Venezia No Watt: l’unica barca elettrica da turismo finisce sotto sequestro

Venezia barca elettrica sotto sequestro



Venezia parla di elettrico, ma in Laguna si naviga ancora solo col termico e i fumi tossici dei vaporetti; e l’unica barca elettrica finisce sotto sequestro. In città la transizione ecologica resta soprattutto un esercizio retorico. Mentre al Salone Nautico si celebrano innovazione e sostenibilità, nella realtà quotidiana il trasporto pubblico e turistico continua a essere interamente termico. I vaporetti sono tutti a combustione, così come i taxi, e l’ultimo bando comunale dedicato all’ibrido non risolve il nodo delle emissioni locali. Un situazione assurda non avere mezzi a emissioni zero.

Il sequestro della barca elettrica

Gli operatori turistici hanno detto a Vaielettrico che in questi giorni si è registrato un  aumento dei controlli da parte di Guardia di Finanza, Polizia Locale e Carabinieri. L’attività ha portato al sequestro preventivo di diverse imbarcazioni. Tra queste è stata fermata anche l’unica barca elettrica operativa in laguna, quella della società AQA che offre un servizio turistico a emissioni zero. Già in passato abbiamo scritto delle multe prese dalla società.

Venezia barca elettrica sotto sequestro
Una escursione nei canali di Venezia con la barca elettrica di Aqa Venice

Il paradosso è evidente sottolineano gli imprenditori: «Nelle ZTL italiane le auto elettriche entrano liberamente, spesso senza costi, mentre a Venezia un mezzo elettrico viene multato e sequestrato, nonostante non produca emissioni e rappresenti un’alternativa concreta all’inquinamento lagunare».

Via alla E‑Regatta di Venezia (29–31 maggio), dove le barche elettriche ci sono solo in gara

Secondo gli operatori si sta colpendo proprio chi promuove forme di turismo lento ed esperienziale. «La contestazione principale riguarda la presunta violazione dell’articolo 5 della Legge regionale Veneto 63/1993, che disciplina il servizio di noleggio con conducente e richiede una specifica autorizzazione comunale. Le sanzioni sono previste dagli articoli 43 e 44 della stessa legge».

In Sardegna sul lago Cedrino le escursioni sono con la barca elettrica

 

AQA ribatte che la propria attività rientra nel noleggio da diporto regolato dal D.lgs. 171/2005, che non prevede alcuna autorizzazione comunale ma solo l’abilitazione professionale del responsabile e la patente nautica. «Il turismo è disciplinato da una legge regionale ad hoc (Legge Regione Veneto n. 33/2002, art. 63), per cui il trasporto dei passeggeri, se è funzionale all’attività ricreativa e turistica, non soggiace alla Legge n. 63/1993, che si occupa del trasporto di linea e non dei passeggeri.  La Cassazione ha già annullato un sequestro identico condannando il comune alle spese e alla sanzione del raddoppio del contributo unificato (Cassazione, sez. II Civile, Sentenza n.23435 del 25/08/2021)».

In tutte le città Ztl libera ai veicoli elettrici. A Venezia no

Per tutelarsi, gli operatori coinvolti hanno deciso di unirsi dando vita all’associazione “Unione Diporto Commerciale”, con l’obiettivo di difendere il settore e fare chiarezza su un quadro normativo che, nella pratica, «appare applicato in modo contraddittorio».

Venezia barca elettrica sotto sequestro
Le barche elettriche Rand e Alfastreet di Aqa che organizza escursioni in Laguna

Il tema è complesso e non vogliamo addentrarci sulle questioni giuridiche, ma un fatto è chiarissimo: a Venezia la politica non ha favorito anzi ha ostacolato la presenza di imbarcazioni che non riempiono i polmoni d cittadini e turisti di veleno. Tutte le città italiane prevedono agevolazioni alla circolazione di mezzi elettrici: autobus elettrici per esempio. A Venezia non esistono. Anche per le licenze dei taxi nelle città è prevista una quota elettrica e viene incentivata. In Laguna non esistono. Il sindaco uscente Brugnaro, domenica le elezioni, ha chiesto una esenzione legislativa per Venezia. Un emendamento di una sola riga lo ha definito, ma è stato bocciato.

Il caso della barca elettrica sequestrata sintetizza perfettamente la situazione veneziana. La città parla di sostenibilità, ma non esiste un solo vaporetto elettrico, né un taxi a emissioni zero. Chi prova a introdurre soluzioni realmente pulite si trova ostacolato, mentre la Laguna continua a sopportare l’inquinamento atmosferico e acustico dei motori termici. Una situazione non più tollerabile.

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