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Vaielettrico-Key Energy: viaggio nella rivoluzione della Motor Valley elettrica

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motor valley elettrica

C’è grande fermento nella Motor Valley emiliana mentre si affaccia alla nuova era della trazione elettrica. La terra dei motori rombanti e dei vapori di benzina spera che sia un’opportunità, ma oggi è soprattutto una sfida. Riuscirà a trasferire le sue eccellenze meccaniche nel nuovo mondo delle batterie e  dell’elettronica?

L’evento a Ecomondo-Key Energy in ottobre

Cercheremo di scoprirlo con il progetto Electric Motor Valley che culminerà a fine ottobre nell’ambito della fiera riminese Ecomondo-Key Energy che ritorna dopo l’anno di sospensione per il Covid. In quella sede Vaielettrico e Key Energy organizzeranno una giornata di eventi interamente dedicata alla trasformazione della terra dei motori.

Esploreremo tre filoni: la conversione elettrica della filiera automotive, la sfida della formazione e la caccia ai nuovi telenti elettrici, i casi e le storie di alcune aziende di successo, a cui sarà conferito il premio E-Valley. In uno spazio collettivo messo a disposizione da Key Energy, decine di aziende emergenti potranno mettersi in vetrina e organizzare incontri B2B.

La filiera dell’auto elettrica ai raggi x

Nel frattempo, in partnership con l’Associazione MOTUS-E, realizzeremo uno studio sul campo per fotografare lo stato dell’arte. Stiamo ultimando la raccolta dei dati, attraraverso questionari compilati da un centinaio di aziende. Saranno rielaborati, analizzati e commentati da un team di economisti dell’Università di Ferrara coordinati dal professor Giorgio Prodi.

La presentazione del report sarà l’evento d’apertura della giornata riminese, presumibilmente il 27 ottobre. Ma un primo assaggio del progetto è andato in onda il 19 maggio scorso con il dibattito in diretta streaming “E-Valley: la transizione elettrica nella terra dei motori”.

Il webinar è stato organizzato nel quadro delle Digital Green Weeks di Key Energy in vista della fiera riminese. Per chi l’avesse perso, riproponiamo qui sotto il video integrale.

Nel corso del dibattito on line, l’Assessore alle attività produttive dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla, il Presidente di Unindustria Reggio Emilia Fabio Storchi, il fondatore di Automobili Estrema Gianfranco Pizzuto e Dino Marcozzi, segretario generale di MOTUS-E, interrogati dai fondatori di Vaielettrico Mauro Tedeschini e Massimo Degli Esposti, ci hanno già dimostrato che la Motor valley elettrica non parte da zero. Tutt’altro.

La Motor Valley elettrica non parte da zero

Già tantissime aziende emiliano romagnole, infatti, primeggiano in queste nuove tecnologie, magari applicate a settori diversi dall’automotive, e sono pronte a condividerle. Per esempio, l’automazione industriale e il packaging, con l’Ima che acquisisce Atop e diversifica nei motori elettrici. Oppure il material handling e l’elettronica di potenza che vede Electric80  a Reggio Emilia supportare la crescita di Flash Battery negli accumulatori.

Sono giacimenti di conoscenze che già cominciano ad interagira con i costruttori di auto, moto, veicoli da lavoro e imbarcazioni. Si formano reti e filiere. Nascono poli di scambio di saperi nelle Università (Muner per esempio, oppure  Onda Solare a Unibo), presso i Tecnopoli o nel variegato mondo dell’engineering. Da ultimo il caso Reinova, società nata proprio all’incrocio di questi tre mondi. Start up create pochi anni fa sono già aziende conosciute in tutto il mondo (Energica Motor, o Tazzari EV). Altre più giovani  trovano l’ambiente ideale per crescere in incubatori come Motor Valley Accelerator.

E in Ferrari arriva Vigna, genio dell’elettronica…

Quindi non è per caso che la joint venture Silk-Faw ha deciso di toccar terra in piena  Motor Valley con il più grande investimento straniero nel settore auto elettriche su suolo italiano. Potrebbe non essere l’unica. Si parla infatti dell’interesse di grandi gruppi per realizzare da queste parti la prima Gigafactory di batterie italiana.

Benedetto Vigna, nuovo AD fi Ferrari dal 1° settembre prossimo

Sarà made in Modena la prima Maserati elettrica e made in Bologna la prima Lamborghini a batterie. La Ferrari ha appena nominato un nuovo Amministraotre delegato. E’ Benedetto Vigna che proviene da STMicroelectronics, il più avanzato produttore di semiconduttori al carburo di silicio per auto elettriche. Sarà un caso?

 

E-mobility protagonista a Ecomondo-Key Energy

Key Energy, il salone dedicato alle energie rinnovabili, efficientamento energetico, città sostenibili di Italian Exhibition Group,  potenzierà infatti per questa edizione, la 14esima, la sezione dedicata alla e-mobility. Oltre al tema della Motor Valley, dal 26 al 29 ottobre si parlerà di ecosistema di servizi e conversione delle flotte aziendali e di mobilità elettrica nelle città e negli specchi d’acqua.

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Apri commenti

3 COMMENTI

  1. Bravi, anzi bravissimi.
    Video estremamente interessante.
    Ancora più interessante l’intervento molto concreto di Gianfranco Pizzuto a cui dedicherei immediatamente una video intervista.
    Cosa mi è piaciuto?
    Lo schiaffone di Pizzuto all’Assessore Vincenzo Colla che addirittura mi è sembrato non lo conoscesse.
    Penso che Pizzuto sia un innovatore incline alle sfide e più che alla Motor Valley debba guardare alla Silicon Valley.
    Dopo questo video non ci si può che aspettare un video confronto tra Gianfranco Pizzuto, Benedetto Vigna e Andrea Pontremoli per capire lo stato dell’arte di Dallara, di Ferrari e le idee di Pizzuto.

    Aspettiamoci allora il confronto Pontremoli, Pizzuto e Vigna. Peccato che Mate Rimac non parli in italiano, avremmo il quadro completo.

  2. Sprecato.

    Assolutamente sprecato il Dott. Vigna. E se ne renderà conto alla svelta.
    Il nostro è stato l’artefice di uno dei cambiamenti epocali della mobilità elettrica: dall’impiego del Carburo di Silicio e i processi di sintesi per ottenerlo ai brevetti sull’elettronica di potenza merito del geniale Bruno Murari che da anni collabora assiduamente con Vigna.

    Una ricerca che solo un importante gruppo industriale può assumersi.

    L’azionista di Maranello ha pensato di acquistare competenze per risparmiare sulla ricerca e sviluppo che comporta l’elettrico unito alle nuove tecnologie da sviluppare ed ha arruolato un artefice della ricerca nella mobilità elettrica.

    A Maranello dal 2018 sono progressivamente diminuiti gli investimenti in ricerca e sviluppo e i risultati tangibili sono dimostrati in Formula 1, dove addirittura viene a mancare la tecnologia necessaria per vincere con le powerunit ibride.
    Quali ricerche potrà mai fare con gli investimenti in ricerca e sviluppo concessi dal maggior azionista?
    Spero solo si porti con se l’ultraottuagenario Bruno Murari, inventore, autore di oltre 200 brevetti che ha contribuito a far crescere la StMicroelectronics. L’unico italiano ad aver ricevuto il Premio Elmer A. Sperry, che viene assegnato a chi si è distinto con contributi ingegneristici di provata efficacia per fare avanzare il campo dei trasporti.

    Il mio pensiero va al Centro Ricerche Fiat, CRF di Orbassano dove a fine secolo svilupparono i sistemi di alimentazione Common Rail, Unijet e Multijet di iniezione diretta per motori a gasolio il cui brevetto venne venduto a Bosch per un tozzo di pane. Sistemi che sostituirono in breve tempo la pompa rotativa d’iniezione.
    Common Rail guarda caso, inventato dal fisico barese Mario Ricco.

    Perché non è stato eletto da Stellantis il CRF di Orbassano come il polo mondiale della ricerca nominando CEO Benedetto Vigna e Direttore della ricerca avanzata l’ultraottuagenario Bruno Murari?
    Perché il maggior azionista di Maranello porterà Vigna in Ferrari e a far cosa?
    L’elettrica del Cavallino?
    Tutto ciò denota l’incapacità politica di contare, come dovrebbe essere, in Stellantis, evidenzia la difficoltà nell’imporre almeno la ricerca in Italia, visto il progressivo disimpegno produttivo sugli investimenti in Italia.

    https://www.youtube.com/watch?v=I3nvZYH-mOg
    https://www.youtube.com/watch?v=bE9gDIlr3lw
    Bruno Murari e Benedetto Vigna.

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