Honda brevetta una moto elettrica ultra‑semplice e low cost



Secondo alcuni brevetti depositati, Honda sta lavorando su una moto elettrica essenziale con la tecnologia ridotta al minimo per tenere basso il prezzo.

Da anni si dice che il settore delle moto elettriche, oltre che di tecnologia, ha bisogno di fiducia. Di quella fiducia che può essere data solo da un grande produttore. Un “big” che si carichi sulle spalle la responsabilità di credere (e investire) pesantemente su un nuovo prodotto. Fino ad oggi abbiamo visto grandi annunci e tanti concept. I modelli in produzione non intaccheranno minimamente il benzina.

Ma se la rivoluzione invece che partire dai modelli di alta gamma, come è stato per le quattro ruote, partisse invece dal basso? Di certo sarebbe poco trionfale come ascesa dell’elettrico a due ruote e anche un po’ meno emozionante. Fatto sta che un big come Honda, stanno lavorando non solo ai modelli di fascia alta come la WN7, ma anche a più modesti veicoli.

È il caso di un nuovo brevetto che svela il concept di una motocicletta elettrica ultra‑essenziale e a basso costo, pensata per mercati sensibili al prezzo come India e Africa. In qualche modo cede il passo a quella che è stata fin ora la tendenza principale: ultra tecnologia, prestazioni e prezzi altrettanto alti. Con questo progetto Honda punta alla mobilità quotidiana e a mercati che guardano più al contenuto che alla forma.

Un design semplice per abbattere i costi

Il cuore del progetto risiede in un design che rifiuta elementi costosi in favore di soluzioni classiche. Il brevetto mostra una struttura in acciaio tradizionale, componenti meccanici di base come ammortizzatori posteriori doppi e freno a tamburo anteriore, insieme a un motore elettrico compatto e batterie rimovibili montate in gabbie metalliche laterali.

Da quel che si vede non c’è nessuna elettronica avanzata. Addirittura non c’è nemmeno il caricatore integrato, solo un sistema plug‑and‑play in cui le batterie vengono estratte e ricaricate separatamente. Come le batterie sono integrate nella moto risulta la soluzione più interessante. Honda ha previsto gabbie laterali con cerniere che permettono di estrarre facilmente i pacchi batteria per la ricarica domestica, senza richiedere infrastrutture di ricarica pubblica.

Sembra una scelta in controtendenza, ma in realtà risponde a precise esigenze di mercati ben precisi. Nei paesi emergenti dove la desità abitativa è altissima sono pochi quelli che hanno un box quindi è meglio avere un sistema di batterie estraibili comodo. In più, chi ne fa un uso professionale non è obbligato a lasciare la moto ferma in ricarica, ma può semplicemente sostituire le batterie.

Quale futuro per l’Honda low-cost?

Se Honda deciderà di portare questo progetto dalla carta alla produzione, potrebbe segnare la prima moto elettrica estremamente economica di un grande costruttore globale, con un possibile impatto anche in Europa. Oggi, infatti, molte moto elettriche di fascia bassa restano ancora troppo costose per competere con le tradizionali 125 cc termiche, soprattutto nel segmento urbano.

Una moto elettrica dal costo contenuto e facile da usare potrebbe favorire l’adozione su larga scala anche in occidente dove molti motociclisti pendolari cercano soluzioni pratiche e a basso costo per spostarsi in città. Questa ovviamente è la teoria, perché in pratica ancora non sappiamo informazioni cruciali su quello che potrebbe essere il modello definitivo. Sempre se Honda porterà avanti il progetto.

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