Le wallbox sono sempre più presenti nelle case degli italiani. Lo confermano i numeri del 2026: nei primi nove mesi le richieste di installazione sono cresciute del 160,4% rispetto al 2025, ma l’accelerazione più forte arriva a settembre, quando la crescita è schizzata al 273,3%. A spingere il mercato sono stati sia il boom dell’ecobonus, con oltre 500 milioni investiti in auto elettriche, sia l’effetto del bonus colonnine. Considerando anche chi aveva installato la wallbox prima del decreto del 26 giugno, perdendo così il contributo, l’effetto annuncio si è distribuito su più mesi, raggiungendo però il picco proprio a settembre con l’avvio delle domande. Sul tema della gestione del bonus abbiamo sentito Francesco Naso, segretario generale di Motus‑E, anche perché sono previste altre quattro annualità che renderanno strutturale il sostegno alle infrastrutture domestiche di ricarica.
Potenza più diffusa da 7 kW e si installa soprattutto nei box dei condomini
Secondo i dati elaborati da ProntoPro emergono anche le caratteristiche della colonnina. Per la potenza la più installata è quella da 7 kW e la posizione in condominio. Vediamo i numeri: il box privato all’interno di un condominio raccoglie il 41,5% delle richieste, seguita dalle abitazioni private con garage o spazi esterni e, più distanziati, cortili, giardini e posti auto condominiali.

Passiamo alla potenza: le preferite sono le wallbox da 7 kW, scelte nel 58,7% dei casi. Quanto costa l’installazione? La spesa media nazionale ricavata dal report di ProntoPro è di 959 euro. Un dato fondamentale che incide sul costo, oltre le caratteristiche del dispositivo, è la distanza dal quadro elettrico.
Ma dove si concentrano le installazioni? Il primato è di Roma, nella Capitale si concentra il 14,5% delle richieste nazionali contro il 10% di Milano. Seguono tante città del Nord Italia, con Monza e Brianza, Torino, Bologna, Brescia, Varese, Padova e Verona tra le province più dinamiche. Napoli è la città del Sud più attiva nell’installazione delle wallbox domestiche. Infine l’analisi ha rilevato che sempre più automobilisti elettrici oltre la wallbox investono sui pannelli fotovoltaici.
Francesco Naso di Motus-E: “Bene il bonus, auspichiamo maggiore pianificazione e coordinamento”

Bene le installazioni, ma la gestione del bonus colonnine ha creato molta delusione. Sono decine i lettori che ci hanno scritto perché esclusi dall’incentivo a causa di una installazione prima del 26 giugno 2026 o per aver scelto una wallbox non presente nell’elenco approvato dal GSE. Sul tema abbiamo chiesto l’opinione di Motus-E, con il segretario generale di Motus‑E Francesco Naso.
«Il bonus wallbox e colonnine domestiche per auto elettriche è una misura sicuramente molto utile. Come Motus-E, apprezziamo che sia stata nuovamente varata, perché supporta lo sviluppo della mobilità elettrica in un momento in cui, per altro, gli alti costi dei carburanti rappresentano una variabile decisiva per la transizione del settore. Insieme all’arrivo sul mercato di sempre più modelli entry level, facilitare la ricarica domestica permette a un numero maggiore di automobilisti di sfruttare tutti i vantaggi dell’auto elettrica in termini di total cost of ownership».
Misura approvata e i primi numeri confermano l’interesse degli italiani. E sui problemi? «Dispiace che le tempistiche non abbiano potuto soddisfare le esigenze di molti degli automobilisti che stanno portando avanti la transizione tecnologica della mobilità, con benefici non solo per sé, ma anche per l’intera collettività. L’auspicio è che in futuro possano esserci maggiori pianificazione e coordinamento degli strumenti incentivanti, sia diretti sia indiretti, nell’ambito della definizione di una più ampia strategia di decarbonizzazione della mobilità, particolarmente utile anche alla sicurezza energetica del Paese».
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Nei prossimi mesi (o anni?) scopriremo se Wallbox installate coincideranno con vetture BEV/plugin o sarà stata solo una corsa ad approfittare di un bonus statale solo per aumentare il valore dell’ immobile/garage (tanti che conosco mi hanno chiesto del bonus..Senza avere intenzione di prendere anche l’auto da ricaricare 🤬).
Giusta considerazione, anche se tra 20% + IVA che non si recupera sembra assurdo spendere soldi per un dispositivo che non si usa, ma sarebbe stato utile dare precedenza a chi ha auto e per non è proprietario offrire una spiegazione sul perchè si vuole comprarla
Con poche centinaia di euro che restano a carico ma aumentano la dotazione degli immobili… sicuramente c’ è un interesse ragionato.
Poi molto probabilmente anche l’aspetto psicologico (F.O.M.O. in gergo) quando si teme di perdere un “affarone”
Magari l’ acquisto dell’ auto (BEV/plugin) è rimandato fino a futuri “bonus” , che però dovrebbero essere erogati con la stessa procedura per le Wallbox: su sito direttamente dal beneficiario che presenta la.fattura e documentazione pagamento dell’ auto … Così si fa fare lo sconto dal punto vendita (in piena concorrenza tra marchi) e gli uffici backoffice non devono gestire Pratiche che non li competono ..(e che creano alte pile di documenti e contratti per i clickday ! )
ricordo che nelle diatribe interne tra elettronauti su wallbox – presa industriale – schuko, una delle motivazioni date spesso e volentieri anche da VE era proprio l'”aumento” di valore immobiliare
ma difatti dotare civili abitazioni, condomini, aziende di wallbox è giusto, a prescindere dal possesso di una vettura da ricaricare visto che è una dotazione importante per una casa “moderna ed attuale”, al pari di impianti fotovoltaici, accumuli e climatizzatori PdC inverter.. sempre più indispensabili (come tutte le “cose tecnologiche” c’è una curva di adozione man mano che i prezzi diventano più accessibili).
Basta che vengano fatte anche disposizioni “retro-attive” per far ottenere a quanti sono rimasti esclusi dai precedenti bandi (con fondi finiti per il primo e finanziati solo dopo una certa data per gli altri) per non creare un’assurda disparità di trattamento (purtroppo tipica di tante leggi in Italia, come trattamenti pensionistici etc).