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La vita elettrica di Antonella: “Fate come me…”

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La Hyundai Kona EV, l'attuale elettrica di Antonella, con noleggio a lungo termine.
Charxcontrol

La vita elettrica di Antonella, giunta alla seconda auto a batterie (una Kona dopo la BMW i3) senza rimpianti per le auto tradizionali. Ricarica da fotovoltaico. 

la vita elettrica di Antonella
La BMW i3, prima auto elettrica di Antonella.

La vita elettrica di Antonella: “Prima una i3, ora una Kona…”

“Sin da bambina sognavo un mondo in cui tutte le auto fossero elettriche, nessun rumore e aria fresca e pulita. E’ passato un bel po’ di tempo ma appena ho potuto la mia scelta l’ho fatta: 110%, pannelli fotovoltaici, colonnina in garage e auto elettrica. La mia prima auto è stata una BMW i3: ho fatto un contratto di noleggio per due anni, ma dopo un anno l’ho restituita. Il mio concessionario mi ha proposto una Hyundai Kona con 11.000 km e quasi il doppio di autonomia (480 km). Sempre con il sistema del noleggio a lungo termine comprensivo di kasko, manutenzione e tutto ciò che esiste per la mia tranquillità. Con i pannelli fotovoltaici le bollette di luce e gas sono diminuite del 60/70%, compreso il “pieno” alla macchina. Con la i3 ho calcolato una spesa superiore, tra bollette e colonnine in vacanza, di circa 150 euro(!) in un anno.  Ad esempio il mio compagno, che ha un furgone diesel con cui lavora, spende 100/150 euro al mese di carburante“.

La vita elettrica di Antonella“C’è troppo paura del cambiamento, ma l’Europa indica la strada giusta”

Non capisco perché così tante persone abbiano paura del cambiamento, in questo caso evidentemente in positivo! Ok, si parla di preoccupazione per i posti di lavoro. Ma da qui al 2035 qualcuno andrà in pensione, qualcuno specializzato potrà trovare un altro impiego. E qualcuno resterà pure a costruire le auto elettriche! Io vivo in una località turistica e vedo molti imprenditori dell’alberghiero e della ristorazione in seria difficoltà per trovare manodopera. Sarà perché sono donna ed ho senso pratico, ma tutte queste difficoltà non le vedo, a fronte di uno sforzo che mi sembra stia facendo l’Europa per farci vivere in un mondo migliore. Sperando di essere ancora in tempo, soprattutto per i nostri figli e nipoti. Saluti dalla vostra affezionata lettrice“. Antonella Bertella, Verbania.

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107 COMMENTI

  1. Pochi parlano di tasse. Lo stato italiano si regge sulle accise dei carburanti e dal 2035 e penso anche prima qualcuno dei ns zelanti politici si accorgerà del forte ammanco e così dove sarà l affare Dell elettrico?

    • Si regge sulle accise??? Ma studiarsi due numeri prima di aprire bocca?

      Lo Stato Italiano ha avuto un gettito fiscale complessivo di 555 miliardi nel 2021, le accise sui carburanti hanno prodotto sempre nello stesso anno 24 miliardi. Il 4.32%.
      Nel 2022 è calato di ben 6 miliardi, il 25% (immagino soprattutto per gli sgravi del governo) eppure le entrate totali sono cresciute di 54 miliardi. Ricalibrando le spese statali probabilmente si potrebbero eliminare completamente le accise.

      http://www.francomostacci.it/?page_id=753#:~:text=Il%20gettito%20tributario%20del%202021,2020%20(%2B10%2C7%25).

      • Sono sempre circa 20 miliardi che lo stato da qualche parte dovrà recuperare e cosa vuoi che tassi? Secondo me sempre l’energia necessaria per far muovere le automobili, l’energia elettrica, che è sempre la stessa che tutti usiamo, non si può differenziare, con sempre più problemi per tutti

        • In realtà la ragione delle accise (quella vera.eh!) è che i prodotti petroliferi sono per la stragrande maggioranza importati, pertanto influiscono negativamente sulla bilancia dei pagamenti.
          Al contrario se l’energia te la produci in casa stai già generando ricchezza nel Paese (sì con la P maiuscola) poi togli tutti i costi sanitari (malattie croniche, interventi chirurgici,.chemioterapie) e altre esternalità, non rimangono grandi ragioni per mettere le accise su energia elettrica, in particolare se.prodotta in Italia. Senza contare l’energia autoprodotta col solare…
          Ci sono pertanto ragioni macroeconomiche che fanno supporre che le accise sull’energia elettrica (che si pagano già,, peraltro) non siano necessarie.
          Certamente qualche politico stupido (o interessato) le proporrà prima o poi, ma dal punto di vista della decarbonizzazione sarà necessario andare verso modelli come quello norvegese ovvero maggiori accise sui carburanti, IVA altissima sulle auto a combustione.

          • Aggiungerei, gli e-fuel per le stesse ragioni di cui sopra potrebbero essere graziati, in particolare se prodotti in Europa o godere di accise agevolate se prodotti all’estero, in virtù della minore impronta carbonica rispetto ai fossili.

        • Quindi il “si regge sulle accise” l’abbiamo smarcato, giusto?

          Per recuperare quei 24 miliardi basta il risparmio di spese mediche per malattie respiratorie dovute all’inquinamento da trasporto.
          C’è chi ha fatto questi calcoli, ad esempio il governo australiano:

          3 miliardi di dollari australiani, per la sola area metropolitana di Sydney. Sono 5 milioni di abitanti. Moltiplichiamo per 13 per arrivare ai 65 milioni di italiani, e abbiamo (in un conto molto rozzo) 39 miliardi di dollari australiani. Al cambio attuale sono 24 milioni di euro, nemmeno a farlo apposta la cifra che mancherebbe togliendo le accise.

          Togliamo poi anche le caldaie a gas e a legna, sostituendole con pompe di calore, e i risparmi sanitari saranno ancora più elevati.

        • @Silvino 8 Marzo 2023 at 23:30
          scrivi: “…l’energia elettrica…non si può differenziare, con sempre più problemi per tutti…”
          Ragione in più per passare tutti all’elettrico, pagheremo una sola tassa, elettrica, per la mobilità e non 2, elettrica e carburante 😂

  2. Questa tecnologia semplicemente al momento non è matura, non è economica, non è efficiente, non è disponibile per tutti, per soddisfare il bisogno di mobilità come lo intendiamo oggi.
    Non lo sono le infrastrutture e non lo sono i veicoli.
    Quando lo sarà, o sarà cambiato il bisogno di mobilità, queste discussioni scompariranno.
    Nel frattempo è evidentemente una battaglia ideologica.
    Quello che personalmente non condivido è il percorso che possiamo fare per avvicinarci a questa maturazione tecnologica. Incentivare l’elettrico come è oggi vuol dire rimanere al 4% di nuove immatricolazioni probabilmente in sostituzione di auto relativamente nuove di facoltosi clienti. Incentivare auto termiche efficienti vuol dire invece aggredire quel potenziale 25% di auto ante euro 4 (no FAP) inquinanti e non efficienti (maggiori consumi = maggiore CO2) di chi non si può permettere i costi di EV+FV+accumulo+casacheconsentetuttoquesto…

      • Purtroppo (non lo dico ironicamente) il mondo è fatto da Paesi come la Norvegia full electric e Paesi che mai avranno accesso ad energia ed infrastrutture adeguate a questa tecnologia di EV.
        L’esempio della Norvegia, che finanzia ed incentiva l’elettrificazione con le vendite di idrocarburi di cui è ricca, si innesta peraltro su una popolazione, una superficie ed un tipo di urbanizzazione diversa dall’Italia. Su una superficie simile a quella dell’Italia ha una popolazione paragonabile a Roma e area metropolitana.
        Gli USA nel 2023 hanno venduto il 6% di EV sul totale (fonte: https://www.vaielettrico.it/le-10-ev-piu-vendute-negli-usa-indovinate/#:~:text=Rispetto%20a%20Cina%20ed%20Europa,%2C%20il%206%25%20del%20totale.), cioè 800.000 auto cioè il nulla sul parco circolante.
        Ripeto, a malincuore osservando i cambiamenti climatici, è evidente che questa tecnologia con queste infrastrutture funziona solo con incentivi e in condizioni particolari.

    • Neanche le auto a combustibile dopo 150 anni non sono matute, perché sono ancora inefficienti e soprattutto inquinanti qualsia euro siano, perché se si mette allo scarico MUORE anche con l’euro 7 , il problema è che questo nessuno lo vuole capire, o meglio fate come gli struzzi e così evitate di vedere il problema, che non è la sola CO2 che a noi non fa nulla se non in alta concentrazione ma tutto il resto.
      La battaglia non è ideologica ma obbligatoria visto il menefreghismo di molti esserci umani che se ne fregano di tutti Figline famigliari compresi.

      Non si preoccupi qui in Italia i debosciati continuano a sovvenzionare le auto a combustione.

      E chi non ha soldi degli incentivi non se ne fa nulla perché non se la può permettere neanche usata se no l’avrebbe già cambiata.

      E non bisogna esser ricchi per acquistare una BEV ma esser lungimiranti e saper vedere al di la del proprio naso, considerando che i carburanti sono e saranno sempre in aumento, quando io ho cominciato ad andare al distributore un litro di benzina costava 600 lire ( circa 0,30€ ) ora costa 1,80€ perché scontato ( o incentivato ) quindi io nel mio piccolo ho convertito quello che bruciavo in carburante in rata e così per il prossimo decennio anziché bruciare e e pagare sempre di più ho fatto un finanziamento a tasso fisso, per la prima volta dopo un trentennio mi godo l’auto nuova e non una vecchia da 5000€ e di differenza ce ne, non è una Tesla o un auto da 40.000€ è un utilitaria con un autonomia di 180/190 km da aprile a novembre e 140/150km il periodo invernale, vado dove andavo con l’altra e non devo ogni altra settimana metter mano per manutenzioni.
      E non ho fotovoltaico, quindi acquisto tutto da rete elettrica nazionale con contratto green, e quando vado oltre autonomia ricarico alle colonnine, ma in compenso non vado più al distributore, non sento odore in casa in auto, mi spiace solo dicer subire gli scarichi di chi mi precede, e se una volta mi dava fastidio ora è insopportabile, quindi può immaginare che salubrità esce.

      • Sono contento per la sua scelta e meno male che ci sono persone come lei, per me sarebbe impossibile, esco alle 7.30 la mattina e torno alle 9 a casa e pensare che ogni 2/3 giorni dovrei girare per trovare una colonnina e poi alzarmi nottetempo per spostare la macchina non credo sia fattibile. Nei weekend estivi per raggiungere un posto di mare dovrei affittare un’auto.
        Come viene ricordato molte volte su Vaielettrico, bisogna valutare se l’auto elettrica fa al proprio caso. Al momento i dati dicono che con tutti gli incentivi fa al caso del 4% di coloro che acquistano un’auto nel 2022 (circa 1.300.000) che sono l’1 per mille del parco circolante.
        Sarebbe bellissimo, ma non funziona ancora.

        • @Massimo G. ok, l’auto elettrica non è per lei, però quando fa delle affermazioni assurde poi mette in discredito anche quelle che potrebbero essere considerate accettabili. Perchè se esce alle 7,30 dovrebbe alzarsi nottetempo per andare a staccare l’auto dalla colonnina. Non lo ha letto o fa finta di non saperlo?

          • Il problema della ricarica notturna è reale, non perché non sia consentita, ma perché la maggior parte dei gestori non prevede una “fascia franca” notturna per l’addebito dell’occupazione della colonnina, pertanto la ricarica residenziale non è conveniente economicamente, finendo per pagare più il tempo che i kWh.
            L’unica di cui sono a conoscenza che prevede la ricarica notturna senza addebito dell’occupazione è EV Way, non ho idea se ne esistano altre.

          • Aggiungo che purtroppo però EV Way non prevede abbonamenti flat come fanno Enel X o Be Charge per cui in questo momento di tariffe impazzite non è semplice trovare una quadra se non si possiede un punto di ricarica privato.
            Io personalmente non carico più la notte, al momento carico un po’ più frequentemente su base di opportunità (es. tra un viaggio e l’altro) anziché mettere in carica l’auto la sera per trovarla carica la mattina.

          • Enel X Way e Plenitude Be Charge, vale a dire il 70-80% del totale delle colonnine in Italia, prevede una fascia franca dalle 23 alle 7 di mattina nelle colonnine in AC

          • Grazie per l’informazione Massimo, vado a vedermi i contratti. Purtroppo nelle App non è indicata questa fascia franca per cui potrei essere incappato in un errore madornale per questo motivo 🤦

          • Grazie mille Massimo, ho verificato nelle FAQ e in effetti l’addebito per l’occupazione non è previsto dall’ 23 alle 7!
            Peccato soltanto che tale informazione sia nascosta tra le FAQ e non sia indicata in fase di attivazione della ricarica.

          • Purtroppo a Roma smontano il cruscotto ad alcune auto di notte.
            Sempre che si ritrovi il resto dell’auto.
            Comunque, sempre che riesca a trovarla libera… Al momento, raggiungibile a piedi, ce ne saranno una decina in un quartiere abbastanza densamente abitato. Diverse persone che conosco potrebbero richiedere un’auto aziendale elettrica o ibrida a costi più bassi del termico ma rinunciano per la preoccupazione di dover lasciare l’auto a qualche km da casa e tornare in autobus.
            Sicuramente c’è disinformazione e pregiudizio, ma ci sono anche ostacoli oggettivi e non riconoscerlo significa continuare a tirare fuori prodotti che copriranno il 2% del mercato.
            Soprattutto in Italia, mercato particolare.

          • @Massimo G. 1 Marzo 2023 at 23:05 i cruscotti li smontano solo dalla BEV? Se per proteggere la termica la mette in garage, allora non c’è problema di ricarica per una eventuale BEV. Continui a leggerci e vedrà che sugli “ostacoli oggettivi” se ne è discusso e si continuerà a farlo. Il sito serva anche a questo.

        • Quella della ricarica notturna è correttamente prevista dal CdS peccato che la maggior parte dei gestori non l’abbia recepita. Gli unici ad averlo capito mi pare siano quelli di EV Way.
          Per i numeri, mi pare si sia tenuto un po’ troppo stretto, molte persone che possono stanno aspettando l’occasione di acquisto giusta in mancanza di incentivi solidi, poi c’è una grande quantità di persone che sono confuse, grazie soprattutto a media e detrattori che generano continuamente paure e dubbi nel pubblico…

          • I numeri li ho tratti dal rapporto UNRAE 2022. C’è tanta gente che si affaccia, curiosa e desiderosa di fare questo passo, me incluso, ma poi desiste perché prodotto e infrastrutture non sono quello che servirebbe. Mi creda, la vita a Roma è già molto difficile, non si può pensare a cittadini kamikaze che paghino di tasca loro per renderla più complicata.
            E non è un tema di incentivi perché prima o poi qualcuno pagata il conto, e ora che ci sono, gennaio 2023, 3300 immatricolazioni su 128000.
            C’è un evidente problema di soddisfazione del bisogno di mobilità.

          • @Massimo Degli Esposti: non sono certo che sia una buona notizia la fascia franca notturna. Significa necessità di infrastrutture ridondanti in spazi limitati se tutti avessero l’auto elettrica.
            Viceversa ci sono modelli, al momento molto costosi che con i supercharger caricano dal 20 all’80% in 15 minuti (Ioniq 6, 62k€ di listino).
            Sempre al supercharger da 350 kW la nuovissima Citroen e-c4 x (42k€ di listino) per caricare 100 km ha bisogno di 24 minuti.
            Sulla base di questi dati, se una tecnologia come quella della Ioniq 6 forse disponibile a basso costo su tutti i modelli e i caricatori a 350 kW fossero la norma, saremmo di fronte ad una tecnologia pronta per la diffusione di massa.

          • Le auto elettriche hanno una grandissmo pregio: si ricaricano da sole quando sono ferme. E le auto stanno ferme per il 95% del tempo. Soprattutto di notte quando tra l’altro gli altri consumi civili e industriali sono minimi e in rete c’è più energia di quel che serve. Le ricariche veloci stressano le batterie, richiedono impianti molto costosi (di qui le tariffe più alte), costose soluzioni a bordo delle vetture, collegamenti diretti alla rete in media tensione. Giusto collocarle sulle autostrade e le grandi direttrici di traffico per chi fa lunghi viaggi. Ma un’utente medio quanti lunghi viaggi fa in un anno? Tutti gli studi ci dicono che le auto elettriche vengono ricaricate a bassa potenza circa 9 volte su dieci. E i lettori già passati all’auto elettrica ce lo confermano qui ogni giono.

          • Se le auto stanno ferme il 95% del tempo, ed è così in effetti, il modello di mobilità sostenibile non è neanche l’elettrico ma il car sharing, allora si che si risparmierebbe CO2 in tutto il ciclo di vita.

          • Il modello di mobilità sostenibile è fatto di un mix di soluzioni. Se tutti noi fossimo razionali il mix corretto lo troverebbe il libero mercato. Siamo tutti razionali? Gli italiani sono razionali? Lo è il genere umano?

          • Car Sharing: anche se l’auto è ferma per il 95% del tempo, la maggior parte del lavoratori la usa dalle 7,30 alle 8,30 per andare a lavorare e noi pensionati anche, dalle 7,30 alle 8,30 per andare per tempo nei cantieri a controllare i lavori 🤣🤣🤣

          • La risposta più equilibrata mi pare quella di Massimo: serve un mix di soluzioni, tra cui mi viene in mente anche il V2G.
            La maggior parte delle persone lascia l’auto parcheggiata vicino al lavoro tra le 9 e le 17? In qualche posto dovranno metterla (saranno tutte “sugli alberi” o gran parte in parcheggi regolari?) e se c’è una presa anche a bassa potenza si può ricaricare e quando è conveniente anche scaricare per supportare i picchi di richiesta sulla rete. Risultato: meno gas peaker che entrano in funzione, più penetrazione delle energie rinnovabili, meno CO2 emessa…

  3. Mah.. a leggere i commenti sembra che l’Italia sia un paese del terzo mondo nel quale non esiste alcuna forma di ricchezza.
    Poi vai a fare un giro il sabato in centro città ed è pieno di suv tedeschi da 60/70 mila euro nuovi di pacca rigorosamente diesel, ristoranti che senza prenotazione non ti fanno neanche un caffè e negozi presi d’assalto

      • Certamente, infatti tutti gli italiani sono ricchissimi ma hanno tutti i soldi non dichiarati. E non si comprano la nuova auto elettrica solo per non dare nell’occhio col fisco, è per quello che continuano a girare con auto di 15 anni fa. Beati voi che vivete nel vostro mondo dorato lontano anni luce dalla vita reale del paese.
        La transizione avverrà che si voglia o no ma non certo per imposizione dall’alto e neppure nei tempi che loro pronosticano. Fino a quando comprare un’auto non sarà un opzione possibile per tutti, senza incentivi che pesano su tutti e senza impiccarsi con rate a tassi da strozzino la transizione sarà dura e faticosa. E comunque bisognerà che la gestione di una ev sia molto simile ad un’auto attuale, hai voglia a dire che la media delle persone non fa più di 30 km al giorno, già la vita è difficile così non mi manca ancora di dovere pianificare con app e roba varia se devo prendere la macchina.

        • Tra gli incentivi che pesano su tutti ci mettiamo anche gli sgravi sulle accise dei carburanti, che dice? Miliardi buttati per scontare giusto 10ct al litro e far credere al popolo che ci si sta interessando di loro, per continuare comunque a vendere combustibili inquinanti. Soldi usabili per efficientare i consumi degli edifici o costruire nuovi impianti rinnovabili, di cui beneficierebbero tutti.

          • Solo per precisione, lo sconto derivante dalla riduzione delle accise era 30 centesimi, fino a dicembre. Secondo me non tanto per consumi individuali ma per i grandi consumatori (trasportatori, logistica, grande distribuzione) che avrebbe riversato i maggiori costi su imprese e consumatori=inflazione.
            Purtroppo per i trasportatori la tecnologia elettrica non offre ancora soluzioni.
            Gli incentivi per efficientare i consumi degli edifici c’erano e ci sono ancora ma sono stati usati male da imprese e cittadini.

  4. certo che scritto cosi sembra perculare leggermente chi non ha una casa indipendente con tetto di proprietà, fv e possibilità di acquistare una bev..

    non è proprio il massimo della pubblicità anche se magari le intenzioni erano buone..

  5. La EV ha senso solo se hai i pannelli FV sul tetto.
    I pannelli FV sul tetto hanno senso solo se hai la CASA INDIPENDENTE.
    La CASA INDIPENDENTE ce l’hai solo se sei RICCO.

    Quindi, facendo due calcoli, questa RICCA viene a fare la morale a noi “pov€ri” che abitiamo nei PALAZZONI?

    Ma mi faccia il piacere!!!

    • Farne una questione di lotta di classe non aiuterà di certo né la discussione, né la disponibilità di petrolio in futuro.

    • Come da altre testimonianze (e da mio figlio che è in affitto in centro e non mi fa vedere la ZOE da 3 mesi), il primo assunto (BEV => FV) è sbagliato. Da cui casca il costrutto seguente.

  6. Che bello leggere che c’è gente come la signora Angela che vive in un mondo tutto suo, nel quale basta credere nei sogni e questi diventano realtà! I problemi di povertà e disoccupazione sono tutti nella nostra mente, non esistono! Le siamo tutti debitori, Lei con il suo gesto ci ha consegnato un mondo migliore e più pulito. Le generazioni future le saranno riconoscenti.

    • Ma se tutto questo rancore, questa rabbia verso l’ auto elettrica e chi può permetterselo la usaste quando andate a votare (e a votare sarebbe meglio andare, se poi ci si vuole lamentare)per punire quelli che negli ultimi trent’anni hanno fatto in modo che i nostri stipendi si riducessero del 3%, mentre in Germania sono aumentati del 38% non sarebbe meglio? O siamo i soliti capponi di Renzo?

      • Perdonami, Gianni, ma davvero qui stiamo a credere che le urne italiane siano in grado di cambiare veramente l’andazzo generale? Eppure, se si rimane soltanto agli ultimi 6 anni, al governo abbiamo visto tutti i colori possibili ed immaginabili, e abbiamo guardato sempre lo stesso spettacolo, abbastanza monotono, abbastanza scoraggiante. Per non parlare degli ultimi 20 anni… Eppure vorrei ancora illudermi, e sapere chi non abbiamo ancora mandato al governo capace di “cambiare le cose”. Sapresti dirmelo? Te ne sarei eternamente grato

  7. Certo sarebbe bello avere 50.000 euro da buttare su un auto elettrica !! avere la possibilità di mettere su 6 KW di pannelli etc……. Ribadisco che con questi prezzi le auto elettriche rimangono un giocattolo per pochi almeno fino a quando non scenderanno i prezzi.
    Lo dimostra il fatto che la situazione delle vendite di queste auto (in Italia) si è stabilizzata al ribasso e gli incentivi sono ancora tutti disponibili. Tradotto : chi poteva permettersela lo ha già fatto e gli altri si arrabattano tra le auto tradizionali o al limite sulle ibride che sono più abbordabili.

    • Certo sarebbe bello che a scuola si insegnasse un po’ più di economia domestica, inclusi costi non ricorrenti e ricorrenti, così almeno non si cadrebbe vittime della propaganda interessata dei petrolieri.
      Certamente ad oggi acquistare un mezzo elettrico implica un costo maggiore, ma il 2035 non è domani e c’è tempo fino al 2034 per acquistare un motore a combustione interna. Nel 2034 vedremo anche se le auto elettriche costeranno ancora di più rispetto alle termiche, e se benzina, gasolio e elettricità costeranno come oggi. Ovviamente nei prossimi anni molte cose cambieranno e il problema di ragionare solo in termini attuali e non in termini di scenario è un errore gravissimo, che i venditori di tarocchi stanno cavalcando con passione e anche con discreto successo a giudicare dai numerosi commenti che si leggono su queste pagine.

      • Leonardo, stiamo parlando di oggi. Nel 2035 la sua bellissima auto elettrica magari è già giunta a fine vita e finita dentro alla pressa. E la febbre i soldi per comprarla deve trovarli oggi

        • Devo aver fatto confusione con i commenti che urlano vendetta con il ban delle termiche al 2035.
          Qua in effetti si grida vendetta per le scelte di Antonella, alla quale va tutta la mia solidarietà.

        • Ilario, ma nessuno sta obbligando nessuno a comprare un’auto elettrica “oggi”. Se oggi la gente non può permettersi un’elettrica, per N-mila motivi, può tranquillamente comprare un’auto termica come ha fatto finora. E potrà fare così per i prossimi 12 anni; continuiamo a ripeterlo in tanti in ogni post, ma ci si concentra sempre su questa cosa come se fosse “oggi” anche se palesemente non è così.

          • Ma infatti non sto dicendo che nessuno sta obbligando all’ acquisto. Direi che il problema parte dal titolo, quel ” fate come me” mi pare fuori luogo. Tanta gente farebbe come lei però probabilmente non ne ha la possibilità.
            Maestà, il popolo ha fame e non ha più pane…
            Mangino brioches…

          • I titoli però li scrivono i redattori di Vai Elettrico, non gli utenti che portano le loro testimonianze. Prenderla come una frase di Antonella è quanto meno sbagliato.

          • @Ilario aggiungo a Luca che è stato ripetuto N-mila volte che al momento l’auto elettrica non è per tutti, sia dalla redazione e immagino concordi anche Antonella. Il “fate come me” è conseguente al “se puoi”, a me sembrava ovvio, non dovremo mica, tutte le volte, specificare i minimi termini, dettagli e cavilli delle questioni!!!

  8. Bello avere la possibilità di acquistare un auto elettrica, anche se in leasing i soldi ci vogliono.. avere un tetto di proprietà dove posare un fotovoltaico e vantarsi di aver usufruito del 110%.
    Diciamo che sia abbastanza difficile arrivare a fine mese con 1200€, pagare lil leasing di un auto, comprare una casa dove installare dei pannelli e soprattutto avere un lavoro statico in ufficio a pochi km da casa… Non è da tutti… Complimenti per la sua vittoria…

    • Così come io giro con l’auto elettrica ma pago gli sgravi sulle accise dei carburanti che non uso, o pago le esenzioni mediche di altri a cui io invece non sccedo perché in fascia superiore, e quindi? Oltre che se la signora ha questa disponibilità economica, probabilmente paga anche una discreta quantità di tasse, che vengono usate anche per le strade, le scuole e gli ospedali che usano tutti. Tutti però a far notare solo gli sgravi di cui hanno usufruito gli altri.

      La riduzione di inquinamento che la signora ha ottenuto va a vantaggio di tutti, questo non lo fa notare mai nessuno.

      Da un altro abitante del Lago Maggiore (sponda varesotta) dico brava Antonella!

      • Guardi,secondo me i suoi interventi sono sempre di parte, troppo di parte. Opinione mia. Il bonus 110 è una cosa inaudita, nessun governo responsabile avrebbe fatto una cosa simile. Diamo soldi per ristrutturare abitazioni, con tutti gli orpelli tecnologici pagati da tutto il resto della popolazione. Ma anche no. Io sono d’accordo su un contributo per acquistare un’auto meno inquinante, incentivando lo svecchiamento del parco circolante ma un contributo non può essere che io spendo 100€ per fare i lavori a casa mia e lo stato me ne rende 110. Follia pura. E poi abbiamo edifici pubblici in stato disastroso, strade distrutte e via dicendo. Usare i mezzi pubblici? Ma dove vivete? Nel centro di una grande città sicuramente, io le posso dire che abito in Liguria e se non avessi un mezzo mio per muovermi semplicemente non potrei andare al lavoro: non è che sarebbe difficile, sarebbe impossibile.
        Personalmente reputo l’obbligo dello stop ai motori termici una stupidaggine, e lo dico da possessore di auto elettrica scooter elettrico. Se il mercato di direzionasse verso il costruire veicoli più umani, evitando mega suv da due tonnellate e 300 kW i prezzi potrebbero scendere in modo naturale, rendendo l’acquisto di un’auto elettrica una cosa ovvia. Io darei un contributo per auto citycar, una 500 una Twingo, una Up, ma va bene anche una 208 o un Opel Corsa. Se vuoi l’auto da 40.000€ te la paghi coi tuoi soldi, visto che qui si dice continuamente che l’80% delle auto gira con una persona sola a bordo, che i limiti stanno scendendo a 30 kmh in città e che la maggior parte degli automobilisti percorre mediante 30 km al giorno. Benissimo, allora non serve il macchinone, infatti con la Twingo ZE mi trovo benissimo. Aiutiamo chi vuole buttare via un’auto veramente inquinante. Concludo con una notizia: pare che da studi fatti a Genova, il traffico veicolare incide solo per il 39% dell’inquinamento, il restante 61 arriva da altre fonti. Riflettete su questo, non possiamo continuare a pretendere che la collettività paghi il nostro costoso giocattolo

        • Cioè le mie opinioni sono troppo personali? Eh beh, in effetti, essendo opinioni…sì, sono di parte, la mia. E gliene scrivo altre adesso 🙂

          Per il 110, mi trova totalmente d’accordo, anche a me ha sempre dato fastidio, è un bonus giusto nell’idea ma assurdo per la percentuale che ha regalato, andava fatto al 70 – 80% massimo per evitare abusi e ruberie, e far si che i cittadini fossero stati co-responsabili dei miglioramenti, mettendoci loro soldi.

          Ma ne facciamo una colpa a chi l’ha sfruttato o a chi l’ha istituito? Uno non doveva farlo pur potendo? Io per ritardi e problemi vari non sono riuscito a farlo, farò quest’anno si spera la versione ridotta al 90, ma con la quantità di tasse che pago, non mi sentirei assolutamente di aver rubato un centesimo a nessuno. E’ un’opinione forte? eh pace.

          Altro obbligo da mettere? Ogni casa nuova dovrebbe essere totalmente passiva, classe A4 e usare solo fonti rinnovabili per alimentarsi (geotermico e fotovoltaico con accumulo). E dirò di più, essendo noi la nazione con più consumo di suolo, darei sgravi ulteriori a chi ristruttura o abbatte e ricostruisce, invece di continuare a fare solo case nuove, molte oltretutto lasciate incomplete o invendute.

          Contributo auto: basterebbe fare come altrove (Danimarca e Norvegia han fatto cosi), sgravio sull’iva dell’auto se elettrica, in modo che sia una percentuale del valore dell’auto e non un bonus a prescindere dal suo costo totale. E iva maggiorata sulle auto “di lusso”, una volta c’era il superbollo, ora si potrebbe mettere in base al tipo di alimentazione, al peso, alla potenza, alla co2 emessa.

          Per il resto, io vivo in campagna, ho due auto perchè senza non ci si muove nemmeno qui. Usiamo l’elettrica al 90%, potendo alternarne l’uso io e mia moglie. E vorrei cambiare anche la Lodgy se facessero un MPV elettrico comparabile e abbordabile. In più ho le bici per girare in paese, oppure andiamo a piedi. E abbiamo una id.3 44kwh, pagata 29K euro, non il suv da 60k euro.

          Ma a vedere cosa circola in strada, per molti il problema non è potersi permettere l’auto elettrica, ma scegliere di averla al posto del suv termico 3000 turbo diesel, perchè “voglio fare 1000km filati”, “la sosta deve durare al massimo 5 minuti” o “voglio rombare ai semafori” o “la lavatrice con le ruote ve la potete tenere voi”.

          Il 12% del parco circolante costa almeno 50.000€, eppure non ci sono il 12% di elettriche circolanti. Dal Segmento D in su NON è un problema di costi, ma solo di abitudini ecologicamente dannose a cui nessuno vuole rinunciare. E ripetiamo la solita litania, al 2035 mancano 12 anni, e ogni anno arrivano modelli di BEV sempre più efficienti, più economiche e in segmenti inferiori. Abbiamo appena visto le nuove MG, quest’anno ci sarà la BYD Seagull (segmento B/C a forse 15k €) e altre arriveranno. Tra 12 anni son convinto che ci saranno BEV per tutte le tasche, e nel frattempo si sarà creato anche un sano mercato dell’usato.
          Ma visto che la gente da sola non si decide, si io sono per l’obbligo di smettere di vendere le termiche. Altra opinione forte e di parte? Assolutamente si.

          • Bene, mi piace quando qualcuno argomenta le sue idee, mi trova in parte d’accordo. Poi si può essere da una parte o dall’altra ma bisogna avere argomenti

          • a proposito di consumo di suolo: si insiste a fare le “palazzine” di max 4 piani.
            Però mettete 100 famiglie (esagero) in abitazioni piano terra di 100m²: avrete cementificato 10000m².
            Mettete 100 famiglie in un grattacielo di 100 piani in appartamenti da 100m². Avrete cementificato 100m².
            Però provate a mettere pannelli solari sul tetto di quel grattacielo: illuminerete forse a malapena le luci dei citofoni.
            Quindi, Pannelli solari sui tetti e consumo di suolo per le case vanno di pari passo.
            Un controsenso naturalistico ed ecologico irrisolvibile, ma da lei ampiamente sponsorizzato.

          • a proposito del mercato dell’usato: quando compro una ICE usata, il serbatoio ha la stessa capienza dell’auto nuova!

          • Ma “mettete” chi, di grazia? Sempre con questo noi/voi in ogni discorso. Io ho messo me stesso in una casa indipendente, ognuno metterà se stesso dove può e vuole.

            Nel merito dell’argomento, vediamolo questo controsenso. I pannelli solari possono essere intallati sulle case esistenti e non serve farne di nuove, dati alla mano https://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/fotovoltaico-su-tetto-in-italia-e-possibile-installare-fino-a-92-gw/.

            Cito dall’articolo:

            “Sfruttando gli edifici e i fabbricati già esistenti, sarebbe possibile ridurre il consumo della risorsa suolo”, scrive l’ISPRA. “È stata stimata, infatti, una superficie potenzialmente disponibile per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti compresa tra 75.000 e 99.000 ettari, sufficiente ad ospitare nuovi impianti fotovoltaici per una potenza complessiva compresa tra 70 e 92 GW“.

            Senza posare un singolo mattone. E avendo poi sufficiente elettricità per alimentate tutto, anche i condomini con poco tetto in proporzione ai mq abitati.

            Quindi, SI io sponsorizzo il riuso degli edifici esistenti e il fotovoltaico allo stesso tempo.
            LEI che soluzione alternativa propone?

          • @Fred3000: 1) per l’efficientamento non c’è l’obbligo del fotovoltaico. Fare una casa passiva è molto più facile farla a “condominio” piuttosto che a piano terra. Per dissipare meno energia ci vuole il massimo rapporto Volume/SuperficieEsterna, ipoteticamente una sfera.
            2) un’auto termica usata ha il serbatoio della stessa capacità, però consuma di più di una nuova. Non è questione di usura ma di tecnologia.
            Ho la Panda del 2009, faccio a benzina i 16km/l, il mio amico con la nuova dice di farne 20. Ho la Yaris ibrida del 2013, faccio 25km/l, mio cognato ha la nuova, fa i 30km/l. Per le elettriche il rendimento è già elevato, però la batteria degrada. Non c’è gran differenza.

        • Le sarà sfuggiro che l’ecobonus è riservato ad auto elettriche con prezzo di listino, iva esclusa, fino a 35.000 euro. Quanto al costoso giocattolo, forse si riferisce al Superbonus 110% che riguarda appunto quell’altro 61%.

  9. Cara redazione, articoli come questo non fanno altro che aumentare l’astio nei confronti dell’auto elettrica. La Signora Antonella non ha portato nessun nuovo argomento/esperienza all’altare dell’auto elettrica tranne il fatto di vantarsi del 110.

  10. Gli articoli come questo servono solo ad aumentare il numero di coloro che sono contro l’elettrico. Ma come si fa a chiedersi perché la gente ha paura del cambiamento? Ma secondo lei una persona che guida una Panda con 15 anni sul groppone non la cambia per principio o perché non ha i soldi per farlo? Ma ha idea quanta sua la gente in Italia che fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Lavori precari, bollette alle stelle, inflazione a due cifre. Suvvia, un po’ di sano realismo… Pure io ho comprato una Twingo elettrica rottamando una Mini con 21 anni di vita, e mi sono comprato pure il Niu elettrico, pagato in toto da me senza nessuna rottamazione. Ho la fortuna di avere un lavoro discreto e stabile, abito in casa di proprietà ( pagata in 25 anni e dove si contavano anche le uscite per la pizza) ma vivo a contatto con la realtà, e non è rosea. Per ora l’auto elettrica è un lusso o uno sfizio non per tutti, non giriamoci intorno: in un futuro potrebbe e dovrebbe cambiare rendendo questi mezzi più accessibili ad una fascia di popolazione più ampia. Non si stupisca Antonella, lei vive una situazione che non è per tutti: felice per lei

    • Ovviamente il discorso di Antonella è riferito alle persone che hanno la possibilità per farlo, che peraltro in Italia sono infinitamente di più di quel che appare dalle dichiarazioni dei redditi. Poi c’è chi non se lo può permettere e ha tutta òa nostra solidarietà: fin da quando è nato questo sito scriviamo che l’elettrico o arriva ad essere per tutti o a noi non interessa. E continuiamo a dire che il progresso sarà avere non Suv a batterie da due tonnellate e più, ma una citycar che pesi la metà e abbia un’autonomia accettabile.

      • Siamo umani, ben venga il suv, la superspostiva e l’utilitaria. Ma tutte con autonomie paragonabili a quelle di oggi, senza ansia da ricarica che in massimo 10xminuti possa garantire il 70/80%

        • Già il fatto che lei e molti vogliano mantenere le stesse abitudini 10 minuti ( che non sono per fare il pieno) e gli stessi km di autonomia, implica batterie enormi = costi altri dei mezzi e oltretutto risorse impegnate per nulla, visto che la maggior parte fa i 500 km due tre volte al anno.

          Ora il discorso è ottimizzare le risorse quindi auto e batterie ottimizzate per l’uso quotidiano, poi per le tre volte al anno che servono più di 500 km uno si organizza con mezzi pubblici e poi al arrivo noleggia, così non si deve impegnare capitali e materie per nulla.
          Un esempio io uso 5/6 volte al anno un furgone non è che acquisto un furgone per viaggiare tutto l’anno, sarebbe un acquisto insensato.

          • Il modello ideale di mobilità del futuro sarebbe proprio questo secondo me: auto piccole elettriche per tutti i giorni in città e auto termica a noleggio per quella poiché volte che si va in vacanza. Certo, ad agosto qualche problemino di utenza di picco degli autonoleggi…

          • Io faccio circa 6000km anno e quasi tutta autostrada. Il giorno che arriverà un’auto elettrica che faccia 250km di autonomia a 110km/h nella situazione peggiore (inverno con riscaldamento immagino). Non dico avere i 22°nell’abitacolo ma anche 16/18 stabili con il giubbotto e sia sicura (Crash test e sicurezza passiva), spaziosa tipo un Doblò e che costi 20.000 euro allora ci farò un pensierino… In Fino ad allora per me sarà inaccessibile / non conveniente

            P.s. la macchina più costosa che ho mai acquistato mi é costata 8000 euro usata, quindi é già un sacrificio che andrei a fare per averla. Ma penso che per avere condizioni più accessibili si dovrà ancora aspettare ancora una decina d’anni per i comuni mortali.

    • Oltre alla risposta di Mauro, assolutamente condivisibile, non capisco una cosa: lei fa l’esempio di chi ha la Panda di 15 anni che non cambia perché non ha i soldi per farlo, ma cosa c’entra con l’essere a favore o contro le auto elettriche?
      È come se io fossi contro le Ferrari perché non me le posso permettere. È evidente che c’è qualcosa di molto più profondo dietro al numero incredibilmente alto di italiani che sono contro le auto elettriche, non crede?

      • Da nessuna parte,ovviamente quelli come lei fanno finta di non capire. Ho fatto l’esempio della Panda per dire che in questo momento storico la maggior parte delle persone per vari motivi non può permettersi di cambiare la vecchia auto con una nuova elettrica. Se lei è convinto del contrario me ne farò una ragione

        • Ilario, la frase dovrebbe essere “…in questo momento storico la maggior parte delle persone per vari motivi non può permettersi di cambiare la vecchia auto con una nuova” nuova e basta, che sia elettrica o meno chi ha una panda di 14 anni (ho Panda del 2009 ahahah 14 anni, oltre ZOE e NIU) e non ha i soldi per un’auto nuova, non li ha e basta. Attualmente si prende un buon usato…termico, usati elettrici da spendere proprio poco non ce ne sono ancora.
          Speriamo che il mercato prolifichi come è stato per le nuove tecnologie.
          E il mercato prolificherà se aiutato da quelli come lei (e noi) che, potendo, hanno Twingo ZE, ZOE, NIU, ecc…
          Abbiamo avuto paura del cambiamento quando c’era chi si poteva permettere i cellulari e noi no? Così per tutto il resto, TV LED adesso gli OLED, PC.
          Nel 1977, al primo anno di università la mia prima calcolatrice, una HP25 (scientifica con memoria) costò 98.000 lire, lo stipendio di mia madre infermiera. Paura del cambiamento?
          Da piccolo mio padre (autista della CRI) noleggiava l’auto quelle poche domeniche che si poteva andare al mare, non ricordo che avesse mai avuto la paura del cambiamento. Quando ebbe qualche soldo si comprò un BMW (700cc, quello con il motore della moto, le code di dietro, lo chiamavamo “il cariolino”) di 3^ mano e 240.000km.

    • Ilario, lasci perdere. Lei spreca il fiato. Tolto il parere di qualche “illuminato” ancora in contatto con la (triste) realtà, da quel poco che ho letto, nei post di questo sito o sposi in toto le tesi dei padroni del vapore o vieni trattato come un PRIMITIVO da gente sostanzialmente (o inconsapevolmente) SNOB, che impartisce al popolo bue lezioni magistrali di ecologia ed economia domestica dal salone della loro villetta con fotovoltaico, pompe di calore, piano di cottura ad induzione, wallbox nell’autorimessa, abbonamento flat e anche due o tre auto elettriche (ma sì, perché no?!). Alla fine, poi, in pieno stile “radical chic”, c’è pure la finta solidarietà in omaggio a noi poveracci, che abitiamo nelle periferie di Roma o di Napoli (dove manca persino l’illuminazione stradale, figuriamoci le colonnine FAST!), in palazzoni da 12 piani e 48 famiglie, con cantine malsane al posto dei garage e col tetto che, invece di “fare” corrente, FA ACQUA! Per carità di Patria, poi, tralascio ogni commento sull’incipit del post di Antonella e i suoi sogni da bambina, finanziati col 110% e il contratto di noleggio a lungo termine. MA PER FAVORE!!!

      • Uno può pensarla come vuole e noi rispettiamo tutti i punti di vista, ma sarebbe corretto evitare attacchi personali come quello nei confronti di Antonella, che ha solo condiviso qui una sua esperienza, senza attaccare nessuno.

        • Corretto. Antonella ha posto qui la sua esperienza ed è giustissimo che possa farlo. Io non critico lei assolutamente ma il pensiero che si sta instaurando. Per mia scelta, perché la vita è questione di scelte, ho deciso di andare via dal condominio e comprare una casa indipendente. Ho il mio parcheggio,il garage ho messo un po’ di fotovoltaico e il lavoro per adesso non mi manca quindi grazie a Dio non ho problemi. Malgrado questo sono fermamente convinto che il momento dell’auto elettrica per tutti sia ancora lontano. La situazione descritta da Gerry purtroppo è la realtà.

  11. Antonella mi ricorda quel mio amico figlio di riccone che a 19 anni si iscrisse alla Bocconi e andò a vivere in n attico da solo pagato da papà e si chiedeva come mai noialtri non facessimo la sua medesima scelta, peccato che eravamo figli di operai in famiglia monoreddito con 3 figli.

    110% per il fotovoltaico (pagato da noi tutti), VIllazza con Garage dove metterci le auto, capacità di spesa per un noleggio a lungo termine… Chissà quali siano le difficoltà di un che vive a Centocelle a Roma in una palazzina popolare per avere così paura del cambiamento?
    La realtà supera la fantasia.

    • Dubbioso Nessuno le ha vietato di fare il 110% quindi non si può lamentare di questo.

      E pagato da noi , si ma sulle tasse europee quindi non li usiamo noi li usa un qualsiasi altro cittadino europeo, poi che il governo attuale per non fare nulla sulla trasmissione duca che lo stato ci sta rimettendo è tutto un altro paio di maniche, comunque i soliti per il calcio e per le armi li hanno già tirati fuori

      E quelli che vivono Centocelle a Roma in una palazzina popolare , non si preoccupano della BEV e neanche della ICE visto che per loro è impensabile un auto nuova , quindi non faccia Don Chisciotte contro i mulini a vento, li il problema è un altro.

      • Ma che razza di risposta sarebbe? XD
        Quindi a uno che abita in città in un condominio e non può mettersi i pannelli e non ha il garage, gli risponde “poteva farsi anche lei la villa e nessuno gliel’ha impedito”?
        Furbissimo.

        Scommetto che lei ha fatto il 110% e ci ha anche guadagnato qualcosa vista la risposta astiosa.

      • Uno che abita in città e in condominio poteva usufruire del 110% per efficientare la propria abitazione. Per ridurre il nostro impatto ambientale non è obbligatoria l’auto elettrica, anche la classe energetica della propria casa è importante.
        Il 110%, che io non ho avuto modo di usufruire, dobbiamo prenderlo come un investimento. I dati dicono che “solo” il 3,1% delle abitazioni l’abbia usato. Il 3,1% con innalzamento di 2 classi energetiche (almeno) vuol dire un 1% in meno di consumo di GAS a livello nazionale. Se vi ricordate c’è stato il momento che ci consigliavano degli accorgimenti per risparmiare lo zerovirgola%. Di quel 1% ne abbiamo usufruito tutti.

  12. Condivido pienamente . Io possiedo una C5 2000 diesel, una C3 1.2 benzina e ora, da due mesi, una C5X ibrida con ricarica … Da quel giorno guido solo quella!!! I consumi azzerati (ricarico col Solare con accumulo da una normale presa nel Box) , la guida e’ serena come se fossi in barca a vela.
    Concordo che siamo agli inizi: problemi di ricarica, tempi attesa per la stessa, costo eccessivo iniziale dell’auto, dubbi sul destino di milioni di batterie quando saranno esauste, poche ricariche operative , ecc, ecc , ma il futuro prossimo tutti i problemi sicuramente verranno risolti! … La UE ha fatto bene ad accelerare questo indispensabile processo… Mi auguro finisca presto questa polemica No-elettrico.

  13. E certo, Antonella non le vede. Ha preso il 110%, ha il fotovoltaico, ha il box auto e ha anche la Kona da 64 kWh (mica la 39, la 64!) in leasing. Dimentico qualcosa? Ah già, Kasko, manutenzione e tutto ciò che esiste per viaggiare in tranquillità. E dalle foto sembra pure che non viva nelle favelas, forse una villetta con garage doppio e giardino o comunque un gran bel parco. Non si sa se nel pacchetto è compreso anche Ambrogio. Antonella tanta sana invidia da parte mia, non prendertela!

    Antonella ci scrive “non capisco perché così tante persone abbiano paura del cambiamento”. Per risponderle, prima le chiedo:
    1. come mai il tuo compagno lavora con un furgone diesel anziché elettrico e spreca ben 100/150 euro al mese di carburante? Non può dotarsi anche lui di impianto fotovoltaico e prendere in leasing un furgone elettrico?
    2. come mai la i3 è stata restituita prima del tempo, ovvero dopo un anno a fronte di un contratto di 2 anni?

    • Beh ma prima di commentare potresti anche leggere gli articoli, così magari non fai domande che hanno già la risposta. 🤷

    • Ma Antonella forse non è mai stata in città, forse capirebbe perchè tante persone abbiano paura del cambiamento 😉

      • Io vivo in città e vivo in un palazzo di fine ‘800, quindi niente posto auto. Certamente mi sono potuto permettere il lusso di acquistare un’auto abbastanza costosa, ma superato quello scoglio vado di ricariche pubbliche senza particolari problemi.
        È tutto rose e fiori? Ovviamente no, ma neppure tutta questa tragedia. Certamente aiuta vivere in una città del nord Italia, però se invece di pungolare gli amministratori locali si attacca chi investe tempo e denaro per promuovere una mobilità più sostenibile la colpa non è dell’Europa o di qualcun altro, spiace dirlo ma la responsabilità è di chi si fa abbindolare dai media prezzolati.

        • Dipende quanto tempo hai da dedicare agli imprevisti della ricarica. Se hai un posto fisso dove caricare sei a posto, se invece ti sposti con il tempo contato allora non hai proprio tempo da dedicare per cercarti la colonnina libera quando succede un imprevisto. E’ una esigenza soggettiva, evidentemente tu hai i margini di tempo per gestire anche queste situazioni.

          • Tempo ne abbiamo poco un po’ tutti, ma la ricarica non serve continuamente, le persone che percorrono 400 km tutti i giorni sono una minoranza

    • Secondo me Antonella si riferiva a quelle persone che, a prescindere dalle disponibilità economiche, non vogliono cambiare le abitudini e fare quello che a loro sembra un salto nel buio, quelli che potrebbero ma non vogliono perché viene loro imposto da una direttiva della comunità Europea. Gli altri ovviamente (e ci metto anche me) vorrebbero ma non possono 🙄🙄

      • La tua osservazione, che condivido, però cozza con questa affermazione di Antonella: “Sarà perché sono donna ed ho senso pratico, ma tutte queste difficoltà non le vedo, a fronte di uno sforzo che mi sembra stia facendo l’Europa per farci vivere in un mondo migliore.”

        Non vede difficoltà perché ricarica a casa, non vede difficoltà perché non deve girare su una i3 con autonomia limitata (dove forse le difficoltà le ha riscontrate) ma può permettersi una Kona da 43000 di listino (non cambia nulla se la prendi a leasing, anzi …). Proprio come l’Europa che davanti a queste e altre argomentazioni, come le difficoltà per chi non può ricaricare a casa, non vede difficoltà. Nessuno vede difficoltà, poi quando i potenti che decidono di auto elettriche e clima si incontrano a Parigi e le colonnine non sono sotto l’edificio dove devono andare con l’automobilina elettrica allora si piazzano i generatori diesel per poter ricaricare. Nessuna difficoltà.

          • Notizia vera se ricordo bene anche a Lione, euroministri con auto elettriche in posti dotati di generatori DIESEL.
            Da ridere per l’ipocrisia che trasudano.

          • Lei ricorda bene. L’episodio, uno solo, è successo (se è vero) a Lione. E allora?

          • @Marco questo è il punto, mi ricorda la vignetta di Snoopy:

            Charlie Brown: Snoopy, pensa che un giorno tutti quanti moriremo
            Snoopy: È vero Charlie, ma tutti gli altri giorni no.

            È un argomento fantoccio giusto per creare un po’ di disfattismo e sfiducia nella gente. Chi rilancia queste non notizie fa soltanto il gioco dei padroni del petrolio.

          • Ma si, questo è stato un episodio che non vuol dire che sia la regola. Comunque sono convinto che quando il mercato sarà a regime le auto elettriche pagheranno tutte le tasse che odiernamente pagano le termiche e la corrente per caricare l’auto costerà come la benzina. D’altro canto sarebbe giusto, visto che i fautori dell’elettrico o morte dicono che lo fanno solo per l’ambiente. Anche se mantenere una ev costa esattamente come una ice avremo lo stesso il vantaggio dell’aria pulita, vero? Io resto convinto che senza incentivi vari , sul prezzo di acquisto, sull’esenzione bollo ecc. più di metà delle ev vendute sarebbero rimaste in concessionaria, la mia per prima.
            Per adesso la comodità di un’auto a benzina non è paragonabile, con la mia ibrida in due minuti ho messo 60€ di benzina e mi bastano per fare 800 km. E se fossi per caso con il serbatoio mezzo vuoto in caso di necessità un distributore lo trovi ovunque nel raggio di pochi km, la stessa cosa non si può dire attualmente per le colonnine. Con un auto ” normale” quanto ricarichi in due minuti? Siamo sicuri di trovare una colonnina libera/ funzionante? Non tutti abitano a Milano o Roma

          • Non ho capito: quante auto ha? Una ibrida, una elettrica, una Ice e poi?

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