A Roma, dal 7 settembre al 7 dicembre 2026, entra in vigore una nuova ordinanza che vieta l’accesso nella ZTL A1 (Tridente) ai furgoni e ai veicoli per il trasporto merci (categorie N1, N2, N3) tutti i giorni dalle 8 alle 18, bloccando l’entrata anche se in possesso di permessi ZTL attivi. Una tegola in testa per Mario, proprietario di un Opel Combo Electric, che reagisce così: «L’ho comprato l’anno scorso, pagato 17 mila euro, lo venderò per sostituirlo con un’auto». Vaielettrico risponde. Lavorate con i furgoni elettrici e avete riscontrato problemi a Roma o in altre città? Scriveteci a info@vaielettrico.it.

Dopo i 1000 euro per la ZTl, il divieto di entrare durante le ore di lavoro
“Dopo la buona notizia che dal primo luglio tutte le auto elettriche, furgoni compresi, hanno dovuto pagare 1000 euro per entrare in zona ZTL a Roma, giunge l’ancor più buona, oserei dire ottima, notizia, che la giunta Capitolina con in testa l’ineguagliabile sindaco Gualtieri, ha deciso che da settembre le consegne ai negozi si dovranno effettuare dopo le 18.
Se questo dovesse essere promulgato, credo che il reato di truffa ai danni delle Aziende che hanno pagato la gabella, si dovrebbe configurare, oltre che restituire il maltolto con l’inganno, visto che dopo le 18 si entra liberamente in ZTL. Vaielettrico ha intenzione di avviare qualche iniziativa?”. Mauro Marini.
Mauro pensa di rivendere il furgone elettrico
Questa la mail di Mauro. Ma abbiamo voluto sentirlo di persona per capire meglio la vicenda. “Ho 72 anni, ho investito l’anno scorso in un furgone elettrico Opel Combo, pagato 17.000 euro, convinto che la mobilità elettrica fosse la scelta giusta per lavorare in Ztl. A luglio ho versato anche i 1.000 euro richiesti dal Comune per l’accesso, ma da settembre i furgoni elettrici non possono più entrare in ZTL dalle 8 alle 18, nemmeno senza effettuare carico e scarico. Anch’io che devo entrare per ritirare ordini e incassi, questa limitazione è una vera penalizzazione. Chi ha scelto l’elettrico lo ha fatto proprio per essere agevolato e lavorare in modo più flessibile. Le auto elettriche possono entrare, il mio furgone no. Se la situazione non cambia, sarò costretto a venderlo e tornare ad usare l’auto“.

La congestione? “Io per lavoro giro per tutto il centro storico. Secondo me problemi davvero grossi sono via del Tritone e l’incrocio di Piazza Venezia. Il resto è acqua fresca. Ci sono tante cose che impediscono a questa Città di funzionare. Non è una soluzione allontanare dal centro i veicoli elettrici che almeno danno una mano a respirare meglio“.
Il calvario della ricarica: cavi mozzati
Marini racconta anche un altro problema che rende ancora più difficile lavorare con un mezzo elettrico: “La maggior parte delle colonnine è inutilizzabile perché i cavi vengono tagliati. Ne restano attive pochissime servirebbero sistemi di controllo più efficaci, persino soluzioni creative come droni di sorveglianza che intervengano quando un cavo sta per essere danneggiato.
Taglio dei cavi nelle colonnine di Roma: “Un grande problema”
Oggi riesco a ricaricare solo perché ho la possibilità di farlo nel mio magazzino; altrimenti sarebbe impossibile, visto che una ricarica lenta richiede ore e le infrastrutture pubbliche sono spesso fuori uso. Un momento brutto per chi lavora con un mezzo elettrico. Il Comune, invece di sostenere chi ha investito nella transizione, sta rendendo tutto più complicato“.
I benefit all’elettrico spingono la transizione
Risposta. Abbiamo scritto più volte sulla Ztl, riportando anche le posizioni critiche delle associazioni che analizzano quotidianamente il traffico romano. È vero – e per fortuna – che le auto elettriche sono aumentate nella Capitale, ma la loro quota complessiva si ferma all’1%, un dato ancora troppo basso per incidere davvero. È vero che i veicoli termici pagano il doppio, ma si potrebbe pensare di limitare maggiormente il loro accesso, introducendo un numero chiuso che riduca davvero la loro pressione del traffico.

Le soluzioni esistono: un sostegno più deciso ai mezzi pubblici, incentivi al bike to work, premi per chi sceglie lo smart working e il car pooling. Si chiedono più alberi per migliorare la qualità dell’aria, e va benissimo, ma come ha ricordato Mario Tozzi su La Stampa nell’articolo “Gli alberi sono i veri condizionatori”, «i mezzi a combustione arroventano l’aria». Se questo è il problema, che senso ha penalizzare chi sceglie un furgone elettrico, per poi dare il via libera a tutti alle 18?
Il punto è che in Italia non si comprende ancora quanto sia prezioso eliminare il gas di scarico dalle città. Penalizzare chi ha investito nell’elettrico, mentre si continua a favorire l’ingresso dei mezzi termici nelle ore serali, è una contraddizione che rischia di frenare la transizione invece di accompagnarla. Clicca qui per la delibera comunale.
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trovo abbastanza restrittivo far partire il divieto dalle 8 del mattino. Davvero a quell’ora le strade son già piene di turisti (o pedoni in generale)?
Magari si poteva iniziare dalle 10 o 11…
Sono pienamente d’accordo con l’amministrazione:
“L’area coinvolta comprende infatti piazza del Popolo, via del Corso, piazza Venezia e i principali assi di accesso al centro monumentale, fino alle direttrici che convergono su largo Chigi e verso il Pantheon”
Queste zone sono strapiene di turisti, le operazioni di carico/scarico vanno fatte fuori dagli orari di visita mentre invece bisogna fare lo slalom tra auto e furgoni.
La stortura è consentire i mezzi non elettrici dopo le 18
” ..dammi una lametta che mi taglio le veneee…” 🎶
siamo veramente dei fenomeni a farci male da soli… sempre con provvedimenti contraddittori o totalmente dannosi…
Magari (spero io ! ) vorranno puntare sull’accessibilità alle aree tipo ZTL A1 con i più compatti quadricicli elettrici “L7e-CU” …
Sicuro è che i tanti imprenditori come il sig. @Mauro Marini dovrebbe rivolgersi alla propria associazione di categoria per farsi tutelare per il rimborso della già pagata tariffa di accesso poi negato… o soltanto “fiaccherai” e taxisti riescono a farsi sentire ed assecondare nelle grandi città ??
Gualtieri sta facendo molte buone cose, ma purtroppo sta anche inciampando pesantemente sulle ben note problematiche del traffico romano con azioni chiaramente di natura politica, ma che hanno poca attinenza con la realtà dei fatti se non quella di accontentare alcuni gruppi di pressione piuttosto che altri, ma senza affrontare i veri problemi. Se la superficie stradale è suolo pubblico, allora dovrebbe essere principalmente destinata al migliore interesse collettivo pubblico per lo spostamento dei cittadini e non trasformata in un immenso parcheggio a cielo aperto.
Persiste nei politici ed amministratori una non piena consapevolezza dell’importanza della transizione energetica. E porre sullo stesso piano la congestione con l’inquinamento da gas di scarico