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Xi Jinping all’ONU: “Cina a emissioni zero entro il 2060”

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Cina

«Sì, ma cosa serve la virtù europea se la Cina continua ad emettere gas serra tre volte più di noi?». Quante volte ci rispondono così gli euroscettici del clima. Da oggi avremo almeno il diritto di replica.  La Cina raggungerà il picco delle emissioni clima alteranti prima del 2030 e da allora inizierà a ridurle per raggiungere emissioni nette di crbonio pari a zero nel 2060.

Cambiamento “radicale” in Cina

Non è un gran ché, visto che gli Accordi di Parigi e gli obiettivi dell’Unione Europea pongono l’asticella della decarbonizzazioe totale al 2050. Tuttavia quello cinese è un impegno ufficiale e preciso, a fonte di altri grandi Paesi che non ne hanno assunto alcuno. O che additittura, come gli Stati Uniti di Trump, si sono sfilati dagli accordi sottoscritti in sede ONU. Il Presidente Xi Jinping ha annunciato i nuovi obiettivi ambientali cinese con grande enfasi di fronte all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ciò richiederà, ha detto, «un radicale rimodellamento dell’economia cinese».

 Cina

E’ la prima volta che il più grande emettitore di CO2 del mondo con il 28% delle emissioni globali si impegna a porre fine al suo contributo netto al cambiamento climatico.

Una risposta agli attacchi di Trump

Xi ha parlato subito dopo Donald Trump che ha definito l’Accordo di Parigi «un accordo unilaterale» e ha criticato la Cina per essere la più grande fonte di emissioni di carbonio al mondo. Xi ha aggiunto che la Cina aumenterà i suoi sforzi «adottando politiche e misure più vigorose» e ha esortato tutti i Paesi a perseguire una «ripresa verde dell’economia mondiale nell’era post-COVID».

cina
Il segretario generale dell’ONU António Guterres all’ultimo vertice Onu sul clima a madrid. L’appunamento e a Glasgow per il COP26 il prossimo anno

In base all’Accordo di Parigi tutti i Paesi dovrebbero annunciare nuovi impegni sul clima al vertice delle Nazioni Unite sul clima , COP26 a Glasgow, che è stato ritardato al 2021 a causa della pandemia. Gli Stati Uniti producono le seconde emissioni più alte al mondo dopo la Cina, ma sono ora il più grande emettitore al mondo senza un obiettivo emissioni zero. Trump intende ritirarsi formalmente dall’accordo di Parigi il 4 novembre. Altri otto stati hanno firmato ma non ratificato l’accordo di Parigi. Sono Angola, Eritrea, Iran, Iraq, Libia, Sud Sudan, Turchia e Yemen.

LEGGI ANCHE: Il clima cambia davvero, lo vedo nel mio Alto Adige

10 COMMENTI

  1. A fare campagna pro petrolio sono rimasti in 4: Trump, Bolsonaro, una casa automobilistica ex italiana e una rivista di automobili italiana

      • Oppure anche il 95% che spende i soldi NON COMPRANDO UNA EV neanche se ti regalano 10000 euro e se sei obbligato da leggi eco-fasciste. Siamo tantini, non credi? LA MAGGIORANZA ASSOLUTA. Spiace per te, ti terremo in considerazione, FORSE

        • “ECO” e “fascista” sono due termini inconciliabili. Il primo deriva dal greco oikos che significa casa e sottointende il rispetto per il luogo in cui si vive e di conseguenza anche il rispetto per gli altri. Fascista racchiude in se prevaricazione, violenza e interessi corporativi di pochi. Ti ricordo che il fascismo è nato coi soldi dei latifondisti e degli industriali che pagavano un branco di sbandati per picchiare contadini e operai.
          Saluti alle tue fantomatiche maggioranze assolute. Sembri Hitler nel 1944 quando spostava sulla carta divisioni che non esistevano

    • Ah, quella rivista che leggevo avidamente anni fa e che purtroppo una dirigenza miope ha ridotto a inutile showroom 🙁

  2. Certo perché non credere a Xi Jinping, non è lo stesso che ha aspettato di essere sbugiardato in modo planetario prima di ammettere che il virus di Wuhan era contagioso?. Intanto potrebbero smettere di costruire 48 nuove centrali a carbone.. già già già. A voi che credete alla Cina consiglio di andarvi a godere della libertà di parola garantita ai cittadini di Hong Kong

    • hai ragione su quello che dici e confermo… ma in questo caso gli si puo credere .. ma solo per un motivo … convenienza economica…. e anche perche la maggioranza dei cinesi che vive nelle grandi citta chiede di intervenire sulla qualita dell’aria e dell’inquinamento prodotto. Certo non lo faranno per altruismo. In oltre dipendere in percentuale sempre minore da una risorsa che per la maggior parte devono importare piuttosto che utilizzare risorse che gli appartengono, appunto passando all’elettrico è quantomeno furbo … ricordiamoci che il 50% delle immatricolazioni al mondo di auto elettriche lo scorso anno è stato fatto in cina

      • Scusami, ma non essendo una democrazia dubito che quello che chiedono i cittadini a qualunque titolo venga ascoltato se non conviene al Partito, esattamente come succedeva in Unione Sovietica. A prova di ciò le 48 centrali a carbone in costruzione in Cina.

    • Sig. Bortolazzi, ci servono le fonti dove lei attinge i dati, altrimenti quello che afferma non può essere verificato.

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