 COMMENTI

  1. Ma sbaglio o VaiElettrico era favorevole a restrizioni e limitazioni all’uso dei monopattini elettrici, arrivando addirittura a perorare una causa per l’obbligatorietà del casco? Sulla sicurezza stanno sempre tutti col ditino alzato pronti a proporre nuove leggi sempre più restrittive (in attesa che ci obblighino alle auto senza volante) e poi qui non si dice nulla?

    Lo chiedo perché, se vogliamo parlare di sicurezza, qui ci sono dei monoruota che percorrono strade extraurbane e lo possono fare solo in virtù di un errore in fase di stesura dell’ultimo decreto legge infrastrutture. Sarebbe il caso forse di accennarlo nell’articolo perché in molti, leggendolo, penseranno “ah che bello, ora mi faccio un monoruota così poi vado come questi signori in discesa a 55 km/h a fare i tornanti ‘a recchia’” (espressione che indica una inclinazione esagerata del mezzo, quasi che l’orecchio tocchi l’asfalto). Sia chiaro che questi signori non hanno violato la legge solo perché chi le scrive ha gravi problemi di competenza e scarsa soglia di attenzione: in realtà prima o poi questi veicoli (il begode ex costa 2800 euro!) saranno obbligati a circolare solo su piste ciclabili, marciapiedi e zone pedonali con velocità molto ma molto ma molto più basse dei 55 km/h del tornante in discesa (tra i 6 e i 20 km/h).

    Per chi volesse approfondire: https://www.asaps.it/73748-_nuovo_buco_legislativo_con_lapprovazione_definitiva_del__decreto-legge_infrastr.html

    • Per completezza di informazione, in Francia i monoruota possono circolare ma rispettando alcune regole fra cui velocitá non oltre 25 kmh.. Diciamo che nel loro interesse i tre viaggiatori avrebbero potuto saltare il tratto italiano e non tanto per eventuali controlli FdO ma per questioni RCA (credo che in caso di incidente avrebbero dovuto pagare di tasca loro..)

      • Ma loro sono in regola anche in Italia. Momentaneamente infatti non hanno vincoli di alcun tipo, per colpa di quella svista di cui ho parlato.

        • Ho scoperto che ci sono diverse polizze per i monoruota, prendo atto che finché dura il “limbo” possono circolare come tutti gli altri veicoli..

  2. Mentre leggevo l’appassionante resoconto mi venivano in mente centinaia di report simili letti negli anni su Motociclismo o su Quattroruote, e mi piace pensare che Vaielettrico sia oggi il giusto erede e testimone autorevole dei tempi che (fortunatamente) stanno per cambiare. E qua ci vorrebbe il sottofondo di The times they’re a changin’, di mister Dylan… Grazie. E bello leggervi.

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