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Viaggio in Calabria: può servire il Juice Booster?

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Viaggio in Calabria, con qualche ansia per la ricarica. Può essere utile dotarsi del Juice Booster per riuscire a rifornire ovunque? Lo chiede Salvatore, Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati a info@vaielettrico.it

Viaggio in Calabria: “Un po’ ansia ce l’ho…”

“Per varie ragioni (tra cui un matrimonio in Calabria e un po’ di visite ad amici e parenti al Sud da rivedere dopo la pandemia) passerò agosto in viaggio attraversando l’Italia. Confesso che un po’ di apprensione per la ricarica della mia Kona EV, soprattutto all’estremo Sud, ce l’ho. Vivo da anni a Milano, ma sono calabrese d’origine e non mi faccio troppe illusione su quante colonnine troverò lì. Ho letto qua e là nei vari forum accenni al Juice Booster, per aiutarti a caricare ovunque. Lo conoscete? Mi potete dare qualche informazione in più? Grazie”. Salvatore 

Lo chiamano “il coltellino svizzero della ricarica”

Risposta. Sì, lo conosciamo, Paolo Mariano  ne ha scritto un anno fa definendolo “il coltellino svizzero della ricarica“. Il concetto alla base di Juice (ideato e prodotto da un’azienda elvetica) è che l’energia è disponibile ovunque, deve solo essere resa accessibile. Tutto ciò che serve è un caricatore portatile. La stazione di ricarica da 22kW Juice Booster 2 è stata pensata proprio per viaggiare senza pensieri, garantendo la massima flessibilità. È compatibile con qualsiasi modello di auto elettrica e, grazie a una serie di adattatori, consente di ricaricare la batteria da qualsiasi presa domestica e industriale. Si tratta della prima stazione di ricarica portatile da 22kW. Si distingue dagli altri caricabatterie portatili, perché fornisce il servizio e la sicurezza di una stazione di ricarica convenzionale. Ma con la flessibilità di poter ricaricare la batteria dell’auto ovunque ci sia una presa di corrente.

Paolo Mariano utilizza il Juice Booster 2 presso un B&B in Abruzzo.

Viaggio in Calabria: ricarica al massimo della potenza disponibile

In sostanza si tratta di un antidoto all’ansia da autonomia, dato che prese di corrente se ne trovano anche nei paesini più sperduti, Calabria compresa. Gli adattatori sono collegati al Juice Booster 2 tramite un connettore, il Juice Connector, che permette un controllo intelligente della potenza. Rileva automaticamente l’amperaggio della rete alla quale ci si collega, permettendo di caricare sempre alla massima potenza disponibile Gli adattatori per prese domestiche sono tutti dotati di un sistema brevettato di monitoraggio della temperatura, Juice Celsius. Il produttore assicura che “il corpo centrale di Juice Booster 2 è di alluminio, che lo rende resistente al passaggio di veicoli che pesano più di 3 tonnellate e agli urti. Inoltre, è completamente impermeabile ed è certificata TÜV-SÜD.

 

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9 COMMENTI

  1. Vorrei dire a Salvatore che stazioni di ricarica portatili come la juicebox possono essere utili in modo limitato per la mia esperienza. Il massimo me lo hanni dato negli 2013/2014/2015 con la Renault Zoe che carica in AC tranquillamente a 22 kW ( in realtà fino a 43 kW il modello Q210). Con la Kona non si va oltre gli 11 kW e comunque ti dovresti appoggiare a prese CEE poco disponibili come stazioni di servizio e capannoni. Ci vuole un po’ di esperienza e decisione x sfruttare queste risorse, ti assicuro perché non va sempre liscia. Dunque è da valutare se vale il costoso acquisto. Certo è una possibilità di ricarica in più. Vorrei osservare che la juicebox non è la prima stazione di ricarica portatile del genere. La prima è stata l’italiana Elpa ancora in vendita progettata dal bravo ing. Davide Rizzo.

  2. Nel mio precente messaggio ho dimenticato di scrivere che mi è capitato di prenotare un un campeggio e un agriturismo che non avevano wallbox, ma erano disponibili a mettermi a disposizione una presa industriale da 16 A monofase, inoltre la distanza dal parcheggio era di 7-8 metri.
    Per far fronte a queste situazioni, ho acquisto un adattatore come questo:
    https://www.amazon.it/ProPlus-373519-Adattatore-Accoppiatore-presa-schuko/dp/B0714KSTH2
    e un cavo lungo 10 m, sezione 2.5 mm2, con presa e spina schuko da usare come prolunga.

  3. L’anno scorso con la E-Niro sono andato dal nord Italia in Sicilia, con giro di 10 giorni in Calabria tra costa tirrenica e ionica. Le colonnine non sono tante, soprattutto in costa ionica, ma ho non ho mai avuto problemi. Ho caricato a Scalea, Corigliano, Camigliatello, Cosenza, Pizzo…
    Penso che il Jiuce Booster sia utile solo se non hai il “carichino” dell’auto, altrimenti è sufficiente quello come ultima spiaggia, perché comunque una presa devi trovarla in ogni caso.

  4. Capisco la tua ansia, anche io concordo che juice booster serve a poco se non hai amici o conoscenti industriali o agricoltori, si per he senza una presa trifase da 380v serve a ben poco. E comunque anche il “carichino” che danno con la vettura necessità sempre di qualcuno che offra la spina. Quindi io mi permetto di consigliarti di mappare in anticipo le possibili stazioni sia per il viaggio che per le località di soggiorno, la presa del albergo può essere una soluzione, ovviamente se hai intenzione di utilizzare queste strutture. Poi…sei in vacanza, prendi tutto con filosofia e goditi sole e mare, il resto con la pazienza si risolve tutto.
    In ultimo ti consiglio di predisporre più app per la ricarica così facendo un problema è risolto già alla partenza, chi trovi puoi sempre attivare.
    Buone elettriche vacanze….

  5. La parola Booster è forviante perché in realtà non aumenta la potenza disponibile alla presa. Se si collega il Jiuce Booster ad un presa domestica, la potenza di carica è la stessa che si ottiene dal “carichino” in dotazione all’auto.

    Un anno fa ero tentato ad acquistarlo. Ma, non costa poco e ho lasciato perdere. Come ha scitto Fabio M, bisogna trovare la presa industriale. Inoltre anche per le prese industriali, ci sono prese differenti. Quella monofase da 16A, permette di assorbire un po’ di più di una presa domestica, ma non moltiltissimo di più. Per poter avere un incremento sostanziale di potenza, serve almeno una presa trifase da 16A, che permette 11 kW di potenza.

    Con una presa industriale trifase da 32 A, si possono assorbire 22 kW. Ma, per la Kona EV sono inutili perchè in ac la Kona non permette potenze superiori a 11 kW trifase, o 7 kW monofase.

    • Perchè tu vai un vacanza in un isola sperduta e disabitata???
      Cge tu vada in un albergo o prenda una casa in affitto in ognuno casi extra un una struttura che è dotata di un impianto elettrico compreso di prese… basta una semplice domanda al minehtj della prenotazione per sapere se ti Nettuno o non a disposiziobe una presa di corrente e se ka risposta fose no vasta non orientare e chiedere ad altri…
      Basta che l’albergatore si rende conto che per non fornire 10 o 20 € di corrente si perde un soggiorno da 1 settimana o anche più e vedrai come la volta dopo si premura a dare a disposizione una presa….

      • Perché l’albergatore deve mettere lui 10/20€. Si paga quello che si consuma. Io almeno ho sempre fatto così, tanto il conto senza grossi errori, a cui aggiungo un 20% per il disturbo, lo ricavi dal computer della macchina, e nessuno ha mai mugugnato per mettermi a disposizione una presa.

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