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Esce di fabbrica eActros, primo camion elettrico Mercedes

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Yaris Pürsün, Head of Global Powertrain Operations Daimler Truck in posa con il power train di eActors

Uscirà domani dagli stabilimenti Mercedes Benz il primo esemplare di eActros. E’ il camion con il quale la casa della Stella debutta nei veicoli da trasporto 100% elettrici prodotti in  serie.

Sono coinvolti  gli stabilimenti di Gaggenau, Kassel e Mannheim per i vari componenti come l’assale elettrico e i pacchi batteria, mentre l’assemblaggio, che comncerà il 7 ottobre, avverrà nello stabilimento di Wörth.

«Il lancio della produzione di componenti per il primo camion completamente elettrico prodotto in serie con la stella Mercedes è di grande importanza per noi _ ha affermato Yaris Pürsün, Head of Global Powertrain Operations Daimler Truck _. Grazie ai nostri pacchi batteria, all’assale elettrico e ai componenti del sistema di trasmissione , siamo ampiamente coinvolti nel rendere l’ eActros un veicolo di qualità Mercedes Benz che sarà a zero emissioni di carbonio a livello locale su strada e ha valori interni impressionanti. Con eActors stiamo inaugurando una nuova era».

Il Centro di competenza per la mobilità senza emissioni (KEM) di Mannheim assembla i singoli moduli batteria in pacchi completi e li testa. Un pacco batteria per un eActros prodotto in serie è composto da sei moduli batteria singoli. E’ lungo quasi 2,20 metri, largo 75 cm e alto 55 cm. A seconda della versione, eActros monta da tre o quattro pacchi batteria, ciascuno con una capacità di circa 105 kWh. Grazie a una capacità massima di 420 kWh, può raggiungere un’autonomia fino a 400 chilometri. L’eActors può essere caricato fino a 160 kW: quando è collegato a una normale stazione di ricarica CC da 400 A, i tre pacchi batteria richiedono poco più di 1 ora per caricare dal 20 all’80 percento.

 

Lo stabilimento  di Kassel assembla l’assale elettrico completo, costituito dal ponte assale, dal motore elettrico e dagli elementi di trasmissione mobili. L’asse centrale è premontato per primo. Ciò comporta tra l’altro il fissaggio dei mozzi delle ruote e dei dischi dei freni al ponte dell’assale. L’unità motrice, compresa la trasmissione a due velocità, è premontata in parallelo. Lo stabilimento  di Gaggenau fornisce i componenti per la trasmissione per questo passaggio.

L’intera unità di azionamento, inclusa la trasmissione a due stadi, è montata sulla stessa base della sua controparte convenzionale. Di conseguenza, è possibile integrare i processi di produzione e assemblaggio dell’assale elettrico nelle linee di produzione esistenti parallelamente alla serie di produzione convenzionale. L’assemblaggio finale, come detto, avviene nell’impianto Wörth.

Il peso totale ammesso dell’eActros ammonta a 26 tonnellate. Il carico utile risulta quindi di 40 tonnellate, ridotto soltanto di 700 kg rispetto a un veicolo industriale equiparabile con motore a combustione interna.

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5 COMMENTI

  1. Qualcosa inizia a smuoversi anche lato trasporto pesante, molto bene.
    Anche se a mio avviso evidenzia ancora di più i limiti attuali del elettrico, può essere una soluzione per piccoli trasporti pesanti a livello “locale” data la scarsissima autonomia, immagino ditte di traslochi o movimentazione tra magazzini non troppo lontani, in modo che essendo interni alla stessa ditta han interesse magari ad installare colonnine negli stalli di carico scarico per non buttare via tempo per le ricariche successive, non so i corrieri quanti km facciano al giorno per le consegne “grosse” ma sicuramente quelli più vicini agli aeroporti e porti di arrivo ok..
    Il problema resta per il grosso dei trasporti che sono di lunga o lunghissima percorrenza, se per un provato c’è la si può facilmente raccontare che si perde tempo per l’ambiente e sfruttare per una pausa caffè più lunga del dovuto, per i trasporti il tempo è denaro e anche sonante che si trasferirebbe tutto sul consumatore finale, come è sempre stato una tecnologia viene adottata dalle masse solo quando porta un reale vantaggio pratico a tutti coloro che lo usano, prima andavamo a piedi, poi siamo passati al cavallo, quando è arrivata l’automobile non è stata adottata da nessuno tranne che dai “fanatici del progresso e molto ricchi”, ora la storia si ripete con l’elettrico, solo che non si sta aspettando che la tecnologia sia pronta e automaticamente viene adottata dalla massa perché gli fa comodo ma al contrario si spinge in tutti i modi possibili forzando i tempi e obbligando anche chi non ne trae vantaggio ad adottarlo con forti incentivi, regali in bollo tasse assicurazioni etc e con lo spauracchio del terrore che non potrà più circolare né rivendere l’auto termica perché nessuno potrà usarla nel giro di nemmeno dieci anni. Tutti quegli incentivi dovrebbero finire in ricerca e sviluppo della infrastruttura in ottica di essere pronti a quello che ci sarà tra 10 anni, mentre come evidenziato più veanche in altri articoli, le soluzioni di ricarica sparse in giro troppo spesso son fatte in ottica “faccio vedere che ho le colonnine e sono Green” piuttosto che “metto qualcosa di utile veramente a chi vive già oggi elettrico” non ho elettrico ma è sempre più evidente come le colonnine vengano messe quasi sempre molto lontano dagli ingressi dei centri commerciali e attività varie prediligendo la vista strada per mettersi in mostra, spesso così limitando gli stalli serviti a 2 anziché 4 visto che c’è la recinzione o un muro

    • Non capisco perché tutti i trasporti a lunga percorrenza non possano usufruire delle linee ferroviarie, magari per agevolare carico scarico come si fa già con i traghetti, caricano i mezzi completi e l’autista viaggi in cabina fino al arrivo , ci sarebbe un enorme guadagno sia in termini economici che di inquadramento, e si fa solo gli ultimi km per arrivare in consegna.
      E questo si poteva averlo già fatto trent’anni fa se non prima.

      • Perché non puoi portare una ferrovia ovunque, la maggior parte delle merci arrivano nei porti, servirebbe una quantità tale di binari ovunque che dopo saremo qui a parlare di quanto tempo si perde ai caselli del treno e non alle colonnine di ricarica. Oltre ai porti aggiungi gli aeroporti,quindi altri binari (e non è che ne basta uno per porto e aeroporto)
        I treni merce han caratteristiche diverse da quelli per trasporto persone soprattutto data la maggior lunghezza e pesi enormemente maggiori
        Ovvio che già ore c’è una buona parte dei trasporti pesanti su treno, ba già basta che devi portare un container fuori dall’Italia e ciaone, ci vai via terra o via mare, al massimo in aereo se è veramente urgente dati i costi, di sicuro non puoi aspettarti che una gdo metta dei binari che portano a ogni negozio sparso in Italia che parte dai loro magazzini fino al centro città o a un altro magazzino

        • Il concerto era appunto usare il mezzi pesanti da a il resto dei viaggi lunghi con navi o treni, si eviterebbero viaggi energivori ed inquinanti, perché si userebbero gli ultimi km che potrebbero essere benissimo entro i 200km

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