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Vendita EV Europa in calo, ma non per il made in Cina

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La Volvo EX30 tallona la Tesla Model 3 nel podio delle elettriche più vendute in Europa.
Charxcontrol

Vendite EV Europa in calo, ma non per il made in Cina. I dati di maggio confermano: la presa delle elettriche di Pechino è sempre più forte, al 18,5%. 

La top ten delle vendite di elettriche in Europa nel mese di maggio. In tutto 151 mila auto vendute. Fonte: Jato Dynamics.

Vendite EV Europa: Tesla tiene la testa, ma è in calo, bene la Volvo EX30

Non parliamo solo delle auto delle marche cinesi, ma anche di quelle prodotte nel grande Paese asiatico. Come Tesla Model 3, Volvo EX30, Dacia Spring ecc. Non a caso la Commissione UE si accinge a varare un dazio  sulle elettriche made in Cina. Anche se i contatti in corso tra Bruxelles e Pechino potrebbero portare a importi più contenuti rispetto a quelli decisi inizialmente. E comunque i costruttori cinesi stanno già correndo ai ripari: in maggio per la prima volta MG ha venduto in Europa più auto termiche che elettriche. In assoluto, nella classifica delle immatricolazioni EV, Tesla mantiene le prime due posizioni, ma con numeri decisamente più contenuti rispetto al maggio 2023. Il calo della Model Y (-46% a 11.662 auto vendute) è solo parzialmente compensato dall’aumento della Model 3 (+25% a 7.754). Al terzo posto, a pochissima distanza, la Volvo EX30 (7.554), auto è prodotta in Cina dal marchio svedese che fa parte del colosso cinese Geely.

Vendite EV Europa
Le 25 auto più vendute in Europa in maggio, tutte le motorizzazioni. C’è una sola EV, la Tesla Model Y, al 18°posto. Fonte: Jato.

Tiene il gruppo Volkswagen, la 500e fuori dalla top ten

In tutto in Europa si sono vendute in maggio 226.665 auto con la spina. Di queste 151.237 erano elettriche pure, con un calo dell’11%, le rimanenti erano ibride plug-in (-7%). Un risultato che Felipe Munoz, analista di Jato, imputa ai prezzi ancora troppo altri, he rendono le auto ricaricabili fuori portata per larghe fette di popolazione. Ma in realtà pesano anche la cancellazione degli incentivi sul mercato tedesco e il caos che si è creato in Italia sempre sul fronte dei bonus statali. Volvo, BYD e Smart, tutti di proprietà cinese (Smart solo per il 50%), sono i brand che hanno performato meglio. Mentre MG, BMW, Dacia e Polestar sono quelli che hanno perso maggiormente terreno. Regge tutto sommato bene il gruppo Volkswagen, che piazza quattro modelli tra i primi 10. Mentre dalla top ten esce la Fiat 500e, in attesa del nuovo modello che dovrebbe assicurare più autonomia a un minor prezzo, secondo quanto annunciato dal numero uno di Stellantis, Carlos Tavares.

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26 COMMENTI

  1. Golf al 2° posto con un +30% e tesla 18° con -46% ……….. Cosa diceva Mr Toyoda tante troppe volte preso per i fondelli per non dire altro??

    • dice che sponsorizzava la Golf? mi sembrava che puntasse a vendere la Mirai , che tra l’altro ha avuto un successone devo dire.

  2. situazione abbastanza liscia,
    nonostante l’incertezza dovuta all’attesa dei dazi

    BEV vendute in Europa Genn-Maggio 2023
    730.097 ( 13,7 % delle vendite auto)

    BEV vendute in Europa Genn-Maggio 2024
    745.269 ( 13,38 % delle vendite auto)

    NB: e vanno aggiunte 20.000 BEV italiane del click-day

  3. Credo che l’Europa abbia molto da perdere nell’ imporre dazi alle auto cinesi e credo che alla fine prevarrà il buon senso e li toglieranno o ridurranno significativamente. In caso contrario oltre ad assistere ad una guerra commerciale con la Cina ci troveremo le loro fabbriche qui in Europa e i dazi sui nostri prodotti. Loro possono produrre auto qui, noi non possiamo produrre i nostri formaggi in Cina, spero in Europa lo tengano a mente.

  4. Sarà divertente vedere il confronto di giugno 2023 e 2024 con gli esiti del pastrocchio degli incentivi italiani…

    • Se si considera che le nuove BEV seg.A,B devono ancora arrivare in concessionaria…e in strada primi mesi 2025…i conti si potranno cominciare tra 1 anno esatto…

    • Non c’è solo l’Italia o la Germania, sono tanti i paesi in cui la quota di bev è diminuita. Questi i paesi nell’area EU + EFTA + UK dove la quota BEV nel periodo gennaio – maggio di quest’anno è CALATA rispetto all’anno precedente:

      – Austria
      – Bulgaria
      – Croazia
      – Finlandia
      – Germania
      – Grecia
      – Irlanda
      – Islanda
      – Italia
      – Lettonia
      – Lituania
      – Polonia
      – Romania
      – Slovenia
      – Spagna
      – Svezia
      – Svizzera

      In tutti gli altri paesi non in questo elenco invece aumenta. Insomma inutile prendersela con Italia e Germania, il problema riguarda l’Europa dove si raffredda l’entusiasmo per le bev e la quota cala.

        • Prendendo sempre con le molle qualunque previsione (nell’ambiente si dice sorridendo che tutte le previsioni sono sbagliate) quello che si vede bene in questa piccola analisi di GS sono i trend di lungo periodo.
          Che è quello che dico sempre anche io: inutile azzuffarsi su dati mensili e trimestrali, ciò che è molto più importante è il trend di lungo periodo.
          Ci sono molti fattori, come quelli identificati da GS, che possono modificare temporaneamente un trend di lungo periodo. Chi segue gli andamenti dei mercati finanziari sa che spesso questi periodi sono anche molto importanti per liberarsi di eventuali eccessi (di entusiasmo o di pessimismo), far sparire le aziende più deboli, ripensare i prodotti per renderli più appetibili ed economici.
          In questo momento la mobilità elettrica è in quella fase in cui deve fare il passo avanti che serve per convincere gli acquirenti che sia arrivata l’ora per fare il grande passo.
          Ovviamente di questa momentanea debolezza si stanno approfittando i signori del fossile e i produttori tradizionali mettendo in campo campagne per alimentare il pessimismo degli acquirenti e spingendo il più possibile i propri ICEV o HEV prima che la loro obsolescenza inizi a diventare evidente. L’industria del petrolio al contempo cerca di mantenere i prezzi più bassi possibile nel tentativo di mantenere i propri prodotti più appetibili rispetto all’energia elettrica. Sarà molto interessante vedere fino a quando saranno disposti a mantenere questa strategia e come la cambieranno nel corso dei prossimi anni

        • 1. we’re seeing rising concerns around EV capital costs due to lower prices being realized for used EVs

          e ok, lo sapevamo, la tecnologia galoppa e le auto elettriche si svalutano troppo, quasi tutte e il TCO va a farsi benedire

          2. uncertainty around a number of elections this year has decreased visibility on potential changes to government policies affecting the EV industry

          nì, nel senso che questo sarà pure vero in UK (oggetto dell’analisi) ma non in tutti i paesi che ho indicato

          3. The third and final concern is around a shortage of rapid-charging stations. As EV penetration accelerates, rapid charging station infrastructure issues have emerged as a tangible problem. Several automakers have said that concerns about driving range and charging infrastructure are increasing. These issues may lead consumers to have second thoughts about buying an EV.

          Pazzesco. Pazzesco. Avrò ripetuto questo concetto un milione di volte e ho preso solo fischi. Pazzesco. Ora lo leggo per la prima volta su Goldman Sachs Research.

          E sì Mario che mi hai passato un bel link. L’ho sempre scritto, anche di recente: le persone non vogliono ROTTURE DI PA@@E, vogliono un’auto che si ricarichi in pochi minuti senza sbattimenti come si fa col benzina. Vanno alla stazione di rifornimento, attaccano un cavo, 5 max 7 minuti e se ne vanno col pieno o col quasi pieno. Le auto compatibili con questa infrastruttura stanno iniziando a commercializzarle, le stazioni di ricarica rapida capaci di garantire queste performance invece devono ancora arrivare (ma arriveranno perché servono anche per i camion elettrici).

          • E i tanti che potrebbero già ricaricare a casa? Come si fa con il cellulare..
            Questione di cambiare un po’ le proprie abitudini, certo cambiare è difficile ma poi spesso ci si rende conto che le nuove abitudini sono meglio di quelle vecchie.

          • Giusto esempio!
            All’ inizio i cellulari featurephone con piccolo display duravano più di 15 giorni in uso…e gli smartphone che arrivavano a mala pena a fine serata sembravano spacciati…oltre ad essere ingombranti e pesanti.

            Comunque il vantaggio della ricarica a casa è oggettivamente impagabile..non solo per poter avere l’auto carica quando si vuole ma anche per la comodità di climatizzarla prima di partire…
            Poi.. se si ha pure il fotovoltaico… pure gratis…
            NB: chi ha la possibilità di mettere F.V. a casa o azienda…lo faccia.. specialmente ora che i prezzi si sono abbassati..

          • Massimo quelli che ricaricano a casa il problema non ce l’hanno e l’elettrica non la comprano per gli altri 2 problemi, che sono momentanei perché il prezzo delle elettriche è destinato a scendere e anche il valore dell’usato, a fronte di migliori garanzie, è destinato a salire.

            Il problema dell’infrastruttura di ricarica è strutturale, grave e non si risolve da sé se non con l’intervento della politica.

            Il tuo esempio col cellulare è assolutamente perfetto e rafforza quello che vado dicendo perché se tu non potessi ricaricare il cellulare a casa ma solo fuori casa, vorresti ricaricarlo in 5 minuti o in 30? Ah so già le obiezioni: perché non vai a fare la spesa? non vai in palestra? non vai al ristorante? E non puoi sceglierti il ristorante o l’hotel con la colonnina vicino? No, grazie, io vado a mangiare dove il cibo è migliore non dove la colonnina è vicina, io voglio dedicare 5 minuti per fare il pieno all’auto/cellulare e poi i servizi voglio farli senza sbattimenti, pensieri e ansie da colonnine.

          • Se dovessi ricaricare il cellulare fuori casa cercherei di usarlo il meno possibile e sarebbe ancora più interessante applicare il paragone all’utilizzo dell’automobile..
            Poi la comodità è tutta per chi se la gode, scegliere una bev può farti perdere alcune comodità ma sai che stai facendo qualcosa di buono anche per gli altri..

  5. Se complessivamente le elettriche vendute perdono quota e se complessivamente all’interno del paniere delle elettriche vendute la maggior quota è detenuta dalle cinesi, se vengono confermati i dazi il 4 luglio non la vedo benissimo per le elettriche sul breve periodo.

    P.s.: rumors dicono che la UE ha applicato già una leggerissima riduzione dei dazi in alcuni casi, a breve verranno comunicati i nuovi (qualche 0 virgola …)

    P.s.2: in Uk la 500e adesso parte da meno di 26000 euro e questo perché sono previste multe per i costruttori che non raggiungono una certa quota (22%) di elettriche vendute nel corso dell’anno e Stellantis è lontano da quella quota

    • per caso hai visto se la 500e con batteria 24 oppure quella 42 ?

      Stellantis sino ad ora pare abbia voluto vendere meno bev possibili, tenendo alti i listini, a occhio vende quelle necessarie ad arrivare alle quote per le emissioni

      vediamo se ora (anzi ormai si va a dopo l’estate) inzia una fase nuova..
      se in italia a dicembre arrivasse la Huinday Inster (seg. A), magari anche la BYD Seagull e la Skoda (seg B),

      magari un po’ più di persone in cverca di utilitarie inziano a non comprare più il pandino termico, e Stellantis magari inzia a fare sul serio con le Bev, i modelli ormai li ha pronti.. c’è da sforbiciari un po’ i listini o gli allestimenti

    • La corsa-e è già in forte promozione da inizio anno, sui 19k nuova (sterline) e la 208 elettrica a poco più.
      Vedo adesso la 500e 24kWh a 16k, mentre con la batteria più grande al prezzo della corsa.

      Il problema di queste auto è che puntano principalmente ai privati che non stanno comprando, le flotte invece vanno su auto più grandi con più range.

      • e-corsa 19.000 Sterline cioe 22.500 euro, anche il modello base (136 cv con un po’ meno autonomia) sarebbe molto buono, non è che manca l’iva (20% da loro) ?

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