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Vere stazioni, non più colonnine nel nulla

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Le nuove ricariche di Atlante con copertura disegnata da Bertona.
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Vere stazioni di ricarica, non più colonnine all’aperto installate nel nulla, in angoli sperduti di città e paesi. E ogni operatore sceglie una sua identità.

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Le stazioni Ewiva ricoperte da fotovoltaico. Sotto la nuova ricarica Mercedes.

vere stazioniVere stazioni: Atlante affida il design a Bertone

L’ultima a svelare il look delle future stazioni di ricarica è Atlante, che ha affidato a un marchio storico dell’auto come Bertone Design la progettazione architettonica. Si tratta di stazioni modulari, con declinazioni diverse a seconda della tipologia. Dalle più piccole, ad esempio in città, fino a modelli che coprono interamente gli stalli di ricarica, che ove possibile avranno moduli fotovoltaici integrati. E con l’utilizzo di materiali riciclati e/o totalmente riciclabili, oltre a tecniche costruttive a basso impatto ambientale. La stessa Ewiva, la società creata da Enel X Way e Volkswagen, predilige ormai vere e proprie stazioni coperte con pannelli fotovoltaici. Mentre brand dell’auto premium come Audi e Mercedes hanno ideato i loro hub come parte della corporate identity: la prima creando hospitality coperte con tanto di bar e sale lettura. In cui trascorrere il tempo (sempre più breve) della ricarica e, perché no, fare networking con altri automobilisti elettrici.

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Il design delle stazioni dell’olandese Fastned. Sotto: stazione Free to X.

Architetti al lavoro, tra tetti fotovoltaici e ricariche HPC

Naturalmente il matrimonio tra colonnina ed energia prodotta dal tetto fotovoltaico della stessa stazione di ricarica è l’ideale. L’olandese Fastned, da questo punto di vista, è stata all’avanguardia. E continua a perseguire una politica di aperture che non è fatta solo di ricarica green, ma anche da altri servizi. La stessa Free to X di Autostrade per l’Italia, che opera all’interno delle aree di servizio, ha iniziato a costruire vere stazioni coperte. E un esempio molto interessante arriva da Napoli, dove la società UnicoGo ha sostituito le pompe di benzina di un distributore con altrettante colonnine. Rivedendo  l’intero look della stazione. Può sembrare paradossale, ma sono molto più accoglienti le stazioni veloci, da 100 kW in su, rispetto a quelle lente in AC fino a 22, dove la ricarica può durare ore. Ma in realtà nessuno resta tanto tempo ad aspettare che l’operazione finisca: se ne va e torna quando l’auto è carica. Cosa che invece avviene nelle stazioni rapide: mezz’ora è giusto il tempo di un panino, un passaggio in bagno e due telefonate.

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3 COMMENTI

  1. Bisogna che TUTTI i parcheggi dei supermercati siano provvisti di colonnine.
    Se piove vai al coperto, puoi comprare qualcosa che serve ,
    ecc…
    Così come i parcheggi dei cinema, Mc Donald , e punti di ristoro ad apertura prolungata.
    A Piacenza siamo messi bene, abbiamo le colonnine anche nel parcheggio del cimitero !

  2. Credo sia la normale e giusta evoluzione. D’altronde, anche se molti non lo vogliono vedere, il futuro per ora è questo. Quindi quelle aziende lungimiranti che riusciranno fin da subito a dare all’utente migliori servizi, sia a livello di prezzo che di “contorno” (vedi tettoie, sale attesa, bar ecc), fidelizzerà la prima grande fetta di mercato, a mio modo di vedere.

  3. Belle le idee di tettoia che ripara auto e colonnina dalla pioggia e la presenza di almeno un bagno nelle vicinanze.
    Attenti però alla funzionalità ed ai costi delle tettoie “d’autore” che non riaprano dalla pioggia e costando un patrimonio fanno aumentare i costi delle ricariche

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