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Eccomi a tu per tu con la Tesla Model 3

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Ezio Nini e la Tesla Model 3 si appresta ad iniziare il suo test drive.

Ancora Tesla, Tesla Model 3. Titola così il suo articolo l’amico Ezio Nini, manager di grandi gruppi multinazionali con la passione per le auto (ultimamente soprattutto quelle elettriche) che già ci aveva raccontato la sua prova “ignorante” di una Tesla Model X. Ora ha avuto la fortuna di essere selezionato tra i primi potenziali clienti della casa americana a poter mettere le mani sul volante della nuova Tesla Model 3 appena arrivata in Italia. Ecco cosa ci ha scritto.

di Ezio Nini

Leggo tra i mittenti delle mail, per lo più spam, il nome TESLA. Apro la mail e trovo l’invito a provare una Tesla, Model 3, oramai sbarcata in Italia. Non è esattamente il tipo di autovettura che fa per me: con un cane di 50 kg al seguito mi serve il portellone posteriore e tanto spazio, ma la curiosità c’è.

Un’ abbuffata di digitale

Clicco sopra l’opzione e il sistema sputa fuori in automatico il giorno e l’ora del test. Nulla da dire, Tesla è una casa automobilistica tutta digitale, vera new economy. Tanto che al quesito su Google “Tesla, Model 3 acquisto”, prima del sito del concessionario Tesla mi appare Amazon.

Così la Tesla annuncia l’arrivo del Model 3 in Europa.

La Model 3 è l’ultima nata di casa Tesla, è quella che secondo gli analisti, quelli che credono in Tesla, gli consentirà finalmente di fare i grandi numeri. Il prezzo è sotto i 60.000 euro.
Non poco ma ora è veramente più vicina, anzi secondo me supera in convenienza una vettura di pari segmento con motorizzazione a benzina o diesel sovralimentata.
Mi presento in anticipo all’appuntamento in concessionario, Daniele mi accoglie egualmente e ho anche il tempo di giocare con il cockpit dell’auto in esposizione. Subito mi colpisce la totale pulizia del cruscotto. Unico elemento di controllo visivo è lo schermo a sbalzo posto centralmente, molto grande e non più integrato, come negli altri due modelli. Lì c’è tutto: il controllo radio, clima, l’apertura del tappo della “presa 220V“ e dello sportello portadocumenti di fronte al passeggero. Davanti al guidatore solo il volante con due leve, una per il controllo delle marce, che poi sono solo avanti, indietro e folle, e quella degli indicatori di direzione.

Play station a quattro ruote

Mi incuriosiscono i due trackball, comandati dal pollice, sul fronte del volante, che non presentano la minima indicazione d’uso. Come sul joistick della Playstation comandano tutte le opzioni di controllo. Sicuramente chi ha passato l’infanzia di fronte ai videogiochi è avvantaggiato rispetto al sottoscritto. Cerco invano la leva sotto lo sterzo per regolare l’altezza del volante; inutile sforzo il mio, serve l’azione combinata dello schermo e del Joistick per alzarlo, motorizzata ovviamente anche questa regolazione. Non mi convince l’ergonomia: non credo sia quella giusta per evitare di distrarsi nella guida. Lo schermo centrale e ravvicinato costringe l’occhio a decentrarsi e cambiare la messa “a fuoco” rispetto la strada, poi deve elaborare troppe informazioni, tutte concentrate. Probabilmente dopo un periodo di pratica qualcuno affermerà che è anche comodo, ma credo che il sistema anticollisione avrà da lavorare per evitare tamponamenti.

C’è spazio per tutto, tranne i piedi

Non mi convince ma vado avanti e incomincio a riguardarla nel suo insieme, da fuori. Profilo basso, quattro porte con cristallo libero come una cabrio. Nelle proporzioni mi convince, spazio interno e profilatura mi ricorda, per rimanere in una casa premium come la BMW, la serie 3 GT, o ancora la serie 4 Grancoupe. Però e più compatta, dopotutto il muso non deve contenere un sei cilindri da 3000 cc. Sportiva, bassa, compatta ma quattro porte. I passeggeri posteriori peraltro hanno un bello spazio per le gambe. Un po’ meno per i piedi, che entrano  sotto il sedile anteriore come in una scarpa, da quanto fascia. A questo punto consiglio di entrare a piedi nudi.

Più leggera, e si sente

Si parte. Su questa autovettura hanno lavorato molto sui i pesi, ridotti di oltre 700kg rispetto alla model X. La cura dimagrante si sente anche nella guida su strada, più diretta nel controllo, e non si percepisce più il peso. L’autonomia è interessante, quasi 500 km. L’accelerazione è impressionante, colpisce alla cervicale, ma soprattutto mi impressiona l’assoluto controllo della trazione.

Non una scodata, o il minimo sfrigolio di pneumatici. Sterzo diretto e sportivo, come si addice allo spirito GT di questa autovettura.

Sfida vinta contro le termiche

Mi domando:  quale autovettura oggi si può acquistare con trazione integrale, più di 250 CV e accelerazione sotto i 4 secondi, sportiva a quattro portiere e a meno di 60.ooo euro? Risposta: nessuna. Io non ne ho trovate. Vi lascio cercare tutte le soluzioni possibili al quesito. Io mi limito ad indicare le tre opzioni che mi paiono più vicine: BMW 430i xdrive, prezzo 61.300 euro e accelerazione 0-100 km/h in 4,7 secondi. Maserati Ghibli AWD, stessa accelerazione a 4,7 secondi e prezzo da 93.000 euro. Infine Audi A5 3000cc AWD, con prezzo da 59.300 e accelerazione in 5,3 secondi.
Magari ho preso listini non aggiornati, ma Signori, chi dice che le auto elettriche sono più care dice una cosa ora non più vera.