Xiaomi SU7 2026, in Cina tutti la vogliono: 15mila ordini in mezzora

Xiaomi SU7

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Debutto col botto per la nuova Xiaomi SU7 2026: la seconda generazione della berlina elettrica cinese ha registrato 15.000 ordini in appena 34 minuti dal lancio lo scorso 19 marzo. Con aggiornamenti profondi su piattaforma, autonomia, ricarica e sistemi di guida assistita, Xiaomi alza ulteriormente l’asticella nel segmento delle berline elettriche.

Il successo del nuovo SU7 in Cina non è certo inaspettato. Anzi. Già a inizio anno Xiaomi aveva raccolto quasi 89.000 preordini in 24 ore, mentre le consegne cumulative del modello hanno superato ormai le centinaia di migliaia di unità in meno di due anni. Numeri che testimoniano come la SU7 sia ormai un pilastro della strategia elettrica del gruppo.

La SU7 2026 viene proposta nelle tre versioni Standard, Pro e Max, con prezzi compresi tra circa 31.800 e 44.000 dollari, qualche centinaio di dollari in più rispetto al modello precedente. Un posizionamento che resta competitivo rispetto alla concorrenza diretta, soprattutto considerando l’elevato livello di dotazioni.

Xiaomi SU7
La seconda generazione della berlina elettrica Xiaomi SU7

Autonomia fino a 902 km e ricarica ultra-rapida

Il salto tecnologico più evidente tra la prima serie e la nuova riguarda la piattaforma elettrica. La SU7 2026 adotta un’architettura ad alta tensione che si spinge fino a 897V, con inverter in carburo di silicio. Questo si traduce in prestazioni di ricarica molto più avanzate: fino a a 670 km recuperati in 15 minuti e ricarica 10-80% in circa 11-12 minuti sulla versione top di gamma.

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Sul fronte autonomia, i dati dichiarati (ciclo CLTC cinese, più generoso dell’europeo WLTP) confermano che il range tra le versioni spazia dai 720 km della Standard ai 902 km della Pro. Anche considerando le differenze esistenti tra le omologazioni cinesi ed europee, si tratta comunque di autonomie che, se confermate su strada, si collocherebbero ai vertici del segmento.

Le opzioni per la batteria includono pacchi LFP da 73 kWh e 96,3 kWh, e una batteria ternaria al litio da 101,7 kWh.

L’intera gamma Xiaomi SU7 adotta il motore V6s Plus, con efficienza energetica del 94%. Le prestazioni restano sportive: fino a 690 CV (508 kW) per la versione Max a doppio motore e accelerazione 0-100 km/h in circa 3 secondi.

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I miglioramenti strutturali della nuova Xiaomi SU7

Sicurezza e struttura: passo avanti deciso

Dopo alcune critiche al primo modello, Xiaomi ha rafforzato la struttura della vettura. In particolare con l’utilizzo di acciaio ad altissima resistenza (fino a 2200 MPa), l’aumento degli airbag da 7 a 9 e un sistema di apertura porte con tripla ridondanza.

Anche il pacco batteria ha ricevuto protezioni aggiuntive, con rinforzi strutturali e rivestimenti anti-abrasione.

Il telaio, poi, è stato oggetto di notevoli modifiche. Sul nuovo modello debutta il “Dragon Chassis” di Xiaomi, che combina una sospensione anteriore a doppio braccio oscillante con una sospensione posteriore a cinque bracci. Gli allestimenti superiori aggiungono sospensioni pneumatiche a doppia camera con smorzamento adattivo, insieme a funzioni di controllo predittivo basate sul monitoraggio delle condizioni stradali.

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Interni più raffinati e tanta tecnologia a bordo

Gli aggiornamenti riguardano anche l’abitacolo, con finiture migliorate e dotazioni premium. In particolare spicca il display centrale da da 16,1 pollici, la strumentazione digitale rotante e l’illuminazione ambientale avanzata.

I sedili anteriori offrono 18 regolazioni con funzione massaggio, mentre dietro arrivano configurazioni “zero gravity”. Non mancano dettagli distintivi come il frigorifero integrato e un impianto audio fino a 25 speaker con Dolby Atmos.

Un altro aspetto interessante è la standardizzazione delle tecnologie di guida avanzate. Tutte le versioni includono infatti LiDAR, radar a onde millimetriche 4D e piattaforma di calcolo da circa 700 TOPS.

Questo consente di offrire il sistema HAD (Highway Autonomous Driving) su tutta la gamma SU7, una scelta controcorrente rispetto a molti concorrenti che riservano queste tecnologie alle versioni più costose. L’integrazione software è affidata al sistema Xiaomi HyperOS, con assistente vocale evoluto e aggiornamenti OTA continui.

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E ora arriva il SUV YU7 GT

Al momento, la SU7 resta limitata al mercato cinese, ma le sue caratteristiche – autonomia elevata, ricarica ultra-rapida e forte integrazione software – rappresentano punti di riferimento sempre più rilevanti anche per i costruttori europei.

Resta da capire se e quando Xiaomi deciderà di entrare ufficialmente in Europa. In quel caso, il vero nodo sarà l’adattamento alle normative locali e la competitività dei prezzi.

Intanto, però, l’azienda cinese ha già in mente di affiancare il SU7 con un nuovo, ed altrettanto prestazionale, modello. Si chiama YU7 GT ed è un SUV ad alte prestazioni con potenza fino a 990 CV e autonomia dichiarata di oltre 700 km. Un’auto che dovrebbe rafforzare la presenza di Xiaomi nei segmenti più redditizi.

  • LEGGI anche: “Auto elettriche cinesi: la grande “purga” è iniziata (ma per noi cambia poco)” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (1)
  1. Ho avuto modo di toccare con mano i recenti prodotti in Asia, incluso Xiaomi. Le macchine sono fatte veramente bene oltre ad essere molto belle. Certo non tutte si guidano bene ma capisco le difficolta’ dei prodotti importati a competere su qualita’/prezzo.

    1. Xiaomi, Xpeng & co. stan cercando sbocchi europei (visto che in patria rimarranno si e no 15 dei >100 marchi attuali) e sarebbe un sogno se qualcuna riuscisse a subentrare negli stabilimenti sottoccupati o in disuso presenti in Italia… ma con la disastrosa politica industriale ed energetica attuale credo resterà solo un sogno…

      Intanto in Germania è stato creato il centro di sviluppo europeo di … Leapomotor !
      Quindi né in Francia né in Italia…..

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