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L’auto del futuro secondo Dallara? Più sobria e non termica

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il futuro dell'auto secondo Dallara
L'ingegner Giampaolo Dallara, a sinistra, con il nostro Psolo Mariano
Charxcontrol

L’auto del futuro secondo Dallara? Dovrà essere più sobria. Nel corso della seconda tappa dell’Eraid 2021, abbiamo avuto l’occasione di visitare lo stabilimento Dallara, a Varano de’ Melegari e conoscere l’ingegner Giampaolo Dallara con cui abbiamo scambiato due chiacchiere sul passato e sul futuro dell’auto.

Abbiamo avuto modo di visitare la galleria con molte delle auto che hanno rappresentato vere pietre miliari per la storia di Dallara e dell’auto in generale. Abbiamo inoltre visitato il laboratorio di prototipazione 3D e il simulatore di guida, dove Dallara testa le sue soluzioni, a volte persino prima di realizzarle. E dove molti piloti chiedono di potersi allenare.

L'auto del futuro secondo Dallara
Lamborghini Miura. Negli anni 60 la sicurezza non era la priorità

Quando l’ingegnere è arrivato, ha attraversato tutta la galleria con le auto esposte e, questo mi ha molto colpito, le sue prime parole hanno riguardato la sicurezza. E il modo in cui questa nel tempo ha condizionato lo sviluppo dell’auto, e di quanto diverse sarebbero oggi le auto se qualcuno non l’avesse posta avanti a tutto. In origine, soprattutto nelle corse, non si pensava nemmeno lontanamente a questo aspetto. Si posizionavano i serbatoi di carburante anteriormente, nelle zone maggiormente esposte agli urti. Quando le norme sulla sicurezza si sono fatte via via più stringenti, ecco che si sono trovati nuovi modi di progettare le auto. E le auto sono sostanzialmente cambiate.

Nella progettazione di una Formula E si parte dalla sicurezza e tutto deve rispettarla

L’avvento poi dei motori elettrici e delle batterie (Dallara ha progettato quella che è poi divenuta la prima auto di Formula E) ha posto sfide ancora maggiori. Dallara si chiede persino se il fatto che fino a oggi non si siano verificati incidenti particolarmente seri non sia il motivo per il quale ancora si dedichi troppo poca attenzione alla pericolosità delle batterie ad alta tensione.

L’auto del futuro secondo Dallara. Forse non elettrica ma…

Ingegner Dallara, come vede il futuro dell’auto?

Il simulatore di guida in Dallara

«E’ molto difficile fare previsioni. L’evoluzione è divenuta rapidissima. Solo 8 anni fa ci volevano due auto per portare a termine una gara di Formula E. Oggi una sola è in grado di completare la competizione. C’è una grande ricerca attorno a nuovi metodi di recupero dell’energia. All’inizio la trazione era posteriore. La prossima generazione di auto di Formula E, per esempio, avrà due motori. Questo permetterà di ottimizzare il recupero in frenata. E questo è solo un esempio di come la tecnica può evolvere».

Un altro esempio?

«Qualche anno fa volevamo investire il 60% del nostro fatturato annuo in una nuova galleria del vento. Per fortuna non l’abbiamo fatto. Perché oggi con il computer permette di simulare situazioni che all’epoca erano impossibili. Questo per dire che che è difficile fare previsioni. Non è detto che in futuro guideremo auto a batteria, ma certamente non guideremo auto con motore a combustione»

Una delle stampanti 3D in funzione presso il reparto prototipazione in Dallara

Le auto di oggi sono troppo esuberanti

«Oggi costruiamo auto troppo esuberanti per quello che è il codice della strada _ prosegue Dallara _. L’auto del futuro dovrà essere molto più sobria, anche dimensionalmente. Negli anni abbiamo migliorato moltissimo l’aerodinamica. Ma quello che abbiamo guadagnato in termini di coefficiente di penetrazione, lo abbiamo perso aumentando la superficie frontale dell’auto. Costruiamo auto sempre più grandi, quando nella maggior parte dei casi, non ne abbiamo bisogno. L’85% dei viaggi viene effettuato con non più di due occupanti. Le auto in futuro saranno più piccole, più sicure, con maggiore sicurezza attiva, cioè tanta tecnologia per prevenire ed evitare le collisioni. La velocità sarà al massimo di 150 km/h. E chi vorrà correre lo andrà a fare in pista. Questo è il futuro che vedo personalmente per l’auto».

Pongo a questo punto una domanda precisa all’ingegner Dallara e gli chiedo quanto a suo avviso l’evoluzione verso auto a batteria sia dovuta a una scelta di efficienza e quanto sia invece dovuta alla necessità di rispettare le restrizioni imposte sulle emissioni.

La sede Dallara, a Varano de’ Melegari, Parma

«Questo tipo di evoluzione _ risponde _ probabilmente non è partita dai costruttori. Questa almeno è la mia sensazione. I costruttori si sono dovuti adeguare. Un po’ come molti anni fa successe per la sicurezza. I regolamenti oggi sono talmente restrittivi che non si sarebbe potuto fare altrimenti. Si tratta di un cambiamento che i costruttori hanno subìto. Ma al quale, certamente, non è stata fatta molta resistenza. Le auto termiche che vengono prodotte oggi, tra 10 anni non potranno più essere prodotte. Pertanto i costruttori di automobili sono chiamati a trovare altre soluzioni, se vogliono continuare ad esistere. Evolvendo costantemente il prodotto, in modi che oggi difficilmente possiamo immaginare».

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3 COMMENTI

  1. Non riesco a capacitarmi perché oggi tanta gente scelga i suv. Inutili dannosi per l ambiente più inquinanti a causa del peso e delle dimensioni, non affatto più sicure perché più soggette a ribaltamento a causa della maggiore altezza da terra.Secondo l agenzia europea per l ambiente hanno vanificato gli sforzi per contenere le emissioni di gas serra, eppure molta gente ne ne frega altamente del problema e continua a dar felici le case automobilistiche che straguadagnano vendendo questi obbrobri.
    H

  2. L’ingenier Dallara lo dovrebbe spiegare al suo amico Cironi, che si corre in pista, non sulle strade normali…

  3. Bel punto di vista. Una bella sfida per i costruttori, e un cambio di mentalità nei confronti dell’auto da parte degli utenti. Sperando di andare sempre verso una strada maggiormente sostenibile ecologicamente, per la miglior vita di tutti.

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