Xiaomi in Europa dal 2027. Ma la nuova YU7 si incaglia in fabbrica

Paradossi cinesi: la seconda auto elettrica del colosso dell’elettronica Xiaomi, il SUV YU7  da 35.000 euro (in Cina), ha riscosso un tale successo ( 240.000 ordini in 18 ore al lancio di giugno) che le prime consegne arriveranno tra più di un anno. Eppure già pianifica lo sbarco in Europa dal 2027.

Prima ancora che un solo esemplare sia finito nelle mani di un cliente, Xiaomi YU7 viene magnificato come l’auto che polverizzerà tutti i record di vendita di Tesla Model Y, sovrastandola anche in  tecnologia.

Xiaomi, record per il nuovo Suv: 300mila prenotazioni in un’ora

Più di un anno d’attesa. Il CEO: “Comprate altro”

Tuttavia il ritardo nell’avvio della macchina produttiva ha indotto il CEO Lei Jun a lanciare ai potenziali clienti un appello decisamente controcorrente: se giudicate i tempi d’attesa troppo lunghi, rivolgetevi  alla concorrenza che offre a sua volta «modelli molto buoni». E qualcuno l’ha addirittura citato: Xpeng G7 , Li Auto L8 e persino la rivale per eccellenza Tesla Model Y. Cavalleria o guanto di sfida?

L’attesa prevista sarà davvero quasi infinita, con tempi di consegna previsti fra 56 e 59 settimane.  Questo ha suscitato commenti caustici sulla stampa specializzata cinese e internazionale, che in alcuni casi hanno assunto i contorni di una campagna diffamatoria.

Di certo sorprende un tale errore di programmazione strategica in uno dei primi gruppi mondiali dell’elettronica di consumo  che spazia dagli smartphone ai computer portatili, dai robot per la pulizia della casa ai fornelli a induzione. Ma a dispetto di una certa frustrazione tra chi ha prenotato il nuovo gioiello a quattro ruote, la maggioranza dei clienti è ancora disposta ad aspettare un anno intero piuttosto che arrendersi.

Ritardi anche per la berlina dei record SU7

Anche il primo modello Xiaomi SU7  ha sofferto di problemi analoghi. A fronte delle promesse dell’azienda che vantava una capacità produttiva di 350 mila auto all’anno, la berlina elettrica SU7 non ha raggiunto le 200 mila consegne ad oltre un anno dal lancio. E ha tutt’ora una lista d’attesa che va, a seconda delle versioni, da un minimo di 13 a un massimo di 46 settimane. L’obiettivo di produzione è stato abbassato così a 300 mila pezzi annui.

Nonostante queste difficoltà il gruppo risponde rincarando la dose delle promesse. Proprio ieri il presidente Lu Weibing ha confermato che dal 2027 le  auto Xiaomi saranno commercializzate al di fuori della Cina, partendo dall’Europa. Non ha specificato quali modelli arriveranno nel Vecchio continente ma gli addetti ai lavori scommettono sulla SU7 in prima battuta. Anche per questo Xiaomi avrebbe scelto il circuito del Nurburgring come teatro per realizzare (e pubblicizzare senza risparmio di mezzi) i record messi a segno.

  • Guarda anche il VIDEO di Luca Palestini

 

Visualizza commenti (5)
  1. oltre un anno per una consegna di una vettura di serie prodotta in linee di assemblaggio automatizzate…. se prendo una Rolls Royce (non un modello fatto su misura) a listino mi arriva in meno tempo.

  2. solo recentemente le industrie elettroniche cinesi son arrivate a produzioni fortemente automatizzate e con buon controllo qualitativo
    mettersi a produrre autoveicoli rispetto ai telefoni è ben altra cosa vista l’enorme complessità degli scenari operativi; un conto è disegnare (magari scopiazzando un bel po’ ) una bella vettura, studiarla ben dotata di tutti i comfort e gli accorgimenti migliori… un conto è riuscire ad assemblarla (viste le decine di migliaia di componenti e le tantissime e complesse fasi di lavorazione).
    Xiaomi nel suo campo fa buoni prodotti ….. ma ci vorranno molti anni prima che raggiunga un adeguato livello di sicurezza nel nuovo prodotto “auto” (così come è successo a Tesla) per evitare componenti mal assemblati, mal progettati o (come sembra..) dotati di componentistica non “automotive-grade”, come pare proprio per il modello YU7

    https://www.automotiveworld.com/articles/faw-audi-exec-slams-use-of-consumer-grade-chips-in-xiaomi-yu7

    Il processo di affinamento qualitativo di un veicolo è estremamente lungo e complesso e credo che anche XIAOMI avrà bisogno di un partner automotive se vuole raggiungere adeguati volumi produttivi e qualitativi, altrimenti rischia un pericoloso boomerang
    A differenza dell’elettronica di consumo poi le auto son acquisti molto importanti e di durata pluriennale (e noi italiani ne sappiamo qualcosa..) quindi occorrerà anche strutturare una formidabile struttura di assistenza post-vendita (tra officine specializzate e magazzini riforniti) per consentire ai (fortunati o malcapitati) clienti di utilizzare per anni e con soddisfazione queste sicuramente belle autovetture…

    ps: considerando le prestazioni dei modelli più performanti (es. Max AWD) da 508 kW (690 CV), 866 Nm di coppia e accelerazione 0-100 km/h in 3,23 secondi !! ) mi auguro che vengano in futuro poste limitazioni come patentini speciali – da conseguire dopo corso guida sicura in pista – perché a differenza delle “supercar ICE” consuete queste nuove “belve” a quattro ruote avranno prezzi molto più avvicinabili ad una clientela magari ricca ma molto, molto inadeguata a guidarle in sicurezza nel normale traffico !

    1. Hai presente il video di Fedez/Ferragni in cui ritiravano una Ferrari appena acquistata? Non sapevano nemmeno come inserire la prima..
      Trovo estremamente straniante il fatto di collegare una patente speciale alle auto particolarmente potenti perchè ‘avranno prezzi molto più avvicinabili’. Se la pretazione richiede capacità, ciò avviene al di là di motorizzazione o costi.
      Per inciso, mio nonno a ottant’anni con scarsa capacità motoria ha avuto il rinnovo della patente, è stata la famiglia a interdilro dal gaudare: vogliamo iniziare dalle basi?

      1. il guaio è che già i 218CV della mia BEV metterebbero in difficoltà molti “normali” guidatori che conosco (ed ho lavorato anni anche nei reparti consegne.. e ci son scene da ridere – o piangere?? – persino quando si consegnano piccole utilitarie…)
        le accelerazioni di molte BEV (specialmente dualmotor) potrebbero portare eccessi di entusiasmo (ed eccessiva fiducia nelle propie “doti di pilota”… visto che oramai ci son tanti “ausili” alla guida che illudono.. vorrei vedere quanti guiderebbero una vettura potente senza ABS/ASR/ESP e tornare a casa sani e salvi….)

        in Italia arriveremo ultimi rispetto al nord Europa… ma quando ci saranno molte più BEV da oltre 200kW in giro… non credo saremo così “norvegesi” nella guida….

        1. E’ sempre questione di cultura.
          Nel giro delle ultime 6 settimane ho fatto quasi 4mila km in nord europa tra Svizzera, Germania e Olanda.
          In Germania non hai limiti su molte autostrade. Eppure non si ammazzano ogni due per tre. Non fanno i piloti. Non ti sfanalano, non ti superano a destra e ti rientrano sul muso.
          E’ cultura.
          E non la risolvi con un patentino. Perchè la patente l’abbiamo presa tutti, anche quelli che ci entrano nel bagagliaio dell’auto sfanalando durante un cantiere per superarti ai 110 quando il limite è 80.

          1. Edwin Abbott

            Concordo. Magari le patenti speciali servono, ma quello che manca veramente in Italia sono i controlli e le condanne/sanzioni rapide. Intendo ore/giorni.

            Se vai a 110 sul cantiere dove c’è il limite 80, quando esci la polizia ti ferma e ti ritira la patente. Tutto il resto è buonismo che ci ammazza sulle strisce pedonali.

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