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“Vi racconto la Vespa elettrica, tutta un divertimento”

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“Vi racconto la Vespa elettrica, tutta un divertimento”. Francesco, un lettore pugliese di Vaielettrico, ha deciso di condividere la sua esperienza a emissioni zero. Ma questa volta non si tratta di un’auto, bensì della versione elettrica dello scooter più amato dagli italiani (e non solo). Ecco il suo racconto.
                           di Francesco Musti
La mia  era in pronta consegna, la concessionaria ne aveva due a disposizione. Ma all’inizio ha avuto parecchi problemi con l’ecobonus, per venirne a capo ci sono voluti oltre tre mesi. E colgo l’occasione per ringraziare Vaielettrico.it per il supporto e le pronte notizie che pubblicava in quel periodo. "Vi racconto la Vespa elettricaDopo l’emendamento approvato a luglio, che sistemava gli errori fatti in scrittura di legge, ho telefonato il 12 luglio al concessionario per la conferma. E il 16 mi ha consegnato la Vespa. Ringrazio anche la Piaggio, tutte le volte che ho chiamato il call center a Pontedera mi hanno sempre aggiornato e rassicurato sull’evoluzione della cosa.
— Leggi anche: pensi a uno scooter elettrico? 10 cose da sapere

“Vi racconto la Vespa elettrica: accelerazione super”

"vi racconto la Vespa elettrica

Come va dunque? Dal 16 luglio ad oggi ho percorso 1900 km.
Ha un un’accelerazione SUPER, tutta un divertimento. Se il suo motore venisse montato su uno scooter di 30 kg più leggero (la Vespa ne pesa 135) al verde del semaforo schizzerebbe in volo.
Possiede tanta accelerazione scaricata sulle ruote, accompagnata dolcemente da un controllo elettronico eccellente. La Vespa elettrica è tutto un piacere, tanto divertimento senza la puzza del tubo di scarico e il rumore che ti rende difficile parlare con il passeggero. Se confronto la Vespa elettrica con la Vespa Primavera (i 2  modelli hanno la scocca e tutta la ciclistica quasi identica) pur sforzandomi non trovo niente che mi possa far scegliere la versione a benzina. Sfido chiunque a trovare per la termica differenze positive.
vespa

“Vi racconto la Vespa elettrica: un km con 1 centesimo”

Ho monitorato i consumi e ho acquisito esperienza di guida elettrica. Il che mi ha portato a percorrere sino a 86 km  con  una carica completa in modalità power (la Piaggio ne dichiara 80 in power e 100 in eco). Sul consumo incidono tanti fattori, in power si può oscillare da 67/68 km sino a 80/82 km”. 
"Vi racconto la Vespa elettrica
Tutte le ricariche fatte sino ad oggi le ho fatte nel mio box, ho un contatore vicino alla presa. Consumo totale ad oggi: 114 kw/h (in foto riporta 79,20 perché per le prime ricariche ho usato un altro contatore). Se si moltiplica 114 x 20 centesimi (prezzo massimo del kw/h casalingo) ho un totale di 22,80 euro, con una media di 17 km con un kWh. Con la mia Vespa elettrica 1 km mi costa poco più di 1 cent, mi sto dimenticando come si guida l’auto… La metto sotto carica quasi sempre con un 10% residuo ( tranne quando per testare i consumi ho portato a zero la batteria). Ci mette meno di 4 ore, sino all 80% succhia dalla rete 1,5 kw/h poi scende a 300 w/h”.

I pregi? Tanti, niente più puzza, macchie d’olio…

"Vi racconto la Vespa elettricaI pregi? Anzitutto, come dicevo, i consumi bassissimi. Poi la
pulizia, niente più macchie di carburante e olio sul pavimento del mio box. Niente puzza al mattino quando alzo la serranda del box. L’accelerazione da brividi. La stabilità e  la ciclistica sono eccellenti. E affronta le salite senza problemi, anche con un passeggero a bordo. Raggiunge il limite di 49 km/h imposto sempre, ciò perché il controllo è elettronico e ha una potenza superiore da almeno 70 km/h. La ricarica in frenata c’è e si percepisce quando entra in azione, divertente usarla in decelerazione. Firmata Vespa”.

I difetti? Ci vorrebbe il GPS. E l’applicazione…

PiaggioE ora i difetti. Parto dal calcolo percentuale di carica e km residui,  fatto non sullo storico consumi ma impostato di fabbrica (e pure un po’ sballato). Poi: l’assenza del GPS (su modelli cinesi viene montato). L’applicazione Vespa Mia è ridicola, c’è tanto da lavorarci su. Infine: il blocco di velocità a 49 km/h irrita. In città sono pure sufficienti però quando il tachimetro raggiunge i 49 e il motore ti fa capire che può spingere ancora….Uffff…

Se la ricomprerei? Certo che sì

Infine la domanda che mi hanno posto gli amici di Vaielettrico: la ricompreresti? Sì che la ricomprerei. Sì, perché, ho potuto approfittare dell’eco-bonus che riduce il prezzo a poco più di mille euro la differenza con la versione a benzina (Vespa primavera). Ma onestamente senza incentivi, al prezzo di 6400 euro, per me sarebbe rimasta un sogno”.
— Clicca qui per il sito ufficiale della Vespa elettrica. Qui il listino prezzi degli scooter elettrici, con oltre 70 modelli. E qui: che bello andare in Vespa sui colli bolognesi, con il nostro video

29 COMMENTI

  1. La prossima estate farò un reportage di un uscita fuori porta, destinazione spiagge ai piedi del Gargano (se vorranno gli amici di Vaielettrico potranno pubblicarlo)
    La spiaggia di Mattinata dista una 70ina di km, mentre mi godrò il bagno al mare, la Vespa tornerà carica al 100% al costo di un caffè.
    Apriamo le nostre menti, il futuro è già presente.

    • E questo avvale la mia tesi… Evidentemente per scegliere tale meta ha visto dove ci sono possibilità di avere colonnine a disposizione e, come vede, non è libero di andare dove vuole ed anche se lo vorrebbe fare, tocca pure “allungare” per raggiungere posti dove ci si può ricaricare sempre con la speranza di trovare la colonnina libera visto che, ad incentivare altri a prendere l’elettrico con queste tipologie di batterie che ci mettono , fra poco quelle libere non lo saranno più….

      • Il problema delle auto che dovrebbero fare lunghe percorrenze qui si aggrava in quanto l’autonomia è ridotta, i tempi di ricarica sono mediamente pure più lunghi rispetto alle auto e ad avere una bella quantità di moto elettriche in giro significherebbe rendere vano, al parità delle auto, avere distributori di corrente che funzionano sulla falsariga degli attuali benzinai almenoché non farli grandi quanto sono grandi i parcheggi dei centri commerciali… ciò, alla fine, porterebbe a fare crescere le colonnine come funghi fino a riempire le nostre città perché si avrà una colonnina per auto/moto parcheggiata…. al diavolo l’ecologia e l’ambientalismo tanto evocata a gran voce con l’incentivazione dell’elettrico.

    • Caro Francesco, non te lo auguro, ma se per andare a Mattinata troverai tutte le colonnine occupate visto che, per incentivare l’elettrico, ci saranno altre 1000 scooter elettrici nelle zone dove vorrai andare, oltre che soggiornare a Mattinata ti toccherà soggiornare altrove solo per aspettare il tuo turno oltre che il tempo necessario per ricaricare il tuo ….

  2. PRESENTE.
    Nella mia Puglia, è vero le colonnine scarseggiano , ma in particolare a Barletta (dove abito) c’è ne sono 3 Enel in città (1 sul litorale e 2 in pieno centro.
    Io, avendo un box di proprietà ovviamente sfrutto questa comodità ma avrei comunque la possibilità di andare con la Vespa in centro lasciarla sotto carica per un paio di ore e riprenderla carica al 60% .
    Caro Giuseppe, se c’è una tipologia di veicolo dove si è ben affermato che “ELETTRICO è MEGLIO” questa è proprio lo scooterino da città.

    • Al contrario di quel che si pensa (perché non sono contrario all’eletrico di per sé ma solo alla sua attuale diffusione per la situazione delle batterie che c’è e che costringerebbe ad avere tante colonnine quante sarebbero le auto e le moto parcheggiate in mezzo alla strada ) , questo mi fà piacere per lei , in quanto qualcosa si stà muovendo in fatto di colonnine anche sé, per come dice lei, solo 3 colonnine significa che comunque non è libero di andare dove vuole oltre queste 3 colonnine il che riporta il problema là dov’è iniziato ossia il non poter andare là dove si vuole.

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