Home Vaielettrico risponde Venezia non fa per l’auto elettrica

Venezia non fa per l’auto elettrica

56
CONDIVIDI
Una stazione di ricarica Enel X Way in via Giovanni da Verrazzano, a Venezia. (foto: ChargeMap).
Venezia non fa per l’auto elettrica, ci scrive Giovanni. Spiegando perché sta pensando che, dopo una Kuga diesel, la sua prossima auto sarà ibrida. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i quesiti vanno inviati a info@vaielettrico.it

VeneziaVenezia (e la mia casa in montagna) senza ricariche, come potrei fare?

“Ho cominciato a leggere i vostri articoli incuriosito e visto anche che il 2035 non è poi così lontano come può sembrare. Mi piace leggere i commenti alle lettere pubblicate e noto già una tifoseria da stadio che non mi entusiasma. Chi possiede un’elettrica è un ”buono” e chi ancora possiede una endotermica è un ”cattivo”…in Italia le vie di mezzo mai !!!. Scopro anche che la maggior parte dei felici possessori di auto elettrica vive in case con annesso garage, magari con wall-box e perchè no..anche fotovoltaico sul tetto..!! E veniamo al punto…Abito a Venezia in centro storico, qui non puoi fare nemmeno il cappotto alla casa. Ho la fortuna di avere l’auto parcheggiata a P.le Roma (dove non esiste nessuna colonnina e la vedo dura con la prolunga da casa all’auto). Lo stesso dicasi nella seconda casa condominiale in montagna: la prima colonnina è a 50Km (andata e ritorno) e devi fare un passo di montagna per arrivarci, anche con la neve.
Venezia
Qualche ricarica si trova in zona aeroporto: questo è il garage dell’Hotel Best Western Plus Quid. (foto: ChargeMap).

Per la nuova auto dovrò ripiegare su un’ibrida

Non voglio dire che l’elettrico non sia il futuro, ma non sarebbe stato il caso di fare prima le infrastrutture e poi di spingere sull’elettrico? Siamo sicuri che per il 2035 saremo pronti? Non tutti hanno le situazioni del felice possessore dell’auto elettrica e quindi che facciamo? Lascio consapevolmente fuori il fattore economico, la distruzione parziale e non dell’industria collegata. E il piacere della guida dove tanti insistono (poi mi dovreste spiegare come andare a 110 in un’autostrada trafficata, dove o vai a 130 e oltre o a 80 dietro ai camion). A giugno 2023 mi scade il triennio della mia Kuga diesel1.5 ST Line , ma già ora la concessionaria mi ha detto di passare a settembre per vedere cosa fare. Le case consegnano i diesel col contagocce: un mio amico sta aspettando la Focus da 9 mesi. Sicuramente sarò costretto a prendere un’ibrida e non so quanto sia conveniente per il mio uso annuale. Ma per un’elettrica, non me ne volete, ne deve passare molta di acqua sotto i ponti..!!”. Giovanni A. Busetto.
Venezia
Situazione delle ricariche in Italia nel grafico di Motus-e.

Venezia non è fatta per le auto a batterie, però…

Risposta. Neanche noi siamo entusiasti della tifoseria da stadio, da un parte e dall’altra, e rispettiamo le scelte di tutti. Tanto che sconsigliamo vivamente l’acquisto di un’elettrica a chi non ha la possibilità di ricaricare facilmente, a casa, al lavoro o in una colonnina sempre accessibile. Certo che è deludente leggere che un grande parcheggio come P.le Roma non ha colonnine. Lei dice che prima bisogna mettere le ricariche e poi vendere le auto elettriche. In realtà è logico che le cose vadano di pari passo e le installazioni in Italia si stanno facendo, eccome. Al 30 giugno eravamo a 30.704 mila punti di ricarica, sufficienti per le (poche) elettriche in circolazione. E ogni giorno si aprono nuove stazioni, ora con potenze più elevate (fino a 350 kW) e tempi di sosta sempre più brevi. Senza contare che ogni presa di corrente è una potenziale ricarica (molto lenta), soluzione considerare per la sua casa in montagna. Quanto all’andare ai 110 in autostrada, molti di noi lo fanno, arrivando sani e salvi a destinazione. Anche un po’ meno stressati.


ho comprato la 500eIscriviti gratuitamente alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico.it

Apri commenti

56 COMMENTI

  1. Se parliamo di Venezia, più che di auto mi preoccuperei di natanti. Che chi voglia navigare elettrico abbia a disposizione punti di ricarica idonei. Che possono servire anche le auto. Venezia decarbonizzata sarebbe meravigliosa.

  2. Comunque l’ articolo si intitola: Venezia non fa’ per l’auto elettrica.
    Io dico (con rispetto per i veneziani): Venezia non fa’ per l’auto.
    A mio parere le auto andrebbero tenute in terraferma.
    Oltre il ponte.
    Magari gratuitamente.

  3. @Giovanni Busetto, neanche a me garbano le tifoserie (infatti mi sono allontanato e ho allontanato mio figlio dal calcio per questo), ma qui da quando frequento questo sito ho potuto vedere che gli amministratori hanno sempre detto pane al pane e non hanno mai nascosto le magagne dell’elettrico (una su tutte, hanno sempre consigliato le EV SOLO ha chi può caricare con comodità a casa o a lavoro, il che non vuol dire dover avere per forza garage di proprietà : basta avere il cortile condominiale recintato oppure una colonnina nei pressi del luogo lavoro, se il datore non è abbastanza illuminato da averci pensato).

    Semmai si risponde a tono ai troll che vengono qui a insegnare la loro fede, non a parlare perché hanno dubbi, ma col preciso intento di fare polemica e non di conoscere, capire e crescere.
    A chi non possiede certi requisiti, si è sempre sconsigliato di acquistare una elettrica, o di rimandarlo a tempi più adatti (per autonomia o diffusione colonnine). Doppio? Scusate la. Ripetizione 🙂

    Detto questo, io ancora son costretto a guidare termico, non per mancanza del sopra descritto posto auto o di presunte mancanze di autonomia (le ho guidate le EV, e le buone EV non sono solo tesla, con le coreane vai veramente ovunque) ma solo ed esclusivamente per la questione monetaria… Ma qui, bisogna dire che sono TUTTE le auto a costare sempre di più, quando per configurare bene una yaris cross, o una Captur o la 500L/X arrivi a 24/26 mila…. Con 29 mila € (rottamando vabbè… Sennó 2k in più) hai la Corsa-e in allestimento gs line con obc trifase… E un colore a scelta… Scusate loff topic…

    Dicevo, io che sono pro elettrica e non vedo l’ora di cambiare… Come dovrei sentirmi dato che sono ancora costretto a girare in punto? Potendo andrei a firmare domani. Ma ho già troppi debiti e strangolarmi o strangolare la famiglia non se ne parla. Quando la fonderó cercherò una elettrica usata.

    • Ben detto Rovert. Ti auguro di riuscire nel tuo intento, ma sono d’accordo con te che prima di tutto vengono le cose veramente importanti per la famiglia.

  4. Ho appena guardato sull’app e vedo che le colonnine ci sono, a Venezia (poche ma rapide).
    Non ne ho viste in piazzale Roma, ma ne vedo almeno 2 a Ve e 3 a Pellestrina.
    Comunque, come è logico che sia, le colonnine “pullulano” oltre il ponte della Libertà.
    Marghera, Mestre, San Giuliano….
    C’è ne sono finché si vuole.

    • Pellestrina è un isola fra il Lido di Venezia e Chioggia…!!! Per quanto riguarda S.Giuliano, già impiego dai 15 ai 25 minuti a seconda se prendo il vaporetto o vado a piedi, per prendere l’auto, non è che poi avrei molta voglia di stare un’altra mezz’ora ad aspettare la ricarica.

  5. vorrei confortare Giovanni. è vero. nel garage di proprietà comunale come pure nell isola del tronchetto sempre comunale non ci sono ricariche . pero Brugnaro ha inaugurato una stazione di ricarica all idrogeno che nessuno usa perché non ci saranno auto all idrogeno per altri 10 anni. Sarebbe bello avere un centro di ricarica al tronchetto per esempio. per non parlare che al garage comunale mettere le ricariche incentiverebbe i veneziani a passare all elettrico. peró giovanni deve sapere che se va in montagna proprio dove abita Brugnaro a casale sul sile c è un centro hpc di fronte all hotel hilton che gli permette di arrivare in montagna. inoltre enel x sta per installare altre hpc alle stazioni di silea. poi arriva a belluno e trova il deserto ma a forni di sopra e a borca trova ben due colonnine fast . e due a cortina. se la faccia bastare ( ironico).

    • È vero a Venezia non ci sono colonnine per la ricarica. Personalmente parcheggioal Tronchetto ed ho chiesto se vi fosse possibilità di ricarica e due addetti mi hanno confermato che non sono per il momento previste. Per il momento proseguiro` con il diesel visto anche i miei spesso lunghi trasferimenti. Quanto alla velocità di trasferimento a 110 la trovo estenuante e molto pericolosa . Concludendo non sono contrario a passare elettrico, ma quando avranno maggiore autonomia ed una velocità di crociera più consona. Purtroppo ad ora il tempo è ancora danaro

        • Luca, carissimo, il cronotachigrafo tiene memoria delle velocità del mezzo.
          Ovviamente non è esso a limitare le prestazioni velocistiche del mezzo.
          Ci pensa il simpaticissimo limitatore di velocità.
          Il quale è un apparecchio elettronico dotato di poteri forti.

      • Se non la disturba e non entriamo nell’ambito dell’autodenuncia, posso chiederle a che velocità lei va normalmente in autostrada?
        Perché, qui al nord in particolare, tenere sempre i 130 è duretta col traffico. E la media di viaggio non credo che sia in realtà esageratamente sopra i 100 Km/h (che vuol dire tenere quasi sempre i 130 con passaggi superfast col Telepass ai caselli). Per me, se non ho urgenze particolari (ma è una reazione nervosa, perché alla fine ci metto quasi lo stesso tempo e sono molto più stanco), 110 Km/h è perfetta come velocità da tenere con l’aiuto degli automatismi. Sicura e rilassante e con una media finale comunque non molto distante dai 100 Km/h. Non credo che che sia una differenza esorbitante, a meno di non passare in orari (ammesso che ne esistano, non lo so), in cui non c’è nessuno e gli autovelox sono rotti. Se però lei ha una guida adrenalinica (ogni tanto trovo qualcuno che mi sorpassa a velocità ben oltre il codice, magari col cellulare all’orecchio: il tempo è danè!) è comprensibile che trovi pericolosi i 110: rischia il colpo di sonno! Infatti la mia, se per un po’ non mi muovo, inizia a fare casino per svegliarmi. Per fortuna tiene corsia e distanze da sola!

        • Ma io mi domando, e dico, come diamine fanno i camionisti che hanno il mezzo con la velocità massima limitata elettronicamente a 90km/h?
          E il cronotachigrafo??
          E addirittura la registrazione della mappatura dei percorsi???

          È impossibile!

          Fare tutti i giorni 400… 500… 1000! MILLEEEE
          kilometri a NOVANTA ALL’ORA 😱.

          Siamo destinati all’estinzione.
          Senza dubbio.

          • chissà come fanno quindi a sorpassarsi essendo limitati “elettronicamente” a 90..
            fatta l’autostrada qualche volta? ora sono quasi perennemente anche in seconda fila

          • @ernesto si soprassano perchè il tachigrafo non autolimita proprio niente, registra soltanto. Un camionista, a rischio della sua patente, potrebbe anche fregarsene e mettersi a 110.
            Il tachigrafo per contro consente uno sforamento di 6 kmh rispetto ai limiti di velocità. Quindi se un camion andasse a 90 kmh, un altro camion potrebbe superarlo andando a 96, e sarebbe perfettamente legale. E forse è il motivo per cui si vedono quei sorpassi senza fine tra camion.

            Sono un esperto? No, l’ho letto cercando in cinque minuti su internet.(https://www.uominietrasporti.it/uet-blog/limite-di-velocita-con-il-tachigrafo-la-tolleranza-sale/).

          • Effettivamente non ho notificato il fatto che io AVEVO la patente C.
            Guidavo il camion.
            I camionisti hanno una sorta di tacito accordo.
            Ogni tanto ci si sorpassa per evitare di prendere sonno mentre si rimane per ore (MOLTE ORE) a guuidaaareeee leeentaameeeenteeeee…
            I limiti non sono tutti uguali e i camion hanno limiti diversi a seconda del tipo di mezzo e del lavoro che svolge.
            Avete mai visto (da svegli) camion a 130? 120?
            100?

            NO!

            Per nuove scoperte scientifiche torneremo sugli schermi (degli smartphone) al più presto.

          • luca: la mia era al “limitati elettronicamente” di edy, che se così fosse, non abbisognerebbero del tachigrafo in quanto sarebbero tutti li incolonnati a 90 all’ora..

          • Il limitatore di velocità è un apposito strumento elettronico che, generalmente, interagisce sul dispositivo di iniezione del motore riducendo l’afflusso di carburante nelle camere di combustione dove sono allocati i cilindri ed i pistoni, al fine di limitare la velocità a quella massima consentita per la categoria.

          • Ernesto Grottaferrata, ti basta come spiegazione o serve fare un giro in uno stabilimento di produzione?

          • “avevi”?
            la patente c ti consente di guidare mezzi oltre i 35 quintali, non certo bilici e rimorchi che sono la maggioranza sulle autostrade.
            ciò detto, è vero che si scambiano di posto (sorpassi) per non fare centinaia di km a fissare le porte del mezzo che lo precede: io la chiamo sopravvivenza. la causa maggiore degli incidenti dei mezzi pesanti nelle lunghe percorrenze qual è?
            quella di cui parla (secondo me) giovanni: noia seguita da sonnolenza..
            ma non è un problema: volete andare a 100/110? liberissimi.
            però non intasate la seconda corsia per chi cammina normalmente..

          • Ernesto Grottaferrata…
            Ti stai sforzando di fare una brutta figura, ma non serve.
            Ho capito che non hai capito, e questo capita spesso… Ad ogni capitolo.
            La metto facile:
            I camion (mezzi con massa superiore a 35 quintali) hanno un limitatore di velocità.
            Obbligatorio.
            I camionisti (alcuni) andrebbero volentieri a velocità più elevate, ma grazie a Dio non è loro permesso.
            I camion NON possono superare ovunque in autostrada.
            Solo se ci sono ALMENO tre corsie.
            Perché: la corsia di destra è quella per i mezzi LENTI che devono essere SEMPRE superabili.
            Dove ci sono due corsie i camion NON sorpassano (se vedi che qualcuno lo fa denuncialo e fallo scomunicare).
            I CAMION HANNO IL LIMITATORE DI VELOCITÀ ELETTRONICO come anche le auto elettriche.

            Questa NON è una opinione.
            È una nozione.

            Grazie per “l’ascolto”.

          • caro edy, le tue affermazioni:
            1) i camion sono limitati elettronicamente.

            2) I camionisti hanno una sorta di tacito accordo.
            Ogni tanto ci si sorpassa per evitare di prendere sonno mentre si
            rimane per ore (MOLTE ORE) a guuidaaareeee
            leeentaameeeenteeeee…

            3) I limiti non sono tutti uguali e i camion hanno limiti diversi a
            seconda del tipo di mezzo e del lavoro che svolge.

            4) i camion non possono sorpassare ovunque, ci devono essere
            almeno 3 corsie.

            tralasciando la lezione su cos’è la limitazione elettronica (🤦‍♂️), andiamo a rispondere ai punti:
            1) bene, a che velocità? 90? 100? 110? di più?

            2) esattamente. confermo quanto ho già scritto: il rischio maggiore
            per chi guida lentamente per diverso tempo è la noia e la
            sonnolenza. e i camionisti sono quelli più svantaggiati .

            3) si sta parlando di autostrada, e gli unici lenti sono i trasporti
            speciali, tutti gli altri vanno al limite consentito ai mezzi pesanti: 90

            4) che ormai sono la maggior parte dei km autostradali..

            probabilmente sei convinto che io sia uno da ufficio come la maggior parte qui, ma coi camion ho cominciato a lavorarci nell’83, quando la normalità erano trilex e cerchietti e la “linea” si faceva in due..

            ora, “insegnami” qualcos’altro..

          • Ernesto Grottaferrata, stupendo essere, scrivo per passare il tempo e dico che:
            Al numero 3 hai risposto al numero 1, il numero 2 è una tua considerazione (condivisibile, anche se i rischi sono più per le persone che non stanno guidando il camion… comunque il discorso è lo stesso).
            Al numero 3 dici che gli unici lenti sono i trasporti speciali, mentre gli altri camion possono andare a 90 km/h (che per il mio modo di vedere si può definire “lentamente”).
            Riguardo il punto 4 dico che, in effetti, conosco parecchie tratte autostradali con più di 2 corsie ma certamente non tutte (dalle mie parti esplodono molti testicoli a causa delle corsie autostradali chiuse per “lavori”.
            In ogni caso ciò che scrivi al punto 4 è, per lo più, in linea con quello che scrivo io, salvo che in precedenza non sia stata la mia seconda personalità (o la terza) a scrivere senza avvertire la simpatica combriccola automobilistica.

            Buon prosieguo.

    • Vedi alla fine non è come afferma il lettore autore dell’articolo, come al solito si vuole descrivere una situazione diversa dalla realtà solo per mettere in cattiva luce la mobilità in elettrico.
      Facendo così fanno solo del male alla propria città scoraggiando e dando cattive informazioni chi invece vorrebbe passare ad una mobilità più sostenibile ma è ancora indeciso.

      • Guarda, non per fare l’avvocato del diavolo, ma finché non le conosci non le noti, ci passi davanti e non le vedi… Poi delle volte sono letteralmente nascoste…
        Oppure sull’applicazione la posizione e sbagliata di 1km…

      • purtroppo il garage san marco è un garage privato a pagamento mentre tronchetto e comunale hanno posti assegnati ai residenti. bisognerebbe capire la specificità di venezia ( che non è ne mestre ne marghera) prima di parlare e di fare stupide considerazioni moralistiche. io non credo che nessuno veneziano sia disposto a ricaricare l auto a mestre poi prendere un autobus per fare i 3 km di ponte poi andare a piedi o in vaporetto verso casa per un altra mezz ora per poi rifare tutto il
        percorso inverso per andarla a riprendere . per quello è stato creato il comunale e il tronchetto . per dare la mobilità ai veneziani . e solo il comune può dargliela elettrica.

        • Non mi metto certo a disquisire sul fatto che si possano mettere delle colonnine in posti migliori (anche se credo accadrà), però l’ immagine di uno (o una) che parte da Pellestrina, va a Marghera per attaccare l’auto alla colonnina rapida, poi torna a casa con l’autobus (a idrogeno) e il vaporetto per poi ripartire subito all’inverso per andare a riprendere l’auto e portarla al parcheggio a pagamento…
          Mi pare un libro di Crichton.

          Prima di andare a casa ricarichi, oppure parti da casa e ti fermi a ricaricare (rapidamente) fermandoti un quarto d’ora.
          O più a seconda delle esigenze.

          Secondo me la situazione migliorerà (rapidamente) ma già adesso non è così tragica…

    • Ci sono diversi parcheggi a piazzale Roma e il lettore sarà sicuramente abbonato convenzione residente. Evidentemente in quello dove è abbonato non c’è la colonnina.

    • Non è che, magari, essendo un garage, la ricarica è gratuita ma il parcheggio lo paghi? Fosse così, se abiti a Venezia e devi usarlo spesso, non è che sia molto conveniente (ovviamente, se è a pagamento, dipende dalla tariffa). Poi dicono che devi comunicare quando arrivi, per poter spostare l’auto dopo un tot (e non si sa quanto e nemmeno a che velocità) e far caricare altri. Quindi non ci devono essere enormi quantità di punti di ricarica lì dentro. Meglio di niente, ma non mi pare comodissimo se lo fai spesso.

    • Io ho l’abbonamento al garage Comunale dove non ci sono colonnine. Il Garage S.Marco che tu cita è un’altra struttura dove,essendo privata, paghi al mese molto di più dei miei 230€ ivati.

  6. Certo fa riflettere ma anche ridere che una città turistica come Venezia abbia solo qualche colonnina di ricarica, si critica tanto il sud ma alla fine anche nell’efficientissimo nord non stanno messi meglio, anzi..
    Sarà forse colpa dell’amministrazione locale che non crede o non vuole incentivare la mobilità in elettrico?
    Una domanda a Giovanni: ma nella tua casa di montagna ancora non arriva la corrente elettrica, possibile che usate ancora i lumini ad olio per illuminare la casa?
    Non penso sia una situazione così fuori dal mondo da non poter installare una semplice wallbox da 3,7kW monofase, mi sembrano tanto le solite scuse di chi non vuole cambiare di una virgolla le proprie abitudini.

  7. Leggo con interesse il commento del nostro utente di Venezia , e spiace sapere che in alcune zone sia così difficile caricare le auto elettriche.
    Vorrei precisare che se viene fatta molta autostrada la scelta della ibrida è un controsenso in quanto ci si porta dietro 200 kg in più per niente ,altro discorso se si fa tanta città o statale a bassa velocità.
    Scrivo questo in quanto aziendalmente fu fatta scelta ibrida e con la mia Lexus NX300 andare a Belluno da Milano era di nessun risparmio, oltre che avendo un serbatoio di benzina insufficiente portava a diverse fermate .
    Per cui prima si capisce qual è l uso giornaliero ,poi si decide la tipologia di motore .

    • La NX300 è una delle ibride più assetate che abbia mai provato. Assolutamente non adatta all’uso frequente in autostrada.

  8. Be’ se BeiJing (“Pechino”) vuole arrivare a 700 mila colonnine in città entro il 2025, a tre chilometri di distanza l’una dall’altra – Giovanni – vuole che noi, con ministri del calibro di Giorgetti e Cingolani, ci facciamo scappare l’occasione di elettrificare l’Italia, Venezia compresa, visto che l’elettricità ci piove letteralmente addosso gratis dalla Marmolada fino alle pendici dell’Etna?

    https://cnevpost.com/2022/07/24/beijing-to-transform-citys-major-gas-stations-into-charging-and-battery-swap-stations/

    Ma le pare – Giovanni – che siamo un popolo così stupido da spingere su metano, petrolio, rigassificatori e gasdotti facendoci imbambolare dalle sirene di spacciatori di energia in forma fossile? Dico, le pare proprio che siamo così stupidi?

  9. Le ricariche nei parcheggi di p.le Roma ci sono basta cercarle. E pure gratis.
    Ma se uno in autostrada sa andare “o a 130 e oltre o a 80 dietro ai camion” qualche dubbio mi viene…
    Quando l’autostrada è trafficata è proprio l’occasione per andare a 110/120 perchè di più neanche volendo si riesce a fare.

  10. Giovanni: ti capisco e mi dispiace moltissimo.
    Come al solito, in alcune zone dell’Italia pare di essere ancora nel medioevo!
    In un parcheggio a pagamento di 2000 auto è scandaloso che non siano presenti almeno una dozzina di colonnine lente (11 kW al massimo) !
    Forse sarebbe il caso che varie amministrazioni comunali intervengano .

  11. “poi mi dovreste spiegare come andare a 110 in un’autostrada trafficata, dove o vai a 130 e oltre o a 80 dietro ai camion”

    Basta inserire l’Adaptive Cruise Control intorno ai 115, la media reale solitamente diventa di 105-110. Se c’è moto traffico non si andrebbe più veloce nemmeno settandolo più alto.
    Tralaltro, ACC non è nemmeno una prerogativa delle elettriche, lo hanno tantissime auto termiche.

    • L’ACC è uno splendido strumento, sicuro e rilassante nei lunghi viaggi, ma va usato (soprattutto sulla mia che ha solo 70/78 Km di autonomia elettrica) con accortezza.
      Dalle mie analisi, con l’ACC ho consumi medi più alti di quando “guido io”. Il perché è intuibile: mentre tu vedi se ha senso accelerare per seguire l’auto che precede in situazioni di traffico e, se vedi che si stanno fermando più avanti, non acceleri ma vai di conserva, l’ACC segue l’auto che ha di fronte (non so perché ma noi italiani abbiamo la necessità di “chiudere” gli spazi tra le auto in fretta, nonostante le auto davanti stiano frenando. Io no!) con il risultato di avere continue accelerazioni e frenate.
      Io mi regolo normalmente così: utilizzo l’ACC solo nei viaggi lunghi e medi, mentre nel quotidiano ci penso io. Inoltre, se vedo che il traffico è “ballerino” (65, 70, 75, 65, 70, ecc..) io “setto” l’ACC sulla velocità minore, in modo che frenate ed accelerazioni siano le minori possibile. Certo, si possono creare dei “buchi” con chi ti precede (e dietro qualcuno si innervosisce), ma due minuti dopo gli sei di nuovo addosso.
      Più della velocità sono le sue continue variazioni che aumentano i consumi.

      • Eh Ivano, torniamo sempre al solito problema iniziale: io non ho 70km di autonomia elettrica, ne ho 250/300. Non potrebbe interessarmi meno mettermi a giocare con gas e freno per recuperare forse 10 km di autonomia, ma perdendo in questo modo la comodità dell’ACC. Tanto che io lo uso anche in statali ed extraurbane, appena c’è un pò di traffico. Si mette dietro all’auto davanti, frena e riparte da solo, e io mi rilasso. Posso addirittura azzardarmi a guardare brevemente un panorama senza la paura di tamponare qualcuno.

  12. Poi aggiungo che se veramente si farà ciò che chiede l’Europa, l’ISA, le “corse” in auto saranno un lontano ricordo, andremo tutti entro i limiti che molti di noi non si rendono neanche conto di quanto sono bassi e ridicoli in molte situazioni. Ho una vettura che legge i cartelli stradali e il numero di volte che scrive 30 orari o anche 5 orari è notevole.

    • L’italiano medio si sveglia sempre credendo di avere una Bugatti in garage e l’autobahn tra casa sua e l’ufficio, o la fabbrica.

    • Infatti nella mia, che può intervenire sulla velocità da sola leggendo i limiti sui cartelli, l’ho disabilitato (unico tra gli ADAS disponibili nell’auto) perché è impossibile usarlo, ed anche pericoloso. In un Km, nelle strade che ho qui attorno, sarebbe tutta una frenata ed una accelerazione, perché hai 70, poi 30 per i dissuasori più alti, poi 40 per i dissuasori meno spacca sospensioni, poi 50 per rotatorie o centri abitati, poi 60, 90, ecc… Il rischio di essere tamponati è elevatissimo. Poi non so se il mio sia particolarmente “stupido”, ma se vai ad una determinata velocità, ad esempio a 130 in autostrada ed incontri uno svincolo, ovviamente indicato a 40, quasi inchioda pur sapendo che proseguo diritto. Disinserito dopo il primo spavento e, per fortuna, non avevo nessuno dietro. Mi basta che mi faccia vedere sul cruscotto a che velocità devo andare, poi ci penso io.

      • L’unico complotto cui ho sempre creduto è quello della lobby dei cartelli, fortissima in Italia.

        L’assessore alla viabilità, o il tecnico del comune, o il dirigente ha – fatto veramente molto strano! – sempre un lontano parente, un cognato, un cugino di sua nonna che ha una ditta che vende all’ingrosso, o importa, o fabbrica in proprio, segnali stradali.

        Poi attraversi un confine qualsiasi, con la Francia, con la Svizzera, con la Germania, con l’Austria, con la Slovenia, con la Croazia… e pensi quanto poveri sono da quelle parti, con cartelli molto rarefatti, messi lì solo per necessità, quando proprio non potevano farne a meno, quando effettivamente dovevano comunicare qualcosa di nuovo al guidatore. Io non riesco a capacitarmi di come facciano quegli automobilisti lasciati in balía del loro buon senso e di pochissimi cartelli stradali: deve esserci una strage ogni giorno e “non ce lo dicono”!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome