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City car, Mole Urbana in produzione dal 2023

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mole urbana

Mole Urbana diventa realtà. La city car entrerà in produzione nella ex fabbrica Blutec di Orbassano, alle porte di Torino dall’anno prossimo. L’hanno confermato i responsabili del progetto qualche giorno fa durante la manifestazione  Milano Monza Motor Show (Mimo).                                           

                                        di Elvio Leonardi

Nato nel 2020 da un’idea del designer Umberto Palermo, il progetto Mole Urbana è sempre più vicino alla sua effettiva realizzazione. In questi mesi si è evoluto, è cambiato, si è meglio adattato alle reali necessità del target di clientela.

Così adesso – grazie ad un investimento da un milione e mezzo di euro, a cui si aggiunge un contributo a fondo perduto del Ministero dello sviluppo economico – l’effettiva messa in produzione è più vicina che mai, e avverrà alle porte di Torino (che si conferma il centro principale in Italia per la produzione di microcar elettriche, data la presenza di Microlino), più precisamente ad Orbassano, con un team di 25 persone che inizierà a lavorare nei primi mesi del 2023.

La previsione è quella di produrre circa 6-7 mila veicoli nei prossimi 3 anni, con una cinquantina di questi disponibili alla vendita già entro fine 2022.

Com’è fatta Mole Urbana

La minicar torinese è sicuramente atipica, con forme che ricordano molto le prime automobili di inizio ‘900, anche grazie alle sue ruote semi scoperte e alla cabina di guida squadrata in stile carrozza. La struttura del veicolo è completamente formata da materiali riciclati ed è molto resistente, con una cabina in alluminio che funge da rollbar in caso di ribaltamento. Presenta anche elementi come le barre anti intrusione e le cinture di sicurezza integrate nei sedili.

Molto particolari anche gli interni, curati nei minimi dettagli, completamente in legno lamellare. Ricordano molto un vero e proprio ufficio con scrivania, permettendo di integrare al meglio i dispositivi tecnologici di cui si dispone come smartphone, tablet o anche assistenti vocali.

Come anticipato, però, il progetto dal 2020 ad oggi è cambiato in alcuni suoi aspetti, soprattutto in ciò che riguarda le misure: se originariamente i primi prototipi raggiungevano il metro e 90 di altezza, i feedback ricevuti hanno portato la UP Design di Umberto Palermo a scegliere di rimpicciolirla in tutte le dimensioni senza che ciò abbia influito però sull’abitabilità.

Mole Urbana, una gamma di 9 versioni

Il progetto Mole Urbana prevede un totale di nove diverse minicar in versione quadriciclo leggero o pesante, ognuna pensata per esigenze specifiche.

La prima, ovvero la minicar di base pensata per gli spostamenti personali, è la “Small”, che ha due posti. Verrà prodotta sia in versione leggera che pesante. Verranno invece proposte soltanto come quadriciclo pesante le versioni “Pick-up” e “Corriera”. La Pick-Up resta a due posti ed è pensata per poter trasportare oggetti per il tempo libero nel suo vano posteriore, mettendo al primo posto la versatilità. La Corriera invece ha 4 posti con tanto di agganci isofix nei sedili posteriori per l’utilizzo di famiglia.

La novità piu’ recente della gamma è costituita dal modelloSport GT”, che verrà proposto sia come quadriciclo leggero che come quadriciclo pesante. I restanti 4 modelli sono quelli della gamma da lavoro pensati per i trasporti urbani. Le versioni disponibili saranno la “Work Small” con 2 metri cubi di capienza del vano di carico, seguito da un modello Work a doppia cabina. Una versione “Max” con cabina unica di grandi dimensioni (fino a 4 metri cubi). E infine una tipologia di minicar pensata specificatamente per il settore food. Consente di alzare il tetto della cabina posteriore per poter stare in piedi e lavorare comodamente al suo interno.

Caratteristiche tecniche da mettere a fuoco

Le caratteristiche tecniche dei veicoli di Mole Urbana non sono ancora completamente chiare, ma lo diventeranno nel corso dei prossimi mesi. L’autonomia prevista rientra nel range tra i 100 e i 200 km grazie alle batterie con capacità variabile tra i 5,5 e i 17 kWh. I motori saranno da 8 kW (11 CV) per una velocità massima di 65 km/h circa (45 km/h nelle versioni da quadriciclo leggero). Infine, il range di prezzi previsto è tra i 14 e i 18 mila euro.

mole urbana

Presentazioni e metaverso

Mole Urbana è stata presente al Mimo dal 16 al 19 giugno. Nell’occasione sono state lanciate due collezioni limitate di NFT: una creata dall’artista Antonio Perotti, l’altra da una bambina di 5 anni. L’acquisto di ogni NFT – effettuabile sulla piattaforma OpenSea -, oltre al possesso di un oggetto d’arte digitale unico consentirà ai possessori di avere un’opzione sull’acquisto di uno dei mezzi di Mole Urbana in una special edition dedicata. Inoltre consentirà l’accesso al Club Mole Costruzione Artigianale, di cui sapremo di più in autunno.

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9 COMMENTI

  1. Leggere errori marchiani come invertire energia e potenza su un sito come questo fa venire da piangere. E’ come dire che un motore ha un litro di benzina e il serbatoio tiene 50 cavalli. Dai!!!!

    • Lei ha indubbiamente ragione, e abbiamo già corretto. Accusarci di commettere errori marchiani, come se non sapessimo la differenza fra kW e kWh, è una malignità gratuita. Sono unità di misura che compaiono in ognuno dei quasi 10 mila articoli pubblicati su questo sito, e nel 99% dei casi correttamente.

  2. Per me è un progetto completamente sbagliato, un quadriciclo che è grande quanto una city car, costa quanto una city car, ma ha meno abitabilità, velocità e autonomia. Almeno la versione precedente aveva quello stile retrò che magari avrebbe potuto interessare alcuni contesti specifici (ad esempio centri storici di particolare interesse turistico), design a dire il vero super criticato ma vabbè guardando gli orrori che girano in strada la gente di design non capisce una sega. Ma così oltre ai problemi già citati è diventata anche piuttosto anonima. Sul discorso modularità non mi pronuncio ma penso sia più un vezzo che una cosa concreta, visto che il senso di un progetto modulare è quello di offrire una gamma di modelli abbattendo però i costi di produzione ma a giudicare dai prezzi mi pare che non ci abbiano neanche provato a renderli competitivi.

    • Non ti do torto, ma con quei numeri, e’ difficile avere prezzi competitivi.
      Se pensi di vendere 6-7 veicoli in *tre* anni, devi ripartire i costi fissi su troppo pochi veicoli.

  3. /// L’autonomia prevista rientra nel range tra i 100 e i 200 km grazie alle batterie con capacità variabile tra i 5,5 e i 17 kW. I motori saranno da 8 kWh (11 CV) per una velocità massima di 65 km/h circa \\\ Non ho capito se le batterie sono modulari o prodotte in taglie diverse, e anche perché le versioni “quadriciclo pesante” non abbiano qualche kW in piú (hanno quasi la metá dei 15 kW “concessi” alla categoria)

  4. Boh… io mi domando perchè modelli assurdi come la Mole Urbana arrivano alla produzione in tempi brevi e altri molto più interessanti restino sempre nella fase delle ipotesi e speranze come ad es. il Citytransformer (per restare in ambito urbano), la Sion della Sono Motors o l’Xbus di Electric Brands

    • Sì ma costa 3 o 4 volte tanto, in base al modello. E la velocità massima è la stessa. Inoltre la Ami, che è 30 cm più corta di questa, consente di fatto il famoso parcheggio trasversale senza fuoriuscire dalle strisce blu. Non so la Topolino quanto costerà, ma se la Topolino dovesse costare sugli 8000 e l’estetica fosse molto curata, la vedo dura per Mole Urbana. Dopotutto per Mole Urbana il prezzo mi sembra un limite notevole …

    • -Più autonomia della Citroen Ami. –

      Non che ci voglia molto visto che le Ami vantano una difettosità tutt’altro che normale. Son sempre ferme 😂😂😂😂

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