Home Scenari Indagine sulla morte della prof Prati nell”auto esplosa

Indagine sulla morte della prof Prati nell”auto esplosa

25
La ricercatrice dell'Istituto Motori del CNR di Napoli Maria Vittoria Prati, 66 anni.
Charxcontrol

Indagine sulla morte della prof Prati, 66 anni, la ricercatrice del Cnr che era a bordo dell’auto sperimentale esplosa venerdì scorso sulla tangenziale di Napoli.

Indagine sulla morte della prof Prati, ricercatrice CNR

Maria Vittoria Prati era apparsa subito in condizioni disperate. La nota ricercatrice aveva riportato ustioni di terzo grado sul 90% del corpo. E le sue condizioni erano apparse da subito gravissime ai medici del reparto specializzato dell’ospedale Cardarelli, dove è avvenuto il decesso. La scienziata era considerata un nome di riferimento nel campo dello studio delle emissioni e dell’utilizzo di combustibili alternativi. Laureata in ingegneria chimica, lavorava da oltre trent’anni all’Istituto motori del Cnr di Napoli, con il ruolo di senior researcher. L’Isituto Motori a lungo ha collaborato anche con il Centro Ricerche Fiat di Napoli, altra eccellenza. Dal 1° ottobre 2020 l’Istituto Motori è confluito nel nuovo Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili (STEMS)

Un prototipo costruito sulla base di una VW Polo

Con lei, sull’auto sperimentale ad alimentazione ibrida (gasolio più energia da un pannello solare) che è esplosa, c’era il laureando 25enne Fulvio Filace. Il giovane ricercatore è ricoverato nel reparto grandi ustionati del Cardarelli, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Nelle prossime ore per Filace è programmata una nuova operazione, la sua prognosi resta riservata.Sull’episodio la procura di Napoli ha aperto un’inchiesta, per ora contro ignoti. Nell’ambito dell’indagine è stata sottoposta a sequestro un’auto-prototipo ‘gemella’ di quella distrutta. I magistrati la sottoporranno il mezzo all’esame dei periti, insieme ai resti del terribile incidente. Il prototipo esploso era stato costruito sulla base di una Volkswagen Polo, modificata e alimentata a gasolio ed energia solare. Maria Vittoria Prati e Fulvio Filace stavano viaggiando sulla Tangenziale di Napoli, in direzione Pozzuoli quando, poco dopo lo svincolo di Corso Malta, l’auto è improvvisamente esplosa.
—————————-
Indagine sulla morte della prof Prati – Iscriviti  alla newsletter e al  canale YouTube di Vaielettrico: è gratuito
Apri commenti

25 COMMENTI

  1. Innanzitutto l’auto montava il kit di Landi Renzo HERS, che non ha nulla a che fare con il gas, non è altro che un Hybrid Electric Retrofit System, composto da due motori elettrici che vanno posizionati dentro i cerchi posteriori sostituendo il sistema frenante, e una batteria da 11Kw nel baule e alcuni sensori e centraline oltre ad un kit per ricaricare la batteria con pannelli monocristallino. Ciò che ha causato il tutto è il PEMS Portable Emission Measurement System, che per verificare i gas di scarico con combustibile incombusti utilizza una bombola di idrogeno miscelato ad elio 40/60 che è altamente infiammabile ed asfissiante. Prima di fare voli pindarici e congetture almeno informatevi. Il PEMS si usa anche per i veicoli ICE tradizionali, la ricercatrice era appunto esperta in questi sistemi e stava semplicemente raccogliendo dati.

    • Quindi al di là del motivo per cui in auto c’era una bombola con idrogeno la “colpa” di questa tragedia di chi è? Dell’idrogeno e la sua altissima infiammabilità o delle batteria al litio che vanno a fuoco????
      Ciò che ho contestato io a certa informazione è il fatto di sfruttare anche queste tragedie per istillare nelle persone il terrore per le auto a batterie anche se era palese sin dal principio che un evento con dei tempi d’incendio così rapidi non sono compatibili con il peggior problema che si può avere con una batteria (il cortocircuito delle celle).
      Mentre si è fatto di tutto per non menzionare la presenza di idrogeno in auto….

      • La colpa andrà appurata con le indagini. In sostanza in auto, nel baule c’era una miscela di gas altamente esplosiva contenuta in una bombola in pressione, con relativo riduttore di pressione e tubo che portava all’esterno il contenuto, e della componentistica elettronica/elettrica/batteria che possono fungere da accendino.
        Quindi nel caso che hai un accendino e una miccia di chi è la colpa se poi il tutto esplode?
        La miccia senza innesco non è pericolosa così come un accendino senza miccia!
        Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

        • Mha, penso che le frasi sui bicchieri e su accendini/micce qui non calzino

          e mi spiace ora fare ragionamenti tecnici; nel ripensare al fatto, triste e fresco, la mente andrebbe prima ad altro tipo di riflessioni

          – se ( se ) è iniziato con una fuga di idrogeno, rimasto nell’abitacolo,
          creando un’atmosfera facilmente infiammabile, quello è “IL” problema

          gli occupanti dell’auto, l’auto, e tutto quanto contenuto nell’auto, non sono predisposti per operare in un atmosfera esplosiva,
          cosi come l’interruttore della luce di casa o il phon non sono costruiti per non scintillare in caso di una fuga di gas metano

          – poi, la batteria penso la puoi toglire dalla lista che hai fatto, non può fare “da accendino”, di suo non ha interruttori fisici che possano “scintillare”

          per coinvolgerla, dovresti ipotizzare due incidenti contemporanei, e capisci sarebbr una forzatura, cioè la fuga di gas e un corto nella batteria, con successiva sfiammata (che poi ho visto il kit HYSOLARKIT, non era artigianale, era già ingegnerizzato, la batteria dovrebbe essere pure dentro in un contenitore)

          piuttosto se l’incendio del gas e dell’auto è durato abbastanza, potrebbe aver scaldato e sciolto internamente la batteria, incendiando anche lei, idem eventualmente il serbatoio dell’auto

          ho anche capito il fastidio che ha avuto Moreno rispetto al modo acchiappaclik in cui è stata trattata la notizia da una parte dei giornali nei primi giorni

          per incendiare l’idrogeno, con a disposizione solo bassa tensione, una scintilla la puoi creare azionando degli interruttori elettrici, nel trasitorio del contatto si generano delle forti extracorrenti e puoi avere scintille

          es. parti dello strumento caricato a bordo, eventuali relè dei vari inverter a bordo, parti elettriche della stessa automobile, devioluci, relé, motorino servosterzo, a esagerare l’azionamento delle frecce o degli stop se i porta lampadine avevano dei cattivi contatti che sfiammavano,

          oppure potrebbe (?) bastare una superficie arroventata, non lo so , non sono un chimico, i terminali dello strumento se ho capito correttamente erano montati sul terminale delle marmitta, o qualche parte dell’elettronica o dello strumento che lavoravano a temperature elevate, vai a sapere

          ancora più banale: microscintilla di elettricità statica, dai tessuto dei sedili, o tra parti dalla carrozzeria caricata dal vento

          facciamo come hai detto tu, lasciamo calmare la cosa; e se i periti riescono a ricostruire se e come mai è uscito il gas poi lo leggeremo
          ciao

  2. Ciao,
    che dispiacere per l’incidente, successo a persone esperte,
    speriamo per la prognosi dell’assistente

    sembra non fosse idrogeno da idrolisi (come ho scritto anche io due giorni fa), ma da bombole di uno strumento scientifico caricato a bordo che usavano per misurare con precisione le emissioni e i consumi del motore; l’auto aveva un piccolo sistema ibrido, pannellino sul tetto, piccola batteria di accumulo a bordo, motori elettrici nei mozzi posteriori a dare una mano al motore termico

    ero ricercatore, parlo per me, non so se centri con l’incidente ai due ricercatori;
    ricordo nei laboratori ci si abituava un pò alla volta a maneggiare strumenti pericolosi sempre più in pilota automatico e magari saltando qualche precauzione in più per la sicurezza, è normale, nei labotatori non sei completamente normato, è un ambiente di lavoro flessibile, decidi tu se è rilevante o superfluo; poi che tu sia scupoloso o veloce, il fattore imprevedibile rimane lo stesso

    su altri luoghi di lavoro percolosi, invece le norme ci sono, faticosamente studiate con cura da un ente o un consulente e descritte in manualistica, e le vorresti anche applicare, ma magari hai pressioni per fare più in fretta; il tema delle procedure sicurezza in ambienti di lavoro è un casino

    quando va bene a ricordarti di non abbassare le difese è un incidente minore in cui spacchi solo delle “cose” ma nessuno si fa male

    sulle notizie incerte del progetto scientifico della Polo,
    prima credevo (sbagliando) stessero testando hidrogeno realizzato da acqua con idrolisi e immesso nell’aspirazione del motore, perchè sono kit che sono sempre esisititi, dal dubbio rendimento energetico, mai testati bene; energeticamente se l’idrogeno lo fai da un serbatoio di acqua con la corrente dell’alternatore, e poi lo bruci insieme a benziana o gasolio, il bilancio tortale energetico penso sia in perdita, però chi usa questi kit sostiene che il poco idrogeno immesso nel motore insieme al carburante ne aumenti il rendimento della combustione (ma più che altro rimuove i residui carboniosi nel motore), da cui una ipotetica riduzione dei consumi, ma cosi modesta (es. 7%) che potrebbe anche essere suggestione

    oggi invece ho letto che nella Polo ci sarebbero (?) state bombole di idrogeno e di elio, per alimentare uno strumento scientifico caricato a bordo, potrebbe trattarsi di una fuga di idrogeno con fiammata

    lo strumento si userebbe per misurare con esattezza le emissioni allo scarico dell’auto e indirettamente i consumi (l’elio e l’idrogeno vengono fatti fluire in bassa densita (vicino al terminale della marmitta? e si misurano dei potenziali elettrici da cui si ricavano le emissioni del motore)

    insomma sarebbe un misuratore ad alta precisione, si usa per “validare” i test dove serve una alta sensibilità, di per sè doveva essere una giornata estiva di routine

    la natura ibrida dell’auto, il progetto che stavano studiando, sarebbe (?) consistita nell’aver adottato due motori elettrici nei mozzi delle ruote posteriori, con minime modifiche all’auto,
    che fornissero un po’ di aiuto al motore termico; il pannello solare penso ricaricasse una piccola batteria al litio (magari una NMC, per alimentare sitemi ibridi, deve avere alta potenza in rapporto alla poca capienza) tenuta a bordo magari senza un involucro protettivo, potrebbe o meno essersi incendiata anche lei insieme alla strumentazione se l’incendio della fiammata del gas fosse bastato a portarla in temperatura velocemente

    per quanto in apparenza l’energia del piccolo pannello solare sia poca, facendo due conti si scopre che per auto a bassa percorrenza, e in città ce ne sono parecchie, il pannellino durante la giornata fa accumulare con calma abbastanza energia da dare poi un contributo tutto sommato apprezzabile al risparmio di carburante, è un’idea che in varie forme ogni tanto viene fuori sulle auto,
    poi di recente ho visto non ricordo se qui o su altro sito un articolo su un monopattino/scoter elettrico da città con un pannello solare dullo scudo frontale a ricarne la batteria, forse l’utilizzo più efficace di questa idea

    i motori nei mozzi posteriore ruota pare funzionino bene, con un peso non eccesivo sulle masse non sospese, in cina ci sono auto e taxi con motore elettrico grande e differenziale all’anteriore, e due motori piccoli uno per mozzo ruota al posteriore; la ditta principale che li ha messi a punto li fabbrica e vende in due taglie/peso/potenza

    in questo caso se hocapito li stavano provando su auto termica, per “recuperare” e rendere ibride a costo non eccessivo le auto termiche anche modelli vecchi non predisposti, con o senza pannellino solare (andrebbe bene anche una presa di ricarica), idea interessante

    penso fossero gratificati dal progetto, mi spiace, non ha senso che abbiano avuto così tanta sfortuna, sarebbe bastato e avanzato un incidente su scala molto più piccola per poter poi apprezzare lo scampato pericolo

  3. quando si dice prototipo , la parola stessa già indica che si tratta di qualcosa non standard che non è omologato che non ha eseguito tutti gli iter previsti per la validazione e per la sicurezza degli utilizzatori e di terzi quindi, le rimanenti sono tutte congetture in quanto non si conoscono gli elementi di fondo che hanno portato al scatenarsi di questo evento. Nel passato ho lavorato come tester per quasi tre anni nel campo motociclistico ed io ed i miei colleghi del tempo eravamo ben consci dei rischi di salire e mettersi in strada con mezzi che si sapeva avevano delle forti lacune tecniche, il rischio era compensato dalla lauta paga (in oltre non si pagavano multe e non si aveva ritiro patente per gli eccessi di velocità ed infrazioni varie 🙂 ) le cadute e gli incidenti causati da mal funzionamenti avvenivano a volte senza conseguenze altre con qualche mese di stop forzato.
    Con un prototipo possono succedere tutti gli imprevisti possibili ed immaginabili .

  4. ci manca solo qualcuno che gioisca (nei commenti) e il fondo è raschiato..

    comunque, da quanto ne so, per poter circolare in strada devono avere permessi dati dalle varie “competenti” istituzioni: senza il loro benestare (previa visione progetto) si gira nel parcheggio dell’università (forse). da questo se ne dovrebbe dedurre che: o essendo a napoli non c’è problema oppure non era considerato pericoloso.
    il cervello dovrebbe proporre cautela nell’esprimere giudizi e certezze sull’avvenuto mancando totalmente la conoscenza del mezzo in questione e di cosa stessero verificando.

    PS: il dubbio che non ci sarebbero saliti in caso di presunta pericolosità non vi ha colto? mah..

    PPS: è rivolto ad alcuni commenti, non all’articolo

    • Ernesto, qui se c’è una persona che può essere felice di quanto accaduto al massimo sei tu visto il tuo pensiero che ben conosciamo e che hai esposto decine e decine di volte in questo sito….

      Io non sono affatto felice dell’accaduto ma scriverlo lo reputo superfluo perché dovrebbe essere normale per tutti… Ho semplicemente evidenziato come anche in questo caso l’informazione ha fatto di tutto per far passare il messaggio che le auto elettriche esplodono….
      La mia critica era ed è rivolta a come è stata presentata (che parole sono state dette e soprattutto non dette) al pubblico la narrazione di una notizia tragica (non sto parlando di questo articolo in questo sito che non ha fatto altro che riportare quanto detto/scritto altrove) che ovviamente è e resta tragica ma è, anzi dovrebbe essere, (almeno questo pensavo io) superfluo specificarlo per scritto.

      • tu hai un problema di fondo: non ti rileggi mai.
        hai espresso i tuoi giudizi tranchant (certezze assolute) e altri ti hanno seguito. stop

        non hai alcun dubbio che sia come hai detto, pur non avendo informazioni dettagliate o conoscenza diretta di cosa stessero facendo, cosa ci fosse in auto e perché ci fosse.

        adesso che stanno uscendo notizie più “accurate”, hai ancora la certezza di quello che hai scritto nel tuo primo commento?

        hai preso il “dritto” idrogeno e via a spalare..
        per quante poche ce ne siano in circolazione, hai notizie di mirai esplose? dovrebbero aver fatto notizia se così fosse..

        PS: se fossi come te, mi troveresti a commentare le bev bruciate “ecco, un’altra prova che non sono sicure”, ma non ci sono miei commenti del genere

        • Io ho fatto un ipotesi non ho affatto detto è così!!!!! E non mi sembra di esserci andato poi tanto lontano perché cos’è che ha fatto “esplodere” l’auto? Al di là del motivo per cui era in auto (per alimentare l’auto o per far funzionare uno strumento) è o non è stata una bombola contenente idrogeno a generare la tragedia?
          E non ci voleva uno scienziato per avere la certezza che un evento del genere per i tempi che ha avuto non è compatibile con problemi ad una batteria al litio… ma la narrazione che è stata fatta fa si che se oggi vai a chiedere a 100 persone perché è successo ciò che è successo la maggior parte ti risponderà: “perché è esplosa la batteria”.
          Questa è la verità….

          • Se, e sottolineo “se”, la batteria al litio è stata la causa scatenante, ha fatto da accendino, tali persone non ci sono andate molto lontane.
            Anche il fatto di averla installata a bordo e non all’esterno e un altra concausa. Se hai un accendino e della benzina non è meglio tenerli separati?

          • Punto 1 almeno abbi le cosiddette di metterci la faccia dichiarando il tuo nome e cognome invece di nasconderti dietro in nick oltretutto creato solo per offendere gratuitamente….

            Punto 2) c’è molta differenza fra leggere uj commento e comprendere ciò che si è letto… ma capisco che mentre la lrima cosa riescono a farla tutti per la seconda è richiesto un piccolo sforzo in più che evidentemente non è alla portata di tutti… non c’è alcun SE da ipotizzare riguardo la batteria al litio come causa scatenante e non perché non è possibile che questa abbia avuto problemi ma semplicemente (ma evidente così semplice non lo è per tutti) perché se avesse avuto problemi non avrebbe potuto in nessun caso generare una fiammata istantanea… infatti quando una batteria al litio ha problemi impiega minuti prima di sprigionare fiamme vive..
            E se in questa storia c’è una certezza è che l’evento tragico è stato improvviso (senza segni precedenti che potessero dare l’allarme agli occupanti) e praticamente istantaneo… se così non fosse stato, cioè se l’incendio ci avesse messo anche solo 30 secondi a divampare, sicuramente l’auto sarebbe andata distrutta in egual modo ma altrettanto sicuramente i 2 passeggeri non sarebbero rimasti coinvolti nel rogo perché avrebbero avuto tutto il tempo di fermare l’auto e scappare.
            Quindi al tuo “se” la risposta è semplicemente che la batteria non può essere stata la causa scatenante per la ragione appena espressa…
            Ovviamente sarà compito dell’inchiesta capire cosa non ha funzionato ma non serve questa per escludere un’esplosione istantanea della batteria come causa scatenante dell’incendio dell’idrogeno… l’inchiesta dece accertare cosa non ha funzionato nel ciclo di utilizzo dell’idrogeno (esplosione della bombola, problemi all’erogatore, problemi ai tubi di trasporto dell’idrogeno, ecc…) ma che la causa scatenante sia un fuoriuscita incontrollata dell’idrogeno per chi sa utilizzare la logica è già certo perché è l’unica possibilità che c’è per avere un evento pressoché istantaneo come è stato.

  5. In primo luogo dispiace tantissimo per la morte di due persone.

    Sulla natura dell’evento, dal sito dell’Ansa https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/06/25/auto-esplosa-a-napoli-morta-la-ricercatrice-del-cnr_287b1ce5-1065-4e75-a5de-0ef32ea78f4e.html l’auto non appare deformata come dovrebbe essere in caso di esplosione, quanto piuttosto bruciata. E questo è il primo indizio a sfavore dell’idrogeno.

    Dal video realizzato in loco con uno smartphone, inoltre, si vede del gran fumo nero il che non è compatibile con l’idrogeno che brucia (fiamma bianca) salvo che l’idrogeno fosse già stato consumato.

    Poi tutto può essere, non avendo dati precisi.

      • È palese che l’auto non è esplosa a mo di bomba ma è altrettanto palese che non si tratta di un “normale” incendio da cortocircuito perché se così fosse stato i 2 occupanti dell’auto avrebbero avuto tutto il tempo di fermarsi ed uscire dall’auto prima di venur ustionati in quel modo… qui, qualunque sia stata la causa, è lampante che ci sia stata una fiammata istantanea xhe ha investito tutto l’abitacolo compresi i passeggeri. Cosa che non avviene nel caso di un semplice cortocircuito elettrico (ne a livelli di cavi ne tantomeno a livello di celle di una eventuale batteria)… Mentre invece è compatibilissimo con la presenza di una modica quantità di gas altamente infiammabile e stivato a non altissima pressione. E se la sperimentazione era quella di produrre idrogeno attraverso elettrolisi con la corrente prodotta dai pannelli solari (ovviamente questa al monento è un ipotesi, la mia ipotesi, non di certo una certezza) questo non poteva essere in grandi quantità né tantomeno compresso data la ristrettissima quantità di energia elettrica a disposizione… nel caso simtavano producendo una modica quantità di idrogeno per addittivarlo al normale gasolio e rendere così più efficiente la combustione (compatibile con il dato di riduzione del 20-25% di consumi/emissioni rispetto al motore termico “standard” che hanno dichiarato permetteva questa sperimentazione)…
        Anche il fatto che nei video si vede fumo nero nulla indica perché i video non hanno di certo ripreso i primi momenti dell’incendio/esplosione (semplicemente perchè chi ha ripreso lo ha fatto perché l’auto stava già bruciando da prima) e si sa bene che l’idrogeno è velocissimo a bruciare quindi i fumi dell’idrogeno (se è stato questo il caso) sono durati solo pochi secondi così come le vere e proprie fiamme dell’idrogeno ma sufficienti per fare da “innesco” per gli altri materiali “standard” dell’auto che hanno continuato a bruciare producendo il loro di fumo che di certo non è bianco…

  6. Definire l’auto come ibrida mossa da “gasolio più energia da un pannello solare” è come non dire nulla sulla reale natura di questa auto.
    Ed è palese che questo sia lo scopo di take definizione…cioè nascondere al pubblico come realmente funzionava questa auto….
    Ma, al di là del tentativo io credo che la qualific della pivera scenziata sia abbastanza chiarificatrice: “nome di riferimento nel campo dello studio delle emissioni e dell’utilizzo di combustibili alternativi.”.
    UTILIZZO DI COMBUSTIBILI ALTERNATIVI!!!!!
    E che combustibile mai si potrà produrre in loco tramite l’energia solare (da tenere belle “famose” bombole presenti a bordo) per poi miscelarlo al normale gasolio per aumentarne il rendimento???
    Mi sembra altissinamente probabile (per non dire certo) che si tratta di idrogeno ma visto che si vuole spingere verso questa tecnologia a sfavore delle batterie moktro meglio non nominarlo e parlare semplicemente di “auto ibrida” così che nell’immaginario pubblico entri a far parte del “nutritissimo” numero di batterie che esplodono!!!!

    • E’ Idrogeno…senza dubbio alcuno!? Assurdo parlare solo di gasolio e pannelli solari…ci sono campi infiniti di pannelli in Italia e in tutta Europa,, pochissimi incidenti in tanti anni Qui invece Prof e…discepolo sono subito saltati in aria cn l’auto Mah!🤔

    • Certo che enfatizzare l’esplosione per la presenza di un pannello fotovoltaico senza spiegare minimamente cosa contenevano le bombole che sono esplose, è veramente un modo per confondere le idee e alimentare pregiudizi della gente sulle macchine elettriche.
      E poi quella Polo non era affatto ne una macchina ibrida e tantomeno una macchina elettrica, nessuna batteria per il motore elettrico ma solo un pannello di quanto 400-500Wp? e con mezzo kW non ci alimenti nemmeno le luci interne..
      Dispiace comunque per la perdita umana e per il ragazzo in fin di vita..

    • ma perché parlate di cose che non conoscete? L’auto aveva un pannello solare che alimentava una batteria, punto. La cosa più probabile è che sia esplosa la batteria, che era un modello a ioni di litio. Quindi evitate questi commenti da tifosi senza alcuna competenza

      • Alessandro quello che non sa le cose forse sei tu:
        1) una batteria agli ioni do litio non esplode… se va in corto circuito, che è la cosa peggiore che può fare, si surriscalda fino ad arrivare a sprigionare fiamme ma ci impiega tempo e mai e poi mai esplode di colpo…. ci sono decine e decine di studi che lo dimostrano… il processo di surriscaldamento e poi autocombustione, anche quando è particolarmente rapido, impiega dei MINUTI non secondi per accadere…
        Qui si parla di un auto sperimentale e come tale è scontato che avesse tutti i parametri monitorati, a partire dalla temperatura della batteria al litio se ce n’era una a bordo, per raccogliere dati per la sperimentazione. Quindi è impossibile che in caso di cortocircuito delle celle della batteria i 2 scienziati a bordo non se ne siano accorti ed abbiano banalmente fermato l’auto uscendone..
        Oppure pensi che se vedevano le temperature della batteria arrivare a livelli pericolosi sarebbero rimasti a bordo per vedere l’effetto che fa???
        Qui non hanno avuto il tempo di reagire ne di accorgersi di ciò che stava per accadere e questo semplicemente non è compatibile con un evento di autocombustione di una batteria mentre invece lo è perfettamente con una bombola con all’interno un gas altamente incendiario….

        2) secondo te con un pannello solare sul tetto si ricarica una batteria da trazione? Con una potenza di 5-600 W (perchè questo al massimo puoi tirare fuori da dei pannelli sul tetto) non alimenti uh motore da autrazione… servono potenze ben più alte… ed in ogni caso che sperimentazione sarebbe ricaricare in 1 ora 600 Wh che con una BEV fatta bene al massimo ci fai 5 km… in un auto di quel genere penso che se ce ne fai 3 è grassa? Cioè che sposta a livello di efficienza fare 3 km “a gratis” in 1 ora (sempre ipotizzando un esposizione ottimale dei pannelli per tutta l’ora)?
        Pensi davvero che il CNR perda tempo in sperimentazioni così ridicole?

        3) che c’entra una esperta in NUOVI COMBUSTIBILI a capo di una sperimentazione di un auto ibrida a batteria? Ti risulta che la corrente elettrica sia un combustibile? Mentre invece lo è l’idrogeno….

        P.S. io non sono un “tifoso” come mi hai definito tu… semplicemente sono uno che ha il brutto vizio di usare quei 4 neuroni che ha in testa e di sviluppare un pensiero proprio semza prendere per “certo” ciò che la stampa ci propina…
        Se una cosa è contraria alla logica a me mi puoi dire quanto vuoi che è quella la verità ma io non la prendo per verità solo perché qualcuno lo scrive su di un giornale/sito….

    • Io non sono laureato in alcunchè , ma anche lo fossi non parlerei di un caso del quale non esiste nessuna informazione attendibile, al momento è tutto prematuro. Non depone a favore che il sito del CNR come da tradizione italiana ,manchi di trasparenza su qualunque argomento e quando succedono disgrazie ,state certi che il primo punto è negare anche l’evidenza ( che qui non c’e’ )

    • @moreno
      Rispondo qua perché non lo permette alla tua risposta delirante.
      Punto 1 vale il proverbio cinese, “quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”. Si attacca sempre chi lo dice cercando di screditarlo. Sei patetico, hai ipotizzato l’idrolisi e la produzione di idrogeno senza manco sapere tecnicamente di cosa si trattasse; almeno informati prima di sparare cavolate a vanvera.
      Punto 2 visto che te la suoni e canti da solo e solo tu sei in grado di comprendere continua con i tuoi voli pindarici. La batteria va intesa non come apparato a se stante ma con tutto ciò che le gravità attorno di elettrico ed elettronico per gestirla caricarla e scaricarla. Se vuoi escluderla a priori come mai non è mai accaduto nulla di simile nelle migliaia di rilevazioni di veicoli ICE?

Rispondi