Spazio alle modifiche sul pass da 1.000 euro per le auto elettriche nella Ztl di Roma. Se da un lato il sindaco Roberto Gualtieri appare convinto della bontà del provvedimento, dall’altro il presidente della commissione Mobilità, Giovanni Zannola, apre alla possibilità di rivedere la misura. Una disponibilità che tiene conto delle perplessità sollevate dagli e‑drivers e da associazioni come Motus‑E e Audiconsum, che hanno espresso critiche e richieste di chiarimento.
Il presidente della Commissione Zannola apre a «modifiche»
Non tutti, in Campidoglio, sembrano convinti della gabella da 1.000 euro prevista per l’accesso delle auto elettriche alla Ztl, mentre per le termiche il costo raddoppia. Indicative, in questo senso, le parole del presidente della commissione Mobilità, Giovanni Zannola, a Roma Today: il provvedimento «non è definitivo» e potrà essere oggetto di correzioni, integrazioni e armonizzazioni».

Il tema del decongestionamento del traffico, ricorda Zannola, «è noto da tempo e richiede un insieme di interventi differenti, capaci di affrontare in modo strutturale una questione complessa che riguarda la mobilità, la qualità della vita e la sostenibilità urbana». Uno spiraglio, dunque, resta: sia per un passo indietro, sia per un’attenuazione della stretta.
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L’associazione dei consumatori prende posizione contro quella che definisce una vera e propria stangata. «Le misure annunciate destano serie preoccupazioni. Ora che gli incentivi economici sono sempre più limitati, è fondamentale che le amministrazioni locali continuino a favorire l’uso dell’auto elettrica per ridurre l’inquinamento, contenere le emissioni di CO₂ e contribuire a contrastare la crisi climatica, con effetti diretti sulla salute pubblica e sul benessere dei cittadini romani. Siamo pienamente d’accordo sul fatto che nelle Ztl circolino troppe auto e che la congestione sia un problema reale e urgente».

Tuttavia «non appare né efficace né equo iniziare a limitare proprio i veicoli elettrici, che rappresentano appena l’1,5% del parco circolante romano: il loro contributo alla congestione è quindi marginale rispetto ai mezzi a combustione interna».
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Secondo l’associazione, la priorità dovrebbe essere invertita: limitare le termiche, non le elettriche. «Sarebbe opportuno condurre una seria analisi dei flussi reali nelle Ztl, individuando le categorie di veicoli che generano il maggiore impatto su traffico e sosta».
Dalla critica alle proposte
Ecco anche una serie di proposte per ridurre davvero il numero di auto in circolazione: «Incentivare il car pooling con misure concrete, rendere gratuiti o fortemente agevolati i mezzi pubblici elettrici all’interno delle Ztl, promuovere lo smart working attraverso accordi strutturati tra enti pubblici, privati e lavoratori, e investire in nuove aree pedonali e in infrastrutture per la sharing mobility elettrica e ciclabile».

In specifico sul pass si propone:« L’introduzione di un permesso annuale per i veicoli 100% elettrici calcolato in modo proporzionale e molto contenuto, magari facendo un piano prezzi, da oggi al 2030, in base al raggiungimento di percentuali di mercato romano o nazionale, basato su peso e dimensioni del veicolo».
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Se proprio si vuole evitare la congestione in Ztl, senza dimenticare la gran parte della città dove il traffico è molto intenso, non mancano soluzioni mirate che possono ridurre il numero delle auto. Soprattutto quelle più inquinanti.
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Come fissare il dito e non guardare la luna.
I non aventi diritto “elettrici” nel centro di Roma sono di due tipologie:
chi lo attraversa senza fermarsi, e chi va appositamente e parcheggia; la prima tipologia è minima e già attualmente si è ridotta molto.. ormai è meglio affrontare la fila scorrevole del lungotevere che stazionare a piazza Venezia e dintorni.
Per la seconda è facile, basterebbe fare come negli aeroporti/stazioni cioè consentire un tempo iniziale (esempio 1 ora) gratuito ma in caso di sforamento far pagare una tariffa molto salata.
La congestione da traffico comunque rimarrà perché, al netto delle Bev in solo transito (che lascerei libere di entrare) l’assenza di corsie preferenziali in alcuni punti chiave, l’elevatissimo numero di bus, taxi, ncc, auto “blu” e titolari con diritto di permesso (residenti e lavoratori) unito alle strade strette non fatte per l’attuale volume di traffico non creerà alcuna riduzione.
Iniziamo a ridurre veramente le auto di servizio, a far pagare il parcheggio a tutti (esclusi residenti), a realizzare corsie/strade preferenziali per soli bus, a far pagare caro il permesso che tanto vengono acquistati non dal singolo cittadino ma da enti, istituzioni , grandi aziende ed infine obbligare a sostituire con Bev tutte le termiche non private.. almeno si respirerrebbe!
p.s. : chi non vive il centro di Roma non si rende conto… più della metà dei veicoli che circolano in centro sono “istituzionali”, non privati.
Analisi perfetta. Solo chi frequenta il centro di Roma può capire il caos infernale presente😱 e vi assicuro non dipende dalle Bev
Quello che hanno chiesto Motus-Ed e Adiconsum uno studio che fotografi chi, come e quando utilizza la ZTL e una serie di misure che permetta di snellire il traffico con car pooling, smart working e come abbiamo scritto noi molte termiche invece di pagare 2mila euro per 12 mesi stiano fuori
Tutto giusto, ma il vero problema è che la maggior parte del traffico nel centro di Roma è composto da una categoria che o non viene presa in considerazione o che bypassa questi studi cioè tutte le auto di “servizio” (municipio, comune, senato, camera, presenza Consiglio, presidenza Repubblica, e potrei continuare ad libitum, forze dell’ordine, scorte, diplomatici, ecc).
In realtà servirebbe decentrare molte strutture pubbliche. Ormai di residenti c’è ne sono relativamente pochi.
Anche i parcheggi sono per almeno il 60% riservati a queste categorie e vietati ai privati, anche residenti.
Se non si interviene su questa massa qualsiasi altra misura è destinata a fallire.
Sta finendo la pacchia un po’ ovunque…
Non capisco il suo entusiasmo, Ha qualcosa da guadagnarci?
A Roma si dice che “rosica”.