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Xiaomi approda all’auto con Baojun E300, gioiellino da 8.400 euro

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Xiaomi è un colosso elettronico cinese tuttofare (leggi). Partito dai cellulari in diretta competizione con Huawei, oggi spazia su tutta l’elettronica di consumo, fino ai veicoli leggeri. E ora si dà anche all’auto in collabrazione con il piccolo marchio Baojun. Il risultato è la Citycar Baojun E300 (più la verisione E300 Plus) ora svelata in alcuni filmati. E’ una piccola vettura compatta che ricorda la Smart ma dalle linee più bombate, a cui Xiaomi ha apportato soprattutto contenuti tecnologici: connessione e infotainment. Al prezzo di poco più di 8 mila euro. Purtroppo a vantaggio dei soli automobilisti cinesi, gli unici che potranno acquistarla.

baojun xiaomi

Il brand Baojun nasce nel 2010 dalla joint venture fra General Motors ed aziende automobilistiche cinesi quali SAIC Motor e Wuling. Come spesso accade con questa tipologia di brand, nasce per contrastare brand più blasonati e costosi.

xiaomi baojun

Baojun ha avviato nel 2019 le collaborazione con Xiaomi, già attivo nell’automotive attraverso Xpeng, progetto con ambizioni ben più alte: far concorrenza a Tesla. Baojun E300 è invece una mini car elettrica supertecnologica, che ha poco a che spartire con le microcar cinesi come la ChangLi da meno di 1.000 euro. Le dimensioni sono quelle della classica city car (2.62 x 1.64 metri) a due posti.

Nella versione Plus, però, i passeggeri salgono a 4. Gli interni però sono curati e futuristici, con il cruscotto minimal, display, plancia laterale al posteriore per il passeggero. Il motore della E300 sviluppa 39 cv con batteria da 16.8 kWh, per un range d’autonomia complessiva di circa 260 km. Nella versione Plus la batteria sale a 31 kWh, con autonomia di 305 km.

Xiaomi si occupa di tutta l’elettronica di bordo, in particolare dellecosistema software che permette ai passeggeri di fruire di contenuti multimediali, in particolar modo quelli destinati ai più piccoli. La piattaforma IoV di Baojun non è da meno, con features come il controllo Bluetooth, navigazione GPS ed altro ancora. per esempio la gestione da remoto dell’abitazione: spegnere le luci di casa , verificare la chiusura di finestre e porte,  pianificare la pulizia tramite i robot vacuum. Il tutto in connessione con l’infinita gamma di prodotti di domotica Xiaomi gestibili dalla piattaforma AIoT di Xiaomi.

Tutto questo pacchetto si traduce in prezzi che vanno dai 65.800 yuan (8.294€) per il modello base fino agli 85.800 yuan (10.813€) per quello top della versione Plus.

 

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4 COMMENTI

  1. la Bianchina versione 2.0 fatta in Cina per il mercato cinese. dubito che possa sopravvivere ai test NCAP.
    Baojun, JV GM-Saic, ha dato non pochi mal di testa a Mary Barra.
    Una osservazione: se Apple ha messo da parte le sue velleità di una Apple car, se Dyson ci ha sprecato centinaia di milioni di sterline e non ne ha fatto niente, se Google ha dato forfait, se almeno una decina di start-up cinesi o supportate da cinesi anche in america sono ormai anni che faticano anche solo a tirare fuori una produzione degna di questo nome, non viene il dubbio che forse produrre una automobile non è una cosa da tutti?
    Xiaomi è un colosso dell’elettronica con le spalle ben coperte, è indubbio, ma lo era anche Olivetti, Lucent, Nortel, Nokia, Motorola… nomi che oggi sono nel dimenticatoio.
    Non credo che un Xiaomi faccia la differenza, staremo a vedere; come dicono i cinesi, aspetta in riva al fiume e prima o poi il cadavere del tuo nemico passerà galleggiando…

  2. Auto di sostanza, perfetta per le grandi città, ottima per il car sharing o per chi non può o non vuole utilizzare i mezzi pubblici. Una citroen AMI al passo coi tempi.

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