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Viaggi elettrici: Sandro, col Model 3 nella Norvegia del Nord

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Viaggi elettrici: un altro lettore, Sandro, ci racconta un tour da sogno, nella Norvegia del Nord, con la Tesla Model 3. Tra fiordi, traghetti e…Supercharger.

Viaggi elettrici / Partenza da Bergen, per 5 mila km

Viaggi elettrici / Mi chiamo Sandro, abito a Bergen in Norvegia, e possiedo una Tesla Model 3 LR AWD da circa un anno. Fino a luglio l’avevo utilizzata solo per spostamenti brevi, ad eccezione di qualche puntata sino ad Oslo. Dista poco meno di 500 km e occorrono circa 7h e 1/2 con qualsiasi auto, causa strade piuttosto “complicate” e limiti di velocità non oltre 80 km/h (spesso anche meno). Vi anticipo che, nonostante il racconto della nostra vacanza mostri un sacco di dati, tempistiche, km e ricariche, abbiamo affrontato il viaggio come se avessimo avuto ancora il Suv diesel.

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L’autore di questo reportage, Sandro, con la moglie.

Lasciando al computer di bordo di programmare le soste. Ma spesso non abbiamo rispettato il piano, le necessità fisiologiche di un essere umano sono più limitate della capacità della batteria della nostra auto. Mi sono limitato a trascrivere i dati ad ogni SuC come una sorta di diario di bordo. Tenendo presente che sotto al 50%, in DC, la Model 3 ricarica alla massima velocità: conviene stare quanto più possibile al di sotto, per risparmiare tempo. Quasi mai siamo stati pronti a ripartire prima che la ricarica fosse finita. Ovviamente la rete di Supercharger Tesla ha fatto la differenza, permettendoci di percorrere oltre 5.000 km senza una pianificazione dettagliata (salvo il caso limite di Capo Nord). Non sarebbe stata la stessa cosa con qualsiasi altra EV.

— Leggi anche /   Viaggi elettrici: al Polo Nord in e-moto, il sogno realizzato di Miriam

Viaggi elettrici / Preparazione su ABetterRoutePlanner

viaggi elettriciQuest’estate, causa Covid, io e la mia famiglia abbiamo rinunciato alla solita puntata in Sardegna per andare alla scoperta della Norvegia settentrionale. Come sempre, ho cominciato a pianificare il viaggio con tappe “fattibili”, per non stressare i miei compagni di viaggio (mia moglie, mio figlio di 14 anni e mia figlia di 18). Inizialmente ho ignorato il fatto che avrei usato un’auto full electric, per vedere quanto avrei poi dovuto modificare il percorso per il diverso tipo di trazione. Ho poi impostato le tappe su ABetterRoutePlanner (una web app abbastanza conosciuta nell’ambiente degli utilizzatori di EV). E mi sono davvero stupito quando ho realizzato che le modifiche da apportare al piano originale erano pochissime. Complice anche il complicato territorio della Norvegia occidentale, che non presenta tantissime varianti. Imbarcati i bagagli (il trunk della Model 3 è stato più che sufficiente per contenerli, tant’è che quello anteriore è rimasto vuoto), siamo partiti da Bergen.

Viaggi elettrici / Prima tappa 367 km, ricarica 2,30 €

GIORNO 1 – Bergen-Ålesund – Km: 397 -Batteria alla partenza: 95% – Batteria all’arrivo: 36% – Tempo in ricarica: 9 min. – Costo: 2,30 €-

Si parte da Bergen verso le 9 sotto un diluvio (eh si… questa è la Norvegia: il meteo è imprevedibile  sempre) che ci accompagna per i primi 100 km percorsi in circa 1h e 1/2. Qui prendiamo il primo traghetto della giornata. Da Oppedal ci permette di attraversare il lunghissimo, ma per fortuna non così largo (6 km), fiordo di Sognefjord sino a Lavik. Avremmo a disposizione il primo Supercharger, ma andiamo oltre avendo ancora il 71% di batteria e avendo approfittato dei 20 minuti di traversata per sgranchirci. Puntiamo al Supercharger (da ora in poi SuC, come usano chiamarlo i “teslari”) di Skei dove arriviamo dopo un altro centinaio di km in 1h e 3/4.

Nel frattempo il cielo si apre e spunta un bellissimo sole ad illuminare le valli ricoperte di verde lungo cui si snoda una strada alquanto tortuosa. Al SuC di Skei troviamo parecchie Tesla,ma individuiamo senza problemi uno stallo su cui ricaricare. La batteria è al 50% ed imposto il limite di ricarica fino al 72%, più che sufficiente per arrivare ad Ålesund, destinazione della prima giornata. In modo da liberare lo stallo vista l’alto numero di auto in carica. Mentre iniziamo a mangiare nella tavola calda nella stessa area del SuC, mi arriva sull’app la notifica che la ricarica è completa. Ripartiamo in direzione Ålesund. Scolliniamo proprio sopra il bellissimo fiordo di Innvikfjorden per poi puntare verso il traghetto che ci porta, attraverso il fiordo interno, ad Ålesund. Ci arriviamo in 2h e 45m dopo 168 km su e giù per fiordi e valli. 20 minuti di traversata e siamo alle porte di Ålesund. Ci separano solo 8 km dall’albergo, dove arriviamo con il 36% di batteria.

Viaggi elettrici / 2° tappa, tra traghetti e fiordi, 290 km

Giorno 2  Ålesund-Trondheim – Km: 290 – Batteria alla partenza: 36% All’arrivo: 50% – Tempo in ricarica: 27 min. -Costo ricarica: 7,13 €
Ripartiamo per Trondheim dopo un’abbondante colazione (le colazioni negli hotel qui costano abbastanza ma per i Norvegesi è un vero e proprio pasto). Il piano era quello di fare un solo stop per ricaricare all’ora di pranzo. Ma decidiamo di “rabboccare” al SuC di Ørskog (circa 7 minuti) per suddividere i tempi ed ottimizzare la ricarica. In 58 Km arriviamo al traghetto che da Furneset attraversa il largo fiordo di Molde (11 km in 34 min). Dalla baia ammiriamo la bella ed ordinata cittadina che da il nome al fiordo, . Altri 58 Km tra fiordi e isole connesse da alti ponti ed arriviamo al SuC di Aspøya, in un bellissimo punto e con tutti i servizi: supermarket, banca, tavola calda etc.. Ci arriviamo con il 30% di batteria e ci servirà arrivare all’80% per avere carica sufficiente per la prima parte del giorno successivo. Questo mi dice il computer di bordo della Model 3 e non ho motivo di dubitarne).
viaggi elettriciBastano meno di 20 minuti per raggiungere il livello impostato, ma ci serve qualcosina in più per finire il pranzo. Altri 10 minuti per raggiungere il traghetto che ci lascia ad Halsa dopo una mezz’oretta. Ci mancano poco più di 2h e 146 km per arrivare a Trondheim (destinazione del giorno) che percorriamo lungo una divertente strada. Le curve e le controcurve non troppo chiuse mi permettono di godere delle qualità telaistiche dell’auto. Senza per questo stressare troppo i passeggeri che, nel frattempo si godono la vista sul Vinjefjorden, con le pareti a picco grondanti d’acqua con decine di cascate. Attraversata  Orkanger in pochi km arriviamo alle porte della bella Trondheim. L’hotel è in  centro, lungo il fiume che spacca in due la città. La Model 3 riposa con il 50% di carica residua.

Viaggi elettrici / 3, nel regno della pesca al salmone

Giorno 3 -Trondheim-Misvær – Km: 650 -Batteria alla partenza: 50% – All’arrivo: 50% – Tempo in ricarica: 50 min. – Costo ricarica: 13,90 €
Ci aspetta una lunga tappa che ci porterà sin quasi alle porte di Bodø. iSi decide di fare colazione prestino per metterci in moto alle 8:30. Il navigatore prevede di arrivare in 10 ore, compresi i 50 minuti di ricarica suddivisi in 2 soste. Ci sembrano poche 2 sole fermate, per cui decidiamo di fermarci in 3 SuC. Facciamo la prima “tirata” di 200 Km per arrivare in poco meno di 3 ore al SuC di Grong, una cittadina famosa per la pesca sportiva del salmone situata. Ci sono più negozi di articoli da pesca che abitazioni private.  Avendo saltato i primi 2 SuC, siamo arrivati un po’ tirati con il 10% di batteria, ma 16 minuti ci permettono di caricare sino al 50% ed arrivare al prossimo SuC con almeno il 15%. Ci aspettano altri 190 km di strada (piuttosto tortuosa dove è difficilissimo sorpassare, specialmente ora che le file di camper e roulottes cominciano a farsi intense). La percorriamo in 2h e 40m. Arriviamo a Mosjøen con la batteria residua stimata dal navigatore: continuo a lasciar fare a lu,i senza preoccuparmi di fare calcoli. 17 minuti di carica per arrivare al 60%, sufficienti ad arrivare alla prossima tappa, lui dice…
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Il tempo non è bellissimo e fa freschino: un pasto caldo è quello che ci vuole. Ci rimettiamo in auto per i successivi 200 km di strada piuttosto “complicata”. Ma prima di arrivare al punto di ricarica non possiamo non fare una sosta all’Arctic Circle Center a 66° 33′. Oltre ad essere oltre il Circolo Polare, siamo intorno ai 1.000 mt di quota e ai primi di agosto la neve circonda il centro. La temperatura è sui 10° e tira un venticello che sembra una lama affilata. Dopo la tappa prevista a Storjord (16 minuti per caricare dal 20 al 62%) ci dirigiamo verso la località dove abbiamo prenotato un cottage per la notte. Dopo una quarantina di km lasciamo la E6 per dirigerci verso Ovest. Sino al piccolo gruppo di abitazioni ottagonali chiamate “Arctic cabins” (gestito da una coppia di italiani). L’atmosfera è surreale, sembra di essere catapultati nel passato, ma una volta entrati scopriamo tutti i comfort, compresi cucina ad induzione e wifi… Lì in mezzo al nulla!

4° tappa: l’incanto delle Lofoten e la ricarica a Svolvær

Giorno 4: Misvær-Svolvær – Km: 192 – Batteria alla partenza: 50% -All’arrivo: 65% – Tempo in ricarica: 20 min. – Costo ricarica: 5,60 €
viaggi elettriciLasciamo la splendida location immersa nella natura per prendere una strada secondaria che ci porterà giù lungo la valle offrendoci degli scorci niente male fino a Bodø. Dove prenderemo il primo traghetto disponibile per le isole Lofoten. Un’oretta e siamo al terminal traghetti. Il personale di bordo rileva il sensore dell’AutoPass (il TelePass norvegese)  per addebitare l’importo del biglietto (intorno ai 7 € per una EV). Nessuna necessità di acquistare biglietti preventivamente. Nonostante il passo lungo della Model 3, nessun problema sulla rampa. Iniziamo la traversata con il cielo che comincia ad aprirsi ed il mare calmo, anche se dopo un’oretta, in mare aperto, le onde lunghe si sentono. A ridosso dell’isola di Moskenesøya (la maggiore delle isole più a sud), dove attraccheremo, il moto ondoso si placa. E dopo 3h di traversata finalmente siamo davanti alle Lofoten in tutto il loro splendore, ancora avvolte dalla nebbia mattutina che ne esalta ulteriormente la bellezza. Altri 15 minuti e siamo al porticciolo di Moskenes pronti a sbarcare dopo quasi 100 km a bordo. La prima tappa non può essere che Reine (forse la località più famosa dell’arcipelago).
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Riusciamo miracolosamente a trovare un parcheggio e trascorriamo lì il pomeriggio dopo aver assaggiato qualche specialità locale. Qui oltre al turismo vivono della pesca ed essicazione del merluzzo. Prima che faccia tardi ci rimettiamo in marcia per Svolvær, dove abbiamo prenotato per la notte. L’idea originale era di pernottare in un tipico “rorbu” (case dei pescatori riadattate), ma, avendo organizzato il viaggio all’ultimo, i posti disponibili non rientravano nel budget… Teoricamente occorrono 2h e 1/2 per raggiungere Svolvær, nonostante i soli 124 km, ma impieghiamo almeno un’ora in più. È  impossibile non fermarsi ad ammirare e fotografare gli scorci che ci appaiono dietro ogni curva, approfittando della giornata spettacolare. A destinazione accompagno la famiglia in albergo prima di portare la Model 3 al SuC di Svolvær, nuovo (aperto da poche settimane) e strategico (e piccolo: 4 stalli). Mi trattengo una ventina di minuti per portare la batteria da poco meno del 20% al 65%, più che sufficienti per la giornata successiva che dedicheremo a visitare l’arcipelago. 

5° tappa: visita all’arcipelago, con i “rorbu”, 150 km

Giorno 5:  Svolvær-Svolvær – Km: 150 – Batteria alla partenza: 65% – All’arrivo: 35% – Tempo in ricarica: 0 min. – Costo ricarica: 0 €
viaggi elettriciDedichiamo l’intera giornata a visitare l’arcipelago cercando di raggiungere tutti i punti di interesse che ci eravamo prefissi. Tra questi non può mancare lo splendido villaggio di pescatori di Nusfjord, che è stato trasformato in un unico “rorbu”. Il meteo non è dei migliori ma la location è talmente bella che… chissenefrega! Le foto non verranno altrettanto belle, ma il nostro ricordo rimarrà comunque fantastico. Rientriamo in albergo con il 35% di batteria residua, parcheggio l’auto nei pressi dell’hotel e ci rilassiamo un po’ prima di andare a provare qualche altra specialità in un ristorantino. 

6° tappa: 545 km con riposo finale in una “hytte”

Giorno 6: Svolvær-Tromsø – Km: 545 – Batteria alla partenza: 35%- All’arrivo: 55% – Tempo in ricarica: 45 min. – Costo ricarica: 10,93 €
Ci alziamo di buona lena: ci attende una tratta di lunghezza medio-alta (più per il tempo totale che per i km, la velocità media su queste strade è bassissima). Porto l’auto a caricare mentre facciamo colazione nel centro commerciale situato di fianco al SuC. E via  in direzione Tromsø (ricarico solo sino al 65%, come consiglia il navigatore). Il meteo stavolta non tradisce ed attraversiamo le Lofoten settentrionali scattando quante più foto possiamo. Raggiungiamo la terraferma senza l’ausilio di nessun supporto “navale”: le isole principali dell’arcipelago sono connesse con ponti o gallerie sottomarine.
viaggi elettrici Dopo circa 3h e 50m e 262 km arriviamo a Setermoen con il 15% residuo e mettiamo la Model 3 in carica mentre pranziamo al sacco. In una mezz’oretta la batteria raggiunge l’85%. Secondo il computer di bordo, dovrebbe consentirci di arrivare prima a destinazione e poi al primo SuC del giorno successivo. Altre 2h e 160 km e ci troviamo di fronte all’isola di Tromsø; raggiungiamo il campeggio poco fuori città dove abbiamo prenotato una “hytte” (cottage, in norvegese). Scarichiamo i bagagli e ci dirigiamo in centro città attraversando il ponte che la separa dalla terraferma. La città è carina: passiamo il pomeriggio passeggiando per i caratteristici viottoli del centro. Poi   rientro al cottage, dove prepariamo una bella di pasta al ragù (ogni tanto bisogna spezzare!).

7° tappa: incontri più renne che…pecore in Sardegna

Giorno 6: Tromsø-Skaidi – Km: 545 – Batteria alla partenza: 55% – All’arrivo: 30% – Tempo in ricarica: 28 min. -Costo ricarica: 7,45 €
Ci dirigiamo verso est per raggiungere Skaidi, il nostro “campo base” per raggiungere Capo Nord. Il piano prevede una sola sosta, ma raggiunto il SuC di Skibotn dopo 1h e 40m di viaggio si decide di fare una breve pausa. C’è da ammirare la splendida vista sul fiordo (il SuC è praticamente in spiaggia!) e sgranchirci un po’. Giusto 6 minuti di ricarica per portare la batteria al 45% e ripartiamo verso il prossimo SuC. La strada costeggia il fiordo di Lyngen e scorre via veloce ed in 1h e 1/2 raggiungiamo il SuC di Sørkjosen dove abbiamo programmato di mangiare. Lasciamo l’auto al SuC ed iniziamo a mangiare nella graziosa trattoria fronte fiordo che ospita il SuC nel suo parcheggio. L’auto raggiunge la carica prevista (78%) in 22 minuti.... Da qui in poi affrontiamo uno dei tratti più belli (se si escludono le Lofoten) dell’intero viaggio. Inizialmente saliamo di quota. sino a quando ci troviamo di fronte al fiordo di Kvænangen e all’isola di Skorpa, che si alza imponente sull’acqua. Poi costeggiamo il Langfjord con la parete di Rivartinden a picco sul mare, con la sommità ricoperta da ghiacciai: l’acqua è piatta e le montagne ci si specchiano. Poi voltiamo ancora, stavolta verso sud e si apre davanti a noi il fiordo di Alta, che possiamo definire “la città più a nord di tutta la Norvegia” (e direi d’Europa).
viaggi elettrici Lasciata Alta ci arrampichiamo sull’altopiano di Hammerfest. E qui ci rendiamo conto che il Nord è sempre più vicino: il territorio circostante sembra quasi una tundra, senza nemmeno un albero ad interrompere lo sguardo. Andiamo veloci, la strada è dritta come un righello ed il limite è a ben 90 kmh (10 in più del limite massimo “normale” nelle strade norvegesi). Provo qualche affondo sul pedale dell’acceleratore per far sgranchire anche la cavalleria della Model 3, ma devo desistere. Ci sono più renne che pecore nella mia Sardegna ed il rischio di trovarne una che attraversa la strada è alto. Ci vogliono 3h e 1/2 per arrivare dall’ultimo SuC all’hotel di Skaidi, dove staremo 2 notti. Arriviamo con il solo 30% residuo e non ci sono più SuC a disposizione (per ora quello più a nord è Sørkjosen (dovrebbe essere di imminente costruzione un SuC a Olderfjord). Ma stavolta abbiamo prenotato in un Tesla Destination Charging (hotel convenzionato Tesla che dispone di più walbox per la ricarica) e potremo ricaricare la notte. Attacco la Model 3 alla colonnina (ce n’erano ben 4 da 22 kW, nonostante la Model 3 in AC carichi al massimo ad 11) e la metto a nanna. Noi approfittiamo delle ottime tapas del ristorante, di fronte ad un sole rosso fuoco che si avvicina all’orizzonte, ma con molta calma.

8° tappa: ventaccio (e ansia da ricarica) a Capo Nord

Giorno 9: Skaidi-Nordkapp-Skaidi – Km: 300 – Batteria alla partenza: 95% – All’arrivo: 11% – Tempo in ricarica: ricarica notturna- Costo: 0€
Arriva finalmente il grande giorno: si va a Nordkapp (o Capo Nord come lo conosciamo noi italiani). Avevo impostato la ricarica notturna al 95%, nonostante il navigatore ritenesse che il 90% fosse più che sufficiente per rientrare addirittura con il 30% residuo. Ma viste le pessime condizioni meteo, per prudenza mi prendo quel 5% in più visto che non mi porta via nè tempo nè soldi in quanto compreso nel costo dell’hotel. Si parte sotto una fitta pioggia, ma quando arriviamo sul mare a Olderfjord capiamo che non sarà la pioggia il problema maggiore. Era previsto un forte vento (sui 70 kmh), ma la realtà è ben peggiore. La maggior parte del tragitto costeggia il Porsangerfjord ed il vento arriva da terra verso il mare. La strada è al livello del mare con il costone di fianco che si apre di tanto in tanto. Questo provoca lo scontro di folate di vento da direzioni diverse che sollevano letteralmente l’acqua del mare verso il cielo, creando decine di trombe d’acqua. Uno show tanto terrificante quanto spettacolare. Visto che l’auto è ben salda sull’asfalto e le gomme riescono a smaltire perfettamente l’acqua che lo ricopre proseguiamo in direzione nord.  Superato il tunnel sottomarino che collega la terraferma all’isola di Magerøya (al cui estremo nord si trova Nordkapp), ci troviamo di fronte alla baia di Honningsvåg. La cittadina vale la pena una deviazione alla fine della quale puntiamo decisi verso la destinazione finale.
La strada sale su una sorta di altopiano ed i consumi previsti sono omai una chimera. Saremmo dovuti arrivare a destinazione con il 62%, ma manca ancora un po’ e siamo al 55%, con previsione aggiornata al 48 a destinazione. Arriviamo a Nodkapp sotto una bufera di vento che soffia a 120 kmh. Paghiamo solo il parcheggio (dal 2020 pagano anche le auto elettriche, prima era gratuito… sob!) e ci attrezziamo per scendere dall’auto. Ho paura che mio figlio venga portato via dal vento e lo tengo stretto per mano. Proviamo ad arrivare nel punto dove si trova il famoso globo (che poi è la zona più esposta al vento) per fare almeno una foto, riuscendo a stento a rimanere in piedi. Riesco a fare una foto (ma proprio una!) tenendomi alla balaustra, mentre mia moglie ed i ragazzi si aggrappano al globo. Rientriamo in auto ridendo come pazzi per il modo in cui siamo costretti a camminare. Mentre faccio manovra per uscire dal parcheggio dò un’occhiata al livello della batteria e quel 48% non mi tranquillizza: per la prima volta in un anno mi trovo con un po’ di ansia da ricarica. La previsione del navigatore dice che dovrei arrivare con il 3% di carica residua, ma visto com’è andata sino a lì, decido di guidare per la prima volta “energy saving”. Non imposto la trazione su Soft (che dovrebbe garantire consumi inferiori), ma mi affido alla sensibilità sull’acceleratore ed alle frenate rigenerative. Abbassando la media di soli 5 kmh riesco ad arrivare all’hotel con ben l’11% residuo (il vento era di fianco per cui non ha aiutato il rientro).
Tappa 9
Giorno 9 : Skaidi-Rundhaug – Km: 441 – Batteria alla partenza: 90% – All’arrivo: 78% – Tempo in ricarica: 25 min. – Costo ricarica: 6,04 €
Partiamo da Skaidi con ancora i residui dell’adrenalina provata il giorno prima. E con l’ulteriore conferma che quassù La natura può essere davvero dura e non è il caso di improvvisare. Decidiamo di suddividere la tratta in 3 tappe, fermandoci negli stessi 2 SuC dell’andata. Sørkjosen (10 minuti) e Skibotn dove arriviamo con il 46% ed in 15 minuti la portiamo al 78%.  È la carica necessaria per arrivare all’hotel dove pernotteremo ed al SuC successivo l’indomani mattina. L’hotel dove abbiamo prenotato è una sorta di ritrovo di appassionati di pesca al salmone (siamo in piena stagione) visto che il fiume Målselva è di fronte. Per una volta rinunciamo ai soliti comfort e ci godiamo l’atmosfera alquanto retrò che offre l’hotel.

10° tappa: i km sono tanti, ma la schiena regge bene

Giorno 10: Rundhaug-Mo i Rana – Km: 538 – Batteria alla partenza: 60% – All’arrivo: 64% – Tempo in ricarica: 43 min. – Costo: 9,07 €
Ripartiamo presto, o km sono tanti ed un tratto della E6 che dobbiamo seguire sarà abbastanza tortuoso e, suppongo, trafficato (camper e roulottes).  Oltre al fatto che ci sarà da attraversare un fiordo in traghetto. Tiriamo dritti al primo Suc che troviamo perchè non molto distante dalla partenza e puntiamo al traghetto dopo aver attraversato la città di Narvik, con una sosta per mangiare qualcosa. Arriviamo al traghetto dopo 2h e 50m: la fila di camper e roulottes davanti a noi è lunga ed il traghetto impiega più del previsto a caricare. Quando ormai stavamo perdendo le speranze di riuscire a salire e dover attendere il prossimo, l’addetto alla rampa da un’occhiata a bordo e mi fa cenno di passare.  L’ultima auto salita a bordo! 25 minuti nella splendida baia di Skrovkjosen e siamo dall’altra parte.
viaggi elettrici Guidiamo per un’oretta per arrivare al SuC dopo aver approfittato della cavalleria a bordo per liberarci in tutta sicurezza di tutti i caravan che avevamo davanti nel traghetto. 15 minuti per portare la batteria dal 14 al 50%. Altre 2h e 1/2 e 180 km per arrivare al SuC di Storjord, già visitato all’andata, dove in 17 minuti carichiamo sino al 58%, ben più che sufficienti per coprire i 115 km per Mo i Rana. Come al solito la Model 3 ricarica più in fretta di quanto serva a noi per sbrigare le nostre cose durante le soste. Arrivati a Mo i Rana, raggiungiamo l’hotel sulla collina che domina la cittadina ed abbiamo ancora le energie per scendere in città a farci una pizza. E’ incredibile quanto i km macinati non pesino più di tanto sulle nostre spalle. La posizione di guida della Model 3 alla fine si adatta molto meglio alla mia schiena di quanto lo facesse il Suv medio che avevo prima. Visto che passiamo di fronte al SuC di Mo i Rana, ne approfittiamo per ricaricare dal 34 al 64%, mentre facciamo una passeggiata per goderci la bella serata.

11° tappa: sosta a Trondheim, città studentesca

Giorno 11-  Mo i Rana-Trondheim -Km: 481 -Batteria alla partenza: 64% – All’arrivo: 50% – Tempo in ricarica: 34 min. – Costo: 9,55 €
Il tragitto da Mo i Rana a Trondheim passa in fretta, forse perchè già percorso all’andata. Per cercare di ridurre i tempi di ricarica facciamo 3 soste: Mosjøen, Grong e Levanger di 10, 6 e 18 minuti. Il SuC di Levanger e collocato tra diversi centri commerciali e di fronte al lago di Eidsbotn e gode di una splendida vista. Arriviamo a Trondheim nel primo pomeriggio ed abbiamo tutto il tempo per una passeggiata in centro. L’anno accademico sta iniziando e la città pullula di matricole universitarie, visto che la città è meta Erasmus piuttosto ambita. Saliamo sulla fortezza di Krinstiansten da dove si domina tutta la città sotto uno splendido sole e da li scegliamo il luogo dove andremo a cena. Nella zona di Solsiden ci sono un sacco di localini interessanti.

12° tappa: 521 km tra cascate ai lati della strada

Giorno 12 – Trondheim-Ålesund – Km: 521 – Batteria alla partenza: 50% – All’arrivo: 65% Tempo in ricarica: 37 min. – Costo: 10,26 €
La pioggia ci accompagna mentre stavolta seguiamo la più veloce E6 per raggiungere Ålesund invece della E39 lungo la costa. In poco meno di 3h arriviamo al SuC di Dombås dopo vari sali-scendi per l’altopiano di Grytdalen. Dopo una ricarica veloce di 7 minuti che ci permette di arrivare al 30%, ripartiamo in quanto troppo presto per mangiare e decidiamo di fare tappa anche al SuC successivo. Lasciamo la E6 e puntiamo ad ovest prendendo la E136, che percorre una splendida vallata con pareti a picco e cascate da ambo le parti che alimentano il fiume a bordo strada. Usciamo dalla vallata dopo 1h e 1/2 ed arriviamo al SuC di Åndalsnes, situato tra una stazione di servizio ed il fiume Istra, che poco dopo sfocia nel Romsdalsfjorden. Qui, nostro malgrado, prendiamo la decisione di saltare la visita a Trollstigen (causa meteo) che dista non molti km dal SuC. Carichiamo solo fino al 50% e tiriamo dritto per la destinazione finale. In 55 minuti arriviamo al SuC di Ørskog: in 1/4 d’ora per raggiungere il 72% che ci servirà per arrivare ad Ålesund, tornare indietro il giorno seguente e raggiungere i SuC di Skei. È l’unico del giorno seguente ed ultimo del viaggio. Ancora 45 minuti  e siamo in hotel.

13° tappa – Arrivo a Bergen, dopo gli ultimi 465 km

Giugno 13 – Ålesund-Bergen -Km: 465 – Batteria alla partenza: 65% – All’arrivo: 20% – Tempo in ricarica: 20 min. – Costo: 5.07 €
Partiamo presto perchè, nonostante i soli 465 km, ci vorranno non meno di 10h e 1/2 di guida (escluse le soste) per percorrerli. Lasciata Ålesund alle nostre spalle ritorniamo sui nostri passi per una cinquantina di km e ci arrampichiamo sulla strada che ci porta dopo 1h e 1/4 al traghetto. Questo ci permette di attraversare il Tafjorden lasciandoci a Eidsdal. Da lì saliamo di nuovo di quota per arrivare, dopo una trentina di km, ad affacciarci sul Geirangerjford. Pensavamo di essere preparati a quello che ci aspettava. Ma foto e video non riusciranno mai a dare le sensazioni che si provano affacciandosi sul belvedere di fianco al primo della dozzina di tornanti che portano a valle. Scattate tutte le foto possibili, scendiamo per i tornanti e proseguiamo per l’unica strada possibile, in direzione sud. Più che una strada, una sequenza di tornanti che porta sino al passo di Elvabreen, oltre 1.200 mt di quota, tra banchi di neve che non si sono arresi all’estate.
viaggi elettriciSuperato il passo iniziamo la discesa che ci porterà giù a Stryn, dove incontreremo di nuovo il fiordo il Foleidfjorden, dove riprendiamo la strada fatta all’andata. Circumnavighiamo il fiordo (stavolta rimpiangiamo la mancanza di un traghetto…) e puntiamo dritti verso il SuC di Skei dove arriviamo dopo più di 7 ore dalla partenza. Mettiamo in carica la Model 3 per 20 minuti per portarla al 60% (sarebbe bastato il 50% per arrivare a Bergen, ma non volevo scendere sotto il 20%), e approfittiamo della tavola calda. Il traghetto di Lavik sul Sognefjord dista un centinaio di chilometri ed 1h e 1/2 di guida. La nostra auto comincia a sentire fiuto di casa e sembra quasi che ci porti a Lavik in metà tempo. Dopo 20 minuti di traghetto ed un’altra ora e 1/2 di strada arriviamo a casa… purtroppo.
— Clicca qui per vedere la mappa completa dei Supercharger Tesla in Europa

10 COMMENTI

  1. Chissà quando vedremo in Italia la stessa rete di assistenza per le vetture a trazione elettrica. Pensate che qualcuno oggi abbia un piano per realizzarla????

    • Beh io sono stato avvantaggiato comunque dalla rete di Superchargers Tesla, che è presente in tutta europa con quasi la stessa densità di punti di ricarica. Forse giusto alcune parti del sud Italia e, purtroppo le isole, sono ancora un po’ scoperti ma ci si sta lavorando. Certo, per una EV di altri brand in Norvegia la vita e’ piu’ semplice che in Italia, anche se non sarebbe stato così facile nemmeno quassù.
      Però c’è anche da dire che in un anno non avevo quasi mai avuto bisogno di caricare fuori casa. Questo per dire che nella vita quotidiana, se si ha la possibilita’ di ricaricare a casa, la rete di colonnine pubbliche non e’ così determinante, a meno che non si abbiano necessità particolari, tipo percorrenze giornaliere oltre i 400 km.

    • È uno degli articoli più belli che abbiamo pubblicato in questi tre anni e non possiamo che esserne grati a Sandro e alla sua family.

  2. Splendido viaggio. Lo vedrei ancora meglio fatto in moto come vorrebbe fare mio cognato, comunque…
    Devo dire che chi ha Tesla è molto avvantaggiato, la capillarità della loro rete è ancora la migliore.

    • Sicuramente Gianluca in moto avrebbe avuto un “sapore” diverso, ma nel mio caso specifico avrei perso il piacere del condividerlo con la mia famiglia: in moto sei sempre un po’ in “solitaria” dentro il tuo casco. Inoltre, nonostante abbiamo incontrato numerosissime moto durante le varie tappe, il giorno che abbiamo raggiunto Capo Nord non ne ho vista praticemente nessuna in giro: sarebbe stato davvero rischioso con quelle condizioni meteo. In 13 giorni di acqua ne abbiamo comunque presa un bel po’, per cui in moto (ma anche in auto…) andrebbe programmato da giugno a meta’ luglio, se si vuole sperare in un meteo migliore (e magari godere del sole di mezzanotte), anche se la certezza non c’e’ mai.

  3. Con la mia fantasia ho viaggiato insieme a voi. Grazie per aver condiviso questo splendido racconto e queste meravigliose fotografie 🙂
    Gratzias sardu… Deu seu de Terralba <3

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