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Ztl occasionale e per non residenti: può bastare una mail

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Centro storico che vai, legge sull’accesso delle auto elettriche in Ztl che trovi (leggi qui). Non esiste una legge nazionale, ogni amministrazione fa a modo suo. La gran parte delle città limita il diritto ai residenti e per entrare occasionalmente spesso è necessaria un’attesa burocratica estenuante e non senza situazioni paradossali come quella di Palermo (leggi qui). Vediamo due casi di maggiore elasticità.

A Torino accesso libero ai non residenti

ztl torino
A Torino anche i non residenti hanno libero accesso alla Ztl con EV

Nella capitale italiana dell’automobile l’amministrazione comunale permette il transito gratuito delle auto elettriche “senza il vincolo della data di immatricolazione e senza il vincolo della residenza“. Il permesso per chi ci abita dura due anni anche se rispetto ad altre città si pagala sosta nelle strisce blu durante gli orari stabiliti“. Basta presentare la richiesta, servono 16 euro di marca da bollo (sono escluse Onlus ed enti pubblici). Qui il modulo da compilare.

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Bene il diritto concesso ai non residenti, ma come fare? Il metodo sembra abbastanza semplice. “E’ prevista la possibilità di richiedere l’apposita esenzione a posteriori per transiti occasionali, compilando l’apposito modulo e, seguendo le istruzioni, inviarlo direttamente al GTT spa“.

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A Chieti per l’accesso giornaliero: numero verde o mail

A Cheti si punta sulla semplificazione. Abbiamo fatto una richiesta sulla modalità di funzionamento e la polizia locale, ufficio traffico e viabilità, ci ha risposto velocemente.

I residenti hanno diritto a un permesso che vale ben cinque anni e che deve essere  richiesto all’ufficio presentando la carta di circolazione.  Se, invece, si tratta di un accesso giornaliero o, comunque, occasionale?  “Basta chiamare il Numero Verde 800.083 406 e comunicare il/ i giorno/i del transito e la targa oppure inviare una mail a questo stesso indirizzo, allegando copia carta di circolazione del veicolo da autorizzare“. Semplificare la vita dell’automobilista elettrico è possibile.

Alessandria: no sosta auto, ma si punta sulle colonnine

Abbiamo scritto del caso Alessandria (leggi qui) dove si è decisa una limitazione  per le auto elettriche.  Abbiamo sentito l‘assessore Michelangelo Serra che ha sottolineato la particolarità di un piccolo centro storico dove si sente fisicamente il peso del numero delle auto che creano congestione. Ma non significa osteggiare la mobilità elettrica e su questo fronte l’amministrazione sta lavorando per incrementare le stazioni di ricarica presenti nella città.

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17 COMMENTI

  1. Ho i permessi per ZTL e parcheggi di Bergamo, Verona, Bologna.
    Basta una veloce ricerca google del comune che si andrà a visitare spesso per avere possibilità di accesso compilando un form o mandando una mail.
    Insomma non si può sempre pretendere la pappa pronta.

      • si può parcheggiare anche fuori dalla ztl e usare i mezzi pubblici o camminare: le ztl sono nate proprio per decongestionare i centri urbani dal traffico.

      • Infatti, dato che i comuni usano le telecamere per leggere la targa dell’auto possono già sapere tutti i dati del veicolo: se rubato, assicurato, marca, modello, etc. tra cui anche il tipo di propulsore.
        Quindi non dovrebbe essere necessario alcun permesso, se c’è la possibilità di usare auto elettrica in ZTL: il comune ha già tutti i dati per autorizzare o sanzionare il veicolo che entra o esce da ZTL.
        E i pedoni e cittadini residenti avrebbero magari lo stesso traffico ma di auto silenziose e senza alcun gas di scarico. Che non è poco.

        • No questa è un’affermazione falsa: le telecamere della ztl servono solo alla ztl.
          Ho visto creare personalmente il database dei mezzi autorizzati, inserendo le targhe una a una a mano.
          E per quanto riguarda questa affermazione “E i pedoni e cittadini residenti avrebbero magari lo stesso traffico ma di auto silenziose e senza alcun gas di scarico.” direi che certifica che non hai per niente chiaro a cosa servano le ztl

          • Il fatto che i dipendenti comunali debbano inserire a manina le targhe quando esistono e sono pubblicamente consultabili i database con tutti i dati automobilistici (anche tramite app su cellulare) non depone a favore dell’efficienza e modernità del servizio.
            Le Zone a Traffico Limitato esistono non certo per migliorare l’insolazione del manto stradale ma per ridurre il traffico veicolare nelle zone centrali cittadine, in particolare nelle ore di punta, causa primaria di inquinamento atmosferico e acustico. Problema che viene eliminato nel caso si utilizzino motoveicoli, auto e veicoli commerciali elettrici o comunque a zero emissioni.
            Poi si può anche discutere del traffico in senso lato, ma facilitare l’utilizzo di auto elettriche nei centri cittadini sarebbe un primo passo per migliorare la qualità della vita di chi ci vive o lavora.
            Detto da chi in città non ci vive per scelta e vi ci si reca il meno possibile, ma ritiene che chiunque abbia diritto ad aria pulita… anche se vive in zone trafficate.
            Finalmente con la diffusione e l’incentivo dei veicoli elettrici si può cominciare a fare veramente qualcosa in proposito.

          • No, proprio non conosci l’argomento: i permessi di ingresso alle ztl vengono rilasciati secondo richieste, come fanno a inserire i dati automaticamente?
            Inoltre, detto da uno che ci abitava in ztl, non cambia niente se a sfrecciarti davanti alla porta di casa è una macchina elettrica o una macchina a benzina, se l’auto parcheggiata davanti casa che non ti permette di scaricare la spesa viene ricaricata in casa o a un distributore.
            Attenti a non arrogarsi diritti solo perché autocertificati come più virtuosi, perché in realtà il virtuosismo vero è dato dalla combinazione mobilità dolce+mezzi pubblici.

    • Salve Roberto a parte i non residenti l’articolo parla degli accessi occasionali e se a Torino si può comunicare anche a posteriori (” esenzione a posteriori per transiti occasionali”) a Bologna per richieste via mail il passaggio è più tortuoso e quando il viaggio è improvviso e non programmato viene in salita ricevere il lasciapassare: “Se invii la richiesta via email, riceverai una email di conferma emissione con l’indicazione dello sportello BomoB di riferimento per il ritiro. In questo caso i tempi di rilascio sono di 5 giorni”. Al contrario è agevole a Verona: “basterà inviare una e-mail all’indirizzo helpdesk@veronamobile.it, per avere l’autorizzazione al transito in Ztl, senza doversi presentare agli uffici preposti”.

      • ma perché bisogna per forza entrare in ztl con l’auto? perché non usare i mezzi pubblici? non capisco tutto questo accanimento.

        • Magari per accompagnare una persona con problemi di mobilita?
          Es. un anziano o anche un neonato?
          La ZTL di Torino non è affatto piccola, volendo andare a piedi (o attendendo un mezzo pubblico)

          Ciò detto, in centro a Torino ci vado fortunatamente solo se assolutamente necessario ma entrare in ZTL (che normalmente è attiva solo in certi orari) è sempre ansiogeno data la quantità di cartelli, scritte, precisazioni che un guidatore deve leggere mentre guida ed è incalzato dalle altre auto che lo seguono…

          • dove sto io per queste necessità basta mandare una mail entro 48h giustificando l’accesso. e su 7800 comuni in Italia, di grandi città ce ne sono circa il 2%, che oltretutto offrono maggiori servizi di mobilità pubblica rispetto ai piccoli centri.

      • A Bologna è sufficiente fare la richiesta e avere la mail di conferma arrivata in breve tempo, infatti io il permesso non l’ho ritirato in quanto ci sarei stato durante il weekend a ufficio chiuso.

        @Massimo siamo d’accordo che in un mondo ideale se si decide che le BEV possono entrare nelle ZTL non si dovrebbe poi obbligarci a fare domanda comune per comune.
        Converrà con me spero che ormai passiamo tanto di quel tempo col cellulare in mano per motivi futili che una ricerca web e l’invio di un libretto di circolazione non sia un’operazione proprio impossibile da fare, benchè fastidiosa.

        • L’informatica c’è anche per collegare le banche dati. Basta la targa per identificare un’auto elettrica in un decimo di secondo.

      • ma perche per le ibride e phev basta inviare mail e dopo alcuni gg sei ok mentre per le bev devi ritirare il permesso (con orari direi non proprio comodi) ed in attesa mettere copia del libretto in vista Basilio a volte faccio fatica a comprendere le regole.
        ne approfitto se mi dai notizie sulle colonnine a Granarolo….
        GRAZIE

        • Ciao Massimo per Granarolo, ancora senza colonnine, ho scritto all’assessore e mi ha riferito che la palla è nelle mani delle aziende che hanno vinto l’appalto

          • Grazie
            Effettivamente il contratto mi sa che dice che hanno un anno di tempo per metterle in funzione quindi bisogna aspettare giugno 23

    • si vero , capita anche a me di andare per commissioni varie in ZTL saltuariamente, per Mestre , Padova e Vicenza basta comunicare al comando di polizia municipale dati del veicolo e motivazioni almeno 24 ore prima nel sito dedicato o mandando via e-mail per avere i tuoi dati inseriti nel sistema di controllo e avere quindi libero accesso nella giornata scelta. E’ capitato anche di dimenticarmi di farlo ma (non so se valido per tutti i comuni) inoltrando la richiesta il giorno successivo con giustificativo allegato, non mi è stata emessa alcuna contravvenzione.

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