Vorrei trasformare in elettrica la mia Alfa Romeo Brera

alfa romeo brera



E’ possibile elettrificare un’Alfa Romeo Brera? Ce lo chiede Angelo, un lettore di Torino che ha inutilmente tentato di trasformarla in una ibrida senza successo. Per scriverci: info@vaielerttrico.it.

punto interrogativo

Ho tentato di trasformarla in ibrida ma…

Sono reduce da una brutta esperienza: posseggo una Alfa Romeo Brera. Ho visto una pubblicità dove dicevano che si poteva trasformare in ibrida, con circa.3000€. Risultato: dal mese di Aprile che sono senza auto. Dopo aver pagato (in anticipo). Continuano a dire che hanno problemi con l’alternatore, però io continuo a rimanere senza auto!
Ora ho deciso di rivolgermi a uno studio legale! A parte questo mio incidente, la Brera è mia, mi piace,
desideravo sapere se si potrebbe elettrificare. Sono di Torino. Angelo Favalli

Qualche indirizzo e… buona fortuna

Risposta- Non sappiamo se sia possibile elettrificare una Alfa Romeo Brera, ma pensiamo di sì. Può rivolgersi però ad alcune azienda italiane specializzate nel retrofit di auto termiche. Per esempio la siciliana Newtron, la marchigiana Green Vehicles (specializzata un furgoni ed e-bus),  la rete di officine Mobility e-revolution, la CF3000 di Reggio Emilia la Electrofit System.

CF 3000 a Reggio Emilia: il dietro le quinte del retrofit

Ovviamente elettrificare una sola vettura, per di più un modello poco diffuso come la sua Alfa, ha costi non indifferenti. Sia per la progettazione su misura, sia per l’omologazione di un unico esemplare. Non si aspetti insomma di cavarsela con memo di 15-20.ooo euro.

  • LEGGI anchePizzuto ha un’altra idea: retrokit per 500, Panda e Lancia Y a costo quasi zero” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (15)
    1. Sarà per te.
      Non so se lo sai, ma nel 2020 uscì la notizia della conversione di una Ferrari 308 GTS dove il motore originale è stato sostituito con uno Tesla.
      Non ci trovo nulla di male. Ci possono essere mille motivi per farlo e altrettanti per restaurare l’originale. Ma l’ultima parola spetta sempre al proprietario e gli altri non possono metterci bocca.

      1. Alessandro D.

        Lei mi fa venire in mente la leggenda della ferrari a GPL (o era a metano?)…
        la leggenda narra che in italia c’è stato uno che aveva messo una 355 a gpl, quando la Ferrari lo è venuta a saperlo se l’è ricomprato piuttosto veder girare una sua macchina a gas…
        Ma sicuramente è solo una leggenda metropolitana.

        1. un conoscente aveva una 360 che in precedenza aveva avuto l’impianto gpl scritto a libretto.. mi pare si usava montare un mini impianto con micro serbatoio, fittizio non so nanche se usabile, per risparmiare sul bollo di varie migliaia di euro all’anno

          PS: dopo aver vinto la “abitudine” del cervello a considerare “belli” i vani motore in quanto complicati, rumorosi, surriscaldati, unti e pronti a dare problemi di manutenzione e guasti, anche per me elettrificare auto d’epoca anche sportive può migliorarle come fascino, usabilità, rumore meno invasivo e allo stesso tempo bello, maggiore minimalismo ma conservano una immagine di forza bruta nella vista del nuovo “motore” e conservando ed esaltando il bel design di carrozzeria e interni.. ci sono tanti video di conversioni ben riuscite

          comunque discussione da chiacchera.. sappiamo che sono retrofit artigianali cioè molto costosi nel denaro, oppure nel tempo se si fa da sè, che occorre dedicarci 🙂

          1. Modificare un’auto d’epoca perfettamente funzionante non solo significa tradire il senso originale del progetto che ha sicuro valore storico ma anche buttare una marea di soldi quando invece potresti guadagnarne lasciandola esattamente com’è e rivendendola. al momento giusto. Trasformare un’auto a combustione in EV senza una piattaforma dedicata significa cambiarne completamente la distribuzione dei pesi. Una batteria da 40-50kwh non la poi mettere nel bagagliaio o nel cofano, senza contare il fatto che i pesi incidono in modo strutturale su sospensioni e telaio che vanno opportunamente rinforzati e sostituiti. Quindi o metti batterie ridicole che vanno bene solo per andare in città oppure ti ritrovi con auto dinamicamente scompensate. Tanto vale vendere e prendere una EV.

          2. @John
            avevo curiosato su canali tipo Classic Electric e vedo che spesso le vetture d’epoca convertite in elettrico si guidano meglio delle originali anche come comportamento stradale

            come baricentro non ottieni quello molto basso delle elettriche native, ma resti simile all’originale..inizialmente installavano 20 kwh, ma oggi riescono a installare 50 kwh, di solito ripartiti un po’ davanti e un po’ dietro, e lasciando parte del bagagliaio..scegliendo quanto peso mettere davanti e quanto dietro in base al tipo di vetture, comunque masse posizionati sopra agli assi ruota e non a sbalzo di essi, e rimanendo nello stesso peso totale che aveva la vettura con il gruppo termico e relativi accessori, perchè tipicamente le sportive termiche hanno gruppi motore e accessori che pesano un botto

          3. @John
            PS: si una elettrica nuova va meglio, ma il mondo delle auto d’epoca è “emotivo” e poco razionale.. ci tieni, ti affezioni, al design originale e ai particolari costruttivi della vettura d’epoca, che magari hai pure restaurato dedicandoci del tempo, e il gioco diventa non cambiare spesso l’auto per avere sempre il meglio, ma far durare la stessa auto altri decenni e magari passarla ai nipoti, e quando possibile è gratificante anche fare dei miglioramenti tecnici.. visto che la parte motoristica è spesso la meno “pregiata” (rispetto al design di carrozzeria e interni) e usabile di un’auto d’epoca (al di la’ dell’abitudine a magnificare il vano motore a prescindere come arte etc etc, e lo dico da ex restauratore per hobby di decine di vetture d’epoca brutte o belle), la possibilità di elettrificare l’auto, renderla confortevole, manegevole, scattante, senza le limitazioni di uso per vetture euro 0, secondo ma fa giustamente gola a chi può permettersi i kit venduti on line e la riomologazione

          4. @R.S. la Brera è oggi un’auto iscrivibile all’ASI , significa tutelata già nei 20 anni. Se non la tocchi e la tieni originale in garage per farci i giretti della domenica fidati che i nipoti ringrazieranno per l’eredità. Un retrofit tra 20 anni sarà un rottame da schiacciare o vendere come ricambi. Non c’è alcun vantaggio oggi in questi progetti in ogni modo in cui si guardino se non per qualche appassionato artigiano che ha soldi da buttare.

          5. @John
            de gustibus.. ad avere tempo e finanze avrei volentieri aquistato volentieri uno dei kit simili a quelli di classic electric car 🙂

        2. Ivone, Francia

          A me invece ha fatto venire in mente una storia che, se non ricordo male, fece notizia su alcuni giornali in Germania.
          Il proprietario di una vecchia Porsche, quando uscì la Golf con il motore turbodiesel, recuperò il motore da una Golf incidentata e lo fece montare sulla Porsche per sostituire quello originale. Poi la faceva andare mescolando gasolio ad un’alta percentuale di olio da cucina più economico venduto nei supermercati low cost, tipo Aldi.

          1. Alessandro D.

            La conoscevo già la 308 col motore della Tesla, e come tutte quelle trasformazioni secondo me è totalmente priva di senso, fatta da chi nulla capisce di automobili di un certo tipo e capisce ancora meno diegli appassionati di un certo argomento. Infatti, ci avrà fatto caso, di ognuna di quelle macchine fatta la prima spesso ben difficilmente se ne fa una seconda.

            Facendomi ciò quasi dispetto, poichè fare bene secondo me è tutt’altro che impossibile mentre così si dimostra solo che non si è capaci di interpretare la trazione elettrica in modo da poter soddisfare le aspettative di quelli cui piacciono veramente le veture sportive. E non solo a parole.

            Si fa una figura ugualeuguale a quelli che pensano che nel pugilato il più forte sia solo ed esclusivamente quello che ha il pugno piiù potente e devastante, cosa accettabile fin verso gli otto/dieci anni (età in cui noi pensavamo che Bud Spencer fosse l’uomo più forte dell’universo) ma già verso i 12 si dovrebbe iniziare a capire che ci sono anche tecnica, gioco di gambe, velocità e quant’altro.
            Ma entrerei nel solito discorso lungo e noioso, quindi lasciamo perdere.

            In realta originariamente non volevo parlare del veicolo in sè, sapendo perfettamente dove sarei andato a parare e quindi nell’intento di risparmiarvelo, ma avevo preso spunto dal suo

            -Ma l’ultima parola spetta sempre al proprietario e gli altri non possono metterci bocca.-

            per far seguire poi l’aneddoto.

  1. Io personalmente non l’avrei toccata , è pur sempre una macchina che se tenuta in perfette condizioni, regala prestazioni di tutto rispetto.

    Le motorizzazioni a benzina sono tutte abbastanza prestazionali, si parte con l’entry level che eroga 185 CV per arrivare ai 260 CV del 3.2 V6 .

    Se fosse la versione a gasolio, probabilmente il proprietario ha tentato la via della modifica per motivazioni legate alle restrizioni delle vetture più inquinanti , presenti nelle grandi città come Roma, Milano ecc. ecc.

    I kit di ibridazione, altro non sono che degli escamotage per guadagnare lo status di veicolo ecologico, tuttavia l’apporto del mild hybrid è semplicemente inesistente, sia sotto il profilo prestazionale, sia dal punto di vista dei consumi.

  2. Alessandro D.

    La stima della redazione è prudenziale.
    Si tratta di un lavoro immane, per poi ottenere un veicolo totalmente privo di valore storico (ed economicamente varrebbe poi zero) e anche come veicolo elettrico sarebbe qualcosa di nessunissima validità tecnica.

    Personalmente mi farei rilasciare un bel CRS per la Brera, che diventerebbe un veicolo storico con ciò che ne consegue, e coi denari del retrofit mi cercherei una bella vettura elettrica usata, che in questo momento l’offerta non è male e la domanda è bassa.

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