WolfStorm, la moto da elettrica ucraina pensata per il fronte



Le due ruote elettriche vanno anche sul campo di battaglia. Si chiama WolfStorm, è una enduro sviluppata specificamente per le esigenze militari e promette un vantaggio che sul fronte può fare la differenza: muoversi quasi senza farsi sentire.

Quando si parla di tecnologia applicata alla guerra, il rischio è sempre quello di sembrare dentro un romanzo di fantascienza. Soprattutto quando si parla di droni e intelligenza artificiale. Eppure oltre a estremi futuristici, molto spesso ci sono applicazioni molto più basilari delle nuove tecnologia. L’Ucraina ha appena approvato ufficialmente per l’impiego nelle proprie forze armate la WolfStorm, una motocicletta elettrica sviluppata e costruita nel Paese proprio per l’utilizzo militare.

La logica è semplice. Sul campo di battaglia la mobilità conta quasi quanto la potenza di fuoco. E una moto capace di spostarsi rapidamente, senza il rumore e la firma termica tipici di un motore a combustione, può diventare uno strumento prezioso per ricognizioni, collegamenti rapidi e trasporto di piccoli team operativi.

WolfStorm è silenziosa e ha 100 km di autonomia

La WolfStorm pesa circa 105 kg, utilizza un motore elettrico centrale da 8 kW e raggiunge una velocità massima di 80 km/h. L’autonomia dichiarata è di circa 100 km, mentre la ricarica completa richiede quattro ore. Una delle caratteristiche più interessanti è però la possibilità di sostituire rapidamente la batteria, riducendo i tempi di fermo durante le operazioni.

La trasmissione finale è a catena, come sulle moto tradizionali, mentre il motore è collocato al centro del telaio per migliorare distribuzione dei pesi e comportamento in fuoristrada. La capacità di carico raggiunge i 200 kg, sufficienti per trasportare due militari completamente equipaggiati oppure materiale logistico.

Secondo il ministero della Difesa ucraino, la moto potrà essere utilizzata per missioni di ricognizione, trasporto di operatori di droni, collegamenti tra reparti, pattugliamenti, evacuazioni leggere e supporto logistico. Tutte attività nelle quali velocità, agilità e discrezione risultano determinanti.

Dalla mobilità urbana al campo di battaglia

L’impiego militare delle moto elettriche non è una novità. Negli ultimi anni diversi eserciti hanno sperimentato veicoli a batteria per sfruttarne il basso livello di rumore e la manutenzione ridotta. Ma il caso ucraino è particolare perché non si tratta di un adattamento di un modello civile: la WolfStorm è stata progettata fin dall’inizio attorno alle esigenze operative del fronte. Il costruttore afferma di aver sviluppato il progetto da zero e di assemblare internamente anche le batterie, che possono essere sostituite in circa trenta secondi.

Pur essendo tragicamente paradossale, i conflitti hanno spesso accelerato l’adozione di nuove tecnologie. Oggi l’elettrificazione entra anche nel settore militare, non tanto per ragioni ambientali quanto per motivi tattici.

Visualizza commenti (4)
  1. il motore sembra un motore mozzo-ruota da scooterone elettrico, ma montato in una posizione più adatta ad una moto da cross (meno masse non sospese e più altezza da fando e guadi) e con aggiunta tramite la catena una demoltiplicazione tra pignone e corona 1 a 2

    cioè non escludo che quel blocco motore visto in foto, si metta a ruotare solidale al pignone, involucro compreso, quando la moto è in movimento.. ogni giro della ruota, l’involucro motore farebbe 2 giri

    potrebbe essere stato un modo furbo per usare hardware dei più economici, rodati e disponibili da qualche modello di grande serie… in alternativa, per avere un involucro motore che rimane fermo, e gira invece solo l’asse interno, avrebbero dovuto commissionare un motore apposito, e forse fissare in modo divesro che in foto i perni dell’asse pignone-motore

    1. Il motore è centrale e in effetti sembra solidale al pignone.. Ma quale sarebbe la differenza con un motore centrale “classico” come quello montato anche su diversi scooter elettrici ?

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