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Il no di Rimini al parco eolico in mare è un autogol?

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Il no di Rimini a un parco eolico in mare da 330 Megawatt è un autogol? O piuttosto una legittima mossa a tutela  del paesaggio e del turismo? Vediamo.

Il no secco di Rimini, il sì di Legambiente

Il no di Rimini
Edoardo Zanchini di Legambiente

Sono ormai 14 anni che Energia Wind 2020 tenta di costruire un parco eolico marino davanti alle coste della Romagna. Un investimento da un miliardo per 59 pale da collocare in Adriatico. La decisione finale spetta al ministero dei Trasporti e alla Capitaneria di Porto, ma ovviamente c’è una Conferenza dei Servizi per acquisire pareri dalle parti interessate. Tra queste, in prima fila, gli enti locali, con il Comune di Rimini in testa, che conferma il suo no. La vicenda è molto più ingarbugliata delle solite contrapposizioni tra gli interessi del mondo economico e le resistenze di residenti e ambientalisti. Tra i sostenitori del progetto, infatti c’è Legambiente, che dalle colonne del Corriere ammonisce: “Chi boccia l’eolico senza alternative credibili, si assume una forte responsabilità nei confronti dell’ambiente“.  E il vice-presidente Edoardo Zanchini sul suo profilo Twitter scrive: “A 10 km dalla costa! Più che a difesa del paesaggio, il sindaco si batte per non cambiare un modello di sviluppo”.

Il no di Rimini nelle parole del sindaco Gnassi

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Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Possibile che in Italia tutti a parole invochino più energia prodotta da rinnovabili e poi che si blocchino tutte le iniziative proposte? Ormai anche i grandi investitori tricolori, come Enel, ERG e Falck, finiscono per avviare nuovi impianti quasi solo all’estero. Si continua a dire, giustamente, che l’auto elettrica ha senso soprattutto se l’energia utilizzata proviene da rinnovabili. Ma poi ogni proposta viene bloccata da comitati ed enti locali. Succede a Rimini, dove il fronte del no è guidato dal sindaco, Andrea Gnassi. Il che fa pensare a una bocciatura ormai quasi certa. “Guardando foto di casi reali e non simulazioni“, scrive il sindaco in una lettera al ministero, “si può vedere quale potrebbe essere il cambiamento del paesaggio visto dalla costa. Dovuto a turbine eoliche con pali alti 80-90 metri fuori dall’acqua. Un tale impatto non è accettabile davanti alle coste riminesi”. Gnassi si chiede anche come mai, con migliaia di km di litorale, si insista per costruire il parco eolico “davanti alla costa di maggior richiamo turistico“.

Tutto il mondo del turismo schierato con il sindaco

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Mirco Pari di Confesercenti

Con il sindaco c’è tutto il mondo del turismo. Mirco Pari, direttore di Confesercentii Rimini, in un’intervista al sito locale Chiamamicittà.it ha aggiunto: “Quello del parco eolico è un progetto insensato, a partire dal nome. Che parco sarebbe mai una fila di piloni e di pale che tra l’altro rischierebbero di danneggiare anche la pesca? Si tratta di un progetto che non ha alcun aspetto positivo, figlio di un approccio ambientalista datato. E che valuta solo il rapporto costi/benefici e non tiene in considerazione la tutela del paesaggio. Abbiamo già visto cosa è accaduto con i pannelli fotovoltaici, che hanno invaso le colline e deturpato i panorami… ci sono altre tecnologie più avanzate e differenti soluzioni per produrre energia green”.

“I parchi eolici non danneggiano il turismo, anzi…”

Per farsi un giudizio, non resta che sentire l’altra campana, riportata da un altro sito locale, Riminiduepuntozero in un’intervista a Riccardo Ducoli, di Energia Wind 2020. È un colloquio lungo, in cui si affrontano tutti i punti critici dell’opera, dalla scelta di Rimini alle accuse di mantenere un’ingiustificata segretezza sui dettagli del progetto. Fino al tema della posa dei cavi sottomarini (sotto la spiaggia?) e dell’impianto a terra a San Martino in Venti. Molte informazioni si trovano nel prospetto pubblicato già a fine 2013  dall’Agenzia per la Prevenzione, l’Ambiente e l’Energia dell’Emilia-Romagna. Ma forse la risposta più interessante tra quelle date da Ducoli è l’impatto dei 59 aerogeneratori sulla costa e sul turismo, una selva di “pali”.  “Studi scientifici in località turistiche in cui sono stati realizzati parchi eolici offshore danno come risultato che il turismo non subisce conseguenze negative, ma addirittura positive. Fra i tanti, menziono quelli condotti negli Stati Uniti (qui e qui due articoli)”.

SECONDO NOI. Una premessa: Andrea Gnassi è un ottimo sindaco, che sta restituendo a  Rimini l’antica bellezza (soprattutto sulla costa), dopo decenni di incuria. Massimo rispetto per le sue posizioni, dunque. Ma c’è da chiedersi, comunque, se non c’è modo di conciliare la tutela di paesaggio e turismo con l’esigenza di passare a un modo di produrre l’energia più sostenibile.  Davanti alla costa romagnola ci sono decine di piattaforme per l’estrazione di idrocarburi. Non a caso, per i suoi rilievi, Energia Wind 2000 si è appoggiata a una piattaforma dell’Eni a 15 km dalla costa, l’Azalea B. Forse realizzare un parco eolico non così impattante potrebbe essere anche il segnale di una nuova epoca. Forse, ma la vicenda è troppo intricata per dare giudizi sommari. E dovrebbe essere il Ministero dell’Ambiente a capire se c’è la possibilità di trovare una sintesi tra le due posizioni. 

—– Leggi anche / Report DNV GL: l’auto elettrica favorirà il passaggio alle rinnovabili, eolico e solare —–

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33 COMMENTI

  1. Davanti alla costa romagnola ci sono decine di piattaforme per l’estrazione di idrocarburi anche dismesse, dei veri ecomostri, possono essere riconvertite? Questa sarebbe una vera sfida per la Romagna, senza rimanere fermi su posizioni anacronistiche

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