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Venezia, 50 milioni di tassa: la volta buona per incentivare l’elettrico

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Una pioggia da 50 milioni bagnerà Venezia con l’imposta sul turismo mordi e fuggi. Un tesoretto che potrebbe essere speso, almeno in parte, per risanare l’aria della laguna con un fondo per la mobilità sostenibile. Sindaco, ci pensi…

La nuova tassa per salvare Venezia dai danni del turismo mordi e fuggi ha strappato gli applausi anche del sindaco lagunare Luigi Brugnaro. Il primo cittadino in alternativa ai proventi della tassa di soggiorno – porta 30 milioni di euro nelle casse comunali, ma il balzello di norma non è amato dagli albergatori – potrà incassare denari freschi dai turisti da “una visita e fuga” che lasciano pochi soldi  nelle tasche dei veneziani. Con le risorse, sarà possibile limitare gli effetti del turismo di massa.

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia

Soldi  per salvare Venezia, in tutti i sensi

Stiano tranquilli i veneziani, sottolinea il sindaco via twitter: “Adesso il contributo di sbarco a Venezia è legge! Studieremo un regolamento equilibrato e partecipato che tuteli chi vive, studia e lavora nel nostro territorio“. I proventi saranno “impiegati in primis per finanziare i costi di pulizia della città, invasa da milioni di turisti. Potrebbe trovare immediata applicazione su due categorie di ‘pendolari‘ facilmente identificabili: quelli che scendono in giornata dalle grandi navi da crociera, e chi arriva a San Marco con i ‘lancioni‘ gran turismo dalle località del litorale“.

Il sindaco su una barca elettrica

I cittadini chiedono aria sana

Il primo cittadino non ha citato lo sviluppo della mobilità sostenibile e quindi elettrica nel piano di utilizzo dei fondi. Ma più volte sui media l’amministrazione comunale ha parlato  di zone dedicate alla circolazione a emissioni zero (guarda). Senza dimenticare le petizioni dei cittadini contro l’inquinamento atmosferico e la presa di posizione della municipalità (guarda) che ha chiesto recentemente di utilizzare gli attivi dell’azienda di trasporto locale per finanziare un fondo di incentivazione della nautica elettrica.

In tanti chiedono interventi su questo fronte e le stazioni di monitoraggio dell’aria danno numeri pessimi per la salute. A questo punto, visti i 50 milioni in arrivo con la tassa,  è possibile, finalmente, intervenire per iniziare a ridimensionare il problema sanitario. A Venezia non mancano le competenze e i cantieri. Serve una rete pensata per i traghetti con ricariche veloci (in Svezia si fa anche durante le soste), più ancora degli incentivi per abbattere i costi di conversione all’elettrico. Ci pensi signor sindaco…