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Il camion olandese poco autonomo

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Il camion elettrico arriva dall’Olanda e nasce dall’alleanza tra un marchio storico come DAF e uno specialista di pacco batterie e motore come VDL.

Un tempo la DAF produceva automobili ed era famosa per i modelli automatici con cui anche le persone con un handicap non grave potevano mettersi alla guida. Poi, nel 1972, l’azienda olandese fu acquistata dalla Volvo e il marchio sparì dal mondo delle vetture, rimanendo però in quello dei veicoli pesanti. E ora la DAF torna alla ribalta per l’imminente arrivo sul mercato (nella prima parte del 2018) di un camion spinto solo da un propulsore a batterie e firmato dalla VDL, a cui la casa ha fornito la base meccanica. Finora  la VDL era nota soltanto per la produzione di bus e camioncini elettrici: se ha deciso di avventurarsi nei camion a emissioni zero, ha spiegato un portavoce  dell’azienda di Eindhoven (la città della Philips) è per la convinzione che presto nei grandi centri urbani si entrerà solo con mezzi non inquinanti, anche per consegnare le merci. Proprio per questo alla VDL non si dicono preoccupati dell’autonomia ridotta del loro nuovo modello (appena 120 km), che dovrebbe essere parte di un network di trasporti in cui le lunghe distanze sarebbero appannaggio di camion con motori tradizionali o, in futuro a idrogeno (l’azienda olandese fa parte del progetto europeo H2Share). Ma certo il paragone con gli 800 km di autonomia annunciati dal Tesla Semi https://www.vaielettrico.it/camion-e-camioncino-tesla-e-tuttofare/ appare decisamente impietoso.