Vi sfido a far meglio di me: 25.000 km spendendo solo 256 euro

25.000 km 256 euro



Casa ad emissioni quasi zero e auto elettrica per Luca, un lettore romagnolo che sfida la community di Vaielettrico  a far meglio di lui, percorrendo in un anno 25.000 km in Tesla Model 3 con una spesa di 256 euro. Ecco in dettaglio come ha ottenuto questo risultato. Per scriverci: info@vaielettrico.it.

                                                               di Luca Cristofori

Vorrei lanciare una sfida ai vostri lettori: chi riesce a percorrere circa 25.000 km in un anno con un veicolo elettrico spendendo solo 256 euro? In altre parole: con 1 euro ha percorso 100 kmPer tutti i dettagli vi invito a consultare grafici e tabelle qui sotto che includono una descrizione completa dell’esperienza e un’analisi energetica dettagliata.

Ho appena concluso un anno con auto elettrica e abitazione completamente elettrica, supportata da impianto fotovoltaico e sistema di accumulo, raggiungendo un livello di autarchia energetica del 92%. Mi piacerebbe condividere questa esperienza con voi e con i vostri lettori.

Il mio anno elettrico ad autarchia energetica del 92% 

Nel corso del prossimo anno vi aggiornerò sui nuovi risultati: in famiglia avremo due auto full electric (Tesla Model 3 e Volvo XC40), da novembre siamo diventati totalmente carbon free!

25.000 km 256 euro
La villetta singola di Luca Cristofori. E’ stata progettata per essere full electric ed energeticamente autosufficiente

Vivo in provincia di Ravenna con mia moglie e i miei due figli, in una casa singola di circa
150 m2 costruita nel 2023 e progettata fin dall’inizio per essere completamente full electric.
Periodo analizzato: 1 dicembre 2024 – 30 novembre 2025. Dopo un anno intero con auto elettrica e casa completamente elettrica, posso finalmente tirare le somme: ho raggiunto il 92% di autarchia energetica! Questo è il bilancio completo della nostra esperienza. Resto a disposizione per qualsiasi informazione o approfondimento.

Com’è fatta la mia casa a zero emissioni

Voce impiantoCaratteristiche principali
Fornitura elettricaConnessione trifase da 6 kW, adeguata a carichi elettrici elevati e gestione smart dei consumi
Pompa di caloreDaikin Compact con potenza di 8 kW termici, per riscaldamento, raffrescamento e produzione ACS
Ventilazione meccanica controllataSistema VMC Eurotherm per il ricambio continuo dell’aria e il recupero di calore
Accumulo acqua calda sanitariaBoiler ACS da 500 litri, ottimizzato per l’integrazione con pompa di calore
Piano cotturaPiano a induzione monofase, completamente elettrico
Impianto fotovoltaicoPotenza installata di circa 20 kWp, con moduli SunPower e inverter SMA
Sistema di accumulo elettrico3 Tesla Powerwall 2 per una capacità totale di 40,5 kWh, a supporto dell’autoconsumo e della resilienza energetica
Impianto di irrigazioneSistema alimentato da pozzo con autoclave, integrato nei consumi elettrici dell’abitazione

Il mio bilancio energetico in KWh

VoceValore
Produzione fotovoltaica31.273 kWh
Consumi totali16.374 kWh
– Consumi casa10.523 kWh
– Consumi auto elettrica5.851 kWh
Autoconsumo15.028 kWh (48%)
Prelievo da rete1.345 kWh
Immissione in rete16.244 kWh
Autarchia energetica91,8%

Grafico a fianco: flussi energetici verso la rete. I prelievi dalla rete nei soli mesi di di dicembre, gennaio e febbraio sono andati ad alimentare la casa per il 55%  e ad alimentare l’auto elettrica per il 45%. Grafico sotto: il 52% della produzione totale è stato esportato verso la rete.

 

UtenzaConsumo annuo (kWh)
Pompa di calore (totale)3.208
– ACS1.350
– Climatizzazione estiva1.263
– Climatizzazione invernale595
Ventilazione meccanica (VMC)1.510
Lavastoviglie432
Lavatrice281
Frigorifero252
Irrigazione344
Piano a induzione315
Forno elettrico111
Microonde63
Tapparelle elettriche211

 

Quanto ha pesato l’auto elettrica sul bilancio energetico

25.000 km 256 euro

ParametroValore
Km annui percorsi24.576 km
Consumo totale5.851 kWh
Ricariche esterne311 kWh (5,3%)
Rete domestica521 kWh (8,9%)
Fotovoltaico diretto3.845 kWh (65,7%)
Accumulo1.174 kWh (20,1%)
Consumo medio reale23,81 kWh/100 km
VoceCosto (€)
Ricariche esterne105 €
Ricariche da rete domestica151 €
Mancato introito FV308 €
Mancato introito da accumulo94 €
Costo reale annuo auto elettrica658 €

 

Con l’auto elettrica ho risparmiato 2.504 euro

25.000 km 256 euro
Tesla Model 3

Confronto dei costi annui: auto elettrica vs auto termica

Voce di costoAuto termica (€)Auto elettrica (€)
Carburante / Energia2.150 €Incluso nei costi di ricarica
Tagliandi500 €
Bollo412 €
Parcheggi100 €
Totale annuo3.162 €658 €
Risparmio annualecolspan=2 2.504 €

Le mie conclusioni: un modello vincente

Il sistema full electric con fotovoltaico e accumulo si conferma una scelta sostenibile, economica ed estremamente efficiente. Per chiunque stia valutando il passaggio, spero che questo report possa essere utile come riferimento.

Risparmio a parte, ci tengo a sottolineare i benefici per l’ambiente ed il bilanciamento della rete elettrica. Ritengo sia un modello vincente, che le istituzioni dovrebbero prendere come esempio sostenendolo con più convinzione per il bene del pianeta e dei nostri figli. Per contatti: lcristofori@gmail.com.

  • LEGGI ancheLa mia casa elettrica: Armaroli fa il bilancio 2023” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (83)
  1. Buongiorno. Io ho una Tesla model 3 red standard range da settembre 2025. Ho casa full Electric ma con 6,4 kW di fotovoltaico e 10 di accumulo. Ricarico l’auto prevalentemente a casa una volta alla settimana, faccio come la maggior parte degli italiani 30-40 km giornalieri. C’è da dire che ricarico principalmente la notte, con una tariffa adeguatamente studiata e dedicata. I giorno, col fotovoltaico, solo d’estate e primavera ovviamente ma c’è da dire che non ricarichi mai a gratis totalmente. La casa consuma anche in altro, condizionatori, riscaldamento e via dicendo, quindi si c’è un risparmio col fotovoltaico e accumulo ma non illudiamo nessuno dicendo che ricarichi gratis. Però, quello che mi preme sottolineare, la situazione descritta dall’utente è un estremo, per avere le condizioni del signore servono investimenti iniziali per la realizzazione della casa non indifferenti, quindi si risparmi 2000 euro e più ma investi inizialmente una cifra che prima di ammortizzare ti muore la macchina, ovviamente non si costruisce la casa in funzione della macchina, ma l’argomento è questo. La macchina elettrica, con tutti i benefici che ha, non è, al momento, per tutti e bisogna sottolinearlo perché poi si cade nel voler convincere qualcuno su qualcosa non reale. Io posso ricaricare a casa con Wallbox, posso avere un aiuto dal fotovoltaico e faccio pochi chilometri giornaliere… l’auto elettrica per me può essere l’ideale, ma sono in privilegiato. Al momento in Italia, o meglio, a Padova dove vivo, questa situazione riguarda un 30% (forse delle persone) quindi ipotizzare che dal giorno alla notte tutti siano costretti ad avere l’auto elettrica è un utopia e come su ogni cosa ciascuno dev’essere libero di fare la scelta a lui più congeniale, rispettando ovviamente gli altri e l’ambiente (tra una Uto d’epoca ed una elettrica ovviamente per l’ambiente è meglio l’elettrica, pur amando le auto d’epoca). Da felice guidatore di auto elettrica di o che bisogna stare attendi nelle info che si danno perché ogniuno di noi ha condizioni economiche e strutturali di diverse.

  2. Mauro Testoni

    Non si riesce più a rispondere ai singoli commenti, qualche bug immagino. Dico a chi continua a tirare in ballo la CO2 creata in Cina per fare i pannelli FV di svegliarsi e leggere le pubblicazioni scientifiche esistenti. Che la CO2 che creano con auto ICEV o caldaie a gas o polveri da caldaie a pellets o cippato o legna, sono nettamente maggiori e sono sempre le pubblicazioni scientifiche a dirlo, non la “miocugino-science”.
    Per quelli che vogliono fare i conti in tasca per sapere quanto hanno speso quelli che hanno fatto signori impianti FV con accumulo o belle case nuove dico che lo hanno fatto con i propri soldi (o con quelli chiesti alle banche) sfruttando gli incentivi che erano a disposizione di tutti.
    Io nel 2021 ho acquistato e ristrutturato una vecchia casa con falegnameria al piano terra, l’ho trasformata in 2 appartamenti, tra 110%, 50% ristrutturazione ordinaria, bonus mobili, bonus sicurezza e tutto ciò che poteva essere sfruttati, ho recuperato molto, circa il 70% del costo sostenuto. Con uno sbattimento a dir poco immenso in termini di burocrazia.
    Nel mio caso ho 5kW di FV con 12kW di accumulo e 7kW di FV con 17kW di accumulo, due inverter da 6kW e due colonnine di ricarica. Costo nel 2023 circa 60 mila € per colpa dei prezzi gonfiati dal 110, oggi lo pagherei poco più di 35 mila €. Di quei 60 mila € ne ho pagati di tasca mia circa 10 mila €.
    Senza avere auto elettrica mi sarei ripagato questo investimento, solo grazie all’eliminazione del gas per riscaldare, in circa 12 anni.
    Ora grazie anche all’auto elettrica (Megane usata di 2 anni), questo tempo di pareggio lo ottengo in meno di 6 anni. Tra un paio d’anni sostituirò anche la Clio 1.5 dci di mia moglie comprata nel 2012 con una piccola BEV (rigorosamente usata con al massimo 2 anni di vita) e ridurrò ancora quel tempo di pareggio.
    Io e mia moglie siamo entrambi impiegati, entrambi lavoriamo da oltre 25 anni e per fare questo tipo di scelta ci siamo accollati ulteriori 25 anni di mutui, che probabilmente si ridurranno con i risparmi che stiamo ottenendo.
    Vivere in condominio a volte è un obbligo, altre una scelta di comodità. Ci sono tante case a bassissimo prezzo nell’entroterra che permettono questo tipo di “upgrade green” restando su prezzi umani.

  3. A leggere tutti i commenti ci si perde. Non credo che la situazione descritta da chi ha scritto l’articolo sia replicabile da tutti gli italiani, per questioni logistiche ed economiche. In ogni caso io lo scorso anno ho installato il mio secondo fotovoltaico da 3,6 kW con accumulo da 10,4 kWh spendendo circa 7000 € se conto tutto. Ho la detrazione fiscale del 50%. Conviene? Non lo so, so soltanto che in un anno ho avuto gratis 4740 kWh puliti e quindi considero che chi può farlo dovrebbe farlo. Comprare una bev e mantenerla ormai costa sicuramente meno di un diesel quindi credo che dare una mano a ridurre le schifezze che impestano l’aria sia indice di senso civico, specialmente se non comportano grossi sacrifici. Siamo egoisti, facciamolo per noi

  4. eppure il signor Cristofori lo ha scritto che ci alimenta due vetture elettriche … lei quanto spende l’anno di carburante ?

    1. serve una nuova definizione oggettiva e realistica per la parola “sostenibile” al momento è solo parola ingannevole… sarebbe “sostenibile” una casa come questa, pagata una marea di soldi per impianti che perseguono il risparmio energetico, ma che NON sono e saranno accessibili alla maggior parte delle persone? NO, e che senso ha parlare di “costi per il diesel e costi per alimentare una Tesla” ? sono discorsi antiscientifici, da bar

      1. devo aver sbagliato ad inserire il commento,, doveva essere una risposta al signor Davide che qui sotto parlava di 20 anni necessari al signor Cristofori per ammortizzare il suo investimento green senza calcolare i costi per la mobilità . in ogni caso ognuno ha la sua situazione e le sue necessità, se la situazione di Cristofori non è la sua perché se ne interessa ? consideri solo quelle di chi si trova come lei. comunque io non riesco a trovare un caso umano in cui non avere qualche pannello sopra la testa o muoversi elettricamente non migliori la sua condizione di vita, se lo trova me lo segnali

  5. Nel titolo si dice 250€, poi nella tabella sono 650. Mi sembra un titolo quantomeno ingannevole, un ottimo risultato, chiaro, ma ben lontano dal titolo.
    Poi il risparmio è solo a favore dell’elettrico, quanto costa un impianto del genere sovradimensionato anche per gestire le ricariche? Sempre a poterlo fare, non tutti hanno questa possibilità. Nel calcolo per onestà andrebbe messo anche questo nel conto. E pure la macchina elettrica avrà qualche spesa di manutenzione, gomme, freni, filtri abitacolo, oppure è sempre esente da tutto?

    1. Il titolo non è ingannevole, infatti riprende testualmente quello che scrive Luca nelle prime due righe. E’ arrivato a leggere fin lì?
      La differenza fra 256 euro di costo stimato su 25.000 km e i 658 euro indicati in tabella è spiegata benissimo dalla tabella stessa, dove Luca ha correttamente aggiunto il mancato introito della cessione alla rete dell’energia che è stata autoconsumata dall’auto.

      1. Buongiorno Massimo, le lascio un link a una scheda di IEA del 2023,
        il PDF è scaricabile da questa pagina
        https://iea-pvps.org/fact-sheets/fact-sheet-environmental-life-cycle-assessment-of-electricity-from-pv-systems/

        per un impianto fotovoltaico con pannelli del 2021 con efficenza 21% montati in Svizzera, calcolano un payback-time energetico di 1 anno

        aggiornando i dati con pannelli attuali efficenza 23% o superiore, e con degrado ridotto, usando i correttivi descritti nella scheda in caso di degrado inferiore a 0,5% annuo, e considerando l’irraggiamento solare in Italia, siamo su 8-9 mesi di payback-time

        il dato IEA anche se un po’ sovrastimato/cautelativo in quanto datato, è coerente con altre fonti e/o metodi di calcolo

      2. Mi scusi Massimo, il dire che il titolo è ingannevole non vuole automaticamente dire che la colpa è sua (della redazione). Come Lei mi ha fatto notare è l’autore che ha scritto questo, ciò non toglie che la sfida lanciata dall’autore vada un po’ ridimensionata. Lei dice che l’autore ha “correttamente” aggiunti i costi del mancato introito per la vendita. No, neanche questo a fare le pulci è corretto. Quello che conta nella valutazione dei costi di ricarica sono gli oneri di ammortamento dell’impianto sulla base del suo costo. Cosa che non ci è nota. Per sdrammatizzare penso che l’autore abbia semplicemente voluto fare una provocazione, alla luce del fatto che un tale impianto che ha difatto eliminato ogni fonte fossile da casa rappresenta qualcosa di più importante rispetto alla semplice ricarica elettrica dell’auto.. 😀

        1. Visto che continuiamo a farci le pulci a vicenda, credo che l’ammortamento dell’impianto vada ponderato per la quota relativa alla sola ricarica, che è stato l’11% del totale dell’energia prodotta.

          1. Ma non sta facendo le pulci a me. Io ho solo detto che bisogna conteggiare gli ammortamenti del costo dell’opera non che debbano essere tutti riferiti alla ricarica elettrica.

      3. Ho letto, e confermo, il titolo e le prime 3 righe sono una cavolata, infatti a conti fatti per quei 25000km ha speso di più, senza mettere in conto il costo dell’impianto. Ci sarà una situazione favorevole dove effettivamente con 1 euro percorre 100km, ma è un allineamento dei pianeti, non la normalità. Cerchiamo di fare informazione decente, altrimenti quando vi criticano il fanatismo elettricista hanno ragione

  6. Come detto da altri tutto bello ma bisognerebbe sapere il costo extra rispetto a fonti energetiche tradizionali. Supponendo, per pura ipotesi, un costo di 50k extra per pannelli, accumulo, wallbox annessi e connessi il primo numero che mi viene in mente é circa 1500 euro. I soldi che banalmente mi rendono annualmente , netti, dei normalissimi BTP. Quindi, personalmente, se non fossi sicuro di risparmiare ogni anno una cifra sufficientemente superiore nemmeno ci penserei a sobbarcarmi di spese per andare a pareggio tea 1 o 2 lustri. Poi capisco che ogni situazione é univoca per consumi ed esigenze. Il mio é un puro conto della serva, volutamente semplicistico e polemico. Ovviamente se uno lo fa per l’ambiente…un ingegnere edile mi disse che cmq il costo energetico di produzione e delivery di un pannello fv non é di molto superiore all’energia che potrebbe produrre nell ‘arco della sua vita

    1. Mi pare che Luca abbia documentato molto correttamente il bilancio energetico annuo complessivo del suo sistema casa-auto, che per la sola auto ha comportato un risparmio di 2.504 euro (non 1.500). Quanto al bilancio energetico dei pannelli fotovoltaici quel che dice il suo ingegnere edile è semplicemente falso.
      Per esempio l’IEA sostinene che in 1-4 anni un impianto recupera le emissioni in fase di produzione su un arco di vita che va da 25 a 30 anni). Tenga conto inoltre che il costo extra sostenuto aumenta il valore della sua abitazione, a differenza del BTP che a scadenza le verrebbe rimborsato al valore nominale.

      1. Non é vero, basta acquistare BTP al di sotto della quota 100 così alla fine oltre alle cedole ti porti a casa la plusvalenza, al contrario le case fra una ventina d’anni con l’attuale trend di calo demografico e calo del potere d’acquisto di certo non varranno di più, soprattutto in zone di campagna/periferia.

        1. I BTP acquistati sul mercato sotto la parità hanno cedole inferiori a quelli di nuova emissione, quindi le plusvalenze le sconta con rendimenti più bassi. E siamo all’ABC della finanza, caro Vincenzo

    2. == 9 mesi
      ciao, oggi un impianto fotovoltaico montato nel sud europa restituisce in 8-9 mesi l’energia usata per produrle, trasportare, montare e riciclarle i pannelli e gli altri componenti; la garanzia dei pannelli Topcon o Back-contact attuali è di 30 anni, in cui l’impianto restituisce energia circa x40 volte

      come emissioni sul ciclo di vita, per i soli pannelli siamo a circa 9-12 grCo2 per kwh generato (usati in sud europa), che con la tara delle altre componenti dell’impianto diventano circa 20 grCo2 per kwh generato (sud europa)

      come emissioni di Co2 calcola qualcosa in più se aggiungi gli accumuli, oppure qualcosa meno se invece considerassimo inpianti fotovoltaici utility, con rendimenti 50% maggiori degli impianti domestici sui tetti

      un report del 2025, che usa dati del 2021-2024, oggi siamo ancora meglio:
      https://www.ise.fraunhofer.de/content/dam/ise/de/documents/publications/studies/Photovoltaics-Report.pdf

      ===================
      lato economico: se invece degli accumuli Tesla, ne consideri altri certificati ma generici aquistati on-line da portali europei (oggi si scende anche a 5000 € per 40 KWh), il conto scende sui 17.000 (?) € per ftv + accumuli + annessi e connessi, diventano meglio dei BTP, se hai un tetto accessibile

      1. Grazie per la spiegazione sul pareggio energetico dei pannelli. Per il resto, come dicevo, dipende molto dai casi. Faccio 10.000 km annui (benzina ibrido, diciamo 16km/litro per stare basso, 1100/1200 euro) tutto il riscaldamento + ACS mi porta via 2k annui+ 800/900 euro di corrente annui. Ora dovrei mettere una pompa di calore, sostituire i radiatori e piano cottura, comprare un auto nuova elettrica, wallbox, fare tutto l’impianto fotovoltaico…. Ne vale la pena? Per me intendo. Grazie

        1. Probabilmente a lei in particolare non conviene. E nessuno la obbliga a farlo. Tuttavia, se ha la possibilità di caricare l’auto elettrica a casa, potrebbe convenirle acquistare un’auto elettrica quando dovrà sostituire la sua.

        2. per saperlo ci vorrebbe un termotecnico che si studi i dati della casa e della zona climatica 🙂

          al momento le pompe di calore, gli accessori di impianto, e la mano d’opera, al momento ancora costicchiano, un po’ ci marciano perchè relativamente novità; il ritorno di investimento è lungo, a meno di non rientrare in qualche incentivo al 50% (conto termico o ristrutturazione).. su youtube se hai pazienza ci sono spiegazioni degli aspetti economici e relativi a efficenze e risparmi..se vuoi mettere il fotovoltaico, hai una motivazione in più anche per la pompa di calore

          un test che ricordo è di verificare a che temperatura viene scaldata l’acqua dei termosifoni nei giorni più freddi, tipo oggi, cioè vedere quale è la temperatura minima di mandata dell’acqua impostabile dalla caldaia a gas, con cui si riesce a comunque a tenere i 20 gradi in casa anche se fuori fa molto freddo

          se la temperatura di mandata dell’acqua dalla caldaia a metano non supera i 60-65 gradi nei giorni peggiori, con le recenti pompe di calore a propano (discreta efficenza anche ad alte temperture di mandata dell’acqua) forse potresti passare a pompa di calore anche mantenedo i termosifosi attuali, rimanedo comunque più efficente (come euro x scaldarsi) del metano

          e/o con qualche intervento palliativo e parziale di isolamento dall’interno (paretine sughero/cartongesso) o ritocchi alla taglia dei termosifoni abbassare ancora un paio di gradi la temperatura di mandata

          oppure come suggerito da altri, si può iniziare montando fotovoltaico e un paio di climatizzatori a muro (aria-aria), che in mezza stagione fanno anche da riscaldamento con pompa di calore..leggermente meno efficenti e confortevoli della pompa di calore aria-acqua ma già dovrebbero far risparmiare rispetto al metano

  7. Buon anno e veramente complimenti per i risultati che hai raggiunto. La tua è la dimostrazione che la transizione energetica non più ostacoli per essere ragginta. Le rinnovabili sono le fonti energetica più economiche al mondo.

  8. Io sono molto più green. Vivo in centro e faccio tutto a piedi… e non avendo pannelli FV non ho fatto generare tonnellate di CO2 e chissà quali inquinanti molto più pericolosi in Cina.

    1. approfittiamo per un conto rapido:

      – costruire due “pannelli cinesi” da 500 Watt, totale 1 KW-potenza, oggi richiede una molto modesta emissione di circa 350 kg di Co2;
      – hai altrettante emissioni circa per il resto dell’impianto (inverter, sostegni, cablaggi, trasporto, montaggio, riciclo a fine utilizzo)

      – impianto usato su un tetto al Nord Italia produce:
      1300 KWh (1 anno) x 30 (anni) x 0,93 (usura media cioè a 15 anni) = 36.000 KWh = 36 Mega-Watt-Ora

      – calcoliamo (emissioni di fabbricazione)/(energia generata)
      700 Kg Co2 / 36.000 KWh = 19 gr Co2 x Kwh
      e poco di più se al conto aggiungi delle batterie

      se la elettricità la usi, se viene da una centrale termoelettrica a gas, emette circa 400 gr Co2 x Kwh; se consideri il mix della rete elettrica italiana tipico attuale, mediamente circa 270 gr Co2, quindi molto meglio il ftv

      =========== per chi è più tecnico:

      – scheda ambientale “pannello cinese” (6 gr Co2/kwh – 9 gr in Nord Italia)
      https://www.epditaly.it/wp-content/uploads/2016/12/MR-EPDITALY0146.pdf

      – calcolo emissioni fatto da IEA per impianto in Svizzera e pannello 21% (aggiornando i dati si trova stesso risultato del conto fatto sopra):
      https://iea-pvps.org/fact-sheets/fact-sheet-environmental-life-cycle-assessment-of-electricity-from-pv-systems/

  9. Complimenti per l’investimento anche se il risparmio vero inizia dall’avvenuto ammortamento della spesa iniziale fatta . Io non carico a casa ho un suv EV con il quale ques’t anno ho percorso veramente poco a favore delle auto a benzina e diesel (praticamente lo usava esclusivamente mi madre per quei pochi km casa- supermercato-chiesa-cimitero- bar con le amiche quasi tutte ottantenni) ; l’ev mi fatto spendere, per una percorrenza di 2500 km circa totali nel 2025, 600 euro poco più di ricarica esclusivamente alle fast/superfast (15-20 minuti di paura e via), circa 250 euro meno rispetto al benzina a pari percorrenza (tutto sommato un’inezia) .La casa la scaldo con caldaia a metano 35kw (acqua sanitaria e bagni)+ 150 kw di caldaia a cippato per termosifoni e supporto al metano(il cippato a me viene gratis e la centrale termica è stata rifatta nuova 7 anni fa con detrazione 50% ); sono circa 480 m2 di superficie abitabile con altezza soffitto dai 2,90 nelle stanza normali ai circa 8 metri nel salone centrale openspace dove è presente la scala principale che porta al secondo piano (andare a piano superiore è come passare da Reykjavík d’inverno ad Karachi d’estate causa dimensioni e l’ingombrante ed onnipresente marmo) in compenso d’estate quasi non necessito di clima tranne in qualche stanza per abbassare l’umidità (da me d’estate troverete il refrigerio che si trova all’interno del sacrario di Asiago o di un qualsiasi altro mausoleo o loculo ) . A turno tra inverno ed estate alcune stanze non vengono utilizzate per limitare la spesa. Il giardino è stato ripiantumato interamente con palme e qualche olivo (manutenzione tendente allo zero) dato che da noi al nord non necessitano di irrigazione e l’erba del prato se sopravvive naturalmente bene altrimenti risparmio i costi del taglio (avrei pozzo artesiano ma più che acqua esce metano e non andrebbe bene comunque) . Installazione FV sul tetto bocciata più volte ma sarebbe fattibile l’installazione a terra con degli impianti smartflower (almeno due con accumulo + ricarica 20kw per auto) ma hanno costi allucinanti che al momento ho preferito reinvestirli sugli arredamenti interni della casa (cucina nuova + salotto o l’opzione era trasferirmi nella cuccia con i cani ) , per consumo di corrente sono parsimonioso e mi bastano 300 euro mese, zero domotica, zero illuminazione esterna giardino , solo alcuno faretti che si accendono con sensore di prossimità e si spengono subito dopo (garage , porta d’ingresso, cancello),il cancello si apre e si chiude rigorosamente a manazza . Per spese di gestione auto/moto non ci penso più da tempo, volutamente, per vivere sereno e godermi la passione per i motori.

    1. chiedo, in una casa così grande, non ti darebbe soddisfazione aggiungere una veranda con fotovoltaico? usabile anche come riparo per tavolini da giardino o per le auto quando parcheggiate all’esterno

      rispetto al fotovoltaico sul tetto, la veranda è molto più semplice come acceso se vuoi tenere sottocchio i panelli.. la struttura per la veranda costicchia ma è un anche un gran bello sfizio, avendo lo spazio

      1. Una veranda è una struttura che richiede permesso edilizio ed è fissa e dovrebbe essere orientata per avere il massimo rendimento solare ma si sposerebbe poco o nulla con l’orientamento della casa. Avevo valutato appunto la soluzione degli smartflower, che autonomamente seguono il sole per avere rendimento ottimizzato, sono autopulenti, si richiudono in caso di maltempo e l’installazione non è vincolata da infrastrutture ciascuno occuperebbe circa 5 m2 di area e sono esteticamente belli, ma il prezzo……. Magari più avanti

        1. capito.. comunque mi sono confuso, invece di “veranda” intendevo “pergola”.. un pergolato se struttura leggera e facilmente rimuovibile (solo “imbullonato” al terreno) potrebbe non richiedere permessi

  10. Semplicemete voglio solo dire una semplice cosa mi sono autocostruito un impianto FV da 15 kw e 20 KW accumulo inverter 11 Kw costo totale 6000 euro dalla ret a finee anno prelevo circa 200 kw a dicembre e gennaio si attinge nelle giornate full pioggia e’ una scelta di vita e a breve aggiungero’ un piccolo gruppo per sospendere il servizio enel attualmente il mio risparmio annuo si aggira sui 1200 euro l ‘anno se riuscissi a togliere le spese fisse della bolletta raggiungerei i 1500 euro annui tenendo conto che hho questo impianto dal 2022 alla fine del 2026 avro ammortizzato l impianto una tesla costa un bel po’ e si parla di batterie da 40 – 50 KW non ho usufruito di nessuna detrazione nel mio piccolo contribuisco a non produrre CO2 e comunque ho letto che nonostante si abbia un impianto notevole non e’ sufficente bisogna accedere alla rete il che cpmporta emissioni di CO2 il fotovoltaico richiede anche una cultura diversa gestire bene i KW sopratutto nelle stagioni invernali

  11. Salve, complimenti.
    Io 4 anni fa presi la Twingo con la quale ho percorso 60.000 km ed avendo fotovoltaico con accumulo ho caricato esterno solo 10 volte in tutto per circa 60 euro.
    Ora ho preso Inster e non ho più macchine endotermiche.
    A presto.

  12. Alessandro D.

    Non entro nel merito di sfide e tenzoni, nè mi accodo alle discussioni in merito al rapporto fra risultati e disponibilità finanziarie.

    Vi lascio però un dato squisitamente tecnico, che spesso si tende ad ignorare.
    L’adozione in sede di cantiere di praticamente qualsivoglia soluzione tecnica, tecnologica o costruttiva è sempre meno costosa, e quasi sempre nemmeno poco, rispetto ad adottare la medesima soluzione ex post.

    E questo per tutta una serie di motivi sia “produttivi” sia magari anche commerciali, che vanno dalla maggior semplicità di installazione e posa in opera a (magari) migliori scontistiche sui materiali (spesso per esempio la fornitura di pannelli solari, pompe di calore e impianti di climatizzazione van di pari passo, e di fronte ad un grosso conto unico non è strano che anche lo sconto possa essere di maggiore entità)
    Senza considerare la maggior libertà tecnica di cui si può godere costruendo da zero (esempio a caso: la mega-falda in favore di luce permette l’adozione del mega-impianto, con un tetto “normale” non si sarebbe potuto).

    Questo mi porta a dire che se da un lato ovviamente senza soldi non si canta Messa, dall’altro sarei pronto a scommettere che (conti alla mano) il nostro amico abbia speso meno di quel che si potrebbe pensare.

    Rimane il fatto che sicuramente non è un’operazione alla portata di tutti, e che questo tipo di “modello abitativo”, per quanto piacevolissimo e umanamente assai auspicabile, non è di sicuro il migliore in termini per esempio di consumo di suolo per abitante.
    Poi ci mancherebbe: in una villetta ci vivevamo pure noi fino all’anno scorso.

    1. assolutamente vero quel che dici, sul fare un edificio da zero le varie installazioni costano sicuramente molto meno che far adattamenti a posteriori per gli esistenti tocca adattare quel che si può , a volte nemmeno si può causa vari vincoli che possono essere presenti orientemanto edificio, sopertura da parte di altri edifici attigui. Io sul tetto in teoria potrei superare agevolmente i 20 kw di installazione di pannelli (richiesta già bocciata più volte da diverse amministrazioni) avevo fatto preventivare due unità di smartflower con accumulo e e carica EV ma visto il costo esorbitante e visto che non ho voglia di aprire mutui trentennali continuo a scaldare con metano e cippato; il cippato mi viene a gratis .

  13. mario milanesio

    @filippo
    “Ma se invece di portarsi in casa un impianto così complesso e alla fine anche oneroso da gestire, uno passasse all’elettrico senza i pannelli solari ma aderendo ad una comunità energetica?”

    boh: oneroso da gestire? in che senso? ho lavato i pannelli fotovoltaici del mio impianto una volta in 14 anni, e resettato l’inverter 2 volte, nient’altro.
    e poi: il resto dell’impianto, pompa di calore, sistemi di monitoraggio ecc ecc
    ci sarebbe lo stesso anche aderendo a una comunità energetica

    quindi: che senso ha il tu commento?

  14. Allora, facendo rapidamente 2 calcoli, anche se probabilmente errati perche secondo me qualcuno ha infilato il 110% in questa casa, quindi non ha speso 1 centesimo
    3 tesla powerwall, siamo sui 9-10k l una, quindi facciamo 30k
    20k pannelli sunpower, che a quei tempi costavano di piu di ora, ma mi tengo buono, quindi prendendo pannelli da circa 460w siamo a 44 pannelli per un totale di 4400€ se ci teniamo bassi a 100€ a pannello
    Inverter sma, siamo sui 2500
    A questo dobbiamo aggiungere installazzione, che se ci teniamo bassi, siamo sui 3-4000€, ma veramente bassi vedendo come se ne approfittano le ditte
    Quindi facendo un calcolo
    30000+4400+2500+4000 siamo a 40.900€
    40.900€ alle tariffe attuali (almeno quella mia con otcopus che sono 0.17cent a kw finiti) significa che devo consumare ben 240.000kw di corrente prima di rientrare nell investimento, se facciamo un 20k annuali di consumo siamo a 20 anni, ok che riprende qualcosa, ma ne consuma anche molto in se la casa e le macchine, quindi se va bene passi a 19 anni

    Personalmente trovo questi impianti se non fatti gratis sono controproducenti, poi con la batterie tesla e peggio, perche costano l ira di dio e non valgono quello che costano, infatti non le monta nessuno se non fissati che vogliono avere tutto tesla in casa, ci sono altre batterie di potenze maggiori a 1/6 del prezzo, li gia riesci ad ammortizzare la spesa in molto meno tempo

    Quindi alla fine per me, non hai speso solo 256€, perche devi aggiungere l ammortamento dell impianto, fino a quel momento, che non arrivi al punto 0, quindi tra 19-20 anni, stai pagando ancora 2045€(40.900/20 anni)+256€ all anno di corrente

      1. Guarda, io stesso ho un impianto da 2.5kw autocostrutito, 2 pannelli su 5 rimediati a gratis, cavi magnetotermici fusibili ecc rimediati grazie al lavoro, ho comprato solo 3 pannelli per un totale di 180€ e un inverter usato a 220€, quindi alla fine ho speso 400€, sono gia 2 anni che ho il tutto, ci sono quasi rientrato ormai, ma quando carico la macchina il costo che metto e cmq quello della mia tariffa, 0.17, anche se magari riesco a caricare gratis 10-20-30% nelle belle giornate impostando l auto a 10A, ma in estate ovviamente, in inverno, non mandi avanti quasi niente

    1. Infatti, mi piace molto seguire le discussioni sulle auto elettriche ma troppo spesso ci sono i fenomeni che si vantano dopo aver speso centinaia di migliaia di euro per avere questi risparmi….

        1. Gli avranno sicuramente regalato i Powerwall, le 2 auto elettriche, i pannelli e l’ installazione.

          1. Se la sua fosse una battuta potremmo anche accettarla. Il suo post seguente dimostra che non lo è affatto. Definiamolo un “fallo di frustrazione”. Buon diesel: a nessuno interessa che auto guida e stia certo che nessuno la invidia.

          2. Frustrazione ha un significato diverso da invidia. Apri il vocabolario, ne hai bisogno. Invidio il lettore non per la capacità di spesa, sia chiaro, ma per la scelta coraggiosa che ha fatto. Ah per inciso, possiedo anche un’elettrica, che carico esclusivamente a casa, senza fotovoltaico, l’ auto termica è un lusso, poter partire in qualsiasi momento e percorrere migliaia di km senza rifornimento è una comodità a cui non sono disposto a rinunciare, aldilà dei costi o dell’ ambiente.

    2. visto che ti sai arrangiare in fai-da-te con gli impianti ftv, aggiungiamo per completezza che i 25.000-30.000 € per i 40 KWh di accumuli Tesla, oggi si potrebbero sostituire con 40 KWh di accumuli di marca certificata ma generica, spendendo 4000-5000 euro.. anche se durassero qualche anno meno dei Tesla, questo risparmio cambia radicalmente in meglio il calcolo dell’ammortamento

    3. Ogni volta che faccio notare questa cosa mi dicono che non capisco nulla e che loro sono green, hanno i pannelli sempre gratis, la casa che li può ospitare, la colonnina in box. Tutto sempre gratis, gli ammortamenti non si contano mai, e nemmeno i costi di assicurare un impianto del genere.

  15. Per la villa singola senza pannelli, accumulo e pompe di calore, dalle mie parti, ci vogliono almeno 250000 euro.
    Ha indubbiamente fatto un ottimo lavoro, ma la posizione di partenza di questo lettore è senza dubbio privilegiata, visto che per i suoi 25000 km ha speso all’incirca 300000 € (considerando anche l’acquisto della Tesla).

    1. Se permette, le sue osservazioni sui costi in valore assoluto significano poco. Dovrebbe tener conto solo dell’investimento aggiuntivo richiesto per elettrificare casa e mezzi di trasporto e su quello calcolare in quanto tempo il risparmio annuo lo ammortizza.

  16. Mi congratulo con il sig. Luca per l’impianto che ha realizzato e lo stile di vita che la scelta impone. Sarebbe utile conoscere i costi per realizzare un tale impianto per capire quanto possa essere alla portata di altre persone. Indubbio che la soluzione è green e farà risparmiare emissione di co2 in tutto il ciclo di vita dell impianto.
    Una piccola critica al titolo dell’articolo che dice che per fare 25000km si spendono 256 euro. Penso che qui ci sia lo zampino di Massimo per catturare lettori 😀.

      1. Perché so per esperienza che aggiustate i titoli secondo esigenze editoriali, per altro più che legittime. Mi perdoni se ho pensato questo.
        Il dato riportato è da encomio, ma occorre conteggiare sull’auto elettrica parte dei costi di ammortamento dell’impianto. Nella voce auto elettrica si evidenzia correttamente 658 euro per questo ho pensato che riportare 256 euro ,che sono solo quelli diretti, fosse fatto dalla redazione. In ogni caso sono valori molto buoni.
        Sapere il costo dell’impianto potrebbe aggiungere informazioni alla valutazione complessiva.

          1. Mi perdoni Massimo ma leggendo l’articolo non posso dedurre nulla. Prendo atto che lo ha riportato il lettore poiché non ho dubbi che se Lei mi riporta questo sia vero. La critica la giriamo quindo all’autore dell’articolo.

          2. Cosa deduce da queste, che sono le prime due righe dello scritto firmato da Luca Cristofori? “Vorrei lanciare una sfida ai vostri lettori: chi riesce a percorrere circa 25.000 km in un anno con un veicolo elettrico spendendo solo 256 euro?” 

          3. Le do ragione poiché leggendo il primo trafiletto non ho posto attenzione che è stata scritta in prima persona. Ma le ripeto che non metto in dubbio la sua parola. La domanda rimane comunque all’autore dell’articolo.

  17. Ma se invece di portarsi in casa un impianto così complesso e alla fine anche oneroso da gestire, uno passasse all’elettrico senza i pannelli solari ma aderendo ad una comunità energetica?
    Mi sembra di aver letto che i costi dei campi fotovoltaici sono inferiori a quelli delle abitazioni private.

  18. Buongiorno, non so se ho “fatto meglio” del sig. Luca, ma sicuramente posso battermi su un piano di confronto.
    Abito in provincia di Roma per cui zona climaticamente più favorevole rispetto alla sua. Sono in condominio e non in una villa indipendente, ma per fortuna l’edificio ha uno sviluppo orizzontale per cui ho potuto usare tutta la superficie di mia pertinenza della copertura tranne tre lucernari per installare due impianti FTV: un primo da 6 kWp con accumulo Tesla Powerwall 2 realizzato nel 2018 con incentivi fiscali del 50% in 10 anni e contratto SSP, e un secondo da 10 kWp con accumulo Huawei realizzato nel 2023 con il Superbonus e connesso alla rete con RID. La produttività è purtroppo limitata da una non ottimale esposizione della falda, quasi interamente a nord.Nel complesso, la mia abitazione nel 2025 ha consumato 15,394 MW di cui 5,058 hanno alimentato 3 auto elettriche (una MY del 2024 e due Zoe, una acquistata nuova nel 2019 e una usata nel 2025) e 10,337 la casa (140mq riscaldati e raffrescati da pompe di calore, boiler da 250 lt per acqua sanitaria, piano cottura a induzione, lavatrice da 15kg e asciugatrice da 10kg a pompa di calore, vasca idromassaggio esterna riscaldata). Quindi “indice di autonomia” ben superiore al 100%, e classe energetica A4!Ma la sfida era sui costi: nel 2025 ho speso di bollette elettriche € 2.675,93 (per cassa, non ho ancora la bolletta di dicembre ’25 ma ho incluso dicembre ’24) e ne ho incassati € 1.776,43 dalla vendita di energia con il RID e dallo scambio sul posto. Quindi ho speso di tasca poco meno di 900 euro. Per tutto, casa e auto. Non faccio il conto al km/kWh, mi piace vincere facile ma non maramaldeggiare.Ora aggiungiamo 1.023 euro annui di ammortamento del primo impianto (50% in 10 anni, tutto il resto è detratto dalle tasse quindi non lo considero). e troviamo un costo annuo di € 0,12 per kWh consumato. Le tre automobili hanno percorso in totale 37.193 km prelevando da colonnine pubbliche 1,155 MW al costo di € 534,63 e il resto caricato a casa a un costo come calcolato sopra di € 632,29. Quindi in totale ho speso per le percorrenze €  1.166,92 ovvero circa € 3,14 per 100km. Non male direi.
    Considerazione sui bonus in generale: c’erano, ne avevo diritto in quanto al 100% in regola con TUTTO, ho con mia moglie sufficiente carico IRPEF per rientrare (…due lavoratori dipendenti, ci vuole poco…), ho anticipato “a buffi” la spesa, quindi li ho usati e lo rifarei.Se non ci fossero stati i bonus avrei fatto lo stesso l’investimento dei FV? penso proprio di si. Il mio impianto da 10kWp con accumulo è costato 32 mila euro. Il mutuo di 10 anni al 7% su quella cifra costa 4.667 euro annui compresi gli interessi. Nel 2025 ho avuto un risparmio secco solo sulla benzina di oltre 3.000 euro, un pò meno nel 2024, ben di più nel 2022-2023 “grazie” alla guerra di Putin. Solo questo consente il servizio di un debito ampiamente sufficiente per l’acquisto del FTV, senza contare il risparmio in bolletta o gli altri benefici delle auto elettriche (con quelli ci abbasso le rate della macchina). Buon 2026 elettrico a tutti!

  19. Edwin Abbott

    Leggendo i vari commenti rabbiosi, sdegnati ed esterrefatti, viene da chiedersi che cosa penserebbero i loro autori, se fossero vicini di casa del signor Cristofori.

    Direbbero forse, con lo stesso sdegno e strappandosi le vesti:

    Ma guarda che sfacciato! Invece di spendere i (suoi) soldi in due bei SUV a gasolio, costruirsi un elegante castello con stanze alte 4 metri, caminetti a pellet e riscaldamento a carbone e ammorbarci l’aria tutti i giorni (che si sa fa tanto bene ai polmoni dei bambini), questo scriteriato ha letteralmente buttato i (suoi) soldi per non romperci i timpani, per lasciarci respirare senza deodorante e filtri ai carboni attivi e per ridurre il perso della bilancia commerciale verso i Paesi fornitori di combustibili fossili. Puah! Che egoista! Che incivile!

    Sembrano quasi quelli che, se li aiuti, ti mordono la mano.

    1. I rabbiosi sembrano i pro elettrico quando viene fatto notare che un impianto e delle auto così hanno un costo enormemente maggiore ad un’ auto a gasolio. Personalmente invidio il lettore, potersi permettere uno stile di vita del genere non è da tutti.

  20. Luca, intanto complimenti per le scelte progettuali, possibili solo in presenza di ristrutturazione profonda di una vecchia abitazione, oppure di nuova costruzione (come penso che abbia fatto, vista la foto).
    Vorrei far notare a tutti coloro che chiedono:“…ma quanto è costato il tutto tra impianto fotovoltaico, pompe di calore, accumulo ecc. ?”, ho provato ad ipotizzare i valori aggiornati di installazione.
    Un impianto da 20kW, in grado di produrre circa 1500 kWh/kW in Emilia Romagna, batte in producibilità la stragrande maggioranza degli impianti, mediocri, realizzati fino a pochi anni fa, e localizzati sia a nord che sud Italia (vedi dati GSE -1-). Mi è chiaro che questo risultato è possibile solo potendo disporre di un tetto perfettamente orientato a sud, senza ombre di camini, antenne ecc. curando la ventilazione dei moduli ed utilizzando pannelli n-type o eterogiunzione ( Sunpower o simili, anche cinesi). Ricordo che un impianto da 20 kW, a pochi km dal Po e correttamente esposto, produce in un giorno soleggiato di dicembre 50-60 kWh (19 giorni nel 2024 e 12 nel 2025) !
    Un impianto di questo tipo, se progettato contemporaneamente all’abitazione, costa meno di un’ installazione su tetto esistente, perché non bisogna installare un ponteggio, è già montato.. il cui costo non incide perché utilizzato per questo scopo solo per pochissimi giorni, i fissaggi delle strutture di sostegno sono semplificate (di solito, la base di appoggio è lamiera coibentata), i passaggi dei cavi, realizzati con l’impianto elettrico, riducono tempi di montaggio. Attualmente un impianto di questo tipo, ripeto progettato contestualmente alla parte edile, costa meno di 1000€/kW. Conclusione: circa 20.000 Euro.
    Accumulo: Utilizzando prodotti orientali, di affidabilità equivalente a Tesla, si possono installare 40 kWh ,a poco più di 20 k€. Esistono, in commercio, batterie LiFePo a prezzi decisamente più bassi, di cui non conosco (per mia ignoranza) l’affidabilità e la qualità dell’assistenza.
    Pompa di calore: considerando che i costi dell’impiantistica idraulica al servizio di una Pdc oppure una caldaietta a condensazione sono gli stessi, bisogna solo considerare solo la differenza di costo tra le due soluzioni, pari a 3-5 k€. Ho ipotizzato un sistema di riscaldamento a bassa temperatira, in modo che la PdC lavori con COP medio di 3,5-4.
    Conclusione: con 45 k€ di spesa, è possibile rientrare dell’investimento in meno di 20 anni. Un buon consulente fiscale-energetico è in grado di ridurre ulteriormente questo tempo, valutando gli incentivi applicabili.
    Nota1:
    Per coloro che: “dopo 20 anni l’impianto non funzionerà più…”. Il mio impianto da 4 kW, installato nel 2008, produce in un giorno di sole esattamente la stessa quantità di energia (stesso mese), semplicemente 18 anni dopo.
    Nota 2:
    Per coloro che: “vanno utilizzati solo i tetti per realizzare gli impianti fotovoltaici e mai a terra” ricordo che:
    • Un impianto a terra da 1000 kW costa 600-700€/kW, e produce 1500-1800 kWh/kW, non ha bisogno di incentivi e vende l’energia a 5,68 c€/kWh (vedi ultima asta FER X per 7,7 GW -2-).

    • Un impianto su tetto costa all’incirca il 50% in più e produce il 30-40% in meno (inclinazione e posizione del tetto non si possono scegliere)

    • I dati precedenti evidenziano che non si possono chiedere “bassi prezzi dell’energia” e “no impianti FV a terra e no eolico”, a meno di non incentivare gli impianti…

    -1-Solare Fotovoltaico – Rapporto Statistico 2024.pdf
    -2- FER X, PUBBLICATE LE GRADUATORIE DEI BANDI PER IMPIANTI EOLICI E FOTOVOLTAICI

    1. 31.273 kWh con 20 kW installati è impossibile a Ravenna con impianto fisso per giunta dalla foto direi massimo 20° di inclinazione,, il signore ha molto più dei 20 kW dichiarati.. se posso suggerirei un accumulo maggiore , magari con celle lfp trovabili ovunque ( tipo https://www.nkon.nl/en/rechargeable/lifepo4/prismatisch.html ) a buon mercato assemblate con bilanciatori , con i soldi dei 3 powerwall tirerebbe fuori un accumulo almeno da 300 kWh … parlo di fotovoltaico ed qaccumuli per esperienza diretta personale, non per sentito dire

      1. Luca, ho gli accessi di alcuni impianti, zona Torino, che hanno prodotto circa 1450 kWh/kW nel 2025, con moduli n-type orientali. Circa il valore dichiarato di potenza nominale (20kW), probabilmente i progettisti di Ravenna hanno applicato la definizione di Pn pari al valore minore tra potenza in dc e ac (come da CEI 0-16 e 0-21).

        1. io ho complessivamente 41 kW esposti pannelli normali perfettamente orientati inclinati 30° produzione media normale poco meno di 1400 kWh a sud di Roma (anno record il 2022), nel 2025 l’impianto più vecchio composto da 63 pannelli italiani Peimar da 315 Watt l’uno del 2019 quindi 19,845 kW di potenza ha prodotto 26.695 KWh quindi 1345 kWh/kW qui a sud di Roma, a Torino un impianto identico a questo mio identicamente perfettamente orientato e con inclinazione 30° (da me la perfetta darebbe 36°, a Torino più o meno 40°) avrebbe prodotto non più di 1250 kWh , per arrivare ai suoi 1450 kWh/kW sicuramente la maggior produzione ESTIVA degli n-type aiuta (in inverno nessuna differenza coi miei panneli) ma forse i suoi che cita sono anche bifacciali

        2. comunque facciamo prima, dalla immagine io conto 7 x 8 = 56 pannelli, se sono i più comuni sunpower da 455W l’uno sono 25,48 kW di potenza, decisamente più compatibili alla produzione dichiarata per un impianto su tetto tegolato con massimo 20° di inclinazione decisamente NON ottimale senza ulteriori considerazioni sull’orientammento dato che non è stato dichiarato

          1. Luca, sto valutando l’assemblaggio, o il progetto, di un sistema di accumulo low cost. Nel caso lei fosse disponibile a fornirmi un minimo di informazioni, le sarei grato. In tal caso chieda alla redazione i miei contatti.
            Grazie, in ogni caso.

          2. signor Andrea, coin questa risposta la redazione ha la mia email, se la redazione mi manda la sua email io le giro i contatti di chi le può fare un ottimo lavoro qui in zona Roma sud o se preferisce giro a questa persona la sua email, così ve la vedete voi

  21. Fabrizio Isacchi

    Complimenti per l’impatto ambientale generato a livello di CO2 generato per costruire quella centrale elettrica e il risultato finale risibile ottenuto.
    Mancano tutti i costi sostenuti in primis, i tempi dei numetosissimi ammortamenti, i costi di gestione e di adeguata manutenzione, i costi di smaltimento finale, le ore/uomo sul tempo finora impiegate( 0€/j forse?) è futuro., il costo dei progetti, imprese e professionisti coinvolti…… Tutto a gratis?
    Insomma una esposizione alquanto discutibile e che getta molte ombre e genera commenti sarcastici
    È come dire che l’auto è scesa da un passo alpino spendendo zero di energia (complimenti) ma si tace sul costo per farla salire a quella quota.
    Ben capirete che simili articoli, ottengono un riscontro che lascia il tempo che trova.

    1. Mauro Testoni

      Come al solito si critica e non si conosce nulla di quanto argomentato dal lettore Ravennate.
      Sarà mica un altro sostenitore della “miocugino-science”?
      Io abito a Cesenatico, ho terminato nel 2023 la ristrutturazione della casa, 12kW fotovoltaico, 29kW accumulo e sono poco distante dai dati riportati. Con gli incentivi del 110, a conti fatti mi ripago i lavori eseguiti in circa 12 anni tra auto elettrica, no gas, vendita energia prodotta e rientro ristrutturazione 50% in 10 anni. Bisogna darsi da fare per ottenere qualcosa, oppure si va al bar e si fanno le discussioni da bar.

    2. Infatti, caro signore, un’auto elettrica quando scende dal passo alpino recupera buona parte dell’energia servita x salire…

  22. Ivone, Francia

    Caro Luca,
    complimenti per il progetto che ha realizzato. Presumo abbia richiesto un investimento economico non trascurabile, ma probabilmente sarà ammortizzato in un tempo ragionevole e coerente con la vita utile dei componenti installati. Apprezzo inoltre la scelta di destinare le proprie risorse a un progetto con benefici ambientali concreti, invece che ad altre forme di investimento.

    Ho apprezzato anche l’approccio adottato nelle tabelle di consuntivo, dove ha indicato valori realistici per l’efficienza dell’auto e, da quanto ho capito, ha tenuto conto anche del mancato introito dell’energia autoconsumata per la ricarica dell’auto, che in alternativa sarebbe stata immessa in rete con una (seppur modesta) remunerazione. È un aspetto spesso ignorato, ma rilevante per una valutazione corretta dei costi.

    Al momento non possiedo ancora un impianto fotovoltaico, ma è nei miei programmi; quando scriverò il mio resoconto su Vaielettrico, certamente non definirò “gratis” l’energia prodotta dal fotovoltaico utilizzata per ricaricare l’auto.

    Per quanto riguarda la sfida che ha lanciato, non credo di poter partecipare: come forse avrà letto nel mio resoconto pubblicato su Vaielettrico il 31 dicembre, nel mio caso una quota significativa delle ricariche (circa il 35%) avviene fuori casa, con costi inevitabilmente diversi.

    Salvo errori di interpretazione, ho notato infine una possibile incongruenza tra il titolo, che indica un obiettivo di 256 euro per 25.000 km, e il consuntivo dei costi, che riporta un totale di 658 euro: potrebbe chiarire questo punto?

    Da ultimo, una curiosità sui consumi dell’abitazione: rispetto a quelli degli elettrodomestici principali (forno, frigorifero, lavatrice, ecc.), ho notato valori piuttosto elevati per irrigazione (344 kWh) e tapparelle elettriche (211 kWh). Forse varrebbe la pena verificare le misurazioni.

  23. Io , forse, ho fatto meglio!! Abito pure nelle vicinanze ( frazione del comune di Argenta Fe che è in parte anche del comune di Alfonsine Ra. Contratto luce fatto prima della guerra Ucraina che prevede costo doppio in f 1 e f 2 e quasi ZERO in f 3… con il “fotovoltaico da balcone” e da poco con anche due batterie da 2 kWh ciascuna ( quindi con una spesa molto contenuta) copro quasi interamente le fascie 1 e 2 e tutto il possibile ( lavatrice lavastoviglie) lavora di notte e festivi…carico Kona 64 SEMPRE a casa ed in f 3…15000 km/ anno…le batterie se necessario come in questo periodo le posso caricare, ovviamente, anche di notte dalla rete……….

    1. Aggiungo che la Kona in estate di km ne fa un bel po’…( al sesto anno mi ha dato ancora 618 km al 100% di carica la scorsa estate e giusto il primo dell’anno ancora 400km al 80% di carica invernale) quindi mi ha permesso viaggi relativamente lunghi senza necessità di ricarica pubblica.

  24. Un impianto da più di 100mila euro per risparmiare 400 euro l anno .
    Complimenti alla furbizia ahha

    1. Mauro Testoni

      Sono dati certi e confermati da “suocugino” al bar!
      Oggi con 10mila€ si fa un FV da 6kW. Con 15mila€ si fanno 25kW di accumulo.
      In 10 anni deduci il 50%, ovvero ti costa 12,5mila€. Vita utile dell’impianto 25 anni, produzione annua a Cesenatico (FC) 8MW con 6kW sul tetto, dati appena controllati sulla mia installazione.
      Visto che almeno 3MW li auto-consumui significa che ci risparmi almeno 500€ ogni anno e vendi a 0,044€/kW l’eccesso ovvero 5000*0,044= 220€, sommati fanno 720€/anno x 25 anni risulta….. 18mila€ e sono stato stretto su tutti i fronti.
      Sveglia!!!
      Ovviamente bisogna avere lo spazio per fare questo tipo di installazione, non tutti i residenti nei condomini possono.
      Per l’esborso finanziario si tratta di un investimento a lungo termine con profitto, quindi conveniente.
      Saluti

  25. Tutto molto bello ma non ha scritto quanto è costato il tutto tra impianto fotovoltaico, pompe di calore, accumulo ecc. e soprattutto gli anni di ammortamento di un simile investimento.
    Penso ci vorranno diversi anni prima di raggiungere il punto di pareggio, solo dopo si potrà parlare di risparmio effettivo.

    1. Ivone, Francia

      La pompa di calore non la considererei alla pari dell’accumulo elettrico visto che al giorno d’oggi tutte le abitazioni hanno un sistema di riscaldamento.

  26. Indirizzato a “chi può” il messaggio non è male ma sono abbastanza convinto che “chi può” queste valutazioni le ha già valutate.
    Non è invece un bellissimo esempio verso chi, il costo di questa casa, non se lo potrà permettere nemmeno in 3 vite di lavoro oppure a chi abita in generale nei condomini.

    Complimenti comunque per la scelta, meglio investire sulla sostenibilità ecologica ed energetica piuttosto che in ferie a Dubai, pranzi e cene in locali chic, ecc.
    Nel complesso avrei pensato a consumi un po’ inferiori perchè se il sole è gratis, di certo non lo sono il FV e l’accumulo.

  27. Si, ma quanto è costato tutto quel mega sistemone di pannelli, batterie etc? Qual’è il PAYBACK? Certo che è possibile essere quasi carbone free, ma se per risparmiare 2000€/anno ne devo spendere 100000€ fra pannelli, batterie, auto elettriche e pompa di calore, oltre ad avere una casa singola di 150mq con relativo tetto a disposizione etc…quante famiglie potrebbero seguire questo esempio?

    1. Simone Cagnin

      I miei più sinceri complimenti x questo traguardo che hai raggiunto..certo che con quell impianto installato a casa che ti trovi l investimento fatto verrà ammortizzato in diversi anni….il post chiede “chi ha fatto meglio?”
      Io!
      Solo impianto fotovoltaico da 6 kw e senza accumulo,auto elettrica con 24k km da un anno e mezzo ho speso di energia prelevata 90 euro….

      1. Ivone, Francia

        Caro Simone,
        sulla “competizione” su chi abbia fatto meglio credo sia utile chiarire prima i contesti di utilizzo. Dai dati che riporta, lei ha percorso circa 24.000 km ricaricando sempre a casa e prelevando dalla rete elettrica per un valore complessivo di circa 90 euro. Questo indica un utilizzo dell’auto elettrica prevalentemente all’interno della cosiddetta comfort zone, senza ricorso a ricariche pubbliche, tipicamente necessarie nei viaggi più lunghi.

        Per quanto riguarda l’impianto fotovoltaico da 6 kW senza accumulo, il risultato è certamente positivo, ma andrebbe valutato considerando anche due aspetti spesso trascurati: l’ammortamento del capitale investito e il mancato introito dell’energia autoconsumata per la ricarica dell’auto, che in alternativa sarebbe stata immessa in rete con una (seppur modesta) remunerazione.

        Le condizioni favorevoli da lei considerate sono legittime, ma non direttamente confrontabili con quelle di chi utilizza l’auto elettrica anche per percorrenze extraurbane e viaggi lunghi. Più che stabilire “chi ha fatto meglio”, direi che si tratta di profili di utilizzo differenti. Come ricordava ironicamente Mark Twain, esistono le bugie, le bugie sfacciate e le statistiche: numeri corretti, ma che vanno sempre letti nel giusto contesto.

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