La gabella di 1.000 euro alle auto elettriche per accedere alla Ztl di Roma fa divampare la polemica. Gli e‑drivers – anche se non tutti – si mobilitano. E una class action, preparata dallo studio legale Russo Caradonna, partirà non appena la delibera sarà approvata, anticipa Repubblica. Anche Motus‑E, con il segretario generale Francesco Naso, sul Messaggero esprime «più di qualche perplessità» sul provvedimento. Ma per il sindaco Roberto Gualtieri: «Ci sono troppe auto elettriche in centro». Quante? «75mila autorizzate alla Ztl». Un numero che, rapportato alle 1,8 milioni di auto registrate nella Capitale, ridimensiona però la portata del fenomeno. Secondo Motus‑E, infatti, si tratta appena dell’1,5% delle auto circolanti a Roma e provincia.
Il sindaco Gualtieri si difende: già 75 mila BEV autorizzate

«Il numero delle vetture elettriche che entra nel centro di Roma è cresciuto a dismisura: sono ben 75mila. Quando erano di meno si poteva sostenere il loro ingresso gratuito, ma se ora non si interviene per limitarle non avremo più una zona a traffico limitato, perché il centro sarà completamente pieno di questi veicoli». Sono questi i numeri che hanno portato alla scelta di far pagare 1.000 euro agli e‑drivers per accedere alla Ztl — le auto termiche ne pagano il doppio. Eppure, facendo i conti, la loro incidenza sulla flotta cittadina resta piuttosto contenuta: 75mila vetture su 1,8 milioni rappresentano una quota tutto sommato ridotta.
Vediamo però gli altri numeri, quelli che il sindaco ha fornito in un’intervista a Repubblica, relativi alla composizione di chi richiede l’accesso gratuito alla Ztl. Gualtieri ricostruisce così il quadro: «Dal 2022 a oggi i permessi di accesso alla Ztl per queste vetture sono passati da 21mila a 75mila. Ma solo la metà, per la precisione il 53%, è intestata a residenti di Roma. Parliamo quindi di circa 40mila veicoli “romani”, una parte dei quali appartiene a chi vive già dentro i confini della Ztl. Certamente un numero elevato se l’obiettivo è evitare di congestionare i vicoli del centro, ma decisamente basso se confrontato con gli 1,8 milioni di auto registrate in città».
Perché non chiudere completamente alle termiche?
Resta però una domanda: perché non prevedere l’ingresso ai residenti romani che vivono fuori dalla Ztl. E soprattutto, perché non escludere del tutto l’accesso alle auto termiche dei non residenti in centro?
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Sul provvedimento è intervenuto anche il segretario generale di Motus‑E, Francesco Naso, in un’intervista al Messaggero: «Per esprimere un commento approfondito sul tema sarà necessario attendere il provvedimento definitivo, ma è innegabile che le misure annunciate destino più di qualche perplessità».
Francesco Naso richiama poi i numeri: «Comprendiamo perfettamente l’esigenza delle amministrazioni di recuperare spazi urbani, ma in un momento così importante per la transizione verso la mobilità sostenibile troviamo incomprensibile questa marcia indietro sull’accesso nelle Ztl dei veicoli completamente elettrici, che rappresentano meno dell’1,5% delle auto circolanti a Roma e provincia».
Non far cadere un’agevolazione nel Paese fanalino di coda in Europa
La Ztl libera per le elettriche non è destinata a durare per sempre, ma oggi l’agevolazione resta un incentivo considerato necessario. «Sicuramente, a tendere, quando l’elettrico raggiungerà anche in Italia le quote di mercato del 15-20% registrate nel resto d’Europa, non serviranno più incentivazioni simili» ha sottolineato il segretario di Motus-e. «Ma al momento l’impatto sulle città è evidentemente trascurabile, a fronte dei benefici per la collettività».

E gli e‑drivers cosa ne pensano? Abbiamo monitorato le reazioni sui social — tralasciando gli hater che soffiano sul fuoco — dove non mancano critiche, anche molto dure. «Non ho mai trovato intasamenti nelle Ztl di Roma e, anche se in aumento, le BEV restano poche rispetto alle termiche» scrive Giorgio su Vaielettrico – Discussioni & Consigli su Facebook. Nello stesso gruppo Giovanni osserva che siamo in «Controtendenza totale rispetto a tutto il resto d’Europa». Marco va oltre: «Ricorso al Tar e richiesta risarcimento danni».
In altri gruppi interviene Paolo: «Chiara dimostrazione che la tassa non serve a limitare l’inquinamento, ma solo a fare cassa». Infine Achille: «E pensare che dopo tanti anni avevo riscoperto il piacere di andare in centro: passeggiate, cene, shopping. Tenetevelo. Quei 1.000 euro li spenderò altrove, per la gioia dei commercianti del centro».
Ma non tutti sono contrari. Candido osserva: «Un’auto, al di là della motorizzazione, occupa spazio, crea traffico ed è un potenziale pericolo per i pedoni». Interessante il contributo di Tatiana: «Le Ztl sono zone a traffico limitato, quindi ci può stare che siano chiuse anche alle elettriche. Diverso se parliamo di aree a basse emissioni, ma non so se ce ne siano in Italia. In UK alcune grandi città le hanno introdotte e solo le macchine elettriche possono entrare. Anche i residenti vengono obbligati a cambiare auto, altrimenti pagano parecchio». Chiude Giuseppe : «La Ztl non serve a limitare l’inquinamento — per quello c’è la fascia verde — ma a evitare che il centro diventi un ingorgo perenne».
Un dibattito vivace, insomma. Ma se la tutela della salute pubblica è davvero prioritaria, perché non rinunciare ai 2.000 euro richiesti alle termiche, tenerle fuori dalla Ztl e salvaguardare invece l’accesso alle elettriche?
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Troppe elettriche o troppe ibride?
Perchè nel secondo caso è facile cambiare la regola.
Le elettriche pure non sono mai troppe visto che dovranno arrivare al 100%.
Alle ibride hanno tolto la sosta gratuita.
Mi sono fermato allintroduzione:
«75mila autorizzate alla Ztl». Un numero che, rapportato alle 1,8 milioni di auto registrate nella Capitale, ridimensiona però la portata del fenomeno. Secondo Motus‑E, infatti, si tratta appena dell’1,5% delle auto circolanti a Roma e provincia.
75.000:1.800.000=X:100
Provate a fare il conto, e viene 4.16% non 1.5% … più del doppio, quasi il triplo.
Posso fidarmi a leggere il testo, o i numeri che leggerei avrebbero la stessa affidabilità ?
Non è bravo con la matematica e neanche a leggere. I 75mila comprende anche il numero dei non romani, le elettriche romane sono la metà e quindi si dimezza il suo calcolo.
“Gli 75mila” ???
“Gli” ???
Prima di dire agli altri che non sanno leggere, magari ci pensi più volte … il problema potrebbe essere altrove
Tra un refuso e il voler leggere solo quello che si vuole… c’è un abisso
Buongiorno, essendo residente a Roma (fuori ZTL) e con auto elettrica, la cosa mi tocca ma vorrei relativizzare. Chi conosce la città sa che la ZTL è necessaria per limitare la congestione di traffico. È innegabile che sia troppo. Fuori della ZTL ad esempio sui Lungotevere non ci sono limiti se non quelli della fascia verde e la congestione è perenne. Io sono d’accordo a fare pagare l’accesso ma alla città in generale non solo al centro. In centro farei pagare soprattutto i residenti che lasciano le auto per il 99% del tempo parcheggiate per strada. L’abbonamento annuale ai mezzi pubblici costa 250 euro. Per una famiglia di 5 persone tutti maggiorenni non studenti e isee medio sono 1250 euro annui, meno del ticket annunciato per una sola termica e quanto il canone mensile di un box in zona semicentrale: che senso ha avere il suvvone in centro per usarlo 4 ore a settimana o nemmeno? Io non voglio privilegi per le elettriche in città, voglio pagare l’accesso e il parcheggio e perfino il bollo. Ma la residenza in un quartiere non può essere titolo per parcheggiare gratis ovunque. Lo spazio pubblico deve essere pubblico e regolato, se c’è congestione o inquinamento deve essere a carico di chi li causa a prescindere da dove abita. L’incentivo maggiore, equo, ambientalmente favorevole e conveniente per tutti sarebbe mezzi pubblici GRATIS e tariffe salate per parcheggiare e circolare in città per TUTTI. Taxi e autobus elettrici (a Roma ne stanno circolando sempre di più), sharing, noleggio occasionale ed esenzioni mirate (disabili con accompagno e poco altro).
Nella comunità degli e-drivers sul tema ci sono posizioni differenti e infatti ne ho dato conto. E ho anche scritto: Ma se la tutela della salute pubblica è davvero prioritaria, perché non rinunciare ai 2.000 euro richiesti alle termiche, tenerle fuori dalla Ztl e salvaguardare invece l’accesso alle elettriche? Poi sulla valorizzazione del trasporto pubblico – a emissioni zero – mi trova d’accordo