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Vietare i monopattini? Parigi al voto, in Italia…

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Vietare i monopattini in sharing? Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo, esasperata dalle proteste, farà votare i cittadini il 2 aprile. Mentre in Italia si discute se…

vietare i monopattini
Anne Hidalgo, sindaca socialista di Parigi.   Da tempo medita provvedimenti contro i monopattini

Nella capitale francese referendum il 2 aprile

Un primo giro di vite nella capitale francese c’era stato tre anni fa, quando la pletora di operatori era stato ridotto da una dozzina a tre. La gara era stata vinta da Dott, Lime e Tier, società attive anche in Italia, con un contratto da 907 mila euro in scadenza a marzo. Vane sono state le proteste degli operatori, che parlano di 2 milioni di utenti unici nel 2022 e di emissioni per 700 milioni di tonnellate di Co2 evitate. Decideranno i parigini, nonostante che il governo si sia espresso contro la consultazione, con il ministro Clement Baume che definisce i monopattini “un mezzo ecologico“. L’esecutivo punta piuttosto su misure più restrittive di quelle adottate finora, che consistono nel divieto di superare i 25 km/h e di avere più di una persona a bordo. Oltre che nell’obbligo di luci davanti e dietro. E da noi? Il ministro Matteo Salvini annuncia di voler ridurre la velocità consentita da 25 a 20 km/h. Mentre su Twitter il giornalista del Corriere Luca Valdiserri ha avviato una sorta di referendum sulle ragioni pro e contro, che riassumiamo di seguito.

vietare i monopattiniVietare i monopattini? Le ragioni del

Utilizzano le (poche) piste ciclabili di Roma sfrecciando/superando alla velocità di uno scooter, con l’aggravante che sono impossibili da prevedere perché silenziosissimi. Annalisa Cerquetti  Esperienza personale: investito a Foggia sulle strisce pedonali da ragazzo straniero minorenne, fortunatamente senza gravi conseguenze: invece di frenare, ha accelerato. Li vieterei ai minorenni, limiterei l’uso a certe zone, casco obbligatorio, parcheggi appositi”. Alberto Ciapparoni – C’è anarchia totale: spesso contromano su arterie pericolose. Segnalazioni luminose assenti nel 90% dei casi, quando decido di prendere la bici sono un problema ulteriore per una città già poco ciclistica. Paolo Marcacci – Sono un medico di Pronto Soccorso. Non ho dati ufficiali, ma l’ impressione è di un mezzo poco stabile, guidato con baricentro alto, cadute anche banali causano traumi cranio-facciali gravissimi. Direi che la peggio negli scontri è per i conducenti del monopattino, non per i pedoni. Chiara Giovanardi

 

vietare i monopattiniVietare i monopattini? Le ragioni del NO

Faccio l’agente di commercio e sempre su Roma, molte volte anche nel Lazio, uso metro o treno + monopattino per i miei appuntamenti. Ho incrementato il numero delle visite ai clienti e azzerato lo stress da traffico Simone. Io trovo surreale il dibattito sui monopattini. Se dovessimo applicare lo stesso metro di giudizio ad auto e mini-car non ne vedremmo più una in città visto quello che combinano e la loro pericolosità. È una battaglia puramente e assurdamente ideologica. Ma poi per quale?!“. Alessandro M. A mio parere pro: ogni monopattino è una macchina in meno per strada. Contro su due livelli: delle amministrazioni che non forniscono segnaletiche e limiti. Degli utilizzatori che si muovono con un mezzo “nuovo” di cui evidentemente non conoscono ancora potenzialità e rischi. Giorgio Mazzotta

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33 COMMENTI

  1. Se si ha buonsenso, non e che bisogna aspettare un ministro che decide di falcidiare gli e-scooter al punto che si farebbe meglio buttarli tutti nel cesso.
    La prima cosa che mi sento di dire da monopattinista privato, è che nei confronti dei monopattini, com’anche per le BEV, ci sono dei pregiudizi discriminanti che molti, se potessero, ucciderebbero chi li utilizza!
    Da qualche anno, utilizzo e guido monopattini da 500w, (legali) ne più ne meno di come si potrebbe utilizzare un cinquantino. Lo stesso è coperto da assicurazione, ha l’impianto elettrico identico a quello di una moto. Ha sospensioni ad aria anteriori e posteriori, ha il kers, ha due freni a disco idraulici, ed inoltre, il sottoscritto, non ha mai avviato il mp, senza aver messo il casco. …dei quali, 1 è da bike con luce strobo posteriore, 1 da cross con protezione facciale ed uno integrale da strada. Come dire; uno per ogni stagione.
    Escludendo questo periodo piuttosto freddo, per il resto dell’anno, percorro circa 1500 Km a stagione e… senza mai aver fatto incidenti di alcun genere.
    Ridurre ancora di più la velocità massima, che attualmente è di 6 Km/h per le isole pedonali, vorrei vedere in quanti riuscirebbero a fare il surplasse sul mp, senza poi cadere per terra! 😂😅
    IMHO, leggi giuste si, sanzioni si, conoscenza del CDS si e buonsenso a non finire. Perché ci sono molti “animali umani,” che per sorpassarti, anziché passarti a 2 metri di distanza, ti fanno la barba ai gomiti. 😡🤬
    Soltanto per dire: questa estate, mentre giravo dentro una rotonda, “senza commettere alcuna infrazione,” qualcuno che guidava una vettura con il vetro aperto, ha detto a qualcun’altro che era con lui: io, quelli come questo, li butterei tutti per terra! …e poi, ditemi voi di cosa stiamo a parlare!

    Buon senso, buon senso e buon senso!
    Ve lo dice uno che ha la patente di guida dal 1964, con un’esperienze di guida più che dignitosa.

    • Ha la guida autonoma?
      No scherzo, comunque hai ragione… anch’io come ho già scritto l’ho utilizzato. Ci sono molti pregiudizi, ma ci sono anche tanti maleducati che stanno rovinando questa categoria. In un certo senso do ragione ai tanti detrattori.

  2. Il referendum di Parigi non è rivolto ai monopattini tout-court, ma soltanto al servizio di noleggio dei monopattini elettrici.
    Il senso dell’articolo cambia di parecchio, omettendo questa informazione.

    • È scritto nelle primissime righe dell’articolo, infatti, basta leggere. È ovvio che non si possono vietare i monopattini tout court.

  3. Io metterei la targa obbligatoria su monopattini e biciclette, come mi sembra ci sia in Svizzera per le bici ,così uno è rintracciabile e automaticamente diventa più responsabile delle proprie azioni

  4. Io l’ho usato un breve periodo. È un mezzo comodissimo, economico, leggero, trasportabile e stivabile in pochissimo spazio. Se guidato con criterio e responsabilità, rispettando il codice della strada, potrebbe essere il mezzo perfetto per uso cittadino, più della eBike stessa.
    Concordo sul fatto che sarebbe obbligatoria di una RCA, perché più delle volte si può far male anche da soli, le strade cittadine, è noto, non sono mai perfette.
    Per i minori invece obbligherei un patentino con tanto di corso breve. Perché quello che manca è proprio l’educazione e usare la repressione non è mai un bene per nessuno.
    Poi, ci sono gli stolti, purtroppo, che rovinano sul nascere qualsiasi cosa, ma questi li troviamo in ogni campo ed è difficile debellarli.

  5. L’uso dei monopattini non crea nessun problema, è il suo ABUSO che lo crea.
    Il primo problema è la velocità eccessiva, l’uso spericolato privo di qualsivoglia regola (contromano, sui marciapiedi, privi di luci, in due etc.), la quasi mancanza di sanzioni.
    Ci rendiamo conto che per usare un quadricottero da 250 grammi serve una patente, costosa e non facile da prendere, ma per guidare un monopattino basta avere 14 anni?
    Nella sola cerchia di miei conoscenti, QUATTRO persone sono state investite da un monopattino, in tre casi con una frattura/slogatura da parte del pedone (il guidatore del monopattino l’ha messa molto peggio in due casi, compreso un passaggio al maxillofacciale e dieta liquida per un po’ troppo).
    Assicurazione obbligatoria, sanzione alla prima infrazione, sanzione pesantissima alla seconda, sequestro del mezzo (venduto all’asta giudiziaria) e ritiro di eventuale patente se in possesso o in alternativa multa salatissima, alla terza. Divieto assoluto di parcheggio “a caso” sui marciapiedi o dove capita, con rimozione forzata (tipo auto).
    Peccato che siamo in Italia e non in Svizzera, propositi assolutamente inutili. Speriamo solo che semplicemente si calmino e capiscano che ci si rimette la faccia, in senso letterale.

    • Credo che questa tendenza agli incidenti con traumi cranio facciali (problema accennato anche nell’articolo) potrebbe essere contrastata – oltre che da una robusta dose di prudenza e buon senso da parte degli utenti – anche da alcune modifiche dei monopattini, per esempio ruote piú alte e larghe, e quella anteriore piú alta di quella posteriore. Evidentemente il rischio di ribaltamento è maggiore rispetto alle biciclette (muscolari e assistite) e credo sia necessario cominciare a tenerne conto.

    • Il monopattino e’ un innovazione importante, non se ne puo’ piu’ fare a meno. Ma se le statistiche dei PS ci dicono che stanno diventanto un pericolo rilevante, bisogna intervenire concretamente ed efficacemente per far tornare quei numeri entro valori accettabili. Le cose da fare sarebbero molte, tu ed altri ne citate diverse ed altre ancora me ne verrebbero in mente. Pero’ ecco … non sono del partito delle sanzioni “pesanti”, esemplari, da inasprire, dure e spietate. No, e’ forse la cosa piu’ semplice da fare e certamente facile da dare in pasto all’opinione pubblica, ma trovo che sia la meno efficace laddove poi continuassero a mancare i controlli! Il ns CdS e’ pieno di sanzioni durissime per diverse altre situazioni (vedi ad es quelle per la guida in stato di ebrezza), ma e’ la quasi totale assenza dei controlli a renderle poi poco incisive sul piano statistico nella riduzione delle violazioni al codice, della loro reiterazione e quindi degli incidenti. Ad es sui monopattini son certo che se i Comuni approntassero servizi di controllo efficaci, e continui (non a spot), anche la multina minima, che aumenta progressivamente al reiterare della violazione, che preveda non la confisca del mezzo ma la sospenzione del suo uso per 10gg la prima volta, 30 la seconda etc (con ev custodia dello stesso presso i depositi della municipale), credo che – assieme ad altre soluzioni tecniche su cui ragionare – sarebbero certamente piu’ efficaci del semplice inasprimento delle sanzioni…

    • Però bisogna ricordarsi dell’argomento in questione. Parliamo della sharing economy. Parliamo delle app che usi per usare questi mezzi nelle città del mondo. A volte la stessa app, a volte locali.
      Se si decidesse di obbligare assicurazione o sistemi di sicurezza quali casco e simili, semplicemente si ucciderebbero quei mezzi in quelle città.
      In scandinavia sono targati. Le app hanno una assicurazione ma a te, utilizzatore, viene ribaltata tutta la responsabilità. Sono targati anche in altre nazioni europee, come il Belgio e la Francia se ricordo bene.
      I mezzi di solito hanno fari anteriori e posteriori.
      Ripeto, la decisione in ballo porta all’eliminimazione de facto del mezzo. Perchè il risultato è quello. La convenienza nell’usarlo verrebbe a mancare.

      PS: Spesso leggo che sono economici. Non sono così tanto economici come sembra. Nel 100% dei casi i mezzi pubblici costano meno per la stessa tratta.

      • /// se si decidesse di obbligare assicurazione o sistemi di sicurezza quali casco e simili, semplicemente si ucciderebbero quei mezzi \\\ Non lo so, penso che alla lunga una (spero abbastanza alta) percentuale di utenti si responsabilizzerebbe.. E la minoranza di irriducibili che rinuncerebbe ai monopattini pur di non adeguarsi alle nuove regole, forse è meglio perderla che trovarla. Piú in generale credo che sia sbagliato temere troppo le ripercussioni commerciali delle misure di sicurezza, in genere nel lungo periodo vengono accettate dagli interessati (vedasi ad esempio l’obbligo del casco a suo tempo)

        • Capisco il tuo punto di vista. Ma io mi riferivo al semplice lato pratico. Questi mezzi sono usatissimi da chi in quella città non vive.
          Se io vivo in una città e voglio usare il monopattino non ho problemi a dotarmi di tutto quello che serve perchè è il mio mezzo nella mia città. Non userei probabilmente il mezzo in sharing. O forse si, ma potrei dotarmi di tutti i dispositivi di sicurezza necessari.
          Ma se io sono turista e arrivo con l’aereo da altrove come posso dotarmi di assicurazione e di casco e di tutto il resto per qulla volta che uso lo strumento?
          Ti faccio un esempio molto pratico: qualche mese fa eravamo a Bruxelles. In una zona periferica. All’improvviso inizia a piovere. Dovendo tornare in stazione l’unica strada sembra un taxi. Ma il clima da quelle parti è ballerino e smette di piovere. Al volo cerchiamo un mezzo di questo tipo e troviamo purtroppo in zona solo una ebike e un monopattino (ho scritto purtroppo perchè se posso preferisco sempre la bici). Quindi nel giro di 5 minuti troviamo bici e monopattino e arriviamo in stazione. Sani e salvi perchè usiamo le ciclabili, i mezzi sono dotati di luce (e quei monopattini anche frecce) e c’è una cultura di base del rispetto per il ciclista, le auto non fanno gli 80 con limite a 30.
          Questa è la realtà ed è stata l’intuizione di app di quel tipo.
          Se si vogliono obbligare dispositivi di sicurezza quali casco ecc, ci si adegua, ci mancherebbe. Si torna a prima delle app di questo tipo e si uccide un settore che prima era libero di espandersi e crescere.
          Secondo me è un goffo modo per correre ai ripari troppo tardi e ci rimette chi ha investito in simili settori.
          Tutto qui. 🙂

          • Non volevo fare distinzioni fra monopattini di proprietá e in sharing.. E’ vero che siamo in Italia e non in Scandinavia (o in Belgio) ma secondo me, alla lunga, la maggioranza di chi li noleggia accetterebbe casco e assicurazione, del resto giá previsti da altri servizi di sharing (vedi ad esempio https://cooltra.com/it/faq/)

          • Luigi, se mi citi come altri servizi quelli in cui devo recarmi al negozio per prendere il mezzo, chiaramente la cosa è possibile. Ma qui parliamo di trovare il mezzo vicino a me, in strada, pronto all’uso anche in piena notte.
            E’ totalmente differente. E come ogni tecnologia “disruptive” ha le sue implicazioni.

            Se il mezzo, come nel caso scooter, permettesse di avere uno scomparto con dentro casco, sarei il primo ad usarlo. Sia chiaro non voglio difendere l’insicurezza.
            Ma è una situazione nuova che richiede nuovi approcci.
            Da praticamente sempre possiamo noleggiare bici muscolari in ogni angolo del mondo senza particolari accorgimenti, no?
            Poi, certo, sono il primo a dire che questi sono mezzi differenti perchè hanno un peso importante e quindi un’inerzia in caso d’impatto sicuramente degna di nota.
            Per questo bisogna conoscerli e sensibilizzare. Poi saranno la normalità.

  6. /// Il ministro Matteo Salvini annuncia di voler ridurre la velocità consentita da 25 a 20 km/h \\\ Il limite è giá stato portato da 25 a 20 kmh come fra l’altro confermato dal decreto MIMS del 18 agosto scorso (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/08/30/22A04913/sg)

    /// l’impressione è di un mezzo poco stabile, guidato con baricentro alto, cadute anche banali causano traumi cranio-facciali gravissimi \\\ In effetti, rispetto a bici “muscolari” ed ebike, le ruote (troppo ?) piccole possono aumentare i rischi ma credo che la posizione eretta – anche se alza un pó il baricentro – in certi casi permette di cadere in piedi in caso di perdita di controllo del mezzo.

    • Ecco, quella di Salvini e’ una di quelle tante sciocchezze che all’atto pratico sarebbero totalmente inefficaci. Siamo gia’ pieni di monopattini, biciclette, scooter ed altri mezzi progettati per correre a velocita’ molto alte ma autolimitati elettronicamente dal produttore al solo scopo di rispettare i limiti di velocita’ o potenza stabiliti nei singoli Paesi nelle strade ad uso pubblico. Dove pero’ per “sbloccarli” basta pigliare in mano il libretto e leggere alla voce “uso nelle strade private” la semplicissima procedura (magari anche una banale sequenza di tasti) per rimuovere ogni limitazione. Serve ben altro!

      • Ci vuole solo responsabilità. Se ho un auto che va a 300 km/h ma responsabilmente adotto tutte le
        Misure del codice della strada, non faccio male a nessuno e a stesso. Quindi il principio di limitare elettronicamente non ha proprio senso.

        • Come al solito una cosa non esclude l’altra.. I controlli sono e forse saranno sempre necessari (visto che non ci si puó affidare piú di tanto alla correttezza degli utenti), l’importante è rimanere nel ragionevole senza sconfinare nella modalitá “nanny state” per cosí dire.

  7. Inutile fare tanti bei discorsi sul responsabilizzare le persone e bla bla bla, purtroppo e dico purtroppo la realtà é che questi mezzi, proprio perché danno un senso di libertà e impunità, sono economici, facili da usare e soprattutto veloci, molto veloci, sono pericolosi ovunque, l’unica soluzione é vietarli.
    Bastano e avanzano le biciclette per qualsivoglia esigenza cittadina, di proprietà o in sharing

    • C’è anche un problema legato agli utilizzatori: in città come Parigi e Roma spesso sono giovani turisti a caccia di divertimenti forti, il che non induce certo alla prudenza.

      • Verissimo, a cui dobbiamo aggiungere (soprattutto in diverse città del nord) i moltissimi extracomunitari che hanno nel monopattino il mezzo più economico e veloce per muoversi, sempre però con uno scarsissimo rispetto delle regole del CdS, e questo ha creato questa insostenibile situazione

  8. Nei viaggi nelle città in cui ci sono, uso sia bici (elettriche o meno) che, più sporadicamente, monopattini. Sono una comodità assoluta. Permettono di gustarsi le città, da turista, senza doverle girare nel sottosuolo con la metro.
    In nord Europa sono usatissimi come mezzi di trasporto.

    Le limitazioni proposte sono abbastanza stupide.

    Come sempre, si cerca di chiudere la stalla ad animali usciti. Bisogna sensibilizzare gli utilizzatori. Creare una cultura del rispetto reciproco e delle regole della strada.
    Gli incidenti ci saranno sempre, anche con mille regole. E’ la testa che deve cambiare.

    • Gli incidenti ci saranno sempre si, ma con adeguate limitazioni, controlli e sanzioni (non esagerate ma certe e progressive in caso di reiterazione), son certo che saranno assai di meno e mediamente meno gravi.
      Lei cosa propone, di non fare nulla? Di far semplicemente finta che il problema non esista? Almeno finche’ non ne sara’ vittima o carnefice?

      • Quel che propongo è chiramente scritto poco dopo la frase a cui risponde. 🙂

        Vittima o carnefice posso esserlo anche di auto e moto. E quando guido un altro mezzo di trasporto in strada pubblica adotto le regole della strada.
        E lo faccio in ogni parte del mondo.

        Se anche avessi il casco e assicurazione, potrei essere un carnefice con il casco e l’assicurazione.
        Ma se conosco il mezzo e rispetto le regole, posso essere uno che rispetta le regole con o senza casco e assicurazione.

        Intendevo questo.
        Se si vuole uccidere un settore che si è lasciato nascere e prosperare perchè non si sa come gestirlo, bene, è una scelta legittima che può fare un governo. Tanto è in buona compagnia con le sigarette elettroniche, i negozi di cannabis, ecc ecc. Ma non è, a mio modestissimo e umilissimo parere, l’unica possibile.
        Chi ci rimette sono i lavoratori e gli imprenditori che hanno fatto investimenti in quello che era per loro più che legale.

  9. Io non ne posseggo uno ma qui a Bologna ne vedo spesso contro mano e girare sotto i portici fregandosene dei pedoni , io non le vieterei ma vorrei una regolarizzazione e far rispettare il codice della strada , metterei una bella assicurazione obbligatoria con relativa grossa multa x chi non ce l’ha e poi il casco obbligatorio solo così la gente si responsabilizza ( cioè andando sul portafoglio ) .
    Ciao

    • Penso che l’assicurazione obbligatoria non sarebbe una cattiva idea, fra l’altro in molti casi i monopattini sarebbero coperti dalla polizza “capofamiglia” giá esistente e comunque stipularne una apposita costerebbe poche decine di euro all’anno..

  10. Non vorrei fossero vietati, anche se non li uso.
    Li trovo geniali per tanti motivi ma usati, a volte, male a causa di una legislatura in perenne ritardo rispetto ai mercati.
    Sarebbe giusto lasciarli utilizzare a chi ne trae beneficio regolamentandoli in via definitiva.

  11. Il problema non sta nel mezzo in se, bensì nell’utilizzo.
    Se il conducente guida con criterio nessun mezzo è “sbagliato” (monopattino, bicicletta, motocicletta o automobile).

  12. Non mi esprimo per i monopattini, ma sono sbalordito che se ne parli quando in Italia non c’è ancora l’ obbligo delle luci sulle biciclette!
    Non è pericoloso?

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