Volkswagen si arrende: “Costruiremo auto elettriche 100% made in China”

Il gruppo Volkswagen ha annunciato di essere pronto a produrre veicoli elettrici interamente “made in China”. Dalla componentistica alla fase di test, passando per lo sviluppo software. È il risultato di una strategia che mira a ridurre drasticamente i costi.

A Wolfsburg devono aver fatto due conti e si sono arresi: le vetture costruite in Cina potranno costare fino alla metà rispetto ai modelli assemblati in Europa. Grazie a una filiera più efficiente, tempi di sviluppo inferiori del 30% e un costo del lavoro più contenuto. Per ora, i veicoli prodotti sono destinati soprattutto al mercato locale, ma Volkswagen non esclude future esportazioni.

Volkswagen, “l’elettrica del popolo” solo nel 2027: i cinesi ringraziano

Volkswagen, si adegua a una Cina sempre più autarchico: nel 2025 controlleranno due terzi del mercato interno

La mossa rientra nella strategia “China for China”, una risposta a un mercato profondamente cambiato. La Cina, un tempo terreno di conquista per i costruttori occidentali, è diventata negli ultimi anni un ecosistema fortemente protezionistico, dove i produttori nazionali dominano grazie a sussidi miliardari e norme favorevoli.

Pechino ha sviluppato una nuova politica. Ha puntato sull’elettrico per emanciparsi dalla tecnologia dei motori termici, rafforzando le proprie aziende E attirando investimenti esteri solo a condizione di una profonda localizzazione. Il risultato? Nel 2025 le case automobilistiche cinesi potrebbero controllare due terzi del mercato interno. Un colosso da 23 milioni di immatricolazioni annue – che arrivano a 30 milioni includendo i veicoli commerciali. Numeri che superano di gran lunga l’intero mercato europeo. Non solo: ormai, oltre il 50% delle nuove immatricolazioni in Cina riguardano veicoli a batteria.

Audi e Volkswagen cambiano pelle per il mercato cinese
Di fronte a questo scenario, alcune case hanno scelto il disimpegno, mentre altre – come Audi – hanno deciso di trasformarsi. Il marchio dei quattro anelli ha lanciato un brand dedicato esclusivamente alla Cina, rinunciando al logo tradizionale per modelli sviluppati con il partner FAW. Volkswagen seguirà la stessa strada, con 30 nuovi modelli elettrici attesi nei prossimi cinque anni, pensati e progettati per il consumatore cinese, oggi tra i più avanzati al mondo nella domanda di mobilità elettrica e digitale.

Cina, l’inquinamento non cresce più grazie a rinnovabili e auto elettriche

 Volkswagen taglierà 35 mila posti di lavoro entro il 2030

Questa accelerazione negli investimenti in Cina contrasta con la situazione europea, dove Volkswagen ha annunciato il taglio di 35 mila posti entro il 2030, complice la stagnazione del mercato e il calo delle esportazioni verso l’Asia. La filiale cinese diventerà sempre più autonoma, mentre la casa madre resterà legata alla Cina per materie prime strategiche, batterie e componenti elettronici. Una dipendenza che solleva interrogativi, soprattutto dopo le mosse di Pechino su settori sensibili come i semiconduttori, emblematico il caso Nexperia.

Per l’industria automobilistica europea, la transizione energetica non è solo una sfida tecnologica: è un nodo geopolitico e industriale che determinerà dove verrà creato valore, chi controllerà le filiere e quale ruolo potrà giocare l’Europa nel nuovo equilibrio dell’elettrico.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Commissione Ue frena sulle flotte aziendali: quota di elettriche solo dal 2030

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!