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225 Citroen Ami per i postini marocchini

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La firma dell'accordo per l'acquisto di 225 Ami da parte del primo operatore postale marocchino.

225 Citroen Ami saranno consegnate ai postini marocchini del gruppo Barid Al-Maghrib. Della piccola elettrica francese sarà prodotta una versione specifica.

225 Citroen Ami, volute dal governo di Rabat

Agili e ad emissioni zero: per questo il primo operatore postale marocchino ha scelto le Ami, che verranno prodotte localmente nella fabbrica Peugeot-Citroen di Kenitra. L’accordo, formalizzato il 19 ottobre, ha avuto la benedizione del governo del Marocco: «La Ami è un primo passo nel settore della nostra mobilità elettrica urbana. Fa  parte della visione del Regno di sviluppare un’industria ad alto valore aggiunto guidata dal principio dello sviluppo sostenibile ”, ha spiegato Moulay Hafid Elalamy, Ministro di Commercio Industria ed Economia Verde, a margine della firma. 225 citroen amiIn effetti per i postini l’Ami può essere un’ottima soluzione: l’ingombro è praticamente quello di uno scooter, ma l’operatore è al coperto. E viaggia senza rumore né emissioni. L’autonomia è di 75 km, la velocità massima di 45 km/h, con ricarica completa in 3 ore da una normale presa domestica. E i dirigenti dell’operatore postale hanno fatto capire che altri ordini potrebbero seguire alle prime 225 Citroen Ami.

In Italia la piccoletta disponibile da novembre

In Italia la Ami sarà disponibile da novembre: la si potrà comprare o noleggiare (è un veicolo pensato soprattutto per un uso condiviso). in acquisto si parte da 5.430 euro, incluso Ecobonus 2020. L’alternativa, probabilmente più gettonata, è lo sharing il noleggio anche solo per un giorno attraverso la società Free2Move (qui il sito).225 citroen ami Due le proposte già annunciate per il noleggio a lungo termine, entrambe con canone mensile da 19,99 euro:

  • deduzione Ecobonus, 36 rate, con quella iniziale pari a 1.990 euro;
  •  36 rate, la prima di 1.260 euro, sconto Ecobonus e con rottamazione di un veicolo categoria “L” ante Euro3.

La garanzia è di due anni per l’intero mezzo, otto anni per le batterie.

 

 

 

 

 

 

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5 COMMENTI

  1. Ridi e scherza va finire che ci supera pure il Marocco, speriamo di vederne presto in quantità anche da noi (comunque non sono un utente da mobilità leggera).

  2. Ogni volta che vedo i postini girare per le mie campagne e piccole cittadine con le Panda multijet maltrattate, spesso a tavoletta, e spesso semivuote, mi piacerebbe essere un dirigente delle Poste e riconvertire tutto il parco con bici cargo elettriche e con Citroen Ami (con un solo sedile)

    • Il mezzo postale EV più in voga si deve a Martin Kyburz.
      Egli non è solo un meccanico specializzato, ingegnere elettrico e imprenditore confederato.
      Martin Kyburz è un pioniere della mobilità elettrica.
      Dopo quattro anni come project manager presso Rieter, nel 1991 fonda KYBURZ Switzerland AG, che oggi si trova a Freienstein, Zurigo.
      Fin dal primo momento, la sua idea è stata quella di progettare, sviluppare e produrre veicoli elettrici.
      Martin rimase folgorato nel 1985, quando il “Tour de Sol” si fermò a Technorama, il museo della Scienza a Winterthur. Fu lì che Martin vide la monoposto ad energia solare “Mercedes-Benz Alpha Real” prodotta dal dipartimento degli apprendisti Mercedes che vinse la gara e lo “Spirit of Biel 1” di René Jeanneret, vicedirettore della scuola di ingegneria di Bienne.
      Dopo anni di studio, nel 1990 Martin esordì con il Cheetah Kyburz al “Tour de Sol”: un ibrido aerodinamico a tre ruote con monoscocca in fibra di carbonio, 130 km/h di velocità, 150 km di autonomia e un tempo di ricarica di 3,5 ore.
      Al primo “Tour de Sol” del 1992 era in testa. L’efficienza energetica, il comportamento in accelerazione e la manovrabilità erano imbattibili, mancava di affidabilità, nonostante tutto arrivò al penultimo posto.
      Si ripresenta al “Tour de-Sol” del 1993 dove si classifica al 4° posto per poi vincere in Germania la Kassel-Berlino.
      Martin Kyburz utilizza il Cheetah ogni giorno e percorre 15000 km prima di esporlo in un angolo della fabbrica.
      Dal Cheetah, Martin estrae le idee per costruire i suoi mezzi elettrici, la serie CLASSIC destinata gli anziani e il famoso DXP, emblema di “Die Post”.
      In 25 anni, KYBURZ con oltre 80 dipendenti, è diventato un produttore di veicoli elettrici per il servizio postale, l’industria, i settori della consegna ed anche per i privati.
      Martin Kyburz ha creduto nell’elettromobilità per primo, quando nel 1991 migliaia di ingegneri stavano lavorando su veicoli diesel e benzina.
      Kyburz analizzò il mercato dei possibili clienti e i prodotti della concorrenza per poi progettare i suoi mezzi elettrici, migliorando sempre di più il prodotto.
      Dopo dieci anni di lavoro la sua società era una stabile realtà produttiva.
      Il momento migliore è stata la decisione della Posta Svizzera di acquistare una flotta postale di 3000 KYBURZ DXP.
      Il KYBURZ DXP è un maneggevole triciclo elettrico dotato di un sedile automobilistico con due enormi contenitori e un rimorchio chiamato PAH con sospensioni a elevato smorzamento e freno inerziale.
      Il DXP con il suo tender PAH è in grado di portare 270 kg di missive postali o merci, superando pendenze del 30% nel silenzio assoluto, procedendo a 45 km/h con un’autonomia di 115 km.
      Prestazioni ottenute da un motore elettrico a corrente alternata da 24 V con una potenza di 3,5 kW alimentato da batterie LiFePo4 esenti da manutenzione.
      Oggi la Posta Svizzera non può fare a meno del KYBURZ DXP e dispone di una flotta stabile di 6000 DXP.
      Nel giro di poco tempo il KYBURZ DXP si è diffuso in tutto il mondo, adottato anche da Australia Post, diventando un emblematico prodotto Made in Swiss come l’eTrolley, un carrello elettrico multiuso per il servizio postale e per l’industria.

      https://www.youtube.com/watch?v=4UHhOUPfVbk

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