Abbiamo uno scooter e ci capita di avere la necessità di ricaricare lontani da casa. Non c’è ovviamente una presa pubblica e allora che si fa? Possiamo collegarci con le colonnine di ricarica? Se sì come?
A chiedercelo è un nostro lettore che si muove per le vie di Roma in sella ad uno scooter NIU per la precisione un NIU FQi 500. Un veicolo dotato di due batterie da 28Ah e 72V.
La domanda è precisa e circostanziata: è possibile, acquistando un adattatore da Tipo2 a schuko, collegare il trasformatore dello scooter e ricaricare ad una colonnina?
Ma non è tutto. Il nostro lettore ci interroga anche su un’altra questione. Sta infatti pensando di acquistare una piccola power station per aumentare l’autonomia del suo scooter e allora vuole sapere quanto assorbimento dovrebbe sostenere questa power station.
Con un adattatore. Ma è illegale (e pericoloso)
Visto l’ottimo rapporto che lega Vaielettrico con NIU e in particolare modo Michael Castellano, country manager Italia, abbiamo girato a lui le domande del nostro lettore e questa è la risposta:
“Tecnicamente il collegamento potrebbe funzionare, ma il vostro lettore deve essere pienamente a conoscenza del fatto che legalmente non è consentito collegare veicoli alle colonnine tramite adattatori. Detto questo, non è detto che funzioni su tutte le colonnine.
Per quanto riguarda la power station, ne servirebbe una da almeno un paio di kWh, altrimenti l’autonomia ricaricata sarebbe veramente minima.”
Quindi, ricapitolando: vietato collegare veicoli alle colonnine attraverso adattatori. È una pratica che oltre che essere illegale potrebbe essere dannosa o addirittura pericolosa.
- Guarda anche il VIDEO di Filippo Pagliuca


Per l’FQI500 i kWh necessari per la carica da 0% a 100% sono più di 4 (ho consumato circa 100kWh per percorrere 2500km totali) (considerando le perdite in calore sull’alimentatore). La potenza impegnata dall’alimentatore è di circa 1-1,5kW a seconda della fase di ricarica.
L’immagine dello scooter NIU FQI500 (di cui sono felice possessore) è “fuorviante”: non è possibile utilizzare un cavo diretto, lo scooter si ricarica con l’apposito alimentatore che può essere nascosto sotto la sella (temperature esterne permettendo) e dotato di una presa shuko. Dal punto di vista della sicurezza è lui che controlla la ricarica e fa sicurezza verso le batterie ed interrompe la carica autonomamente. Il video dice cose corrette, l’immagine è un fake.
Non so a Roma ma qui in Friuli ci sono diverse stazioni di ricarica per bici elettriche aperte al pubblico, gratuite e tutte dotate di shuko. Su app Nextcharge filtrando la potenza della colonnina (3kW) e tipo di presa compaiono.
Se – come credo – i punti di ricarica con presa schucko per e-bike non richiedono un adattatore, ben vengano in tutti i luoghi frequentati da pendolari e/o turisti su due ruote (vista anche la facilitá di installazione)
Confermo che non richiedono adattatore. Sono stati installati lungo le ciclovie regionali (FVG1, FVG3 e FVG6 sono sicuro, le altre da verificare) a servizio dei cicloturisti, in tutti i principali comuni attraversati.
Il progetto è pensato bene, peccato che siano sottoutilizzati perché cicloturisti che si portano via il cavo di ricarica sono pochi. Perciò avrebbe senso sfruttarli per gli scooter a patto che coincidano con la vicinanza al posto di lavoro
Immagino che questo discorso NON valga per quegli scooter (o moto) dotati nativamente anche di presa tipo 2, senza adattatore. Giusto? E in tal caso c’è
comunicazione fra scooter e colonnine?
Lascio spiegazioni approfondite ai piú esperti di me, mi limito a ricordare che la presa type 2 nativa deve essere accompagnata da SW adeguato per consentire una buona compatibilitá con colonnine di diversi gestori e poter sfruttare la velocitá di ricarica delle stesse.