A Venezia, dopo la presentazione all’ultimo Salone nautico del primo vaporetto ibrido, ci si sarebbe aspettati un passo verso la navigazione elettrica. Invece, nel maxi-investimento da oltre 55 milioni per il rinnovo della flotta lagunare, non compare neppure un mezzo full electric. Neanche per una sperimentazione. Una scelta che sorprende visto la presenza di soluzioni elettriche in altri contesti di tutto il mondo.
In arrivo 13 vaporetti più 6 motobattelli
La notizia secca è questa: ACTV ha aggiudicato le gare per la costruzione di sei motobattelli foranei ibridi e tredici nuovi vaporetti ibridi, con consegne previste tra il 2027 e il 2029. I contratti sono stati affidati ai Cantieri Navali Vittoria di Adria e a Giacalone Shipyard di Mazara del Vallo.

La stessa ACTV riconosce che il futuro della navigazione sarà elettrico ma ad ora nella gara d’appalto non compare alcuna unità a emissioni zero. L’unico impegno cpncreto è finanziare una borsa di studio dedicata. Eppure la tecnologia è sempre più matura. Amsterdam conta centinaia di battelli turistici completamente elettrici, operativi ogni giorno nei canali. La Norvegia ha convertito linee di traghetti al full electric. Non ieri, ma ben dieci anni fa. Senza dimenticare Zurigo, Lubiana, Parigi o Berlino.

La laguna di Venezia presenta certamente complessità diverse rispetto ai canali olandesi, ma nel centro storico – dove le distanze sono brevi e le velocità ridotte – una sperimentazione sarebbe non solo possibile, ma quasi naturale. Un singolo traghetto elettrico pilota permetterebbe di testare limiti, opportunità e costi reali.
I nuovi motobattelli foranei ibridi, quattro dei quali aggiudicati ora e due già assegnati in precedenza, hanno un valore complessivo di 21,9 milioni di euro. Saranno impiegati sulle linee 12 e 14 verso le isole della laguna nord, con una capacità di circa 400 passeggeri. Le prime consegne sono previste tra settembre 2027 e gennaio 2028.
I tredici vaporetti ibridi, per un valore di 33,8 milioni, opereranno nel Canal Grande e nel Canale della Giudecca. Saranno leggermente più larghi dei modelli tradizionali, con una capacità superiore ai 200 passeggeri e le stesse dotazioni dei foranei. Anche per questo lotto la prima consegna è prevista entro due anni dall’avvio dei lavori.
Il massimo del green? Motore diesel più elettrico
I motobattelli foranei sono le imbarcazioni più grandi rispetto ai vaporetti tradizionali, progettate per collegare Venezia con le isole della laguna su tratte più lunghe e con mare più mosso. Servono le tratte esterne, non il Canal Grande.
Sono battelli che servono linee come:
12 (Murano – Burano – Torcello – Punta Sabbioni)
14 (San Zaccaria – Lido – Punta Sabbioni)
I vaporetti sono invece dedicati ai collegamenti più interni e centrali della città.
Il sistema di propulsione ibrido
Vediamo le caratteristiche principali del sistema scelto per i nuovi motobattelli serie 120H. Si tratta di propulsione ibrida in serie, progettata per ottimizzare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni inquinanti. La generazione di energia è affidata a due motori diesel accoppiati a generatori di corrente a giri variabili. Questi trasferiscono l’energia a un BUS condiviso in corrente continua (tensione tra 600Vdc e 750Vdc) tramite convertitori statici (inverter). In altri termini vuol dire che motori e generatori producono energia e la immettono in una linea comune, chiamata BUS in corrente continua, usando degli inverter. L’immagazzinamento dell’energia negli accumulatori litio-ferro-fosfato (LiFePO4) per una capacità di circa 75kWh. Infine la propulsione con un motore elettrico asincrono con potenza di 147kW a 2000 rpm che trasmette il moto all’asse elica attraverso un invertitore/riduttore meccanico tradizionale.
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Con questo sistema si può navigare in elettrico solo in alcune fasi – manovre, aree sensibili, basse velocità – ma i motori diesel sono sempre in moto. Le batterie intervengono per sopperire ai picchi di potenza richiesti, tipici delle frequenti fasi di manovra e arresto nei canali veneziani.

Come si legge nel capitolato di gara. «Non dovrà mai essere possibile, se non in condizioni di malfunzionamento o qualora venisse attivata la modalità full-electric da un operatore autorizzato, effettuare navigazione con tutti i motori termici spenti».
In altri termini: «La soluzione di propulsione ibrida scelta prevede i motori diesel sempre in moto e limitato numero di batterie dimensionate per sopperire ai picchi di potenza richiesti». Questa la parte tecnica del sistema. E’ evidente un altro problema di Venezia: non è necessario un’ infrastruttura di ricarica “a terra”. Oggi quasi assente nella città lagunare.
Peccato non poter neanche testare il full-electric, anche con battelli più piccoli, vista la prevalenza dell’ibrido. E per lungo tempo ancora: questi ibridi saranno consegnati durante i prossimi tre anni e rimarranno in funzione per molti anni ancora. Una cosa possibile e utile sarebbe qualificare il Salone nautico, sempre come si fa ad Amsterdam, con seminari, incontri, prove sul trasporto pubblico elettrico.
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