Xpeng accelera sulla strategia europea e annuncia il lancio della propria rete di ricarica ultra-rapida nel Vecchio Continente. Dopo l’espansione commerciale e di gamma prevista per il 2026, il costruttore cinese porterà in Europa stazioni capaci di erogare fino a 1.000 kW di potenza. Un progetto lungimirante che punta a rafforzare il posizionamento del brand nel mercato EV europeo.
Come già avvenuto in Cina, dove diversi costruttori stanno sviluppando infrastrutture oltre i 500 kW e in alcuni casi fino a 1 MW, anche Xpeng intende utilizzare la ricarica come leva competitiva. Soprattutto per il futuro. Un modello ispirato a quanto fatto da Tesla con la sua rete proprietaria di Supercharger, diventata nel tempo un vero asset strategico.
Colonnine da 1 MW, ma le auto non sono ancora pronte
Il costruttore annuncia stazioni in grado di erogare fino a 1.000 kW, una potenza che in teoria permetterebbe di passare dal 10% all’80% della batteria in circa 5-6 minuti.
Tuttavia, allo stato attuale, nessun modello europeo del marchio è compatibile con tali livelli. La Xpeng G6 arriva fino a 451 kW, la Xpeng P7 a 486 kW e la Xpeng G9 si spinge a 525 kW. Paradossalmente, solo BYD commercializza in Cina modelli compatibili con potenze prossime al megawatt, ma non ancora in Europa.
È evidente quindi che Xpeng stia lavorando in ottica prospettica: la rete nasce per accompagnare una futura generazione di veicoli ad altissima potenza di ricarica.

Gestione intelligente dell’energia (con maxi accumulo)
Nella pratica, poi, la soglia di 1 MW sarà difficilmente raggiunta in condizioni reali. Se tutti i punti di ricarica di una stazione fossero occupati, infatti, la potenza disponibile per ciascun auto si ridurrebbe a circa 250 kW.
Per contenere i costi di connessione e velocizzare l’implementazione, Xpeng ha quindi deciso di abbinare le colonnine a una grande batteria di accumulo stazionaria. Il collegamento alla rete elettrica è limitato a soli 100 kW, mentre il sistema di storage compensa i picchi di domanda. Inoltre, la connessione è bidirezionale, consentendo alla stazione di restituire energia alla rete in caso di necessità.
Una soluzione tecnica interessante anche dal punto di vista della flessibilità di rete, tema centrale per l’integrazione delle rinnovabili e per la stabilità dei sistemi elettrici europei.
Ricarica aperta a tutti i marchi: si parte in Danimarca
L’installazione delle prime stazioni europee partirà dalla Danimarca, con successiva estensione alla Francia. Non sono stati ancora comunicati né il numero di siti previsti nel breve periodo né i dettagli tariffari, anche se Xpeng promette prezzi competitivi.
Un elemento rilevante è l’accesso della rete a tutti i marchi, non solo ai clienti Xpeng. Una scelta che ricalca la progressiva apertura della rete Tesla in Europa e che potrebbe facilitare l’adozione iniziale, soprattutto in mercati dove il brand è ancora in fase di consolidamento.

Approdo in Italia? Ma le EV vanno adeguate…
Per ora non sono stati annunciati piani specifici per l’Italia, ma l’espansione verso la Francia lascia intendere una progressiva penetrazione nell’Europa meridionale. Per il nostro Paese, dove la rete HPC è in crescita ma ancora disomogenea, l’arrivo di nuovi operatori con soluzioni integrate di storage potrebbe rappresentare un fattore di stimolo competitivo.
La vera incognita resta l’evoluzione tecnologica dei veicoli: le potenze superiori ai 500 kW richiedono architetture a 800V e oltre, gestione termica avanzata e infrastrutture adeguate. Se e quando queste condizioni diventeranno standard anche in Europa, la mossa di Xpeng potrebbe rivelarsi lungimirante.
LEGGI anche: “Xpeng G6 e G9 my 2026, ricarica record e batterie LFP” e guarda il VIDEO


