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Votai contro il nucleare, ma oggi…Cosa ne pensate?

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dipendenza elettricità

Nucleare sì, nucleare no. Ci scrive Andrea Tavullia chiedendoci un parere sulla controversa questione, alla luce delle crescenti difficoltà della comunità internazionale nell’arrestare le emissioni di gas serra in atmosfera. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it .

Forse non c’è alternativa per salvare il Pianeta

Buongiorno, Seguo con molto interesse il vostro sito e mi piacerebbe avere la vostra opinione circa la produzione di energia elettrica. Si parla molto di rinnovabili, ma a mio parere si è sottovalutata molto l’opzione nucleare. Pur avendo votato contro al referendum di molti anni fa, nel corso del tempo mi sto ricredendo alla luce di molte evidenze (Si prenda ad esempio quanto esposto nel sito https://nucleareeragione.org/).
Cosa ne pensate? Grazie e buon lavoro.

RISPOSTA Per taglliar corto, Andrea, le diciamo subito che Vaielettrico è contrario a una ripresa del programma nucleare italiano. Apprezza poi il fatto che tutti i grandi Paesi europei, Francia compresa, abbiano sospeso o annullato i futuri investimenti in nuovi impianti nucleari. Infine è preoccupato che in altre aree del mondo stia ancora aumentando la capacità di generazione da fonte nucleare. I motivi sono più di uno e molto complessi.

No al nuclare: non c’è un rischio calcolato

La sicurezza. Per quanto si evolva la tecnologia, riducendo il rischio di eventi catastrofici a percentuali infinitesimali, gli effetti globali di un solo incidente sono tali e tanto difficili da contrastare da renderli comunque inaccettabili.

nucleare
Il disastro di Chernobyl

No al nucleare: i costi reali sono più alti

I costi. La sostenibilità economica e ambientale (in termini di emissioni) è solo apparente. Infatti viene di solito calcolata al netto dei costi di messa in sicurezza delle scorie radioattive. E spesso anche dei costi per lo smantellamento delle centrali a fine vita (40 anni circa). Nessun Paese, al momento, ha ancora realizzato siti di stoccaggio definitivi in cui depositare migliaia e migliaia di tonnellate di materiali altamente pericolosi per i circa 25 mila anni necessari al completo degrado.

Ogni progetto ipotizzato comporta investimenti da molte decine di miliardi di euro, oltre alla difficoltà di identificare luoghi con idonee caratteristiche geofisiche. E ce ne vorrebbero almeno due o tre, in prospettiva, per ogni Paese. Il trattamento e il trasporto di tali scorie genera spesso piccole fughe redioattive che non vengono registrate dai media ma creano allarme e danni ambientali circoscritti. Anche la materia prima, l’uranio, non è infinita. Anzi. Un suo utilizzo massiccio provocherebbe nel tempo un aumento dei prezzi, aumentando anche i costi ordinari di funzionamento della centrali.

No al nucleare: troppo rigido, “ammazza” le rinnovabili

La gestione. Il problema delle fonti rinnovibili è l’imprevedibilità e l’intermittenza. Quello del nucleare è l’esatto opposto: la rigidità. Le centrali nucleari non si possono spegnere e accendere a piacimento. Producono elettricità  in modo continuativo e costante, a prescindere dalla domanda. Quindi il nucleare coprirebbe efficacemente i “buchi” di produzione quotidiani o stagionali delle rinnovabili, ma genererebbe energia inutilizzabile in altrettanti momenti.

Tant’è vero che la Francia, maggior produttore di energia nucleare in Europa, è spesso costretta a svendere energia ai paesi limitrofi. Si riproporrebbe il problema dello stoccaggio di energia (con pompaggi nei bacini idroelettrici  o produzione di idrogeno da elettrolisi) ma questo alla lunga andrebbe in conflitto con lo sviluppo delle energie rinnovabili.

No al nucleare: un consiglio per la lettura

Il sito pro nucleare che lei cita, Andrea, è realizzato con correttezza e buon gusto. Tuttavia a nostro giudizio omette di sviscerare tuttu questi problemi. Le consiglierei di leggere, non solo in relazione al nucleare, il libro di Nicola Armaroli e Vincenzo BalzaniEnergia per l’Astronave Terra” ed. Zanichelli, 296 pagine. E’ un best seller, scientificamente inappuntabile, ma compensibile a qualsiasi lettore di buona volontà.

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213 COMMENTI

  1. In questo momento ci sono 212 commenti a questo articolo
    Il nucleare secondo me è un MITO. E contro i miti non c’è partita, non c’è niente da fare! Non c’è ragionamento, nessuna argomentazione, nessun conto, nessun giudizio, nessun limite…. Il Mito ha tutte le ragioni…un po’ come Superman! 🦸‍♂️
    Forse è questo il problema, il senso del limite. Non accettando il limite come essere umano, ovvero come animale appartenente alla nostra specie, vogliamo avere ogni cosa illimitatamente. E questo è un non-senso. Il limite ce l’abbiamo, e Totò ce l’ha ben illustrato, e allora cerchiamo di essere più “leggeri”, meno invadenti, la Terra non è nostra: noi siamo ospiti di passaggio. Nel “Walden ovvero Vita nei boschi” (un celebre romanzo del 1854 che ha reso noto lo scrittore statunitense Henry David Thoreau) è scritto: “il male che facciamo ci sopravvive”…

  2. NON HO BISOGNO DEL NUCLEARE
    Un bell’impianto sul tetto e se il governo dei furbacchioni avesse messo come trainante il fotovoltaico allora ne avrei fatto uno anche sul tetto n 2.
    Magari accoppiandolo con un micro eolico così faccio un regalone anche a una seconda e a una terza famiglia.
    Magari quelle famiglie che sono convinte che cominciare una centrale nucleare oggi significherebbe vederla funzionare prima della propria dipartita (morte naturale).
    A raga!!!! abbiamo fatto due referendum
    DUEEEEEEEEEE!!!!
    Vogliamo fare il terzo e magari anche il quarto?
    Quando abbiamo coste sui tre lati che ci permetterebbero di installare IDROLIZZATORI – PALE EOLICHE – PANNELLI FOTOVOLTAICI a valanga
    A VALANGA!!!!!!!!
    eppure ancora ci sono dei poveri sfigati che vorrebbero fare come 50 anni fa.

    Ci sono due categorie di persone
    La prima pensa in modo dinamico e anche a favore degli altri
    La seconda è fatta di egoisti statici che pensano in funzione dei propri bisogni

    Ecco … la seconda categoria è quella che ha creato un mondo dove le generazioni precedenti si sono ipotecate la casa propria e anche quella dei figli e dei figli dei figli.

    • No al nucleare oggi come allora…non c’è cosa più schifosa di seminare scorie radioattive per 10 Mila anni….no… no… assolutamente NO!

  3. Riporto un articolo di ANSA che cita una stima del World Nuclear Industry Status Report del 2021 : Costo del Kwh fotovoltaico 3.7 dollari. Costo del kwh nucleare 16.3 dollari.

    Facciamo cosi, intanto costruiamo il piu possibile di solare ed eolico, poi, quando avremo fatto i compiti per casa ragioneremo su come coprire il restante, nel caso non ci dovessimo arrivare.

    https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2021/03/29/rinnovabili-1-kwh-solare-costa-37-dollari-nucleare-163_2deab495-c50c-406a-97f4-90cae57e2257.html

  4. manco si riescono a metter d’accordo per inceneritore e smaltimento rifiuti di Roma e vogliamo fantasticare su centrali nucleari? ma fatemi il favore.
    Se fossimo uno stato serio ed organizzato se ne potrebbe anche parlare, ma nella repubblica delle banane meglio lasciar perdere.

  5. L’ITALIA HA BISOGNO DEL NUCLEARE!!! CI STANNO DISTRUGGENDO L’ECONOMIA TRA GAS E PETROLIO SEMPRE PIÙ CARI!! L’ITALIA DEVE IMPARARE A DIVENTARE AUTONOMA E NON DIPENDERE DA NESSUNO!!

    • E soprattutto non con il nucleare, perché la situazione non cambierebbe visto che la materia prima la dobbiamo acquistare al estero.
      Poi se al estero per mettere in funzione una centrale ci son voluti vent’anni in Italia ci vuole il doppio, perché il primo decennio è per trovare il sito adeguato e il secondo decennio per le varie proteste cittadine, ma di questo non c’è da preoccuparsi il nucleare in Italia non si farà visto che due referendum hanno decretato il NO

      • Hanno votato no anni e anni fa!! Adesso c’é la fissione nucleare che non produce scorie!! Con i rincari dell’energia elettrica attuale, se non svilupperemo il nucleare, probabilmente andremo in recessione, poiché l’Italia non ha petrolio e abbondante gas nel sottosuolo, e il poco che c’é nel Mediterraneo non viene estratto per motivi ambientali.. TUTTE LE GRANDI POTENZE EUROPEE E ASIATICHE HANNO IL NUCLEARE!!! PAESI CON SISMICITÀ MOLTO PIÙ ALTE DEL NOSTRO!!! BASTA DENIGRARE L’ITALIA E DIRE CHE SIAMO INCAPACI!! L’Italia non può mantenersi con solo la rinnovabile!! Abbiamo bisogno di mix energetico, poiché il mondo muta in continuazione, siamo già rimasti indietro per paura e ignoranza, se non vogliamo rimanere sotto scacco della Russia e compagnia bella dobbiamo diventare AUTONOMI energicamente, e puntare su FISSIONE NUCLEARE E ENERGIE RINNOVABILI!!

        • Che palle con sto nucleare, una centrale non è mai a contributo zero, per di più la soluzione serve ora non tra trent’anni, quindi ancora no nucleare, se questo non lo volete capire è un vostro problema, la soluzione deve essere un altra, come per le fonti fossili, non dobbiamo essere indipendenti, e la materia prima per le centrali dobbiamo acquistarla dal estero = sempre in balia dei mercati esteri, sole vento acqua li abbiamo in abbondanza e in modo gratuito.

      • non ne conosco il volume esatto, ma direi troppe visto che a fukushima devono rilasciare materiale contaminato in mare e che in germania devono vuotare le cave di sale piene di scorie stoccate una 30ina di anni fa.
        poi dove vorrebbe piazzare una centrale considerando che Italia è in buona parte zona sismica?
        poi considerando il fatto che la centrale se va bene diventerebbe operativa in 20 anni considerando i tempi biblici della burocrazia italiana, ed in questo lasso di tempo , se contemporaneamente si applicasse una buona politica energetica la messa in opera sarebbe superflua.

        una domanda da profano, se al ministero della transizione ecologica ha cosi ha cuore la transizione, perché con una minima parte dei soldi necessari per la centrale non costruiscono uno stabilimento nazionale per produzione di moduli fotovoltaici per poi fornire ai cittadini impianti low cost? il costo del pannello è irrisorio rispetto agli attuali prezzi di vendita e poi fare una vera transazione ecologica dando la scelta alle persone se installare sui propri tetti i pannelli godendone i benefici, o in alternativa lasciarli installare da enel o chi per essi godendo solo in parete dei benefici.

  6. Ora come ora non vedo alcuna convenienza oltre all’enorme rischio non calcolabile.

    Aspettiamo i reattori di IV generazione a fissione.

  7. Senza il nucleare l’Italia avrà grossi problemi di energia, non si possono far andare acciaierie e grosse aziende con fotovoltaico e pale eoliche!!! Serve il NUCLEARE prima che sia davvero tardi… o arriveranno bollette da migliaia di euro, peggio di adesso!!

      • E per la cronaca rimaniamo in balia dell’estro, che senso ha continuare a acquistare del estero che poi continuerà a fare alto e basso a proprio vantaggio, non basta l’esperienza che continuiamo a toccare tutti o giorni da decenni, con le rinnovabili possiamo essere autonomi e indipendenti e soprattutto la materia prima ( sole e vento sono gratis) non so perché a molti piace spendere 🤷🤷

      • Se non prendiamo in considerazione i costi dello stoccaggio, i costi di upgrade della rete magari sì. Considerandoli diventano costi enormi, e diciamo pure che non ci sono esempi virtuosi da osservare salvo per nazioni che hanno abbondanza di idroelettrico.
        E senza questo le rinnovabili con la loro intermittenza possono dare un contributo limitato.
        Si veda la situazione assurda della Germania che si ostina ad essere contraria al nucleare pagando un prezzo ambientale ed economico ( con attuali prezzi del gas ) assurdo e inutile.
        Cambieranno idea, necessariamente.
        Dovremo anche smetterla di mettere in competizione nucleare e rinnovabile quando assieme sarebbero eccezionali.
        I dati sulla sicurezza del nucleare sono lì da vedere, dovremmo metterci la firma per avere da ogni industria chimica o mineraria il livello di sicurezza intrinseca e gestione delle scorie che attuale nucleare garantisce.
        Non è ora di piantarla con le paure immaginarie e concentrarsi su quelle vere che sono terribili?

        • Sono già calcolati i costi per lo stoccaggio di energia elettrica, e la centrale nucleare tra 30/40 anni oltre al miliardi spesi per aspettare che produca un solo Wat e quelli spesi per realizzarla, dove li mettiamo, oltretutto il luogo in Italia è molto ambiguo visto che siamo in zona sismica che va da classe 1 a 3, poi io vicino a casa anche no e come me quanti la vorrebbero, ma tanto chi se ne frega le scorie le lasciamo ai posteri, intanto quelle che abbiamo perché non se l’è porta a casa lei che è così favorevole, qui noi ci saremmo anche stancati di averle provvisoriamente ( trent’anni ) 😠😠🤬🤬

          • E dai, Fabio. Una volta tanto che si discute sereni, eccola qui con lo sbocco di bile pentastellare.

          • No Fabio, non sono calcolati i costi dello stoccaggio, e se proviamo a farlo con le tecnologie di stoccaggio attuali vengono costi astronomici. Confidiamo tutti che la situazione migliori con nuove tecnologie, tuttavia va detto che non esiste ora “la soluzione” allo stoccaggio di rete.
            Io ci vivrei tranquillamente come ci vivono francesi, finlandesi, ucraini sotto le bombe e diversi milioni di persone in assoluta sicurezza.

            Alcune informazioni se avrai la pazienza di leggere e verificare :
            – A Fukushima non rilasciano alcun materiale contaminato. Tutta la radioattività delle cisterne è bassissima. In ogni litro circa 0,012 mSv , metà della dose di una radiografia. Tuttavia prima di versarla in mare è sottoposta ad una diluzione di 500 che porta il valore di radioattività comparabile a quello dell’acqua potabile.
            – Sempre a Fukushima segnalo che non è morto nessuno per le radiazioni. A volte sembra incredibile dirlo ma è vero e certificato da Onu e enti nazionali ed internazionali.
            – Una centrale nucleare non può esplodere. E’ proprio fisicamente impossibile.
            – Ciò che è successo è Chernobyl è assolutamente irripetibile, tecnologie vecchie e incredibilmente mal gestite.
            – Tutte le scorie di alto livello prodotte ad oggi sarebbero contenute in uno stadio da calcio per un altezza di 3 metri. Tutte, e dico tutte. Di uranio ne serve pochissimo, questo è immenso e sottovalutato vantaggio dell’energia nucleare.
            – I rifiuti altamente tossici ( arsenico, mercurio, etc ) rimango letali e pericolosissimi per sempre e ne produciamo ordini di grandezza superiori con misure di sicurezza ordini di grandezza inferiori. E’ mai possibile che tutte le paure, al più immaginarie, si catalizzino sul nucleare ?

            Questa è la misura della paranoia che spesso abbiamo verso il nucleare alimentata da anni di disinformazione e film apocalittici.
            Pensiamoci. Io da un po’ ho cambiato idea sul nucleare, ora non ho la verità in tasca ma mi sono fatto idea che avevo molti, troppi pregiudizi.

          • Massimo Degli Esposti 3 Agosto 2022
            Assolutamente no 5star no 🤦🤦

            Home Le più cliccate Votai contro il nucleare, ma oggi…Cosa ne pensate?
            Votai contro il nucleare, ma oggi…Cosa ne pensate?
            di Massimo Degli Esposti – 7 Maggio 2021 194
            dipendenza elettricità
            Il nucleare non è un’alternativa per ridurre la dipendenza dall’elettricità da fonte fossile. Starace spiega perchè
            Nucleare sì, nucleare no. Ci scrive Andrea Tavullia chiedendoci un parere sulla controversa questione, alla luce delle crescenti difficoltà della comunità internazionale nell’arrestare le emissioni di gas serra in atmosfera. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it .

            Forse non c’è alternativa per salvare il Pianeta
            Buongiorno, Seguo con molto interesse il vostro sito e mi piacerebbe avere la vostra opinione circa la produzione di energia elettrica. Si parla molto di rinnovabili, ma a mio parere si è sottovalutata molto l’opzione nucleare. Pur avendo votato contro al referendum di molti anni fa, nel corso del tempo mi sto ricredendo alla luce di molte evidenze (Si prenda ad esempio quanto esposto nel sito https://nucleareeragione.org/).
            Cosa ne pensate? Grazie e buon lavoro.

            RISPOSTA Per taglliar corto, Andrea, le diciamo subito che Vaielettrico è contrario a una ripresa del programma nucleare italiano. Apprezza poi il fatto che tutti i grandi Paesi europei, Francia compresa, abbiano sospeso o annullato i futuri investimenti in nuovi impianti nucleari. Infine è preoccupato che in altre aree del mondo stia ancora aumentando la capacità di generazione da fonte nucleare. I motivi sono più di uno e molto complessi.

            No al nuclare: non c’è un rischio calcolato
            La sicurezza. Per quanto si evolva la tecnologia, riducendo il rischio di eventi catastrofici a percentuali infinitesimali, gli effetti globali di un solo incidente sono tali e tanto difficili da contrastare da renderli comunque inaccettabili.

            nucleare
            Il disastro di Chernobyl
            No al nucleare: i costi reali sono più alti
            I costi. La sostenibilità economica e ambientale (in termini di emissioni) è solo apparente. Infatti viene di solito calcolata al netto dei costi di messa in sicurezza delle scorie radioattive. E spesso anche dei costi per lo smantellamento delle centrali a fine vita (40 anni circa). Nessun Paese, al momento, ha ancora realizzato siti di stoccaggio definitivi in cui depositare migliaia e migliaia di tonnellate di materiali altamente pericolosi per i circa 25 mila anni necessari al completo degrado.

            Ogni progetto ipotizzato comporta investimenti da molte decine di miliardi di euro, oltre alla difficoltà di identificare luoghi con idonee caratteristiche geofisiche. E ce ne vorrebbero almeno due o tre, in prospettiva, per ogni Paese. Il trattamento e il trasporto di tali scorie genera spesso piccole fughe redioattive che non vengono registrate dai media ma creano allarme e danni ambientali circoscritti. Anche la materia prima, l’uranio, non è infinita. Anzi. Un suo utilizzo massiccio provocherebbe nel tempo un aumento dei prezzi, aumentando anche i costi ordinari di funzionamento della centrali.

            No al nucleare: troppo rigido, “ammazza” le rinnovabili
            La gestione. Il problema delle fonti rinnovibili è l’imprevedibilità e l’intermittenza. Quello del nucleare è l’esatto opposto: la rigidità. Le centrali nucleari non si possono spegnere e accendere a piacimento. Producono elettricità in modo continuativo e costante, a prescindere dalla domanda. Quindi il nucleare coprirebbe efficacemente i “buchi” di produzione quotidiani o stagionali delle rinnovabili, ma genererebbe energia inutilizzabile in altrettanti momenti.

            Tant’è vero che la Francia, maggior produttore di energia nucleare in Europa, è spesso costretta a svendere energia ai paesi limitrofi. Si riproporrebbe il problema dello stoccaggio di energia (con pompaggi nei bacini idroelettrici o produzione di idrogeno da elettrolisi) ma questo alla lunga andrebbe in conflitto con lo sviluppo delle energie rinnovabili.

            No al nucleare: un consiglio per la lettura
            Il sito pro nucleare che lei cita, Andrea, è realizzato con correttezza e buon gusto. Tuttavia a nostro giudizio omette di sviscerare tuttu questi problemi. Le consiglierei di leggere, non solo in relazione al nucleare, il libro di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani “Energia per l’Astronave Terra” ed. Zanichelli, 296 pagine. E’ un best seller, scientificamente inappuntabile, ma compensibile a qualsiasi lettore di buona volontà.

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            TAGSCENTRALE NUCLAEREDECARBONIZZAZIONEFONTI RINNOVABILIINCIDENTI NUCLEARINICOA ARMAROLISCORIE RADIOATTIVESICUREZZA

            Massimo Degli Esposti
            Giornalista economico presso Il Sole 24 Ore, caporedattore economia Quotidiano Nazionale QN, coordinatore Corriere Imprese Emilia Romagna. degliesposti@vaielettrico.it
            194 COMMENTI
            LUCA 3 Agosto 2022 at 13:32
            manco si riescono a metter d’accordo per inceneritore e smaltimento rifiuti di Roma e vogliamo fantasticare su centrali nucleari? ma fatemi il favore.
            Se fossimo uno stato serio ed organizzato se ne potrebbe anche parlare, ma nella repubblica delle banane meglio lasciar perdere.

            Risposta
            Albus94 24 Giugno 2022 at 22:19
            L’ITALIA HA BISOGNO DEL NUCLEARE!!! CI STANNO DISTRUGGENDO L’ECONOMIA TRA GAS E PETROLIO SEMPRE PIÙ CARI!! L’ITALIA DEVE IMPARARE A DIVENTARE AUTONOMA E NON DIPENDERE DA NESSUNO!!

            Risposta
            Fabio M 9 Luglio 2022 at 21:35
            E soprattutto non con il nucleare, perché la situazione non cambierebbe visto che la materia prima la dobbiamo acquistare al estero.
            Poi se al estero per mettere in funzione una centrale ci son voluti vent’anni in Italia ci vuole il doppio, perché il primo decennio è per trovare il sito adeguato e il secondo decennio per le varie proteste cittadine, ma di questo non c’è da preoccuparsi il nucleare in Italia non si farà visto che due referendum hanno decretato il NO

            Risposta
            paolo 18 Giugno 2022 at 16:27
            Le scorie dove le mettiamo sotto il c…, Cernobyl – Giappone e…., non ci ha insegnato niente!?!?!

            Risposta
            L’Astuto 1 Luglio 2022 at 17:30
            Lei sa quanto volume occupano tutte le scorie nucleari prodotte sulla terra fin’ora?

            Risposta
            LUCA 3 Agosto 2022 at 15:30
            non ne conosco il volume esatto, ma direi troppe visto che a fukushima devono rilasciare materiale contaminato in mare e che in germania devono vuotare le cave di sale piene di scorie stoccate una 30ina di anni fa.
            poi dove vorrebbe piazzare una centrale considerando che Italia è in buona parte zona sismica?
            poi considerando il fatto che la centrale se va bene diventerebbe operativa in 20 anni considerando i tempi biblici della burocrazia italiana, ed in questo lasso di tempo , se contemporaneamente si applicasse una buona politica energetica la messa in opera sarebbe superflua.

            una domanda da profano, se al ministero della transizione ecologica ha cosi ha cuore la transizione, perché con una minima parte dei soldi necessari per la centrale non costruiscono uno stabilimento nazionale per produzione di moduli fotovoltaici per poi fornire ai cittadini impianti low cost? il costo del pannello è irrisorio rispetto agli attuali prezzi di vendita e poi fare una vera transazione ecologica dando la scelta alle persone se installare sui propri tetti i pannelli godendone i benefici, o in alternativa lasciarli installare da enel o chi per essi godendo solo in parete dei benefici.

            Risposta
            Mario 15 Giugno 2022 at 12:49
            Ora come ora non vedo alcuna convenienza oltre all’enorme rischio non calcolabile.

            Aspettiamo i reattori di IV generazione a fissione.

            Risposta
            Albus94 9 Aprile 2022 at 14:16
            Senza il nucleare l’Italia avrà grossi problemi di energia, non si possono far andare acciaierie e grosse aziende con fotovoltaico e pale eoliche!!! Serve il NUCLEARE prima che sia davvero tardi… o arriveranno bollette da migliaia di euro, peggio di adesso!!

            Risposta
            Massimo Degli Esposti 9 Aprile 2022 at 17:11
            Chi l’ha detto? Lo sa che la generazione da nucleare è più costosa di quella da fonti rinnovabili?

            Risposta
            Fabio_M 9 Aprile 2022 at 23:01
            E per la cronaca rimaniamo in balia dell’estro, che senso ha continuare a acquistare del estero che poi continuerà a fare alto e basso a proprio vantaggio, non basta l’esperienza che continuiamo a toccare tutti o giorni da decenni, con le rinnovabili possiamo essere autonomi e indipendenti e soprattutto la materia prima ( sole e vento sono gratis) non so perché a molti piace spendere 🤷🤷

            Risposta
            Alessandro Bocchi 3 Agosto 2022 at 16:03
            Se non prendiamo in considerazione i costi dello stoccaggio, i costi di upgrade della rete magari sì. Considerandoli diventano costi enormi, e diciamo pure che non ci sono esempi virtuosi da osservare salvo per nazioni che hanno abbondanza di idroelettrico.
            E senza questo le rinnovabili con la loro intermittenza possono dare un contributo limitato.
            Si veda la situazione assurda della Germania che si ostina ad essere contraria al nucleare pagando un prezzo ambientale ed economico ( con attuali prezzi del gas ) assurdo e inutile.
            Cambieranno idea, necessariamente.
            Dovremo anche smetterla di mettere in competizione nucleare e rinnovabile quando assieme sarebbero eccezionali.
            I dati sulla sicurezza del nucleare sono lì da vedere, dovremmo metterci la firma per avere da ogni industria chimica o mineraria il livello di sicurezza intrinseca e gestione delle scorie che attuale nucleare garantisce.
            Non è ora di piantarla con le paure immaginarie e concentrarsi su quelle vere che sono terribili?

            Risposta
            Fabio M 3 Agosto 2022 at 23:38
            Sono già calcolati i costi per lo stoccaggio di energia elettrica, e la centrale nucleare tra 30/40 anni oltre al miliardi spesi per aspettare che produca un solo Wat e quelli spesi per realizzarla, dove li mettiamo, oltretutto il luogo in Italia è molto ambiguo visto che siamo in zona sismica che va da classe 1 a 3, poi io vicino a casa anche no e come me quanti la vorrebbero, ma tanto chi se ne frega le scorie le lasciamo ai posteri, intanto quelle che abbiamo perché non se l’è porta a casa lei che è così favorevole, qui noi ci saremmo anche stancati di averle provvisoriamente ( trent’anni ) 😠😠🤬🤬

            Risposta
            Massimo Degli Esposti 3 Agosto 2022 at 23:42
            E dai, Fabio. Una volta tanto che si discute sereni, eccola qui con lo sbocco di bile pentastellare.

            Alessandro Bocchi 4 Agosto 2022 at 9:57
            No Fabio, non sono calcolati i costi dello stoccaggio#

            Fai pure due conti, e vedrai che con lo stoccaggio è ancora più conveniente di un centrale.

          • Complimenti Fabio: un lavoraccio da archivista il suo. Tuttavia non capisco cosa vuole dimostrare. Personalmente sono contrario a riaprire la questione nucleare, ma non mi scandalizzo se se ne discute. Anche il Green Deal Europeo stima che al 2050 servirà ancora una quota di energia nucleare, circa uguale a quella prodotta attualmente. Quindi le centrali saranno mantenute in funzione. A lei contestavo solo i toni sopra le righe tipo: le scorie nucleari se le porti a casa sua. Bocchi sta dicendo la sua con chiarezza, competenza e grande civiltà. Mi scusi per il “pentastellare”

          • Fabio rimani con le tue incrollabili convinzioni.
            Nel frattempo la nuclearissima Francia per la produzione di energia elettrica emette un sesto delle emissioni della rinnovabilissima Germania e il prezzo in bolletta dell’energia è pure sensibilmente più basso ( quello tedesco è uno dei più cari d’Europa).
            Se si può discutere sulla sensatezza di riaprire nucleare in Italia quella della Germania di interromperlo sembra ogni anno che passa sempre più un assurdità ideologica.
            Io dico che non solo la Germania non chiuderà le centrali residue a fine anno come promesso ma deciderà di riaprire le altre pagando i costi “politici” di questa inversione di marcia sul nucleare.
            Se accadesse ti prego di riflettere lucidamente su questo, le opinioni devono sempre fare un passo indietro dinanzi ai fatti. Dovrebbero.
            Grazie

          • Massimo Degli Esposti 4 Agosto 2022 at 16:14

            Mi scuso se sono sembrato così, ma questa settimana sono stato bersagliato da un paio di persone pro nucleare, con insulti e minacce che alla fine ho dovuto bloccare i loro profili e fare un sollecito a Facebook per questa questione, si qui sono stato sopra i toni è per il dente avvelenato ancora in atto, lo so anche io che per ancora molti anni purtroppo il nucleare serve, ma investire sul nuovo per me no e non cambierò idea, ci sono più svantaggi che vantaggi, tutto qui, per se le può portare a casa è perché a meno di 100km c’è un deposito provvisorio e il provvisorio è da un trentennio che è lì, quindi per etica possiamo spostare il provvisorio da qualche altra parte, e non mi sembra sbagliato da chi è favorevole, tutto qui.

      • Le energie rinnovabili non sono una fonte STABILE di energia, é questo il problema delle rinnovabili, devono essere potenziate ma assieme al nucleare poiché da energia in modo sicuro e continuativo!

        • Sicuro 🤔🤔 non mi sembra, visto le continue vicissitudini, sui reattori, e ricordiamoci delle scorie, con esse si possono fare le bombe sporche, i siti sono temporanei e nessuno li vuole vicino a casa, oltretutto restano nel mirino dei terroristi come le centrali, quindi diciamo ancora NO.
          Poi se ci sarà un altro referendum si vedrà il da farsi per continuare a bloccare la loro realizzazione 🤷

  8. Ho letto tanto l’articolo quanto tutti i vari commenti, da cui ho compreso che la maggior parte di chi scrive lo fa con cognizioni di causa (e penso anche con competenza). In realtà io ho una posizione neutra sul nucleare: anche io ho una certa competenza ed anche io ho vissuto i vari eventi che hanno lasciato traccia nel passato di quelli con più stagioni alle spalle, ma non sono contro né a favore. Il problema secondo me è un altro: a noi italiani non conviene. Infatti non abbiamo il materiale radioattivo (che dovremmo quindi acquistare al pari di quello che facciamo già con l’energia) e non siamo comunque capaci di stoccare i rifiuti. Ricordo che abbiamo nel delta del Po un’isola che spesso finisce sommersa, dove negli anni ’80 abbiamo creato un deposito “temporaneo” di scorie (che non sapevamo come smaltire) e che sono ancora là, come altre sono dentro la centrale di Caorso, se ben ricordo, da quando abbiamo spento tutti gli impianti (in realtà in Italia c’è n’è ancora uno, piccolo, che sarebbe funzionante, come immagino molti già sappiano) . Ricordo anche che una parte di questo materiale era stato acquistato dalla Francia e che i francesi non hanno voluto riprendersi dopo lo stop al nostro programma nucleare.
    Quindi a mio avviso è inutile discuterne fino ad arrivare ad agitarsi, come pure è al momento inopportuno riporre troppe speranze nella fusione nucleare: ad oggi abbiamo limiti tecnologici tali che non permettono di andare troppo avanti con la immaginazione, e poi magari si troverà qualcosa di diverso e più efficace in futuro. Comunque ho apprezzato molto il dibattito e penso di avere imparato davvero tanto leggendo un po’ da entrambe gli schieramenti.
    Quindi quì il mio ringraziamento a tutti i partecipanti.
    Grazie

  9. Anche io ho votato no al nucleare e lo rifarei fino alla morte, poi dopo aver visto chernobyl e quello che abbiamo sfiorato per un soffio ancora più convinto che chi prodiga per le centrali è come il male assoluto, da evitare e sarà più distanti possibile.

    Poi in Italia per un qualunque progetto pubblico i prezzi centuplicato e i tempi quadruplicano, è impossibile fare, poi dove il 90% della penisola è a risciò sismico. E già abbiamo ancora problemi con le scorie vecchie e quelle nuove 🤔🤔

    Ma la follia non ha limiti.

  10. Vorrei chiedere a quelli che sono favorevoli al nucleare se poi gli andrebbe bene avere la centrale vicino a casa.
    Oppure un nell’impianto di stoccaggio di scorie radioattive tanto è sicuro…
    Scommetto che sarebbero i primi a scendere in piazza.

    • gli italiani non vorrebbero neanche un termovalorizzatore figurarsi una centrale nucleare. Oggi, una centrale di 4° generazione è sicura, produce meno scorie e molto meno tossiche. Paragonare queste centrali a quella di Chernobyl è una stupidata colossale. Cmq, andiamo pure avanti così ma non lamentiamoci se l’energia costa tanto.E soprattutto se ne sará a sufficienza…..

      • In caso di incidente il risultato sarebbe uguale se non peggio visto la densità della popolazione, le scorie ci sono e già oggi non si sa dove mettere quelle vecchie, il oltre c’è da tenere presente quelle che stiamo producendo ora in campo medico, siamo un paese altamente sismico i siti sono veramente pochi, in più 30anni per realizzare la prima che dovrà esser smantellata dopo trent’anni, è un circolo vizioso e non da meno rimaniamo in balia dei mercati esteri sul prezzo uranio perché in Italia non ne abbiamo, quindi strada non percorribile. E assolutamente assurda.

        • Concordo anch’io: già abbiamo 90000 metri cubi di scorie di vario genere che ballano in giro per l’Italia, 8000 delle quali sono di 3° categoria (ovvero quelle composte dal materiale di scarto delle centrali Nucleari) che, detto per inciso, hanno un tempo di decadimento che può arrivare a 24200 anni e che non sappiamo dove stoccarle a causa dei rischi connessi. Teniamo inoltre presente che una centrale nucleare da i GW di potenza produce 25 – 30 tonnellate all’anno di questi rifiuti.

          • LO CAPISCI CHE ADESSO CI SONO GIÀ CENTRALI CHE NON PRODUCONO SCORIE!!!!! Vatti a studiare la differenza tra fissione e fusione nucleare!!!! Basta iniziare ad investire, poiché non si apre in un giorno. Il governo deve iniziare a costruire le nuove centrali e diventare un paese autonomo e non dipendere da NESSUNO!!!

    • Io sì, tranquillamente.
      Ed è così per tutte le persone in Francia, Finlandia, Norvegia, Ucraina ( sotto le bombe tra l’altro) che ci convivono abitualmente.
      Paure immaginarie che gettano benzina sul fuoco sulle vere paure che i giganteschi rischi ambientali ci stanno creando.
      Vi prego con tutto il cuore di concedervi il tempo di informarvi anche da chi cerca di spiegare il nucleare e non di sentire solo la campana contraria.
      Il nucleare come ogni tecnologia ha dei limiti ma la maggior parte delle critiche sono assurde, prive di fondamento scientifico.

      • Posso anche essere d’accordo con lei sul tema sicurezza. Però mi pongo tre domande:
        -i tempi di realizzazione-messa in funzione sono compatibili con l’emergenza climatica?
        -i costi reali del nucleare sono davvero inferiori a quelli delle rinnovabili?
        -dopo due referendum che l’hanno bocciato, il ritorno al nucleare è politicamente praticabile? E se, come credo, non lo fosse, che senso ha continuare a vagheggiarne i vantaggi, finendo per non fare nè una cosa nè l’altra?
        Mi sembra questo, del resto, il senso degli interventi dell’Ad dell’Enel Francesco Starace Starace (Enel) sul nucleare: “Basta fantascienza, abbiamo solo rinnovabili e batterie”

        • Anche un po’ di razionalità ci potrebbe stare…Al netto della goduria e del costicchia, ha valutato il costo di utilizzo? Gestire ricarica e autonomia è un problema grosso come dicono in tanti?

        • Innanzitutto grazie infinite della possibilità di parlarne in modo pacato, su questi temi si crea subito una sorta di guerra ideologica anche quando interesse comune è tutela dell’ambiente e basta.

          Tempi : Certo al 2030 non avremo ancora niente. Tuttavia aumentare di molto quota rinnovabile senza stoccaggio non riduce tanto le emissioni ( si veda la Germania in confronto all’Italia) e crea instabilità alla rete. Se aumento rinnovabile può essere rapido ( si spera ) quella dello stoccaggio è una scommessa ancora aperta che deve ancora trovare la tecnologia risolutiva.
          Vogliamo proprio scommettere o è meglio fare in modo di avere per quel giorno un base load pulito nucleare che ci mitiga il problema ?

          Costi : sì sono inferiori se includiamo nel rinnovabile i costi di adeguamento rete e stoccaggio. Per non parlare del minor consumo di suolo e di risorse ( occorre pochissimo uranio). Detto questo vanno bene entrambe, ripeto non è una gara.

          Referendum: chiaro che c’è un problema di accettazione sociale ma come detto è basata su paure al più immaginarie. Chiaro che se non incominciamo mai a spiegare il nucleare non saremo pronti neanche quando saranno commercializzati SMR e IV generazione che sono ulteriore passo avanti di una tecnologia già matura. Non so, vogliamo proprio sperare nel miracolo tecnologico dello stoccaggio facendo un azzardo?

          Qui non si tratta si scegliere uno e l’altro ma di portarli avanti entrambi perché servono entrambi. E lo dice uno che ha due macchine elettriche, i pannelli e una batteria per casa, figuriamoci se non credo in queste tecnologie.
          Solo bisogna anche essere consapevoli dei loro limiti attuali, dei limiti del nucleare. E usarle assieme per mitigarli reciprocamente.

        • In risposta a
          “Riguardo ai costi del nucleare, ho sempre saputo che in Francia, per esempio non si tiene conto degli oneri di stoccaggio a lungo termine delle scorie, che si accolla lo Stato..”
          In realtà Il nucleare è unica fonte di energia che include concretamente nel suo costo lo smaltimento e gestione scorie.

          In risposta a
          “Vorrei dissentire, invece, sul punto dello stoccaggio, che a mio parere non ha bisogno di miracoli tecnologici…”
          Ciò che citi è lontanissimo da offrire ciò che offre lo stoccaggio idroelettrico purtroppo.
          Le batterie al litio al di là degli alti costi non possono essere usate per accumuli stagionali. E poi francamente sono quasi al palo a sostenere estrazione mineraria per elettrificazione automotive, figuriamoci per quella di rete. Certo, può dare un contributo e lo da.
          Ci sono diverse soluzioni interessanti, seguo molto tecnologie delle aziende riunite in LDES Council tuttavia non c’è una tecnologia “vincente” che catalizza tutti gli investitori ( rendiamoci conto della portata che avrebbe una tale tecnologia) , certo ci sono buone soluzione concrete e potenziali che promettono scalabilità e riduzioni costi. Però c’è ovvia considerazione che stoccaggio è per sua natura inefficiente e aggiunge costi e risorse, se possibile andrebbe limitato.
          Germania ne avrebbe bisogno come l’aria per sfruttare a pieno il suo potenziale.
          Dove sono queste soluzioni ? Si punta su gas e si riaprono centrali a carbone invece. E non mi sembrano timidi in investimenti , hanno speso fino ad ora almeno 600 miliardi in incentivi rinnovabili.
          Ci vorrà tanto tempo Massimo, forse non come la fusione ma va detto che lì almeno la tecnologia “vincente” è già a fuoco qui no.
          Bisogna investire in tali tecnologie : Sì.
          Puntiamo totalmente la nostra strategia sperando che spunti il sacro graal nello stoccaggio nel 2030? Meglio di no.

        • In risposa a “Sullo stoccaggio sono più documentato, e dissento. Le ho portato tre esempi di tecnologie….”
          Per quanto riguarda Tesla è interessante ma diamo anche una dimensione al potenziale effettivo di questa sta cosa. Alla fine parliamo di circa 325MWh assumendo di avere a disposizione completa tutto lo storage distribuito di 25.000 utenze ( cosa che non è ). Rimane irrisolta la gestione dello storage stagionale o settimanale quanto meno. Diciamo che certamente è utile sperimentare questi approcci, avere milioni di tonnellate di batterie inutilizzate è uno spreco immane.

          Poi mi hai portato esempi di due startup ( che conosco ) che devono ancora dimostrare potenziale effettivo ( lo speriamo ) ma segnalo che ce ne sono a decine che promettono ( vedere qui per dire https://www.ldescouncil.com/ , una ad esempio è Ambri ). Va detto che non mancano investimenti al riguardo, come si diceva è veramente il sacro graal. Non è che una tecnologia matura e disruptive rimane nell’ombra.
          Io dico che da qui al 2030 in Germania ( prendo la Germania perché è il paese che avrebbe più interesse immediato a farlo per alta quota RE ) impatto dello stoccaggio ( batterie, idrogeno o altro ) sarà ancora marginale anche se pesantemente finanziato, la speranza è che almeno si affermi almeno come matura e decisiva qualche tecnologia e che il problema sia solo la produzione industriale e scalabilità.
          Io mi sento già molto, forse troppo, ottimista per questo ma spero proprio tu abbia ragione su tutta la linea.

          • I miei unici dubbi riguardano la politica, che potrebbe da un momento all’altro rallentare o mandare all’aria tutta la strategia europea di decarbonizzazione. In Italia l’abbiamo già visto con il nucleare, a suo tempo. Di capitali invece ce ne sono bizzeffe. E con quelli ogni tecnologia matura in fretta.

  11. Prima di rispondere bisognerebbe che il volgo sappia distinguere fra fissione nucleare e fusione nucleare.

    Non ho numeri, ma penso di poter affermare serenamente che almeno il 50% dei cittadini italiani non sa cosa siano fissione e fusione, ma solo genericamente “il nucleare”…

    Per quanto mi riguarda :

    NO alla fissione.
    SI alla fusione (se e quando ci arriveremo).

    • Concordo anche se temo che la macchina elettrica sia fondamentalmente il cavallo di troia per fare ripartire il piano nucleare in Europa non va sottovalutato il fatto che la Francia dovrà a breve smantellare la maggior parte delle sue centrali che sono ormai arrivate al termine dello loro ciclo vitale.
      Siamo sicuri che non siamo già tutti dentro ad una grande operazione di marketing “il nucleare è bello”?
      Per chi sostiene che il nucleare è figo vada a rivedere Fukushima e Chernobyl. Inoltre teniamo presente che ormai alluvioni e disastri naturali ci faranno compagnia sempre più spesso negli anni a venire e abbiamo già visto che se hai un emergenza climatica fuori è facile che porti ad una emergenza di gestione nucleare dentro alla centrale.

      • EVFanatic assolutamente no neanche la fissazione, vai a vedere cosa provoca al DNA le radiazioni poi voglio vedere chi vorrebbe centrale e/o scarti.
        Abbiamo un mega reattore gratuito usiamolo è li da milioni di anni e rimarrà lì anche dopo la nostra scomparsa

    • Cara Eulalia, grazie per aver recuperato questo mio articolo del quale vado fiero,se permette. Ma l’ha letto? Parla di nucleare a fusione (non a fissione, come quello che lei sta commentando), e racconta, tra i primi in Italia, gli elementi chiave del progetto internazionale Iter. Vero è che allora, dieci anni fa, si pensava di concludere i lavori entro il 2019, mentre il cantiere oggi è ancora aperto. Ci vorranno forse altri dieci anni per metterlo in funzione, e altri venti per tradurlo in una tecnologia commerciale. Nel frattempo altri reattori sperimentali a fusione sono in costruzione negli Stati Uniti, e in Giappone, con l’impiego di speciali laser, è stato innescato un processo di fusione che ha “restituito” il 70% dell’energia impiegata per avviarlo. La notizia è di una settimana fa e ha suscitato grande entusiasmo in tutto il mondo. Dunque la fusione nucleare non è più un sogno, ma una prospettiva su cui si ripongono speranze concrete. Perchè utilizza materie prime inesauribili, è intrinsecamente sicuro, non genera scorie radioattive. Sa cosa mi stupisce? Che a un decennio di distanza non abbia avuto la necessità di cambiare idea. Cosa che avrei fatto senza alcun problema in presenza di nuovi elementi di giudizio.

  12. Ho la sensazione, spero di sbagliarmi, che quelli che vogliono il nucleare, naturalmente su basi fideistiche e non su una seria analisi costi/ricavi che tenga conto anche delle esternalità, siano gli stessi che, alla stessa maniera e senza la suddetta analisi, vogliono il ponte sullo Stretto di Messina, con la Calabria e la Sicilia travolte da frane e dissesti idrogeologici, senza acqua, con la ricostruzione del dopo terremoto dei primi del ‘900 che ormai necessita di revisione; meglio spendere uno sproposito in un incerto esperimento o in un’opera diffusa di sistemazione e recupero, una seria dotazione di acquedotti e fognature, con migliaia di posti di lavoro estesi sul territorio?

    • Io farei entrambe le cose, sistemerei ciò che non funziona o non c’è e farei il ponte. Se la Sicilia è presa male sotto molti aspetti infrastrutturali non è colpa del ponte che non c’è, è colpa di chi la amministra da decenni.

    • Ci sono le opere inutili e quelle utili, il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria è sempre più importante (anche alla luce del raddoppio del canale di Suez). Del nucleare (e dei relativi problemi associati) ne farei volentieri a meno.
      Per quanto riguarda il ponte tutti i problemi sono stati risolti (ovviamente gli ingegneri servono a questo), l’unico dubbio è sulla famosa campata unica di 3km, però se i conti (e credo proprio che lo siano a giudicare dalle tonnellate di carte prodotte) sono giusti e si può fare.

    • Il ponte a campata unica, ora non ricordo il nome, costruito in Giappone negli anni 80 e’ sito in uno dei luoghi piu’ sismici del pianeta. Durante la costruzione resistette a un terromoto di 8 gradi della scala ritter.Stesso discorso per il ponte Rio antirion costruito in Gregia, zona altamente sismica. Pensa che per far fronte al problema i pilastri di sostegno hanno un diametro di 90 metri.
      Fra parentesi, per risarcire le ditte appaltatrici per la mancata costruzione del ponte, l’allora democratissimo governo Monti, dovette stanziare qualcosa come 300 milioni di euro. E ti garantisco che furono soldi derivanti dalle nostre tasse. Certamente non gli tiro’ fuori di tadca sua monti.

  13. Non c’è tempo per il nucleare. Dal progetto all’attivazione di un reattore passano anche 15 anni durante i quali continuano le emissioni di co2. Questo tempo purtroppo non lo abbiamo più come mostrano i calcoli del rapporto Onu Ipcc 1,5 gradi, si deve agire subito per abbattere le emissioni di co2 del 45-50% in dieci anni e questo risultato è ottenibile solo installando solare ed eolico a rotta di collo, tecnologie sicure che vanno in produzione in pochi mesi. In Italia vanno rimossi gli ostacoli burocratico legislativi che mandano deserte le aste per le rinnovabili, aste che all’estero consentono agli imprenditori di investire in questo settore con certezza di remunerazione del capitale.

  14. Scorrendo i commenti a questa pagina mi vengono in mente i ricordi dei feroci dibattiti del periodo 2001-2006, quando Berlusconi puntava sugli epr francesi per una ” rinascita ” nucleare. E pure li, malgrado le rinnovabili fossero ancora fortemente costose, il governo non riuscì a mettere sul piatto i soldi per ripartire con un grosso programma nucleare. Perché questo è il punto: o è grosso o non è. Le centrali sono sempre piu complesse e quindi, per recuperare competitività devono essere sempre piu costose e grandi. Uno stato come la Russia, in cui esistono spazi sterminati e disabitati senza sole e senza vento, fiumi immensi che possono placare la sete dei reattori con una frazione della loro portata, grandiosi scudi paleozoici completamente asismici può fare economie di scala e darsi un baseload nucleare. Tanto seppellire le scorie 1000km piu in qua o piu in la non cambia nulla. L’italia al contrario, è un paese ad alta densità abitativa, in cui non esistono aree isolate, grandi fiumi, territori asismici, e di converso c’è sole in abbondanza. Come si possono fare economie di scala nucleari in un posto così? Non si può. Punto. E poi diciamo la verità: l’energia distribuita è anche un buon modo per distribuire ricchezza, al contrario delle multiutility che hanno in mano le energie fossili e nucleari. L’italia fa bene a recuperare terreno e brevetti sulle rinnovabili, è il posto giusto per farlo. All’Italia non conviene fare il nucleare perché sarebbe troppo costoso e troppo poco per giustificare un investimento colossale. Ammesso che le rinnovabili in futuro non riescano a coprire il 100% del fabbisogno sarà comunque sempre piu conveniente comprarlo oltralpe che non rifondare l’intera filiera industriale.

    • L’Italia, se vuole sopravvivere, ha bisogno di investire nel nucleare di ultima generazione SENZA SCORIE e sulle energie rinnovabili. Abbiamo bisogno di un mix energetico poiché non abbiamo altre fonti di energia come altri paesi, non abbiamo petrolio e il metano nel Mediterraneo non viene estratto per non inquinare, dobbiamo svegliarci se non vogliamo lasciare lo stipendio per pagare le utenze!!! Le nostre aziende andranno a gambe all’aria se dipenderemo sempre da altri paesi, la concorrenza é spietata e non investire nell’energia nucleare sarà uno sbaglio che potremo pagare davvero carissimo..

  15. Avvocato dell’atomo mi suona tanto da Avvocato del diavolo.
    Quanto al dire che stiamo gestendo le scorie radioattive, ci vuole una na bella fantasia visto che non sappiamo ancora dove mettere quelle delle centrali dismesse e stiamo ancora cercando i siti per quelle prodotte da altre attività

    • ieri, l’ing. Marco Ricotti della UniMi ( credo il Politecnico) ha detto che quelle nuove di 4°generazione producono poche scorie e che in 300 anni ( anziché migliaia) la tossicitá va a zero.

      • Io sono abbastanza vecchio per aver partecipato, emotivamente, alla costruzione delle centrali “atomiche” italiane con un certo entusiasmo. Sembrava fosse stato risolto il problema dell’energia per tutti a basso prezzo. Poi gli unici stati che sono andati avanti alla grande sono stati quelli che pagavano i grossi costi delle centrali producendo i prodotti per le armi nucleari: USA, GB , F, URSS, CINA, INDIA, PAKISTAN.
        I costi sono alti, i tempi lunghi, i rischi imponderabili.
        Abbiamo problemi grandissimi e finora irrisolti a stoccare le vecchie scorie e problemi anche per quelle molto meno pericolose di ospedali e laboratori.
        Di ingegneri che garantivano che tutto era facile ce ne sono stati a bizzeffe. Adesso l’ing. Ricotti ci dice che la 4a generazione produce meno scorie e sono cattive solo per 300 anni. Però dovremo fare molte più centrali e le scorie diventeranno tante comunque. 300 anni sono pochi rispetto a migliaia, ma staremo ancora facendo la guardia alle scorie prodotte dal Cardinale Richilieu. Ci si rende conto di quel che è successo da allora? E poi mi risulta che quello che afferma l’ing. è ancora da dimostrare. Le ultime notizie sul nucleare: Chernobyl, Three Mile Island, Fukishima, più altri incidenti passati sotto silenzio, la partenza dell’ultima unita della centrale finlandese con 15 o più anni di ritardo, il fermo di tre centrali francesi e la prevista fermata di altre tre per ragioni di sicurezza e infine la notizia della fermata di tre delle sei centrali tedesche Ela prevista fermata delle tre rimanente a breve.
        Ma poi gli italiani hanno detto NO due volte, queste centrali non si faranno mai. Smettiamola di perdere tempo a chiacchierare per gli interessi di pochi contro quelli di tanti.
        Il sole lo abbiamo, il vento pure, la tecnologia anche sveglia.

    • Lei è il ventesimo lettore che segnala quel sito. Abbiamo capito che per qualcuno è la Bibbia. Ma non per noi.

      • Però ha ragione Andrea. Vede, lei lo paragona alla Bibbia, ed è qui il problema.
        Non è una questione di credo o di ideologie. Si tratta di affrontare la realtà per quello che è. Lei come tanti altri cita Armaroli, la sua Bibbia, ma vede, nessuna di queste persone “esperte” contro il nucleare in realtà ci dice con precisione dove, come, con che tecnologia e con quali costi si può arrivare all’elettrificazione totale con le sole energie rinnovabili. L’avvocato dell’atomo (che di fatto è una pagina gestita da un gruppo di esperti) al contrario fornisce dati e numeri per dimostrare la sua tesi a favore del nucleare che ad oggi nessuno dei più famigerati sostenitori del “NO” è riuscito a smentire. Lo stesso Armaroli rifiuta il confronto, e non mi è ben chiaro il motivo.
        I dati dicono che il nucleare è la fonte di energia più sicura insieme all’eolico e al fotovoltaico (numero di morti per unità di energia prodotta) e su questo si può dir poco.

  16. Io suggerirei ai favorevoli al nucleare, a sentir loro una soluzione favolosa, pulita, eterna, se le scorie radioattive, perchè quelle ci saranno sempre, se le stoccano a casa loro per qualche decina o centinaia di migliaia di anni, a loro spese naturalmente.

    • Perché. Il No prevedeva da parte della classe politica una partenza tempestiva sulle rinnovabili, ma invece come al solito la politica si è fatta gli affari suoi con il gas il carbone e il petrolio perché lì a differenza delle rinnovabili c’è un rientro economico per loro e per noi solo un esborso.
      E la storia si sta riprendendo, ora c’era l’occasione giusta per andare a emissione zero ma ancora un volta la politica guarda i suoi interessi e come sempre a breve termine, andando a destra e a manca per sostituire la dipendenza dalla Russia, si bello andiamo a dipendere da qualcun altro, e a spendere milioni per infrastrutture, perché i ciechi restano tali e non vedono che con le rinnovabili il tempo sarebbe minore e saremmo indipendenti dai mercati esteri.

  17. La soluzione è puntare su reattori innovativi basati per es. sul torio e i combustibili a sali fusi, su cui per es. sta investendo Bill Gates con il suo https://www.terrapower.com/. Questi tecnolgie sono MOLTO più interessanti per diversi motivi. Per es. essendo il combustibile in forma liquida, sempre a pressione atmosferica (anzicchè i 70-140 atm dei reattori ad acqua attuali) ed inerte vs aria ed acqua un incidente come TMI e Fukushima (a maggior ragione Chernobyl) è fisicamente impossibile – e non solo “molto improbabile”; tutte le scorie ad alta attività possono essere distrutte all’ interno del reattore stesso, anzi si può ricavare energia da essa (incluse TUTTE le scorie fin qui prodotte ed è questo un contributo energetico enorme, pari a diversi millenni di energia per l’ intero pianeta !); l’ alta temperatura ed efficienza di generazione permettono sia di localizzarli anche lontani da grossi fonti d’ acqua (anche in siti desertici, per es.), sia di sfruttarne il calore ad alta temperatura (indipendenti dalla produzione di elettricità), incluso la produzione di acqua potabile in siti aridi o di combustibili liquidi per il trasporto.

    Fermo restando che il nucleare attuale è da superare, spero che queste ricerche di Gates vadano avanti, qui un interessante video sul funzionamento della tecnologia https://www.youtube.com/watch?v=pqVt8cxx-44&t=342s

  18. ma per favore non tiriamo fuori gli scheletri dagli armadi, il nucleare è morto e sepolto l’energia prodotta costa almeno il triplo delle rinnovabili. ma di cosa stiamo parlando ….
    siamo alle solite manovre di distrazioni di massa dalle rinnovabili, per continuare ad allungare la vita alle fonti fossili

    • In realtà l’energia nucleare e il numero di centrali sta aumentando nel mondo.
      Il nucleare non é amico delle fonti fossili.
      I costi non sono più alti se comincia a includere gli incentivi che vengono dati alle rinnovabili.

      NB non sono contrario alle rinnovabili (ho 6.6kW in installazione sul tetto programmati per giugno, e auto elettrica) ma il baseload di un paese lo preferisco nucleare, resto rinnovabile.

    • Stiamo parlando proprio di cose di cui lei non ha la più pallida idea e ragiona con quello che le hanno inculcato in tanti anni di terrorismo sul nucleare…

  19. Vorrei sottolineare, per chi fosse a favore del nucleare, che a chernobyl ultimamente il nucleo del reattore esploso 35 anni fa ha ripreso a bruciare … o meglio sono riprese d intensita le reazioni nucleari e si dice che potrebbe esserci la possibilità di un nuovo incidente nucleare anche se piu contenuto di 35 anni fa …. poi vorrei sottolineare il mio punto di vista sull’argomento alla redazione chiedendo un commento … punto di vista modificatosi negli anni sul nucleare … penso che non sia poi una cosa cosi negativa … mi spiego … per l’uomo è assolutamente negativo …. pero osservando cosa è successo dove ci sono stati incidenti possiamo notare che la natura … vegetale e animale … non avendo gli stessi problemi etici dell’uomo, grazie ad una selezione naturale si è adattata alla maggiore intensita delle radiazioni … risultato si è riappropriata di quelle zone diventando a tutti gli effetti dei santuari intoccabili perchè l’uomo non ci si puo piu avvicinare … almeno per i prossimi 10.000 anni … per essere ottimistici … sicuramente lo sfruttamento e l’economia messa al primo posto nella societa nei prossimi decenni provocherà altri incidenti… per incuria, per risparmio sui costi … o semplicemente per incidenti che possono sempre capitare anche prendendo tutte le precauzioni .. cio creera altre zone franche naturali dove l’uomo non potra piu accederci … lo so è una visione piuttosto negativa … ma potrebbe essere vista come una reazione estrema della natura allo sfruttamento estremo che l’uomo gli impone.

  20. Finalmente qualcuno che ha toccato un argomento di cui nessuno ha mai voluto parlare e dopo decenni forse sarebbe il caso finalmente di mettere bene in luce alla massa!!! Grande Alessandro!!!

  21. E non ha tenuto i tempi di costruzione di una centrale nucleare, non so se è a conoscenza della storia della centrale di Olkiluoto in Finlandia, una sofferenza, la costruzione del 3° reattore di ultima generazione è iniziata nel 2005 e mi sembra che sia entrato in esercizio solo l’anno scorso 2020.
    Costo preventivato 3 Mld € costo finale 10 Mld €
    Più volte il governo Finlandese era sul punto di gettare la spugna, il problema è che una volta iniziato sono più i costi per tornare indietro che andare avanti, come una trappola
    Alcune società di costruzione si sono tirate indietro durante la costruzione fiutando i problemi come la Siemens AG, solo Areva NP ha voluto andare avanti, ovviamente essendo la Società Francese che realizza queste centrali non poteva fare fiasco per motivi politici.
    Il reattore è da 1,6 GW. Una centrale fotovoltaica da 1,88 GW costruits in Cina nel deserto del Qinghai è costata 1,9 Mld di €, va bene c’è la questione delle ore reali di funzionamento annuali, ma comunque la convenienza c’è.E poi si dice che la Cina è cattiva, invece loro ci provano a fare qualcosa.

    • Avevo letto anche io della centrale in Finlandia ma in modo più generale come dati… lessi dell’Inghilterra che stavano costuendo diverse centrali dicendo espressamente che i costi (tutto compreso) erano più alti soprattutto per la manutenzione .a purtroppo erano in costruzione.. chissà forse qualche interesse o meglio conflitto d’interesse???…

    • In cina costruiranno diverse nuove centrali nucleari per eliminare il carbone. Non e’ affatto onesto predere come modello la centrale piu’ problematica della storia: la maggior parte delle centrali sono costruite in 5-6 anni e portano vantaggi per molti anni a venire

  22. Io penso che l unica alternativa valida è utilizzare se facciamo ancora in tempo la macchina di Rolando Pelizza progettata da attore Majorana appositamente per dimostrare che in alternativa al nucleare c è cosi scrisse Ettore a Rolando nelle sue lettere (periziate ovviamente)

  23. Quindi, insomma, parte dei motivi per il no al nucleare è che vogliamo costruire le centrali ad energie rinnovabili al fine di…. Costruire energie rinnovabili, invece di abbassare le emissioni di CO2. L’importante è saperlo ed esserne consci..

  24. Dopo averne lette d’ogni davvero stravaganti simpatiche da leggere a favore del nucleare, avete espresso quindi la vostra opinione. Possiamo dire che di nucleare, io dico fortunatamente non se ne parla e speriamo non se ne parlerà almeno per quello che riguarda la fissione, quindi il discorso è chiuso qua fatevene una ragione!!! 😀 😀 😀

  25. Vorrei fare un mio commento al quesito del Sig. Andrea Tavullia, avendo lui votato al referendum del 1986 post Chernobyl non è un giovanotto così come non lo sono io, la mia aspirazione negli anni 70 era quella di andare a lavorare alla costruenda centrale di Caorso, PC, c’era il piano energetico del ministro Donatt Cattin che prevedeva la costruzione di altri 16 impianti, oltre ai 3 già esistenti e quello di Montalto di Castro già autorizzato. Nel 1979 ci fu l’incidente all’impianto di Harrisburg (3 miles island, USA), il nostro professore di impianti nucleari (fac. di ing. Pisa) fu mandato per conto delle autorità italiane ( la nostra tecnologia era made in USA, leggasi Westinghouse) a vedere e capire cosa era successo a quel reattore. Al ritorno convocò gli studenti del quarto e quinto anni per raccontarci quello che aveva visto, in poche parole nessuno era riuscito a capire le cause di quell’incidente. Quel giorno capì che non era proprio sicuro lavorare in un impianto nucleare e decisi di finire il corso di laurea come ing. energetico con tesi su FER e idrogeno. Nel 1981, ancora pochi in Italia si occupavano di FER, quasi nessuno di idrogeno. La tesi di laurea fatta in collaborazione con ENEL era come liberare le piccole e medie isole dai generatori diesel super inquinanti e difficili da alimentare in particolare durante l’inverno per le cattive condizioni del mare. Le soluzioni individuate in quel lavoro di tesi, oggi ENEA le sta implementando sull’isola di Salina (Eolie) Il merito di quella tesi va ovviamente all’esimio prof. Dino Dini ( il relatore ) il quale aveva lavorato per 20 anni al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (NASA) dove di FER e H2 ne aveva visto a bizzeffe sui razzi vettori. In merito all’idrogeno, di grande attualità oggi, ricordo che solo nel 2002 uscì il libro di Jeremy Rifkin. Oggi paghiamo sulle bollette elettriche i costi del nostro nucleare e non so per quanti anni ancora lo dovremo fare visto che il problema del riprocessamento delle scorie e del decommissioning dei 4 impianti è ancora in alto mare così come la scelta del sito nazionale per il confinamento delle scorie, incluse quelle dell’attività di ricerca e quelle medicali. Sogin ha stabilito che meno dell’uno percento del nostro territorio è idoneo per questo sito. La grande Germania ha fatto un esercizio di confinamento in una miniera di sale stoccando un po di anni addietro migliaia di fusti contenenti le scorie riprocessate, ebbene quella miniera di sale è franata e ora hanno un bel problema da risolvere con il rischio di inquinare le falde acquifere di un intero Lander (la bassa Sassonia). In merito all’ipotesi di riparlare della tecnologia nucleare a fissione, credo sia solo una perdita di tempo, basta guardare un caso di “scuola”, il nuovo impianto di Olkiliouto in Finlandia. Commissionato nel 2005 ad AREVA-Siemens, dopo qualche anno Siemens si è fatta da parte, doveva entrare in rete a fine 2010, a Dicembre dello scorso anno era ancora in fase di ultimazione. La cosa più importante è che il costo dell’opera è andato alle stelle, ci sarà molto lavoro per i migliori avvocati del continente. Per chi volesse approfondire questo caso, leggete il report di Legambiente. Il nucleare dappertutto è stata una attività di Stato, per cui i cittadini sono chiamati a pagare, ricordo che il nucleare civile non ha mai prodotto utile !! Per cui vedremo per molti anni ancora sulle nostre bollette gli oneri di queste attività che se negli anni 50-60 potevano avere un certo appeal, oggi sono fuori dalla storia, ricordo che alcuni radionuclidi hanno tempi di dimezzamento di centinaia di migliaia di anni. Suggerisco al Sig. Andrea Tavullia di leggersi sulla rete le decine e decine di incidenti avvenuti dagli anni 50 al 2011 con Fukushima. In ultimo, l’attività del nucleare è legata anche all’uso del plutonio per scopi militari e questo ci dice anche il perché questa industria è stata sempre molto poco trasparente. In ultimo non mi esprimo sulla fusione nucleare in riferimento al megaprogetto ITER, io sono per le fonti pulite e distribuite, dove anche i cittadini possono autoprodursi la propria energia con propri impianti e magari con una comunità energetica che permette di cedere a terzi l’energia non autoconsumata. Qualcuno obietterà che le FER non sono programmabili, vero, bisogna fare degli accumuli. Ricordo in fine che Giappone, Cina e USA stano sviluppando il fotovoltaico posto fuori dall’atmosfera, questo fra qualche anno risolverà il problema che il sole splende solo di notte. L’Europa ha molti “campioni” nel settore dell’aerospaziale, dovrebbe costituire velocemente un consorzio per questo fine, simile a Airbus, batterie, e altri.
    Buona Serata
    Antonio Saullo
    Reggio Emilia

    • Grazie,
      Non siamo mai stati capaci di imparare niente da tutti i disastri nucleari passati.
      Come è facile che anche ora col covid non impareremo che non si può più vivere .
      come prima.
      Grazie
      Ben scritto

  26. Ho letto poche volte tante sciocchezze come in questo articolo!
    La persona che l’ha scritto non ha la piu’ pallida idea ne’ dei dati che caratterizzano il nucleare presente, in funzione adesso, ne’ di quello passato.
    Se questo e’ giornalismo basato su verifica dei fatti.
    Lettori di vaielettrico, vi garantisco che di tutto che compare nel testo di questo articolo c’e’ tanta invenzione, tanta esagerazione, conoscenza nulla della tecnologia, e dei dati.
    In una parola: INDECENTE.

    Un esempio:

    “Le centrali nucleari non si possono spegnere e accendere a piacimento. Producono elettricità in modo continuativo e costante, a prescindere dalla domanda.”

    Semplicemente SBAGLIATO/FALSO: i reattori Francesi modulano la loro produzione 24h al giorno, ogni giorno dell’anno. Fanno quello che si chiama “load following”,seguono “il carico”, la domanda del paese. Basdta andare sul sito dell’equivalente di TERNA, RTE, qui…

    https://www.rte-france.com/eco2mix/la-production-delectricite-par-filiere#
    … e muovere il mouse sulla parte gialla, corrispondente al nucleare… e si vede che “rampano” la mattina dalle 5-6 fino a ~ mezzogiorno, e fanno lo stesso la sera, per coprire il picco delle 19.

    Quello che l’autore dell’articolo dice e’ che non possono coprire l’intermittenza di eolico e solare, e quello e’ vero, perche’ tale intermittenza si manifesta su intervalli idi tempo a volte cortissimi. Per quello si usa l’idroelettrico o le centrali a gas, in attesa che le magiche batterie arrivino, per il momento sono troppo care.

    Altra inesattezza/stupidaggine e’ quella della “mancanza di uranio”, che se utilizzato troppo porterebbe ad aumenti dei costi elettrici: in realta’ l’uranio costa pochissimo, rispetto alla quantita’ di energia che genera, ha la piu’ alta densita’ di potenza di tutte le forme di energia esistenti, nell’attesa che la fusione nucleare lo soppianti (ma ci vorra’ ancora qualche decennio per quello).
    Un raddoppio del costo dell’uranio equivale ad un aumento del costo del kWh generato solo del 5% o poco piu’ (dipende dal tipo di reattore).
    Quanto alla quantita’ di uranio sulla terra, ne e’ letteralmente piena: non a caso l’attivita’ termica della terra, quello che tiene il suo nucleo fuso, e’ in gran parte dovuta alla fissione di atomi di uranio. Inoltre, nelle acque di mari e oceani della terra ci sono disciolte circa 4 miliardi di tonnellate di uranio. Per dare un’idea, i 56 reattori francesi di adesso generano poco meno di 400 TWh/anno (piu’ del consumo elettrico totale italiano, e ce ne mandano parecchio, tra l’altro) utilizzando solo 9mila tonnellate…. quindi e’ facile capire che l’uranio non finira’ mai, neanche se si producesse tutta l’energia della terra con esso.

    Mi fermo qui, ma di correzioni da farne ce ne sarebbero tante: non c’e’ UNA sola cosa giusta in questo articolo, neanche UNA: costi dei reattori… i trasporti delle scorie che genererebbero delle piccole fughe???… ma dove?… ma di cosa?… ma per favore…

    • In qualità di autore dell’articolo, mi permetto di osservare che su questo sito si usano generalmente toni più pacati e corretti. Soprattutto quando un anonimo commenta il lavoro di chi scrive mettendoci la faccia. Come lei potrà facilmente constatare dal mio profilo di autore, non sono un fisico nucleare e non ho alcuna pretesa di avere la verità in tasca. Sono un giornalista serio, però, e quando un lettore mi chiede un parere lo esprimo sulla base di convinzioni maturate attingendo a fonti qualificate. In questo caso, il libro di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani “Energia per l’Astronave Terra”, già citato in precedenza. Li considera pataccari? Glielo dica in faccia, se ha il coraggio. Pensa che abbia stravolto il loro pensiero? Armaroli è già intervenuto due volte in questo dibattito e non mi risulta che mi abbia smentito. Quindi dica la sua in modo educato o faccia il bullo da altre parti

      • Ostia, ancora la storia dell’anonimo? Ho gia’ postato sul suo blog un paio di settimane fa, mi aveva fatto lo stesso appunto… e mi ero presentato con nome, cognome, attivita’ professionale. Alla fine lei aveva commentato con “non mi fa impressione”, certo che se un fisico di professione come me, faccio ricerca da piu’ di 30 anni, nel caso specifico ho lavorato anche nel centro di ricerca nucleare piu’ grande d’europa, dove si faceva e fa ancora ricerca proprio sulle pericolosissime scorie nucleari (zero morti in 60 anni)… non so cosa la possa impressionare. Diciamo che i miei toni sono molto pacati rispetto a quello che l’articolo, pieno zeppo di inesattezze e strafalcioni, meriterebbe. Lei non ha scritto UNA COSA GIUSTA, se ne rende conto? NON UNA!
        Poi, se vuole nascondere questo FATTO, che e’ davanti agli occhi di chiunque conosca anche un minimo di tecnologia e scienza nucleare (o di energetica) faccia pure, ma non ci fa una bella figura, di questo se ne rende conto?
        Se il suo blog permettesse di postare figure e foto (e datevi una mossa, lo fanno in tanti altri blog!, siamo nel 2021!) posterei anche una mia foto.
        Ad ogni modo, sono Roberto Kersevan, sono fisico, lavoro in questo momento al CERN (ma il CERN non c’entra nulla con quel che dico, sia chiaro, parlo per me stesso).
        Quanto ai due signori che cita, armaroli e balzani, si… dicono delle sciocchezze sul nucleare, come tanti altri professori universitari che sono, come loro, sfacciatamente anti-nucleari a prescindere. Ho letto piccoli estratti del loro libro e, sinceramente, e’ scritto male… anche li tanti luoghi comuni, leggende metropolitane, svarioni, esagerazioni. Il nucleare e’ il demonio… peccato che sia da decenni la forma di produzione di energia elettrica al primo posto del continente europeo, e che con la sua sostituzione a centrali termoelettriche a olio combustibile, carbone e lignite, abbia salvato al vita a centinaia di migliaia di cittadini europei. Noti che questa mia affermazione, che sicuramente a lei sembrera’ impossibile, e’ in realta’ ben documentata da studi scientifici su riviste peer-reviewed. Il piu’ famoso e’ quello su The Lancet, di una quindicina di anni fa, titolo “Electricity generation and health”… lo si trova facilmente, e l’altro e’ piu’ recente, meno di 10 anni, opera del famoso climatologo James Hansen, che mostra come il nucleare mondiale abbia salvato la vita a (stima centrale did una forchetta di valori) 1,84 MILIONI di esseri umani.
        Queste cose NON sono scritte nel libro dei due antinucleari da lei citati, come mai? Sono cose di poca importanza?
        Altro dato, facilmente verificabile: la Francia, grazie a 58 GW di nucleare, emette 58 g CO2/kWh, mentre la Germania con 63 GW di eolico e 54 di fotovoltaico ne emette in media annuale 350… giusto per restare sul tema di ambiente e salute.
        Io posso, senza alcun problema, smascherare e mettere in evidenza tutte le sciocchezze/inesattezze/falsita’/invenzioni/etc di balzani e armaroli quando vuole. Mi ospiti sul suo blog e lo faccio in un paio di settimane.
        Concludo: spero che questi miei commenti e questa mia risposta la faranno almeno ripensare a quello che ha scritto in questo articolo, che… ripeto, e’ COMPLETAMENTE SBAGLIATO dalla A alla Z.
        Distinti saluti dalla Francia, dove abito: in questo momento genera i suoi kWh a una media di 30 gCO2… la Germania e’ a 171, l’Italia del nord a 235… giusto per dire.
        Dati qui: https://www.electricitymap.org/zone/FR

        • Ah, ricordo. Maleducato e arrogante prima, maleducato e arrogante ora. I suoi commenti sa cosa a cosa mi fanno pensare? Che non dimenticherò più il suo nick, e li cestinerò tutti in futuro, se avrà ancora voglia di scriverne. Trovi da insultare qualcuno in Francia, ok?

        • Ecco arrivato il sostenitore a comando. Sono uscito dai blog dove rende la vita irritante e me lo ritrovo anche qua. Per favore, fai un giro allttrove

  27. Però scambi l’emissione sottostante per la produzione di un materiale di consumo come l’Uranio con l’emissione che serve per produrre un materiale come un generatore elettrico che invece va contabilizzato in conto capitale.
    Poi puntando sul fatto che le centrali di energia rinnovabile come eolico e fotovoltaico hanno una durata multo lunga, l’emissione che è servita per la loro costruzione si suddivide per un elevato numero di anni.
    Anche per le batterie al Litio idem, è vero che per produrle bisogna emettere più CO2 rispetto a realizzare un serbatoio di latta, però correttamente gestite dall’elettronica come avviene nelle EV, possono durare molti anni.
    Insomma è un carattere distintivo delle rinnovabili, bisogna emettere di più all’inizio, ma poi si è ripagati da emissioni zero per molti anni avvenire.
    Nucleare devi emettere nelle costruzione della centrale, emettere per rifornirti di Uranio ed infine emettere per smantellarla.
    Conti della serva alla mano, coprendo percentuali minime dei deserti, con il fotovoltaico si può ricavare energia sufficiente per soddisfare tutti i nostri bisogni di energia elettrica dove possibile e dove non è possibile usare l’energia elettrica rinnovabile, produrre e utilizzare l’Idrogeno verde (Acciaieria, aeroplani, navi porta cantainer ecc )
    Poi è chiaro sono necessari ulteriori progressi tecnologici, non ci siamo ancora, ma finanziando gli scienziati e dotandoli di gabinetti di ricerca bene attrezzati, sono sicuro che l’ingegno umano può farcela, ma dobbiamo indirizzare il poco tempo che ci resta nella direzione giusta. Si dovrebbe fare quello che gli americani chiamano Brainstorm , che in pochi anni ha consentito di costruire la bomba atomica durante la seconda guerra mondiale, o trovare in pochi mesi il vaccino per sconfiggere il Covid,

    • “Poi puntando sul fatto che le centrali di energia rinnovabile come eolico e fotovoltaico hanno una durata multo lunga,”

      E’ esattamente il contrario: fotovoltaico ha 20-25 anni di durata, eolico idem.
      Centrali termoelettriche e nucleari 40-50-60 e anche piu’.
      Ma chi ve le racconta queste stupidaggini? E’ il mondo alla rovescia!

      • Ma per esempio un impianto fotovoltaico domestico non mi risulta che duri solo 20 anni, anzi possono sopravvivere ai proprietari stessi.

        • Infatti la durata MEDIA è sui 25/30 anni ma il rendimento scende non è che sia da buttare… ma va bene che parliamo a fare!!

      • Le stupidaggini,come dice lei, mi sembrano sue; il PV dopo 20-25 e anche più anni, si può dismettere senza problemi, una centrale a fissione 40-50-60 anni? E le scorie, e i costi, per costruirle e dismetterle non sono da considerare, o, come tutte le esternalità, sono sempre e solo carico della collettività, secondo il noto principio di tanta economia: privatizzare i guadagni e socializzare i costi? E in caso di attentato o catastrofe naturale? Mi faccia il piacere, continui il suo lavoro di lacchè dell’industria nucleare-militare finchè può, e si cerchi altre amene letture o discussioni con suoi pari, visto che qui trova tanta ignoranza.

    • chi ha votato NO
      al massimo è stato costretto a fare un cappotto termico e a mettere le lampadine led nella sua casa
      e rinunciare al TV da 40″ in su
      io il cappotto termico ancora non l’ho fatto , ma se salissero ancora i costi di riscaldamento/raffrescamento ..
      potrei farci un pensierino la prossima volta che devo imbiancare l’appartamento
      poi la tv la guardo rararmente su un tv/monitor da 32″ che consuma meno della metà di un vecchio tv dell’era nucleare ..

      -__-

  28. Partendo da granito ricco in uranio (1000 ppm), per ottenere le 160 tonnellate di combustibile occorre processare 160000 tonnellate di materiale e i lavori in miniera implicano lo sbancamento di quantità ancora maggiori di roccia.

    Le miniere e le cave devono essere tenute sgombre da infiltrazioni di acqua, che spesso è riversata nei bacini circostanti, con immissione di metalli pesanti e isotopi radioattivi. Nelle miniere sotterranee inoltre è presente gas radon, radioattivo.

    Arricchimento e ritrasformazione
    Per ottenere yellowcake «raffinato», che contiene l’80% di ossidi di uranio, principalmente U3O8, il minerale estratto va portato presso un impianto industriale speciale per essere sminuzzato e trattato con acidi forti e altre sostanze.

    Per poterlo usare nei reattori, l’uranio va poi arricchito nell’isotopo fissile 235U, portandolo dalla percentuale naturale (0,7%) al 3–4%. L’ossido U3O8 è trasformato in uranio esafluoruro (UF6), che è sottoposto a processi di ultracentrifugazione, energeticamente molto dispendiosi.

    L’UF6 va infine ritrasformato con complicati processi chimici in barrette di UO2 grosse come un filtro di sigaretta, inserite poi in barre di zirconio lunghe 3,5 metri e spesse circa un centimetro. Una centrale da 1000 MW contiene centinaia di barre di questo tipo.

    Alla fine per ottenere 1 kG di Uranio utile in centrale devi movimentate parecchie miglia di tonnellata di roccia, tutte questa lavorazioni comportano emissioni di CO2 in atmosfera per via dell’energia consumata pari al quella risparmiata non utilizzando direttamente i fossili in centrale tradizionale.
    Praticamente la centrale nucleare è una strada senza uscita se volgiamo ridurre le emissione di CO2

    Io resto del’idea che la strada giusta sia l’Idrogeno verde prodotto con elettricità rinnovabile prodotta in aree desertiche come il Sahara mediante pannelli fotovoltaici,l’Idrogeno verrebbe prodotto in loco e trasportato in Europa via gasdotti.

    • Questo vale anche per la tonnellata di materiale magnetico presente su ogni pala eolica.
      Il risultato finale in termini di energia prodotta è mostruosamente a favore del nucleare: nella vita di una persona tutta l’energia consumata può essere contenuta in un blocco di uranio grande quanto una lattina di coca cola.

      • Matteo T, forse non hai centrato il punto. Bernardo Panizzo ti sta dicendo che quella “lattina” di uranio non la trovi bella e pronta nel sottosuolo. la sua produzione costa moltissimo. il nucleare in generale ha dei costi altissimi che non vengono mai contabilizzati dagli ingegneri e dagli economisti pro-nuke.

  29. A chi sento ancora parlare di fissione nucleare nel 2021 pongo una sola domanda. In un Paese come il nostro, dove non si riescono a gestire neanche i rifiuti urbani, vi immaginereste la gestione di tonnellate di scorie radioattive prodotte fino ad oggi se non fosse stata bloccata la produzione con quel mitico
    referendum?

    • Circa la capacità dell’Italia di intraprendere ora la strada nucleare forse sono tristemente d’accordo con te Fabio.

      Tuttavia qualche dato sulle scorie.
      Prendiamo la Francia il cui 75% del fabbisogno viene da nucleare.
      Ogni cittadino produce annualmente circa 100kg di rifiuti speciali, di questi solo un 1kg viene da rifiuti radioattivi. La gran parte sono rifiuti a basso/medio radioattività che in qualche anno o decennio cessa. E stoccabili piuttosto facilmente in luoghi sicuri.
      Solo 11gr sono rifiuti ad alta radiottività ( per centinaia di anni ).
      Ripeto 11 grammi anno per abitante. In pratica una vita di consumo di energia nucleare produce un bicchiere di scorie.
      E stiamo parlando della tecnologia ordinaria, non dei nuovi reattori di quarta generazione che migliorano drasticamente questo dato.

      Rendiamoci conto che da un 1kg di uranio di ottiene la stessa energia che si ottiene da 1200 tonnellate di gas, o 3000 di carbone.
      Dove stocchiamo le immense scorie “così serenamente non radioattive” di sta roba ?
      Ce le respiriamo e devastiamo l’ambiente.
      E’ più pratico e rasserenante?
      Siamo certi?

      Se la Francia avesse usato centrali a gas o carbone al posto di centrali nucleari per produrre i suoi 75 TWh ?
      Stando alle stime più affidabili sulla mortalità delle fonti energetiche dal 1970 ad oggi 35.000 morti con centrali a gas, circa 400.000 con centrali a carbone.
      Circa le nostre paure sulle scorie, ancora una volta … siamo certi?

      Chiaramente se da sole le altre rinnovabile potessero risolvere il problema non staremmo neanche qui a parlarne. Purtroppo non è così ad oggi. Aiutano e ben vengano ma non possono risolverlo fino a quando il problema dello stoccaggio energia rimane aperto.
      E dove si chiude una centrale nucleare se ne deve aprire una a gas o carbone, come accaduto in Germania nonostante un dispiegamento impressionante di energia eolica.

      • Rispondo a lei, ma anche ad altri lettori. L’affermazione secondo cui le rinnovabili non possono soddisfare interamente il fabbisogno energetico, che lei e altri danno per assodata, non lo è affatto. Gli obiettivi di decarbonizzazione europea al 2050 non prevedono altro che fonti rinnovabili, con una quota di nucleare immutata rispetto all’esistente. E i piani energetici italiani lo stesso: https://www.vaielettrico.it/terna/. Senza contare che le tecnologie innovative, spesso invocate dai chi sostiene il nucleare, arriveranno anche per lo stoccaggio e per le rinnovabili

        • Stra consiglio articoli ed elenco lettura.
          Troverete:
          Su articolo linkato: Numeri alla mano delle quantità di materiali e terre rare per le rinnovabili. (Lo so che qui quel signore è odiato ma le campane vanno sentite tutte e ne vale la pena per capire il resto)
          https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2021/05/07/rinnovabili-auto-elettrica-iea/

          Su post: commento parzialmente negativo del suddetto articolo
          Qui:
          https://www.facebook.com/AvvocatoAtomico/posts/292676099065254

          Successivamente:
          Energiewende dagli scarsi risultati:
          https://www.facebook.com/AvvocatoAtomico/posts/281693790163485

          Per chi vuole i video colorati, uno YouTuber molto seguito:
          https://youtu.be/EhAemz1v7dQ

          Aggiungo che IPCC (citato da Greta, di Caprio…) inserisce il nucleare nella transizione energetica.
          Che recentemente l’europeo JRC ha espresso parere positivo riguardo al nucleare.

          Ciao!

          • Matteo, la prego, non continuia a likare compulsivamente articoli, siti, pagine facebook già richiamate da altri lettori. Lei sta facendo solo una gran confusione. Il primo dei link, per esempio, è scritto da una persona che non odiamo affatto, tant’è vero che l’abbiamo messa a confronto con Armaroli sul nostro canale Youtube https://www.vaielettrico.it/cattura-della-co2-o-rinnovabili-le-versioni-di-armaroli-e-mariutti/. Ha avuto modo di esprimere le sue idee ma a nostro giudizio non è stato convincente. Tutto qui. Capirà che non è questa la sede per fare altrettanto con tutti i testi che lei richiama. Prendiamo atto che resta della sua opinione e che preferisce dar credito allo ” youtuber molto seguito” e finiamola lì.

          • Ultima cosa poi sparisco: leggere l’ultimo libro di Bill Gates sul clima.

            State parlando di nucleare… se questa non è la sede.

          • Mai! Ho scritto in fretta e non volevo dare quel tono.
            Se ho un auto elettrica è grazie a voi e ve ne sarò grato a lungo. Leggo la recensione!

          • Complimenti per l’auto elettrica. E grazie per avermi costretto a riprendere in mano il libro di Gates, che avevo letto senza prestare eccessiva attenzione al capitolo nucleare. Dice chiaramente che non può essere l’attuale tecnologia nucleare la soluzione del rebus energetico. Quindi ne ammette tutti i limiti, su cui abbiamo discusso in questo dibattito (e che qui, a mio parere, molti sottovalutano). Io penso che gli sforzi della scienza dovrebbero indirizzarsi verso il nucleare a fusione cercando di accelerare lo sviluppo per avere risultati concreti un pò prima del 2050. Analogamente penso che innovazioni significative potrebbero arrivare dallo stoccaggio (batterie e idrolizzatori) e soprattutto dalla fotosintesi artificiale. Proprio su quest’ultimo settore sta lavorando il team internazionale di ricerca coordinato dal professor Nicola Armaroli.

        • Le faccio una domanda più precisa.
          Non relativamente a quanto sarà possibile fare nel 2050 ma adesso.
          E’ ipotizzabile ora dismettere una centrale a carbone di 1GW con un mix di soluzioni rinnovabili eoliche/solari ?
          Intanto le scrivo la risposta che mi sono dato io.
          Per farlo considerando il basso capacity factor di eoliche/solare è necessario avere installazioni dai 4 ai 7GW. Qualcosa di incredibilmente colossale insomma.
          Il risultato è che anche nella verde, ventosa e eolica Germania hanno dismesso una centrale nucleare e hanno dovuto riaprirne una a carbone.
          Mi auguro sia una situazione provvisoria di una decina di anni. Ad ogni modo questo è quello che succede chiudendo la porta al nucleare, anche con tutta la volontà, capacità tecnica e migliori risorse.

          Le rinnovabili miglioreranno e nuove tecniche di stoccaggio risolveranno il problema del capacity factor?
          Ne sono convinto. Non domani però.
          C’è solo un problema, il pianeta non sembra avere tutta questa pazienza.
          Report IPCC assegna al nucleare il suo giusto ruolo, senza demonizzarlo, ne esaltarlo e comprendendo che nella forma attuale può presentare dei grossi problemi di accettazione sociale.

          • In questa intervista https://www.vaielettrico.it/cingolani-alla-gabanelli-nellauto-lelettrico-ha-gia-vinto/ il ministro Cingolani dice che da qui al 2030 dobbiamo installare in Italia 6-7 GW di rinnovabili all’anno. E’ esattamente ciò che serve per chiudere definitivamente le 7 centrali a carbone italiane, che oggi producono fra il 5 e il 10% del nostro fabbisogno elettrico, arrivando fra dieci anni a produrre con le rinnovabili oltre il 50% dell’energia consumata. Con altri interventi di efficientamento energetico, nei trasporti, nell’industria e nel residenziale dovremmo arrivare ad abbattere del 55% le emissioni di CO2 (1990=100). Oggi siamo a -18%. Cito cifre a memoria, ma le grandezze sono grosso modo queste.

  30. Io direi che anche immaginando la massima sicurezza possibile, il nucleare presenti due problemi divenuti ormai molto evidenti. Il primo è che si bara sui costi e i tempi di realizzazione delle centrali e della chiusura del ciclo, che se correttamente valutati mandano il nucleare abbondantemente fuori mercato rispetto alle rinnovabili. Il secondo è che ormai si va verso la produzione distribuita e le reti intelligenti e flessibili, che rappresentano una infrastruttura concepita in modo diametralmente opposto rispetto al nucleare. Penso che ormai l’era nucleare sia finita, malgrado la necessita di soddisfare la domanda di elettricita con le rinnovabili sia ancora una sfida da vincere.

  31. Le risposta sono date come se si dovesse utilizzare solo il nucleare come unica fonte di energia. Ma non è così. Deve essere integrata con le rinnovabili (che di rinnovabili han solo il nome) e qualsiasi modo efficiente, soprattutto per ridurre CO2 che continuano a buttare fuori.

    Inoltre tutte le risposte non fanno dato e quando Fanno paragoni li estremizzano sempre.

    Se si vuole una idea più chiara sul nucleare è meglio approfondire.

    Il mondo non è bianco o nero, ma pieno di grigi .

    • Che bello leggere una risposta equilibrata. Ha proprio ragione, questo mondo di grigi va approfondito, ma non è,almeno per me, semplice

    • Bravo.
      Qualche elemento e uno stimolo ad approfondire per Andrea ed altri.

      “La combustione degli idrocarburi causa morti ogni anno.
      Stando alle stime più generalmente condivise sulla mortalità delle fonti energetiche possiamo dire che, se la Francia avesse ottenuto quei 12.500 TWh bruciando gas [al posto del nucleare], dagli anni ’70 ad oggi sarebbero morte 35.000 persone in più.
      Se invece si fosse usato il petrolio i decessi sarebbero stati 230.000, mentre col carbone i numeri variano tra 320.000 e 410.000 – l’ultimo valore è relativo alla lignite, che è un carbone particolarmente inquinante ancora utilizzato in Germania e in Polonia.” ( Luca Romano )

      Ora.
      Mettiamoci pure tutte le criticità ( vere o presunte ) del mondo ma questo è un argomento poco contestabile.
      Per quel che mi riguarda già basta per mettere un po’ in pausa le nostre presunte convinzioni sui rischi del nucleare e approfondire prima arrivare a sentenze definitive.

  32. Io aggiungerei, dati i tempi e la guerriglia perpetua che infesta il mondo, anche il problema della sicurezza; un conto è il danno che un kamicaze può fare a una centrale eolica o fotovoltaica, altro quello provocato dall’attentato a una centrale nucleare.

  33. Il nucleare sarebbe la risposta perfetta ma ha alcuni difetti:
    – è economicamente conveniente solo se si ammortizzano i costi costruendo molte centrali (come fa la Francia): diversamente, costruire solo un paio di centrali, è antieconomico
    – non andrebbe mai affidata la gestione ai privati (il Giappone insegna …) ma al pubblico
    – con l’abbattimento dei costi delle rinnovabili il vantaggio del nucleare si è molto ridotto
    – sindrome nimby, nessun comune vorrebbe centrali sul suo territorio

    Il problema di gestione delle scorie è sopravvalutato (un sito va comunque costruito perché deve gestire come i rifiuti radioattivi di tipo ospedaliero) e se le cose si fanno bene non ci sono rischi. I rischi di incidenti sono inesistenti, è una tecnologia sicura.

    Il problema di “rigidità” è un finto problema, perché l’energia in eccesso la si può usare benissimo per produrre idrogeno verde. Anzi: gli scienziati dicono che sarebbe banale utilizzare proprio le centrali nucleari per produrre solamente idrogeno in quantità abbondanti e a prezzi molto competitivi.

    E’ anche vero però che “a breve” (30 anni?) avremo la fusione nucleare, sulla quale sono molto avanti i test sia in Europa che in Cina: è il nucleare che mette tutti d’accordo perché non ha l’aspetto scorie tanto mediaticamente evidenziato.

    Personalmente non credo sia una buona strategia iniziare oggi a ricostruire centrali nucleari sui territori che non ne hanno (come l’Italia): al massimo, si potrebbe fare un accordo vantaggioso con la Francia, per costruire lì da loro nuove centrali nucleari per alimentare l’Italia e i paesi confinanti (come di fatto già avviene perché se controllate il mix energetico dell’Enel oggi noterete che dichiara ufficialmente che una parte dell’energia che viene utilizzata sul suolo italiano è di origine nucleare).

  34. Certo che può, io Le sto offrendo un punto di vista di esperti, per professionalità dovrebbe accettare le critiche e quindi seguire i consigli della community, sbaglio?

    • Sbaglia. Le critiche, quando sono educate, si pubblicano (come vede lo stiamo facendo). Prenderle per oro colato è tutt’altra cosa. Anche perchè questa community, che è la nostra, mi sembra più propensa ad ascoltare Nicola Armaroli che l’Avvocato Atomico. Non tiri in ballo la professionalità, per favore, perchè quello è terreno che non conosce, e non le compete.

      • Vero. Giusto non prendere per oro colato blog a supporto nucleare. Vale per tutto.
        Si osserva di prendere in considerazione i suggerimenti che emergono da IPCC ( che non bandisce il nucleare, tutt’altro ).
        E mi pare che questo sito e community siano propensi ad accoglierli.
        Ad ogni modo questo articolo mi sembra un primo passo per aprire una discussione. Che c’è stata nei commenti.
        Quindi grazie intanto.

        • Non abbiamo verità rivelate. E abbiamo la fortuna di avere una community da cui arrivano commenti di grande spessore, che bisogna avere l’umiltà (noi per primi) di leggere con attenzione. Anche cambiando idea, se altre tesi sono più convincenti delle nostre.

  35. Pienamente d’accordo con quanto scritto nella risposta. Oggi non ha senso, con le tecnologie rinnovabili attuali. Ma all’epoca votai a favore e non me ne pento, perché avremmo avuto una transizione meno traumatica, senza dipendere completamente di colpo dal metano russo o arabo.

    • Mah, anche io ho votato contro il nucleare a quel tempo, ma informandomi mi sono reso conto che ci sono false notizie sul nucleare. Provate a seguire il canale dell'”Avvocato dell’atomo” su Facebook…

      • Guardi che l’Avvocato atomico è già stato citato da una decina di commenti precedenti. Manco fosse la Bibbia.

        • Provo a riproporre, alla fine Lei è andato a informarsi oppure non Le va semplicemente giù l’idea di potersi informare da veri esperti del settore? O le dà troppo fastidio il nome della pagina? O non apprezza Watchmen e non digerisce il dottor Manhattan usato come foto profilo per l’effetto Čerenkov?

          • Tutto molto più semplice: ho scelto di condividere le opinioni di Nicola Armaroli. Posso?

      • sono tutti siti poco seri. li ho letti e sostenevano cose inverosimili. su quello che cita lei si arrivava a sostenere che il nucleare aiuta l’emancipazione delle donne (perché si produce energia elettrica che fa tanto bene….). davvero demenziali. oltretutto spesso si basano su informazioni divulgate da enti di propaganda pro nucleare che ne hanno scritte di tutti i colori in passato e sono stato puntualmente sconfessati dalla scienza, come l’ente internazionale per l’energia atomica, che per anni ha sostenuto che non c’erano evidenze di correlazioni fra radiazioni nucleari e maggior incidenza di cancro, leucemia e malformazioni fetali. Cose, insomma, che non stanno ne in cielo ne in terra ma che i siti che lei cita prendono acriticamente (e contro ogni evidenza) per buone

  36. Visto che si citano i miei testi, aggiungo una nota.
    Il nucleare è il più colossale fiasco industriale della storia. A parte i due incidenti catastrofici che ne hanno minato per sempre l’accettabilità sociale (senza la quale non si può fare nulla, neanche una fabbrica di cioccolatini, e tantomeno nel 2021), il nucleare è stato sconfitto dal mercato. Suggerisco un test per chi vuole tornare al nucleare: mettetevi a cercare qualcuno che sia disposto a finanziare un impianto nucleare in un paese a economia di mercato. Quando lo avrete trovato, allora potrete tenere vivo il sogno di costruire un sofisticatissimo e complicatissimo bollitore d’acqua che produce elettricità, lasciando tracce ai posteri per decine di migliaia di anni. Penso però che possiate risparmiarvi la fatica. Tutto sommato è più divertente ascoltare le argomentazioni di Avvocati di cause perse. Anzi, straperse.

    • Mi fido del fatto che lei sia quel Nicola Armaroli, ma non mi interessa molto sapere se sia un fake o meno, se pensa che il Nucleare sia un fallimento completo non riesco a spiegarmi le migliaia di ingegneri nucleari che l’Italia in particolare, ma non solo ovviamente, con i suoi Politecnici di Milano e di Torino forma ogni anno, com’è possibile? E l’IAEA, ente dell’ONU per l’energia nucleare, lavora per niente? L’India che sta finalmente iniziando a decarbonizzarsi puntando sul Nucleare e sulla tecnologia degli autofertilizzanti per il ciclo chiuso del combustibile? Questi sono gli esempi di cui chiedeva. Si informi meglio, e basta sputare contro il Nucleare.

      • No guardi Mattia, lei sta parlando di un’altra cosa. Le agenzie internazionali e i tecnici del settore dovranno esistere per sempre perchè ci sono centinaia di centrali elettriche da sorvegliare e smantellare, decine di centri di ricerca che fanno uso di sorgenti radiogene per molteplici scopi, migliaia di presidi di medicina nucleare, migliaia di aziende che usano radiazioni per varie applicazioni industriali e, dettaglio non da poco, migliaia di testate nucleari che possono incenerire il pianeta centinaia di volte. Quindi quelle agenzie e quei tecnici hanno il loro bel da fare e sono preziosissimi.
        Altra cosa sono NUOVI progetti di centrali nucleari in paesi a economia di mercato. Semplicemente non esistono. Io non voglio convincerla di nulla, ma lei provi almeno a chiedersi perchè. Ci sarà un perchè. O no?

        • Aggiungo a quanto dice Mattia per N.Armaroli e M.Degli Esposti.
          – IPCC stesso indica che il nucleare deve essere preso in considerazione per combattere il cambiamento climatico.
          Non capisco perché si debba lottare per supportare quanto affermato da IPCC e combattere i negazionisti. E poi ignorare questo fatto circa il nucleare. Anche Greta Thunberg ha dichiarato che non le piace questa soluzione ma si affida a quanto propongono gli scienziati di IPCC.

          – Mi spiace ma è FALSO affermare che “NUOVI progetti di centrali nucleari in paesi a economia di mercato. Semplicemente non esistono”. O quantomeno non è una semplificazione accettabile.
          In costruzione ci sono 52 centrali ( di cui 13 Cina e Russa, se proprio vogliamo fare questa distinzione ) per un totale di 54.515 MWe. Più altri 157 impianti pianificati e 351 proposti.
          Il fatto che Italia ( da tempo ), Svizzera e Germania abbiano abbandonato questa strada non significa che il mondo intero lo abbia fatto. Nemmeno il Giappone. Dopo anni di stop ha ripreso ad investire in questa strategia.

          Allo stato attuale le altre rinnovabili non hanno il potenziale per soddisfare il fabbisogno globale energetico per il basso capacity factor. Se troveremo una soluzione valida e scalabile allo stoccaggio sarà un altro film forse.
          La domanda è: possiamo permetterci di aspettare ? Non credo.
          Nel frattempo quando chiudi una centrale nucleare devi aprirne una a gas o carbone ( come è accaduto in Germania ). Non mi pare un gran passo avanti.

          Vogliamo parlare dei rischi del nucleare. Parliamone, i dati ci sono.
          “La combustione degli idrocarburi genera, come sappiamo, inquinamento e incidenti, che causano morti ogni anno.
          Utilizzando le stime dell’Università di Oxford sulla mortalità delle fonti energetiche possiamo dire che, se la Francia avesse ottenuto quei 12.500 TWh bruciando gas, dagli anni ’70 ad oggi sarebbero morte 35.000 persone in più.
          Se invece si fosse usato il petrolio i decessi sarebbero stati 230.000, mentre col carbone i numeri variano tra 320.000 e 410.000 – l’ultimo valore è relativo alla lignite, che è un carbone particolarmente inquinante ancora utilizzato in Germania e in Polonia.”

          • intanto ragioniamo sul fatto che non è che in tutto il mondo se rinunciano al nucleare allora passano tutto al carbone. Ci sono anche soluzioni meno impattanti tipo quelle a gas, inoltre richiedono tempi di realizzazione di pochi anni e non decenni.
            Mi piacerebbe capire se esistono studi affidabili sul costo effettivo di una centrale nucleare dalla a alla z (progettazione\costruzione\manutenzione\smantellamento ed estrazione\smaltimento uranio\etc) perché mi pare di capire che si parli di moltissimi miliardi di €, che potrebbero essere investiti ad esempio in efficientamento energetico. EDF per fare un esempio sta mettendo “da parte” svariati miliardi per lo smantellamento delle centrali che sono arrivate a fine vita.

    • Ah, quindi la Francia e la Corea del Sud non sono economie di mercato? Gli UAE sono degli stupidi ad avere tanto petrolio (e direi altrettanto spazio per parchi solari a perdita d’occhio) e aver comunque fatto costruire dai Sudcoreani una centrale nucleare (a tempo di record tra l’altro)…mah, chi non dice che per la transizione energetica per la riduzione a zero della Co2 entro il 2050 avremo bisogno di aumentare sì la quota di rinnovabili ma anche quella di nucleare a fissione per i carichi di base (come dice la IEA in ogni tipo di scenario) è difficile pensare che non abbia interessi di parte…

  37. La fissione nucleare è intrinsecamente pericolosa, produce scorie ingestibili e incontenibili qualora finiscano nell’ambiente, ne sanno qualcosa ancora oggi a Cernobyl e a Fukuschima. Abbiamo il più grande reattore a fusione del sistema, il Sole, sfruttiamolo a dovere, molto più di quanto si fa oggi. Aspettando i reattori a fusione, già in costruzione in molti paesi…

    • Le scorie radioattive possono entrare nel ciclo chiuso del combustibile, nel percorso di riciclo attivo di uranio, plutonio e altri isotopi nei reattori autofertilizzanti e nella medicina nucleare. Stranamente e è l’energia che produce meno scorie di tutte, e parlo ovviamente dati dell’IAEA alla mano, perché questo non viene mai detto? Quando arriverà la Fusione saremo tutti contenti ma purtroppo nell’attesa non sono sufficienti le rinnovabili, la scienza lo dice da tempo. Si informi.

  38. Concordo con Matteo e altri che sono intervenuti a supporto.

    Anche io ho cambiato idea con il tempo informandomi sulla pagina “Avvocato dell’Atomo” e approfondendo i riferimenti offerti.
    Il nucleare purtroppo ha una valanga di informazione preconcetta e ostile basata su una irrazionale paura e forse su qualche interesse corporativo.
    E’ un dato di fatto anche ipotizzando che non sia la tecnologia ora idonea.
    Qualche critica è legittima come quelle espresse nell’articolo, solo trovo che abbiano esaustive e convincenti risposte.

    Probabilmente non è la tecnologia più promettente per il futuro lontano, tenerlo nel cassetto ora, sottoutilizzandolo ha dei drammatici effetti dal punto di vista ambientale e sanitario. Tra l’altro si sposerebbe benissimo con ascesa rinnovabili.
    E’ più di 10 anni che supporto e sono favorevole e credo alla transizione elettrica. Un potenziale enorme che già allora si preannunciava.
    Ho imparato che a volte alcune tecnologie non riescono ad esprimere il loro enorme valore per motivi non squisitamente tecnologici, senza che ci siano complotti di sorta.
    Questo è il caso del nucleare che ha ormai contro di sé uno sterminata racconto letterario/cinematografico che incute una paura atavica.

    Stimo Armaroli ma credo che si sbagli su questo fronte e vi invito ad aprire un dibattito con Luca Romano, gli altri autori della pagina segnalata e magari con esperti come Walter Ambrosini ( ordinario di Impianti Nucleari a Pisa autore del pezzo sotto)

    https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/fukushima-1.6116737

  39. Ero contro e non ho mai cambiato idea. È una posizione di principio. Il nucleare non è una scelta eticamente accettabile. Espone tutti (quindi gli altri da me) ad un rischio importante e lascia alle generazioni future (per migliaia di anni) le mie scorie, ed il tutto per soddisfare la mia cupidigia. Non potrei mai accettarlo. Di solito, a questa frase il nuclearista troll risponde che allora per coerenza non devo curarmi con la medicina nucleare. Sono stanco di rispondere ai pretesti. Oggi li accompagnerei tranquillamente a quel paese. Per inciso, i 6.2 sono i kwp che ho sul tetto. Non risolvono il problema, certo, ma vedo molto spazio libero in giro, e per favore non riprendiamo la solita storia dell’eroei negativo perché non è vero.

    • Approvo e sottolineo. Contro ero contro resto. Il nucleare non è difendibile né per noi né per i posteri. Basti pensare alle nostre misere ( rispetto a quelle di paesi più ricchi di nucleare) scorie nucleari che da trent’anni non sappiamo come smaltire, ne da soli né con l’aiuto di stati europei. Abbiamo avuto due gravi incidenti al mondo e non si sa ancora quando finiranno di fare danni. A Fukushima hanno deciso di scaricare in mare l’acqua radioattiva, a Chernobyl sembra che il cassone di contenimento cominci a fare gravi segni di cedimento. Auguri.

  40. Sono curioso di saperlo anche io che avranno combinato le rinnovabili di disastroso?? I materiali rari per la produzione??? Va bene discutere ma sembra quì si degenera nelle risate 😀 😀 non è che ci sia un premio a chi la spara più grossa 😀 😀 😀

  41. Mai lette tante imprecisioni sul nucleare tutte insieme, probabilmente tutto confutato dalle prime tre FAQ della pagina dell’avvocato linkata da altri.
    Personalmente, visto lo svantaggio competitivo che abbiamo accusato in Italia anche grazie alle scelte in materia di energia, auspicherei al più presto il ritorno all’utilizzo dell’energia nucleare, magari basata sui mini reattori di quarta generazione che riescono ad usare come combustibile gli scarti dei reattori odierni. Magari essere come la Francia: https://www.electricitymap.org/map in questo momento segna 47g CO2/KWh, contro i quasi 200 della Germania (che riesce in questo pur essendo al 69% di energia da rinnovabili).

    • Ma dove ha letto che la Germania è al 69% di energia rinnovabile? Su Avvocato Atomico? Le statistiche ufficiale dell’Unione Europea e dell’IEA dicono che la Germania ha prodotto il 46% da rinnovabili nel 2019, contro il 40% dell’Italia. Ma essendo il rimanente in gran parte da Carbone, mentre in Italia quasi il 50% proviene dal gas, il mix energetico tedesco è peggiore del nostro sotto il profilo delle emissioni di CO2. Mi dica quali sarebbero le imprecisioni nel mio articolo.

      • Perché non accetta un confronto con gli esperti de l’Avvocato dell’atomo sul tema? è gestita da fisici e ingegneri che fanno divulgazione sul tema da più di un anno. Se non è disposto a mettere in gioco la sua posizione, questa diventa ideologica e significa che teme di essere confutato, non crede? Li contatti, loro sono sempre disponibili a confrontarsi con chi ne sa di meno.

  42. Assolutamente favorevole al nucleare (ma purtroppo votai la cancellazione all’ultimo referendum)
    Articoli consigliati sulla pagina “Avvocato dell’atomo” su Facebook o Instagram. Vi faranno cambiare idea, con numeri inconfutabili e aggiornamenti quasi quotidiani.

    Da chi vi fate ricaricare le auto elettriche di notte o in inverno?

    • Magari dal vento o dall’idroelettrico. Non sapevo che in inverno fosse sempre bonaccia e i bacini idroelettrici fossero a secco. Anzi, pensavo il contrario

      • Infatti massimo (le batterie ovviamente non servono a nulla)… certe volte i miei occhi non credono a ciò che leggono….

        • Sul sito FB ci sono già i calcoli e i costi delle batterie per la risoluzione eventuale del problema con SOLO rinnovabili. Improponibili. Tamponare i MWh che servono all’Italia sono ordini di grandezza davvero non paragonabili.

          Il nucleare non dovrà sostituire le rinnovabili ma affiancarle.
          Date una letta, ne vale la pena.

          PS: I discorsi dei costi nucleare e dei problemi scorie sono i primi affrontati e i primi a cadere.

          • Con tutto il rispetto è stato postato un post su facebook in un gruppo in cui sono presente proprio citando “l’avvocato dell’atomo” e leggendo diciamo che diverse cose scritte sono alquanto stravaganti, cose scritte preciso e non numeri quindi l’affidabilità e la stima dopo aver letto non è molta.

    • su che base le affermazioni di questi signori sarebbero inconfutabili? sono forse loro i depositari della verità? rispetto e leggo le affermazioni di tutti e sono tutte inconfutabili , a loro dire, ma dove stà la verità penso che al momento pochi siano in grado di poterla esprimere con convinzione per tutto sembra ci sia un pro e un contro. ma nessuno ha in mano nessuna certezza snocciolano numeri così a random pur di sostenere le proprie convinzioni, io nel mio piccolo ascolto (leggo) e cerco di prendere quante più nozioni possibile senza criminalizzare ne l’una ne l’altra convinzione sperando di potermi fare una idea più vicina possibile alla realtà.

  43. I giapponesi sono tutt’altro precisi e perfetti e chi li idealizza è perchè non li conosce. Il Kobe Steel scandal è uno dei molti esempi. Da quel punto di vista tutto il mondo è paese: mi fido molto di più delle normative europee perchè ci sono più attori in gioco con interessi molto diversi.

    Detto questo ho una Tesla da 2 anni e sono convinto che l’elettrificazione sia la soluzione all’inquinamento cittadino ma sono anche pro nucleare perchè non vorrei che per soddisfare il fabbisogno costruissero altre centrali a gas.

    Sul rischio guardate cosa è successo a Jharia con il carbone. E il fatto che il NOx sia più difficile da misurare rispetto alla radiottività non significa che faccia meglio: preferirei vivere vicino ad una centrale nucleare che vicino ad una che brucia combustibili fossili.

    Sulla questione costi ne ha parlato abbondantemente L’Avvocato dell’Atomo (pagina FB gestita da un fisico e da un ing. energetico che consiglio di seguire): sono elevate per via dei tassi di interesse alti dovuti al rischio di investimento nel costruire una centrale che potrebbe venire bloccata per effetto NIMBY https://www.facebook.com/AvvocatoAtomico

    Il punto fondamentale è che dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili il prima possibile.
    Secondo me la fissione è una buona soluzione “provvisoria” in attesa di fusione (che comunque produce scorie radioattive) o di altre scoperte che faremo in futuro. Sicuramente meglio che produrre idrogeno blu e poi ribruciarlo per produrre elettricità.

    • Sarò antiquato, però di solito,a supporto delle mie affermazioni, amo citare un libro scritto da uno scienziato accreditato. Vedo invece che i miei gentili contestatori linkano pagine Facebook. O tempora…

          • Vabbè è una pagina che non punta a fare divulgazione, il nome direi che ci sta benissimo. Hanno anche proposizioni un po’ più divertenti di altre pagine più rigorose ma proprio per questo riescono ad arrivare a più persone. Poi è comunque gestita da un fisico e da un ingegnere energetico, affiancato da una studentessa di lettere mi sembra e un’altra di comunicazione, quindi hanno anche grafiche e approcci molto più efficaci, resta comunque che linkano le risorse di qualsiasi loro affermazione, a differenza ad esempio di questo articolo. Esempio un disastro nucleare può essere grave ma considerato cosa hanno causato le rinnovabili e le energie fossili non punterei il dito contro il nucleare

          • Questo articolo, che lei evidentemente non ha letto, invita alla consultazione di un libro scritto da due accademici delle scienze; è un best seller giunto, credo, alla sesta edizione. Senza nulla togliere all’AvvocatoAtomico, mi pare che l’autorevolezza internazionale di Armaroli e Balzani sia fuori discussione.

          • Intanto lei che titolo di studio ha per parlare di Energia Nucleare? È giornalista economico, non ingegnere Nucleare né Fisico Nucleare (nemmeno Fisico Medico). Nicola Armaroli è Chimico e, mi creda, lo stimo molto e ho anche una copia del suo libro (autografata!), ma le cose sono cambiate rispetto ai tempi di Chernobyl e Fukushima. Ogni anno muoiono milioni di esseri umani a causa delle fonti fossili e anche alle stesse rinnovabili (le terre rare di cui sono composti in gran parte Pale Eoliche e Pannelli Solari mietono vittime nei paesi del terzo mondo), non una sola persona muore a causa del Nucleare dai tempi di Chernobyl, a Fukushima tutti i morti sono stati causati dalla disinformazione e dal conseguente panico.

          • Lasci perdere i miei titoli di studio, Mattia. Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani hanno rieditato e rivisto “Energia per l’Astronave Terra” nel 2017, ed è da questa edizione che ho tratto le argomentazioni per il mio articolo. Altro che Chernobyl.

          • No non direi che vanno lasciati perdere, e ripeto, Armaroli è chimico, non un ingegnere, non un fisico, di nucleare ne sa quanto io (studente di Fisica e futuro specializzando di Nucleare) ne so di genetica, infatti non mi azzarderei mai ad entrare in un ambito che non mi compete. Ho appena rispolverato il capitolo del libro che parla di nucleare e non vi è alcun accenno ai reattori della 4ª generazione, agli autofertilizzanti, agli small modular reactor, perché nel 2017 era ancora tutto in costruzione. La scienza ormai da tempo ci dice che puntare tutto sulle Rinnovabili è impossibile, per salvarci dobbiamo riabbracciare il Nucleare. E questo articolo è pieno di disinformazione.

          • “Di nucleare ne sa quanto io” (sic): non le sembra di essere un po’ arrogante?

          • L’articolo l’ho letto e come fonti viene solo linkato un libro. Mentre appunto per ogni affermazione su de l’avvocato atomico vengono sempre linkate le fonti. Riguardo i danni delle rinnovabili beh che dire
            Ci sono stati due incidenti nucleari:
            Fukushima, 1 morto non accertato
            Chernobyl, 40 morti subito e 4k nella peggior stima da allora ad oggi

            Per citare due soli incidenti di rinnovabili che uccisero più gente
            Diga del Vajont, 2018 morti e distruzione istantanea di un paese
            Disastro della diga di Banqiao, 171kmorti e relativa distruzione di tutto intorno.

            Ora si potrebbe dire “beh ma sono solo due incidenti”, esatto, sono solo due incidenti rinnovabili come due del nucleare. L’unica differenza è che il nucleare ha portato molti meno morti e in molto più tempo.

            Un’inesattezza nell’articolo ad esempio è la vita delle centrali, adesso ci sono centrali, moltissime, che vanno anche per 60/80 anni grazie alle tecnologie moderne di manutenzione. Le scorie? Certo un problema, ma grazie alla ricerca possiamo riutilizzarle e ridurre di molto la loro attività
            Problemi di decomissioning? Con le nuove centrali no, sono obbligate a risparmiare i soldi durante la loro vita operativa per poter essere smantellate, come costi riescono a offrire prezzi energetici competitivi con quelli delle rinnovabili. Ecosostenibilità? Bastano poche centinaia di tonnellate di uranio per anni, servono centinaia di tonnellate di carbone al giorno, mentre le rinnovabili utilizzano terre rare, eticamente un casino.

            Onestamente io non vedo tutti sti contro al nucleare, soprattutto se consideriamo che non riusciremmo a installare abbastanza energia rinnovabile entro il 2050

          • Ah, quindi la Francia e la Corea del Sud non sono economie di mercato? Gli UAE sono degli stupidi ad avere tanto petrolio (e direi altrettanto spazio per parchi solari a perdita d’occhio) e aver comunque fatto costruire dai Sudcoreani una centrale nucleare (a tempo di record tra l’altro)…mah, chi non dice che per la transizione energetica per la riduzione a zero della Co2 entro il 2050 avremo bisogno di aumentare sì la quota di rinnovabili ma anche quella di nucleare a fissione per i carichi di base (come dice la IEA in ogni tipo di scenario) è difficile pensare che non abbia interessi di parte…

          • Lei insiste un pò troppo. Non avrà interessi di parte sul business del nucleare?

          • Vedo che prende le difese di Armaroli senza argomentare, mostrando una evidente difficoltà. E’ evidente che in questa pagina, che ha fini nobili e divulgativi sulla tecnologia dell’auto elettrica che anche io sposo, quando si parla di fonti energetici, il regime è quello del pensiero unico (quello di Armaroli). Riguardo alla sua allusione, mi spiace deluderla ma non ho alcun coinvolgimento nel business del nucleare, pur essendo un ingegnere e anche un libero cittadino che pagherà scelte politiche orientate solo da una certa parte…può cercare su google il mio nome e cognome aggiungendo anche “Rio 2016” e capirà che il mio campo è totalmente un altro.

          • Le allusioni sono le sue, caro ingegnere. Il professor Armaroli, direttore di ricerca del CNR e membro dell’Accademia nazionale delle scienze, non ha alcun bisogno della mia difesa e ha argomentato millanta volte le sue affermazioni in lavori divulgativi divenuti best seller (Leggi). Si può essere d’accordo o no, ma resta il fatto che il nucleare in Italia è stato bocciato da due referendum. Anzichè recriminare su scelte scellerate (non le definisca sprezzantemente “politiche”, bensì “democratiche”), mi sembra più produttivo mettersi al lavoro per progettare un futuro a zero emissioni senza nucleare, ancorchè probabilmente più difficile da realizzare. Per concludere: il piano di decarbonizzazione europeo Green Deal prevede una quota di produzione elettrica nucleare corrispondente alla capacità attualmente installata.

          • Lungi da me mettere in discussione il curriculum di Armaroli, ma il fatto che abbia scritto un “best seller” non significa che proprio tutto quello c’è scritto sia corretto, tantopiù se argomenti da fisico sono scritti da un chimico, per quanto esperto del CNR. Io ad Armaroli ho solo risposto alla questione del nucleare non conveniente nelle economie di mercato. Lei però poco sopra non è stato altrettanto rispettoso con un fisico, che non avrà il curriculum di Armaroli, ma ha una laurea e un master in comunicazione scientifica, e definirlo, in modo che sembra dispregiativo, solo “Youtuber” e scherzando sul nome “Avvocato atomico” scelto per la pagina (di divulgazione scientifica come questa vostra) non depone dalla parte della sua tanto sbandierata onestà intellettuale. Eppure proprio voi, che dovete spesso controbattere ai detrattori dell’auto elettrica che parlano per frasi fatte o argomenti totalmente superati sull’argomento e ignoranza, dovreste sapere che al mondo non esistono i tuttologi, non lo sono neanche i premi Nobel, e che su ogni argomento chi ne fa oggetto di studio serio e lavoro dovrebbe meritare più credito. Riguardo infine ai Referendum italiani sul nucleare (che non sono vincolanti per una eventuale decisione politica di includere il nucleare come fonte energetica futura), io la definirei “falsa democrazia” chiamare il popolo a decidere su argomenti così complessi, per di più sull’onda emotiva creatasi dopo pochissimo tempo dagli unici due incidenti nucleari della storia (il terzo, Three Mile Island, non ha praticamente avuto nessuna conseguenza). Ma tant’è…si chieda come mai non è previsto fare referendum su scelte economiche come ad esempio l’uscita dall’Euro (per il quale le dico già che sarei contrario prima che si attacchi a questo per non rispondermi sugli argomenti del dibattito)…

          • I risultati elettorali spesso mi terrorizzano, soprattutto se frutto di campagne demagogiche su argomenti ostici per il 95% degli elettori, come l’economia, la giustizia, il diritto costituzionale. Non per questo oso parlare di falsa democrazia, ben sapendo che nulla di meglio è possibile. Cito Churchill: “la democrazia è il peggior sistema di governo, fatta eccezione per tutti gli altri”. Quindi accetti il volere popolare, benchè si ritenga superiore al popolino. Non discuto sulle competenze dell’avvocato atomico, ma se consente mi chiedo per esempio se un fisico nucleare ne abbia a sufficienza per valutare la competitività economica di un sistema di generazione. Francesco Starace è un ingegnere nucleare ed è amministratore delegato di Enel. Sostiene che investire nel nucleare oggi non ha senso.

      • Io non mi ritengo affatto superiore (e popolino lo definisce lei, non io), anzi ritengo che, nonostante gli studi ingegneristici, se non avessi studiato con passione l’argomento nucleare, non sarei in grado di decidere cosa sia meglio o peggio (nel 2011 ho votato a sfavore perchè ho seguito le mia paura ignorante)…e non si può immaginare che su ogni referendum le persone dedichino il tempo di studio come quello di un appassionato…le chiedo se lei sui recenti Referendum sulla giustizia, si sentiva preparato come un appassionato di Giurisprudenza, o un avvocato o un magistrato? Come è andata a finire lo abbiamo visto tutti…a mio parere i Referendum non devono essere la risposta alle negligenze e gli attendismi tattici della politica…Posso immaginare come possa sentirsi in difficoltà un cittadino con una istruzione media italiana a certi quesiti (tra l’altro posti in modo complesso e non diretto come lo sono quelli italiani) , se non poi finire per ascoltare chi “gliela racconta meglio” o “gli è più simpatico”, oppure reagire condizionato “a caldo” da un evento descritto come il più catastrofico della storia…Starace risponde così perchè a lui non interessa fare cultura sull’argomento sperando che il sentiment cambi negli interessi dell’ambiente e del futuro…a lui, da CEO di una azienda grande come ENEL quotata in borsa interessa la direzione dei soldi e va dove fluiscono più facilmente e velocemente, senza troppe discussioni o dubbi.

        • Ok, la ringrazio per la conversazione. Il dibattitto c’è e continuerà a lungo. Diciamo che, non avendo competenze sufficienti ad esprimere un giudizio personale sull’argomento, trovo convincenti le argomentazioni di Nicola Armaroli.

          • E io ringrazio lei per aver stimolato il dibattito e il confronto da posizioni opposte. Io come altri che seguiamo questo canale (perchè crediamo molto nella transizione elettrica) e che la invitiamo a seguire canali dell'”Ambientalismo Scientifico” che abbiamo verificato essere seri e basati su fonti attendibili come l’Avvocato dell’Atomo – Ok, non lo cito più! 😉 – o “Nucleare e Ragione” o “la fisica che non ti aspetti” o altri simili, lo facciamo perchè anche noi prima davamo per scontate tante idee radicate, frutto della informazione mainstream (guidata o meno che sia, poco importa), che poi, una volta approfondite con pazienza, si sono rivelate sbagliate o, nel migliore dei casi, superficiali e pensiamo che chi voglia fare divulgazione su un argomento così complesso e sfaccettato come l’elettrificazione (come lo fate seriamente voi), con l’obbiettivo della decarbonizzazione e l’abbandono delle fonti fossili, abbia la necessità di fare lo stesso nostro percorso sull’approfondimento sia del nucleare che delle fonti rinnovabili, che non sono affatto in competizione, ma anzi in un sensato mix energetico sarebbero totalmente complementari. Da lì a diventare mainstream l’argomento ci vorrà un po’ di tempo, ma l’aumento (purtroppo) delle bollette energetiche e dei problemi climatici ci darà sicuramente una mano a far capire alle persone quanto un piano energetico a lungo termine, deciso senza timori ingiustificati e preclusioni dogmatiche sia una delle cose più importanti che i nostri governi, Italiano ed Europeo, dovranno affrontare.

  44. Purtroppo l’attuale tecnologia (arcaica) del nucleare e risultato di un periodo storico che ha privilegiato impianti capaci di generare uranio e altri materiali utili al comparto militare (e lo svantaggio di far fare ricerca ai militari, il fine e sempre la guerra, vedi il sistema GPS) se veniva incentivato lo sviluppo di reattori al torio o reattori a sali adesso non avremmo nessun problema di energia, probabilmente nemmeno ci saremmo disturbati con il fotovoltaico

    A questo punto in ogni caso conviene aspettare l’avvento della fusione nucleare, e tirarla avanti con le rinnovabili

    La tematica e molto vasta e va approfondita da questo sito che trovo con ottimi contenuti, bisogna però guardare il passato e il futuro senza il pregiudizio che spesso circonda il nucleare, a mio avviso il culmine della scienza e della tecnica umana.

    • Se lei paragona l’attuale tecnologia delle centrali a fissione a quelle di prima generazione, come se non ci fosse stata una evoluzione dagli impianti di Fukushima, costruita nel 1967, e di Chernobyl, centrale del 1970, costruita senza il tetto per prelevare materiale arricchito per scopi militari, ritenendola “arcaica” evidentemente il problema è che lei non sa proprio di cosa parla e dovrebbe informarsi, visto che al giorno d’oggi i mezzi e le fonti affidabili sono a disposizione di tutti.

  45. Sono un vecchio ingegnere nucleare, ormai in pensione, che nella vita, per vivere ha fatto tutt’altro. Sono profondamente convinto che senza nucleare non riusciremo mai ad eliminare le emissioni dia CO2. Le fonti rinnovabili vanno bene ma oltre ad essere estremamente onerose (almeno per ora) hanno l’enorme difetto di essere variabili e l’umanità non ha ancora scoperto un sistema veramente efficace per accumulare energia elettrica. Penso che se la paura, indotta dai verdi, per il nucleare non cesserà, saremo costretti ad assistere ad un inesorabile aumento di CO2 con il riscaldamento del pianeta che ne consegue.

    • Beh se lo dice lei allora siamo tutti più tranquilli… non è detto che essere del settore sia sinonimo di qualità e competenza io vedo in giro che ormai la competenza è una merce rara, ovviamente associata ad onestà intellettuale ma si sa che i conflitti d’interesse o gli interessi spadroneggiano nel mondo.

    • la sua tesi era legata
      al fatto che è meglio una energia infinita a costi bassi
      che energia finita a costi alti

      ovviamente in sicurezza

      sicurezza che con chernobyl abbiamo scoperto che era spesso inesistente
      e con fukushima , in mano a dio/natura e alla forza di uno tsunami , generato a migliaia di km

      lungi da me dire che il nucleare è inutile
      ci sono sommergibili a propulsione nucleare , che nessuno si sogna di dire che sono inutili
      come io nom mi sognerei di rinunciare a un generatore nucleare per applicazioni spaziali

      proviamo a immaginare cosa comporterebbe un disastro tipo chernobyl a montalto di castro

      l’Italia TAGLIATA IN DUE, a me una cosa del genere fa gelare il sangue ..
      soprattutto , perchè l’errore umano , non E’ NULLO ..
      “giocare” con la dinamite è pericoloso , l’umanità non è ancora abbastanza evoluta

      lo dimostrano gli incidenti “fantozziani” sulle centrali dismesse CHE ANCORA PAGHIAMO
      https://www.youtube.com/watch?v=Tjyu1XXk6bw
      ridiamoci per non piangere

  46. Ringrazio il me stesso di tanti anni fa per avere votato contro al nucleare con pochi elementi e tanta emotività. Oggi voterei ancora piu convinto e consapevole contro. I motivi sono bene espressi nell’articolo e nei commenti, ma per me è sufficiente il solo problema delle scorie per rinunciare all’opzione nucleare.

  47. Molto fuorvianti come informazioni. Il nucleare che lo vogliate o meno è la forma di energia che ci può salvare…ha molte meno criticità delle rinnovabili e il fatto che sia continua la produzione è un punto a favore e non un difetto come presentate. Ormai le scorie le riciclano nei reattori di 4 generazione

    • Continuate… ma che fuorvianti sono la realtà se leggeste un po’ d’informazioni a riguardo… Si salvare come i disastri che hanno combinato a chernobyl od altre parti. La serietà oltre tutto il resto è merce rara anch’essa!

  48. Eì vero che una centrale nucleare non emetter CO2, ma come si fa per le automobili, va valutato tutto il ciclo di vita, e su questo ci sono alcuni aspetti che non vengono presi in considerazione
    1) L’uranio si presenta in forma diluita in natura e per produrlo tra estrazione e lavorazione bisogna emettere molta CO2
    2) Costruire una centrale nucleare causa un emissione di CO2 superiore per la costruzione di una centrale standards, ci vuole più cemento, più ferro, più scavi
    3) Lo smaltimento delle scorie e la dismissione di una centrale nucleare c’è più lavorio e conseguente emissioni di CO2.

    Anche valutando la CO2 emessa in atmosfera da una centrale standard per la combustione di fossili, nel complesso siamo sempre lì li, invece noi dobbiamo ottenere consistenti riduzioni di emissione di CO2, fin quasi ad annullarle.

    Secondo me la strada giusta è sfruttare il tanto Sole che arriva sulla Terra, sopratutto in aree desertiche come il Sahara dove installare pannelli fotovoltaici e produrre Idrogeno verde da trasportare in europa attraverso gasdotti.

  49. Non si sa come certe persone fanno ancora commenti sul nucleare OGGI, si poteva accettare diverse decine d’anni fa… per il resto bravi voi di vaielettrico dicendo le cose come stanno cioè per costruire una centrale ci vogliono ingenti somme (parliamo di miliardi) per non parlare della manutenzione che proprio per sistemi di sicurezza sempre più rigidi e stringenti hanno fatto schizzare verso l’alto i costi, infine come scritto il problema delle scorie ma i costi da sopportare per molti anni a seguire…poi si dice sempre che il rischio è dietro le alpi, si questo è vero ma non per questo dobbiamo metterne altri in casa, anzi dietro casa! Oggi abbiamo le rinnovabili questa è l’unica (secondo me) strada negli anni a seguire!!! Bisogna “solo” efficientare le case e autoprodursi con impianto fotovoltaico l’energia, la tecnologia c’è e sta migliorando esponenzialmente sempre di più con l’abbassamento dei costi.

  50. per me resta valido il parere espresso da Rubbia in un talkshow , nell’era pre fukushima
    https://www.youtube.com/watch?v=gq2_pEPfBEI

    il nucleare basato sull’uranio è ANTIECONOMICO , perchè:
    1) la sicurezza necessaria OGGI non è quella di 50 anni fa
    2) perchè OGGI ancora non esiste un sistema sicuro per conservare o distruggere le scorie
    3) perchè l’uranio è semprie più raro e costoso , anche se è il materiale radioattivo più diffuso

    l’Italia si è salvata negli scorsi decenni grazie allo STORICO IDROELETTRICO ,dormendo sugli allori
    e sul metano Russo (che “stranamente” paghiamo di più nostante i politici italiani sono tutti amici di Putin)
    non ha avuto un piano di sviluppo delle rinnovabili all’altezza di paesi come PORTOGALLO e SPAGNA ma anche GRECIA
    l’italia ha lanciato una campagna per la riduzione degli sprechi energetici 110%
    poco capita dai cittadini che dopo più di un anno si chiedono ancora :”dove cavolo è la fregatura ?”
    campagna che ha senso , nelle aree dove le temperature scendono sotto i -10
    per tutti gli altri basterebbe energia rinnovabile a buon mercato nelle ore di punta

    OGGI che il costo della produzione fotovoltaica costa meno di quella delle centrali a gas

    • Guardi che sono a fissione anche le centrali al Torio che lo stesso Rubbia proponeva e che sono in fase prototipale in Cina e India…riguardo all’Uranio raro e costoso, dovrebbe fare un po’ di ricerca: Canada, Australia e Kazakistan ne possono produrre in abbondanza, oltre al fatto che se il costo aumentasse, diventerebbe probabilmente conveniente anche estrarlo dall’acqua di mare, tecnica che attualmente è fuori mercato proprio a causa del basso prezzo dell’Uranio (in rapporto all’energia producibile ovviamente). Inoltre se anche il suo costo decuplicasse, la bassa incidenza del combustibile aumenterebbe di pochi punti percentuali il costo dell’energia prodotta visto l’abnorme densità energetica dell’Uranio. Inoltre si stanno già realizzando prototipi di centrali a fissione di “quarta generazione” (tutte quelle che si stanno costruendo ora sono di terza) cosiddette ” a neutroni veloci” che saranno in gradi di riutilizzare anche le scorie delle centrali di precedenti generazioni (anche per questo non c’è questa ricerca spasmodica di trovare un deposito definitivo delle scorie prodotte visto che sono poche e futuribili di riciclo) riducendo ulteriormente l’emivita di decadimento del scorie a poche centinaia di anni e aumentando di molto le riserve energetiche future. Guardi, il nucleare non ha proprio il problema del combustibile e lo avrà sempre meno anche all’aumentare del numero di centrali.

  51. Ma per favore anche se i costi di gestione fossero due volte inferiori mai appoggerei una campagna energetica basata sul nucleare.
    In Italia non siamo in grado di gestire una discarica convenzionale figuriamoci uno stoccaggio di rifiuti radioattivi.
    Abbiamo territori devastati dall’ inquinamento industriale ,i cui costi di bonifica sono tali da rendere le operazioni quasi impraticabili, malattie fetali strettamente correlate a tutto ciò e ancora ci passano per la testa queste favolette.
    Preferisco pagare l’energia il doppio o se necessario rinunciare a qualcosa.
    Ciò che facciamo oggi lo lasciamo in eredità a figli e nipoti , come hanno fatto i nostri nonni con noi .
    Ma almeno loro avevano un’attenuante , forse, l’inconsapevolezza.
    Noi oggi ne abbiamo la certezza e come dice il detto sbagliare è umano ma perseverare è DIABOLICO..
    E mai come in questo caso un termine più azzeccato

  52. Anche volendo ignorare i problemi ambientali e di sicurezza del nucleare, semplicemente per una questioni di costi il nucleare non è competitivo. Gli ultimi progetti, costati più di quanto previsto inizialmente, si aggirano intorno ai 100€/mwh, mentre le recenti aste per fotovoltaico hanno visto prezzi tra i 30 e i 60 euro per Mwh. Nella differenza di prezzo ci stanno gli accumuli per stabilizzare la rete. Inoltre nel periodo di 20 anni tra progettazione e messa in funzione di una centrale nucleare il fotovoltaico o l eolico producono energia avendo tempi di installazione molto più brevi. E nel frattempo scendono ancora i costi e se ne può installare altro.

    • Esattamente, non ha più senso il nucleare e non si sa perchè le persone ancora insistono…continueremo a vedere la forbice fra nucleare e rinnovabili allargarsi sempre di più maggiori costi per il nucleare minori per rinnovabile. Possiamo dire che in quel referendum il popolo è stato molto lungimirante 🙂

  53. Nel 1986 votai a favore, ma ero giovane e tante cose le ignoravo.

    Ora sono totalmente contrario e poi diciamocelo chiaro: se i giapponesi che sono precisi, perfetti e dediti al lavoro hanno fatto Fukushima, figuriamoci in italia.

    E le scorie? sono ancora a caccia di posti dove metterle, e quelle che hanno in alcuni siti creano problemi.

    Poi tutta l’italia è zona sismica, saremmo dei delinquenti a costruirle (come siamo dei delinquenti a permettere di utilizzare il petroleum coke come combustibile).

    • La centrale di Fukushima è stata costruita nel 1967…provi a paragonare anche solo la tecnologia e i sistemi di sicurezza di un’auto di quegli anni con quella di una di oggi e capirà…mi spiace dirlo ma anche lei è molto poco informato sia sulla questione scorie che terremoti. In caso di terremoto come quello di Fukushima (da noi praticamente improbabile anche con tempi di ritorno di 10 mila anni) una centrale nucleare (infatti quella di Fukushima è stata allagata dallo Tsunami, non è crollata, sarebbe l’unico edificio che rimarrebbe in piedi, a differenza di qualunque altro impianto chimico o industriale ben più pericoloso di una centrale nucleare

        • Assolutamente no…provi a cercare su Google “Disastro di Bhopal” (per citare il più famoso) e provi ad immaginare quanti impianti simili di produzione di insetticidi, farmaci e fertilizzanti ci siano nel mondo…spoiler, ordini di grandezza superiore alle centrali nucleari che dovranno essere costruiti per un sensato mix energetico mondiale per la decarbonizzazione. Eppure questi impianti non hanno gli obblighi di sicurezza che il nucleare si è dotato negli anni e di una agenzia dell’ONU come la IAEA che controlla dalla fase di progettazione, realizzazione, costruzione, avviamento, funzionamento e decommissioning, compreso il tracciamento dei rifiuti nucleari. Recentemente si è fatto tanto clamore (e terrorismo) quando si è sparsa la notizia di attacco alla centrale nucleare di Zaporizhia, quando l’Ucraina è piena di impianti di produzione di fertilizzanti (basta guardare quanto sono aumentati di prezzo a causa della guerra) e colpendone uno si avrebbero disastri ben superiori e incontrollati che colpire l’edificio di contenimento di un reattore nucleare che è progettato per sopportare ampiamente lo scontro, ad esempio, con dei grossi aerei di linea.

  54. No alla fissione; sono da sempre convinto che i costi di produzione ed i rischi non sono sostenibili. L’esternalizzazione è altissima con proiezioni alle future generazioni.
    I siti per lo stoccaggio ed il trattamento dei rifiuti radioattivi mi preoccupano; sono necessari per gli errori del passato e per il materiale ospedaliero; non siamo dei lupi che perdono il pelo ma non il vizio!
    Ritengo fondamentale non abbandonare lo studio per la fusione ed il trattamento dei rifiuti: tale lavoro di ricerca è indispensabile per governare nuove tecnologie e non subire sudditanza straniera.

  55. Do sicuro il problema della CO2 è enorme, perfino con un calo delle emissioni sul 7% dovuta alla pandemia, la CO2 nell’atmosfera ha continuato a crescere e questo pne l’interrogativo, ma quanto devono diminuire le emissioni per almeno stabilizzare la CO2 nell’atmosfera? Purtroppo la risposta è molto preoccupante se si tiene conto anche del fatto che la CO2 nell’atmosfera ha cominciato a crescere anche con emissioni molto più basse di quelle attuali come quelle all’inizio dell’era industriale.
    In pratica l’atmosfera terrestre è un grande deposito, in cui la CO2 in uscita grazie a fenomeni naturali (Fotosintesi clorofilina ecc) è piccolissima e la sua influenza si misura in ere geologiche, mentre le emissioni umane sono di un ordine di grandezza superiore.
    La conclusione è che possiamo emettere ancora 600 Gton di CO2 prima che la temperatura della terra si innalzi di 2°C.
    Con l’attuale taso di emissioni raggiungeremo il plafond in 10/20 anni e ridurre del 20% delle emissioni ci farà guadagnare solo qualche anno o in pratica non servirà quasi a niente.
    Credo che la battaglia per la CO2 credo che sia persa, dovremmo cominciare ad affrontare il problema della mitigazione delle conseguenze del cambiamento climatico.

  56. il fatto che i maggiori Paesi Europei stiano chiudendo il nucleare, mi pare già eloquente. Poi, con le tempistiche “normali”, oggi sarebbe in essere qualcosa progettato 20 anni fa, e non ne vedo il senso. Infine, stiamo parlando di qualcosa che, a distanza ormai di 30 anni, abbiamo ancora il “balletto di 4 scorie radioattive”, un po’ perché, oggettivamente il nostro territorio non è decisamente sicuro (terremoti, alluvioni…) e un po’ perché amiamo da morire la sindrome da NIMBY (not in my backyard, non nel mio giardino). Pensa che possa bastare? Saluti

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