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Anche l’edilizia cerca la sua scossa

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Vuoi costruire nuovi palazzi o centri commerciali? Allora preparati ad installare le colonnine per la ricarica delle auto elettriche. Lo dice l’Unione europea alle amministrazioni locali da circa un anno e il 31 dicembre prossimo i Comuni dovranno adeguare il loro regolamento edilizio. Con le nuove regole l’agibilità alle nuove costruzioni è vincolato alla predisposizione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. In poche parole: colonnine da esterno e impianti ad hoc nei box o nelle aree di sosta condominiali.

A stabilirlo è il decreto legislativo Dlgs 257/2016, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 13 gennaio, che stabilisce «i requisiti minimi per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi». Tale decreto obbliga i Comuni ad adeguare il regolamento edilizio prevedendo che per il conseguimento del titolo abilitativo sia obbligatoriamente prevista la predisposizione per installare colonnine di ricarica dei veicoli elettrici. Il tutto deve essere fatto entro l’ultimo giorno di quest’anno.

Non si direbbe che le amministrazioni locali siano prontissime ad affrontare la scadenza, infatti consultando i siti dei capoluoghi di Regione, solo Milano, Torino, Bologna e Campobasso risultano in pari. D’altro canto ci sono comuni, soprattutto piccoli, che si sono dichiarati all’oscuro di tutto. Eppure l’obbligo riguarda gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione profonda ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati (un supermercato di quartiere o di paese per intenderci). Per ristrutturazione profonda si intende un intervento che coinvolga almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico. Lo stesso discorso vale per palazzi, palazzine e zone residenziali con almeno 10 appartamenti o villini.

 

Una situazione che può essere un problema, ma anche un incentivo al mondo dell’edilizia che vive anni difficili senza alcuna sensazione di ripresa. Come certificano gli ultimi dati forniti dall’associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) per il 2017: nei primi otto mesi dell’anno, per la produzione delle costruzioni, che fa registrare una riduzione dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche sul fronte dell’occupazione l’edilizia resta l’unico settore ancora in calo (-0,8% nel primo semestre 2017).

 

Le infrastrutture elettriche predisposte dovranno permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso e, relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20% di quelli totali.

Il numero dei punti di ricarica sarà fissato tenendo conto anche del numero stimato di veicoli elettrici e delle esigenze particolari connesse all’installazione di punti di ricarica accessibili al pubblico nelle stazioni di trasporto pubblico. Allo stesso modo il decreto prevede che le Regioni, nel caso di autorizzazione alla realizzazione di nuovi impianti di distribuzione carburanti e di ristrutturazione totale degli impianti di distribuzione carburanti esistenti, devono prevedere l’obbligo di dotarsi d’infrastrutture di ricarica elettrica.

In caso di mancato “allineamento” da parte dei Comuni, il Testo unico edilizia prevede che le Regioni si sostituiscano ai Comuni e facciano decadere i titoli edilizi rilasciati per edifici non costruiti seguendo le regole, in base alle proprie leggi regionali.