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Le nostre FAQ / Risparmio passando all’auto elettrica?

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Le nostre FAQ. Inizia una nuova rubrica con le Frequently Asked Questions, le domande più ricorrenti che riceviamo, con le risposte. Per essere  d’aiuto a chi vuole approfondire la conoscenza delle auto elettriche in vista di un possibile acquisto. Potete creare anche voi altre FAQ, scrivendo a info@vaielettrico.it 

le nostre faqLe nostre FAQ (1) Quanto costa fare 100 km in elettrico? 

Dipende da dove riforniamo (se a casa o nelle colonnine pubbliche) e da che tipo di contratto abbiamo. Nella migliore delle ipotesi, consideriamo il costo medio attuale dell’energia sul libero mercato (0,25 euro/kWh). E il consumo medio di un’auto media (15 kWh/100km). Se dunque si ricarica l’auto prevalentemente a casa, percorrere 100 km in elettrico costa in energia all’incirca 3,75 euro. Ma se, all’estremo opposto, ricarichiamo sempre nelle colonnine pubbliche più rapide e potenti, il costo può più che triplicare. Al costo dell’energia, dobbiamo poi aggiungere quello della manutenzione, generalmente mai superiore ai 100 euro l’anno. Se guardiamo all’esempio della Volkswagen ID.3, l’equivalente elettrica della Golf, il tagliandi sono addirittura previsti ogni 60mila km o 4 anni. E un tagliando costa 113,75 euro.

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La Volkswagen ID.3, erede elettrica della Golf.

Nel caso migliore: 15 mila km all’anno con 700 euro

Il bollo non si paga per i primi 5 anni di vita dell’auto (in alcune regioni non si paga per sempre). Poi ti costa un quarto di quanto previsto in base alla potenza, ma il dato riportato a libretto è spesso molto inferiore a quello effettivo. E quindi gli importi in questione sono sempre estremamente contenuti. Restando sull’esempio della ID.3, si parla di meno di 50 euro all’anno. Anche l’assicurazione generalmente ha un costo più basso, anche se è difficile dare delle cifre. I costi della polizza dipendono da molte variabili: classe di merito, appartenenza geografica, compagnia, massimali. …Ma in media assicurare un’elettrica costa circa un terzo in meno rispetto a quanto spendi per un’auto a benzina o diesel. Questo perché statisticamente la sinistrosità è inferiore. E le compagnie ne tengono conto. Quindi, con un chilometraggio di 15.000 km, per un’auto media possiamo stimare un costo di gestione annuo che parte da 700 euro. Al netto di gomme e assicurazione. Costo che cresce  se la ricarica non avviene a casa al prezzo sopra indicato.

Le nostre FAQ  (2)  Che cos’è questa storia della dispersione?

Con un’auto termica è sufficiente conoscere quanti km in media l’auto percorre con un litro di carburante. Si dividono quindi i km percorsi in un anno per il consumo medio (espresso in km/litro) e si ottengono i litri di carburante. A questo punto si moltiplica il numero di litri per il prezzo della benzina o del gasolio. E il gioco è fatto. Quando invece si iniziano a considerare i costi (in energia) di un’auto elettrica, i calcoli da effettuare sono un po’ più complessi. Innanzitutto è necessario tenere presente che non tutta l’energia che si utilizza per ricaricare una EV finisce nella batteria. E questo è già qualcosa al quale non siamo abituati. Quando andiamo a rifornire la nostra auto diesel, se paghiamo per 50 litri di carburante, a finire nel serbatoio saranno 50 litri di carburante. Quando invece ricarichiamo un’auto elettrica, dobbiamo tenere presenti almeno due tipologie di assorbimenti accessori.

Dove se ne va l’energia (oltre che nelle batterie)

Ecco dunque i due fattori di cui tenere conto:

  • la dispersione in fase di ricarica: in funzione della potenza di ricarica, potremmo avere una dispersione variabile dal 2 o 3% fino al 15%. In sostanza, più abbassiamo la potenza di ricarica e più alta sarà la dispersione. In genere si consiglia di ricaricare ad almeno 3 o 4 kW di potenza, sotto di questa soglia la dispersione diventa sensibile.
  • assorbimenti dai servizi accessori dell’auto: la maggior parte delle moderne auto dispongono di un sistema di climatizzazione del pacco batteria. Questo al fine di garantire costanza delle performance dinamiche dell’auto e della velocità di ricarica. Chiaramente il sistema, per funzionare, necessita di energia. E, durante la ricarica, tale energia viene prelevata direttamente dalla fonte esterna (la colonnina, o la wallbox). Esempi: se restiamo in auto durante la sosta presso una colonnina FAST, potremmo voler tenere accesa la climatizzazione. Anche questo è un assorbimento accessorio.

le nostre faqLe nostre FAQ (3) In genere dove si ricarica? Nelle colonnine pubbliche?

Detto questo, è utile evidenziare che la maggior parte degli utenti effettuano la maggior parte delle ricariche a casa o sul posto di lavoro. A una potenza generalmente compresa tra 3 e 11 kW, con dispersioni quindi molto basse. Consideriamo l’utilizzo di un utente medio. Solo occasionalmente ricarica presso le colonnine FAST (come peraltro raccomandato dai costruttori stessi, al fine di rallentare il deterioramento della batteria). E possiamo considerare il valore medio di dispersione non superiore al 3/4%. Parliamo quindi di costi. Il valore di 0,25 euro/kWh (costo tipico casalingo comprensivo della dispersione), come detto, può anche più che triplicare nel momento in cui  utilizziamo una ultra Fast. E attivare la ricarica da una qualsiasi app, senza alcun abbonamento flat attiv). Ma, c’è un altro ma. In realtà, chi guida un’auto elettrica oggi effettua la maggior parte delle ricariche a casa. E quindi l’impatto del costo delle ricariche pubbliche sul costo medio di ricarica annuo è, come detto, davvero marginale.

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Colonnine di Enel X WAY e Be Charge, i principali operatori della ricarica.

Se rifornite sempre nelle FAST state sbagliando auto…

Sento già le obiezioni. Tipo: quali sono i costi per chi ricarica esclusivamente alle colonnine FAST perché non ha la possibilità di farlo a casa? No. Aspettate. Se qualcuno pensa di acquistare un’auto elettrica e ricaricarla solo alle FAST, come se fosse un’auto termica, purtroppo, a oggi ha sbagliato auto. Non consiglierei a nessuno di farlo. Per tre motivi. Il primo: i costruttori stessi raccomandano un’utilizzo marginale delle ricariche FAST, pena il più rapido decadimento del pacco batteria. Il secondo: il costo della ricarica FAST è estremamente più alto rispetto a quello della ricarica casalinga. Il terzo: le auto elettriche non sono progettate per questo tipo di utilizzo. Per godere appieno di un’elettrica, bisogna approfittare dei momenti nei quali sarebbe comunque parcheggiata per ricaricarla. Se invece la si porta alla FAST, come fosse una termica (che però non ha i tempi di rifornimento di una termica) l’utilizzo diventa complesso e scomodo. E la diretta conseguenza è che si finisca per rimpiangere l’auto a benzina.

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7 COMMENTI

  1. Aggiungerei, riguarda do i costi di ricarica, che con le varie promozioni in corso, es telepass, si riesce a viaggiare quasi gratis. Personalmente dalla metà di Aprile, quando cioè ho iniziato a tenere i conti, ho percorso 2500 ho spendendo 84 Euro utilizzando le colonnine Enel X fast (si fa per dire, arriva a malapena a 38-40 kW/h)
    Difficile si riesca a farlo con i carburanti fossili

  2. Mi permetto solo una puntualizzazione su “Quando andiamo a rifornire la nostra auto diesel, se paghiamo per 50 litri di carburante, a finire nel serbatoio saranno 50 litri di carburante”… ecco, anche no.

    Ma vogliamo ricordare anche casi storici di benzina con un contenuto di acqua troppo alto, valvole di recupero vapori contraffatte (che recuperavano un po’ di benzina che anziché finire nel serbatoio dell’auto tornavano nella cisterna), benzina sporca (questo è capitato a me anni fa)… almeno sull’elettrica gli elettroni che metti sono quelli al netto della dispersione (e lo sai che è così)

      • Truffe o non truffe questo è il problema, l’ultima indagine fatta metteva in luce che nessuna pompa eroga realmente i litri segnati c’è una tolleranza e guarda caso nessuna sopra ma tutte sotto dalla migliore con un errore del 2% alla peggiore 4% sempre senza contare la qualità del prodotto.

        Detto questo concordo con le cariche fast e ultrà fast, ma qui sento che la maggior parte ha bisogno di fare 1000km nel minor tempo possibile quindi le loro auto saranno rifornite esclusivamente da fast tanto poi loro la cambieranno ogni tre anni e così non si preoccupano neanche del degrado della batteria, non è un loro problema.

        • Nella parte dell’articolo sulla dispersione in fase di ricarica aggiungerei l’importanza del rendimento del veicolo per non “sprecare” preziosi kWh..

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