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Venezia: barche elettriche al Salone, assenti (quasi) in Laguna

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Venezia protesta
La manifestazione a Venezia contro l'anarchia del traffico in Laguna

Elettrico in vetrina, ma non in acqua. Alla conferenza stampa di presentazione della terza  edizione del Salone Nautico di Venezia (28 maggio/5 giugno 2022) il termine elettrico è quello più citato. Quasi pervasivo. Si trova in ogni spazio della manifestazione. Bene. Peccato però che la propulsione a emissioni zero si fermi ai nove giorni del Salone.  Nei restanti 355 giorni dell’anno  di barche a emissioni zero quasi non se ne vedono. In centro gli operatori con barche a batteria vengono pure ostacolati (sentito alla nostra tavola rotonda all’EBS di Milano). Quando in tutte le Ztl terrestri italiane i veicoli elettrici godono della corsia preferenziale. Non a Venezia soffocata dall’inquinamento atmosferico. 

Venezia
Venezia senza traffico nella foto di Camilla Pellarin

 

Alberto Bozzo di Vela Spa (gli organizzatori del Salone) presenta buoni numeri: “Ben 37 barche elettriche, spazio anche alle barche da lavoro e al refitting in elettrico“. Il menù sembra invitante, partecipano anche importanti marchi internazionali pur nelle dimensioni tutte da sviluppare del settore.

Bozzo cita anche la componentistica e gli operatori delle colonnine di ricarica tra gli espositori. Tutto il mondo elettrico. Peccato che di tutta questa mobilità elettrica in navigazione se ne veda poca o niente in Laguna. Una chiara e oggettiva evidenza.

Eppure in tutto il mondo si punta sull’elettrico

Lo abbiamo scritto più volte che nella nautica al momento è necessario l’ibrido per le lunghe distanze ed altri usi molto intensivi. Si spera  sull’idrogeno, ma ci sono ancora tante miglia da percorrere.  In tutto il mondo  però ci sono innumerevoli  progetti elettrici.

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Eppure il sindaco Brugnaro, rispondendo a una nostra domanda, ha sottolineato: “Venezia può essere apripista in un mondo dove non si è mai fatto niente, ma davvero niente“. Ha risposto proprio così. Ma ad Amsterdam (soprattutto con motori italiani) si sta andando alla decarbonizzazzione della navigazione. In Norvegia dal 2026 i fiordi si potranno raggiungere solo in elettrico. In Germania diverse città hanno in servizio diversi battelli elettrici, a Lisbona ne sono stati ordinati dieci, una trentina a Bangkok, in India vogliono fare una metropolitana sull’acqua in elettrico per collegare dieci isole alla città di Kochi con decine di traghetti elettrici.

Ceresio Traghetto 1931
In Svizzera da qualche settimana si naviga in elettrico

E non si tratta solo di acque interne. Senza andare lontano la Società di navigazione del lago di Lugano ha iniziato il servizio di linea completamente elettrico su Ceresio imbarcazione del 1931 a cui hanno cambiato i motori e trasporta oltre 100 persone (non è una barchetta). Insomma c’è tutto in mondo in via di elettrificazione.  A Venezia è previsto (ma non domani) solo ed esclusivamente trasporto ibrido, neanche una sperimentazione elettrica. E’ impossibile?

Il sindaco ibrido

Venezia
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro

Noi in barca ci viviamo” ha risposto a Vaielettrico il sindaco. Giusto. Come i manifestanti, tutti veneziani, che nei mesi scorsi in barca hanno chiesto interventi di promozione della sostenibilità in acqua visto le pessime condizioni dell’aria in Laguna. Senza dimenticare i problemi legati al moto ondoso.

Brugnaro insiste sul Salone come occasione di confronto e di ricerca, ma non manca chi l’ interpreta  come un’operazione di greenwashing ovvero solo un’azione di facciata. Sicuramente l’evento è un’occasione di crescita culturale e tecnologica. Ma  al primo cittadino scappa detto: “Nella città queste cose potranno essere applicate quando la tecnica c’è ed esisterà e non è detto che sarà solo elettrico puro, ci può essere un uso ibrido dei motori e bisogna coinvolgere tutti i privati che hanno investimenti importanti da fare. Un tassista  non può prendere un motore a caso che poi non funziona“.

Ci permettiamo di ricordare al signor sindaco che esistono anche gli imprenditori che hanno investito sull’elettrico e che vengono ostacolati nel loro lavoro quotidiano. Anche loro fanno impresa e hanno investito soldi veri.

I tempi di Brugnaro: “L’elettrico è troppo lento”

Barca elettrica
La topetta elettrica in acqua a Venezia

Il sindaco conosce bene le criticità dell’elettrico e punta sulla debolezza delle reti: “L‘elettrico è troppo lento con perdite importanti di efficientamento energetico. Per modificare anche solo un masegno (un blocco di pietra squadrato utilizzato nella pavimentazione delle strade.. Ndr) a Venezia bisogna fare duemila autorizzazioni. Non è così semplice…“.   Non è facile, chiaro. Ma davanti ad una crisi energetica globale viene difficile pensare che non si riesca a scrivere un piano che permetta di dare una infrastruttura di ricarica rispettando la storicità dei luoghi.

E il bando? “E’ uscito ma non c’è convenienza”

Abbiamo scritto decine di volte di un bando pubblicizzato sui social anche dal sindaco. Immancabile il tweet (siamo nel 2020) dove si legge: “#ConsiglioMetropolitano. Investiamo sul #futuro e sulla #mobilità: 5 milioni per la scuola e 1,5 milioni per favorire la transizione a motori elettrici e ibridi delle imbarcazioni, sia private che da lavoro“.

Barche elettriche
La barca elettrica di Piero Tosi in Canal Grande

Come è andata a finire? Alla nostra  domanda il sindaco ha risposto così: “Il bando è anche uscito ma purtroppo non è così capiente e non ci sono le convenienze economiche per fare certi investimenti, ma sono fiducioso”. Anche questa una storia tutta da capire”.

Chi vuole visitare il Salone può trovare numerose informazioni sul sito Internet. Tanta nautica elettrica, ma con la speranza che oltre a raccontarla sia messa anche in acqua. Perché non c’è più tempo, il riscaldamento del pianeta non aspetta e c’è già tanta tecnologia pronta all’uso.

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3 COMMENTI

  1. Ciao, bel articolo, come quello pubblicato ieri sempre sulla questione barche elettriche a Venezia, multe ed allontanamento dalla ZTL.
    Come mai queste notizie non sono apparse sui quotidiani locali?
    Ostruzionismo da parte degli stessi?
    Sarebbe molto importante saperlo.

  2. Il sindaco di Venezia dovrebbe essere il primo a spingere per l’elettrico, l’acqua alta e l’inquinamento sono i suoi primi problemi, non la convenienza.

    E invece ragiona in un modo strano, chissà perché, forse non si è ancora accorto del cambiamento climatico in atto, forse è arrivata la telefonata da Roma che gli ha detto di comportarsi così?

    E’ triste scriverlo, ma per rinsavirsi e ritrovare la retta via, avrebbe bisogno di una bella acqua alta di quelle che scavalcano il mose e magari gli tira giù qualche palazzo storico attrazione turistica..
    ..ed a furia di bruciare fossili ci arriveremo.

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