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Utilitaria elettrica: cronaca surreale di un tentato acquisto

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Cronaca surreale del tentativo (fallito) di sostituire un’utilitaria elettrica. Ce la propone il professor Alessandro Abbotto, Docente presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali, Centro di Ricerca Energia Solare MIB-SOLAR, all’Università di Milano–Bicocca e autore del libro “La mobilità elettrica, Storia, tecnologia, futuro”. Solo tre mesi fa ci aveva segnalato il generale peggioramento delle condizioni praticate dai costruttori per l’acquisto con finanziamento e maxi rata finale (leggi). Ma quello che ha potuto verificare sul campo, al rientro dalle ferie, ha quasi dell’incredibile. Potete inviarci il racconto delle vostre esperienze scrivendo a info@vaielettrico.it

Per la mia Corsa-e pagavo 190 euro al mese…

                                                 di Alessandro Abbotto

versione Cingolani
Alessandro Abbotto

Un anno e mezzo fa, approfittando dei generosi incentivi nazionali anche in assenza di
rottamazione (5000 euro oltre a 1000 euro+IVA sconto concessionario) e regionali (4000 euro), sono riuscito a portare a casa un’utilitaria di segmento B, la Opel Corsa elettrica (prezzo di listino 33,600 euro), a soli 190 euro/mese (assicurazione inclusa), con un importo iniziale di soli 1.800 € (spese di finanziamento incluse) e maxirata finale di 16,300 euro dopo 3 anni.

Per scelta personale e dopo varie considerazioni (aggiornamento tecnologico, mercato dell’usato elettrico non stabile, politica degli incentivi nazionali fluttuante e a breve termine ecc.) ho escluso di acquistare l’auto alla fine del triennio pagando la maxirata finale. Questa forma di possesso, che somiglia a un noleggio a lungo termine, è molto diffusa all’estero (ad esempio in Gran Bretagna è il metodo più utilizzato per guidare una vettura elettrica).

Considerando la scadenza a poco più di un anno del primo triennio di finanziamento e dei lunghi tempi di consegna ho quindi cominciato a guardarmi in giro per vedere se riuscivo ad acquistare un’utilitaria elettrica simile a quella attuale, mantenendo grosso modo la stessa rata mensile e lo stesso anticipo.

Purtroppo, l’impresa si preannunciava ardua perché nel frattempo gli incentivi, grazie alle non sempre lungimiranti politiche nazionali e locali (vedi gli inspiegabili incentivi per l’acquisto di automobili termiche a benzina/diesel), sono passati per le automobili elettriche da 10,000 euro a 3,000 euro (senza rottamazione). Una bella differenza! Ma ripongo la mia fiducia nelle case automobilistiche (listino, promozioni) e nel senso di affari (scontistica) dei concessionari.

utilitaria elettrica
L’Opel Corsa-e: è l’utilitaria elettrica che il professor Alessandro Abbotto vorrebbe riacquistare. Ma i costi sono diventati proibuitivi

…e oggi me ne chiedono 430

-Primo obiettivo: riacquistare esattamente lo stesso modello. Stessa auto, stesso importo iniziale ma la rata mensile passa (con lo stesso importo iniziale) da 190 euro a… circa 430 euro. Non c’è che dire. Un bel salto. Pazienza, ci rivolgiamo altrove, rinunciando con dispiacere al modello posseduto fino ad oggi con cui ci eravamo trovati bene.

La VW e-UP? C’è l’offerta ma non la macchina

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VW e-Up

-Secondo obiettivo: Volkswagen e-up. Attratti dalla pubblicità sul sito ufficiale Volkswagen e su quello di molti concessionari (anticipo 5000 euro + 2000 euro per differenza di incentivo in assenza rottamazione; rata mensile di 189 euro) ci rivolgiamo ad alcuni concessionari della casa. La risposta, ahimè, è sempre la stessa: la e-up non viene più prodotta. «Come – rispondo – è pubblicizzata sul sito ufficiale!». Nulla da fare. Non è possibile acquistarla. Forse, tra qualche mese

VW Id3, la pubblicità sul sito ufficiale non conta

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VW Id3

-Terzo obiettivo: Volkswagen ID.3. Rimaniamo nella casa di Wolfsburg e saliamo di livello. Anche qui attratti dalla pubblicità ufficiale letta ad agosto 2022: 199 euro/mese, con anticipo di 10,000 euro + 2,000 euro per differenza incentivo in assenza di rottamazione. L’auto è di qualità: ID.3 Pro Performance da 58 kWh di batteria e 204 CV di potenza. Anche qui ci rivolgiamo a qualche concessionario, simulando la condizione riportata sul sito ufficiale. Le offerte non si avvicinano neanche un pò: 530 euro/mese + anticipo di 5,000 euro. Anche normalizzando le due offerte per il diverso importo iniziale, la rata mensile nei due casi rimane significativamente diversa. Avete già capito: rinunciamo a passare in Volkswagen e scendiamo di segmento.

Idem per la Dacia Spring: 360 euro al mese

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Dacia Spring

-Quarto obiettivo: Dacia Spring. L’automobile è di un altro livello, non più paragonabile alle precedenti ma andiamo a colpo quasi sicuro. La Spring si vanta di essere l’auto elettrica più economica disponibile in Italia (e la terza più venduta, dopo Fiat 500 e Smart Fortwo). L’offerta sul sito ufficiale non smentisce le attese: 180 euro/mese con un anticipo di 3,400 euro oltre alla solita differenza di 2,000 euro per incentivo senza rottamazione. Entriamo più che sicuri in concessionaria fiduciosi di portarci a casa l’automobile a meno di 200 euro/mese. Ce la facciamo? No, per nulla. Intanto ci offrono il modello vecchio senza dircelo (casualmente ho poi scoperto che il modello pubblicizzato sul sito ufficiale è quello nuovo, ma, come mi sono informato a posteriori, «i tempi di consegna per i nuovi modelli sono molto lunghi»). E poi anche qui la rata non si avvicina neanche lontanamente all’offerta sul sito: oltre 360 euro/mese per un anticipo di 3,000 euro. La differenza di 2,400 euro tra l’anticipo dell’offerta ufficiale e quella che ci viene presentata in concessionaria compensa solo in minima parte la forte differenza tra i due importi mensili. Anche qui alziamo, sconsolati, bandiera bianca.

L’offerta Twingo ZE in vetrina? Valeva il mese scorso

Renault Twingo Z.E..,

-Quinto obiettivo: Renault Twingo. Anche se un po’ disillusi, per l’ennesima volta veniamo catturati dall’amo della pubblicità ufficiale: 120 euro/mese per 4,500 euro di anticipo (+ 2,000 euro di differenza incentivo). Riusciamo ad ottenere questa rata? Forse questa volta ci siamo? Niente da fare. Anche qui tentativo fallito. La risposta del venditore di turno ci lascia un po’ sorpresi: quella promozione era valida alcuni mesi fa. «Ma come – replico – l’ho appena letta sul sito ufficiale Renault ed è anche riportata qui in autosalone». Niente. L’offerta c’è … ma non c’è.

Penso se mi è mai capitato di guardare il prezzo in vetrina di un paio di scarpe e poi, una volta entrato in negozio per acquistarle, scoprire che quell’offerta era “valida alcuni mesi fa”. Nonostante tutti i miei sforzi non mi viene in mente un caso simile, né per le scarpe né, a dire la verità, per qualsiasi indumento o altro oggetto di un qualsiasi negozio.

La transizione elettrica? Non pervenuta

-Conclusioni-Sono rassegnato e mezzo convinto che si sta facendo di tutto per scoraggiare, anziché incentivare, l’acquisto di un’utilitaria elettrica in Italia. Il governo nazionale, dimezzando e ritardando gli incentivi (e riservando, incredibilmente, buona parte delle risorse per l’acquisto di automobili termiche a emissioni climalteranti), non ha aiutato. Sembra che non fosse interessato quasi per nulla alla transizione alla mobilità sostenibile e a impatto zero, o almeno non come dovrebbe essere tenendo conto dell’emergenza energetica (l’automobile elettrica è di gran lunga la più efficiente in termini energetici e l’unica compatibile con le fonti rinnovabili) e dei cambiamenti climatici (ormai siamo diventati un paese tropicale, con “agosti” roventi che durano 3-4 mesi, siccità ed eventi estremi in forte aumento). Lo stesso si può dire anche per i vari programmi elettorali e i dibattiti televisivi, dove l’argomento “mobilità sostenibile” viene quasi del tutto ignorato (al più, e in pochi casi, si parla di fotovoltaico, ma anche, e molto di più, di carbone, nucleare e rigassificatori).

Crisi energetica e climatica nel dimenticatoio

Eppure, i dati non dovrebbero lasciare alcun dubbio. Un terzo dell’energia consumata e un quarto delle emissioni di CO 2 provengono dal mondo dei trasporti (in gran parte quello su strada). Se la crisi energetica e quella climatica, di cui parlano tutti, vanno affrontate, dobbiamo partire proprio da qui, da mezzi efficienti dal punto di vista energetico e puliti. In una sola parola: elettrico!

Le amministrazioni locali vengono talvolta in aiuto, ma con pochi fondi che si esauriscono rapidamente (vedi ad esempio il recente incentivo del Comune di Milano, con fondi sufficienti per l’acquisto di 400-500 automobili, una goccia nell’oceano).

Le case automobilistiche tengono ancora, incredibilmente, i prezzi di listino troppo elevati – a volte anche raddoppiati – rispetto agli analoghi modelli termici (attenzione a non lamentarci poi dell’invasione asiatica, come accaduto in tantissimi altri settori colpevolmente abbandonati).

quelli che "l'auto elettrica...

Le concessionarie non offrono forti promozioni e scontistiche e quasi mai, per non dire mai, danno la possibilità di acquistare alle condizioni riportate sui siti ufficiali.

E l’Italia è di nuovo il fanalino d’Europa

No, signori, così non va. Mi duole molto vedere che l’Italia stia diventino sempre più il fanalino di coda tra i grandi mercati europei nella transizione alla mobilità pulita e non inquinante (nel 2022 le immatricolazione elettriche sono a un misero 3,5%, addirittura più basse di quelle del 2021 e contro percentuali a due cifre del resto d’Europa: altro che transizione all’elettrico!). Ma sembra che questo non importi quasi a nessuno nel nostro paese, che, ricordo, non rappresenta la norma in Europa ma l’eccezione, ormai sempre più isolata.

Intanto io – in attesa di trovare un giorno un concessionario che applichi (aggiungendo solo le spese di immatricolazione) le offerte pubblicizzate sui loro stessi siti ufficiali, in TV, sui giornali, su internet – rimango col mio problema: che utilitaria elettrica potrò guidare alla scadenza del mio attuale finanziamento senza aumentare l’attuale rata mensile?

Tornare all’auto termica? Anche no

O dovrò ritornare, dopo 5 anni di elettrico, alla benzina/diesel (eh no, cari signori, alla benzina e al diesel non vorrei proprio tornarci…). Oppure… Forse “oppure” sarà la soluzione migliore, ovvero mezzi pubblici e treni (magari gratuiti, come si sta sperimentando da molte parti) e, quando necessario, car sharing. Sarà veramente così il futuro della mobilità in Italia? Mi verrebbe da dire: magari! Anche qui non mi illudo più di tanto…

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103 COMMENTI

  1. signori da quando in qua la pubblicita’ e’ vera? sono tutte trappole per portanti in concessionario e farti comprare cio’ che hanno al prezzo che dicono loro. io al posto del prof pagherei la rata di riscatto oppure caccio i soldi in contanti e ordino una macchina elettrica nuova sapendo che la paghero’ un botto e ricevero’ dopo 6mesi un anno se va bene.

    • Il punto della mia ricognizione è proprio questo. Perché dare per scontato che la pubblicità per le auto non sia vera mentre di qualsiasi altro bene, dal più economico al più costoso, sì? Perché dare per scontato che se vedo un’offerta dalla stessa concessionaria (non dico in TV o su internet, ma nello stesso autosalone, come ho scritto) questa non venga applicata mentre se vedo uno scontrino in una qualsiasi vetrina, di scarpe o di vestiti o di elettrodomestici anche costosi (si pensi ai TV OLED a grande schermo), poi quello è il prezzo che effettivamente pago?
      Comunque per fortuna non è sempre così. La mia prima auto elettrica, una Zoe, l’ho acquistata dopo aver girato una decina di concessionari e alla fine trovato uno che mi ha detto: «Certamente, applichiamo l’offerta pubblicizzata senza problemi». Contratto fatto in 15 minuti perchè l’avevo già ben analizzato sul sito. Questa è la strada verso cui bisogna andare e sono convinto che, quando tutta la rete di vendita si adeguerà (al momento lo fa in massima trasparenza una sola casa automobilistica), ne avremo tutti da guadagnarci, non solo noi guidatori ma gli stessi venditori e le stesse case automobilistiche. E non solo per l’elettrico.

  2. Preambolo:
    Non vedo l’ora di poter acquistare un’auto elettrica, o meglio che scenda di prezzo a livelli accettabili.
    Ma, non accetto da un professore universitario la frase: “Un terzo dell’energia consumata e un quarto delle emissioni di CO 2 provengono dal mondo dei trasporti (in gran parte quello su strada)”: a me queste “statistiche” non tornano, e sicuramente sono decisamente fuorvianti. Dovrebbe fornire dei dati inoppugnabili, non delle opinioni a dir poco decisamente fuori luogo e facilmente smentibili. Spero di non essere mai suo studente e men che meno i miei figli. Sparare dei dati con questo sensazionalismo non fa bene a nessuno, soprattutto a chi legge e non ha né il tempo ne il modo di verificare i dati stessi.
    E, visto che vi seguo in quanto utente interessato per un acquisto futuro, non trovo corretto nemmeno da parte della redazione, non andare a moderare questi articoli: quando si tratta di andare contro l’elettrico sembra che abbiate un tornaconto personale da come vi si scagliate contro, quando ci sono argomentazioni come questa che sono a dir poco contestabili… Nessun cenno.
    Imparzialità.. Questa sarebbe la miglior risposta, e forse vedreste che molti più utenti e potenziali tali si avvicineranno invece di allontanarsi da questo mondo.

    • Noi approviamo in pieno quello che ha scritto il professor Abbotto. Aggiungo che i dati sulle emissioni di CO2 del settore trasporti sono corretti: li abbiamo scritti decine di volte anche noi. Li smentisca lei, se ci riesce.

        • Lei riporta dati del 2016, relativi al mondo (Africa e Sud America compresi). Qui (https://www.eea.europa.eu/publications/transport-and-environment-report-2021) trova invece i dati aggiornati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente dove si legge che “i trasporti sono responsabili di un quarto delle emissioni di gas nella Ue, con il trasporto su strada che rappresenta la maggiore quota (72% nel 2019)“. E’ esattamente quello che scrive il professor Abbotto

          • Scusi dove il professore ha specificato che i dati erano relativi all’Unione Europea? Se i dati non sono a livello globale va specificato ed ha ragione il commentatore, anche perchè l’UE non ha una sua atmosfera e a riportare dati parziali senza specificarlo è stato l’articolo. È chiaro, poi, che se si incentiva l’industria a delocalizzare all’estero le produzioni più energivore
            con le relative emissioni collegate(visto che non ci sono meccanismi di compensazione della CO2 per chi delocalizza al di fuori dell’Unione), è normale che a livello di UE l’industria ha ridotto (fintamente, visto che le ha aumentate e di molto al di fuori della UE) le emissioni del 30%, e di conseguenza il trasporto le ha aumentate a livello relativo e molto meno a livello assoluto, visto che il trasporto nella UE non lo puoi delocalizzare all’estero.

    • Ma…. solo per capire….. Se Abbotto fornisce “statistiche”…… “decisamente fuorvianti” e “dovrebbe fornire dei dati inoppugnabili…..” Lei ha “dati inoppugnabili” in grado di smentire cio’? Altrimenti un lettore come il sottoscritto rimane in sospeso tra chi dice “bianco” e chi dice “nero” e nessuno mostra il colore………….

    • Dati della principale agenzia internazionale intergovernativa sull’energia:
      IEA, Global energy-related CO2 emissions by sector, IEA, Paris https://www.iea.org/data-and-statistics/charts/global-energy-related-co2-emissions-by-sector

      la quale fornisce le più precise e accreditate statistiche su tutto il mondo dell’energia (oltre a molti report).

      Questo è un report che spiega più in dettaglio:
      https://www.iea.org/reports/transport-energy-and-co2
      il quale esordisce scrivendo:
      “Transport accounts for nearly one-quarter of global energy-related CO2 emissions.”

      Però capisco che lei, come tanti, rimangono “impressionati” quando leggono questo dato. Il punto è proprio quello.
      Le dico di più. È uno dei pochi settori dove le emissioni, anziché scendere, continuano ad aumentare (sempre fonte IEA). Ovvero si va esattamente nella direzione opposta a quella verso cui si dovrebbe andare

      Può trovare anche altre fonti che riportano lo stesso dato, come già citato. Consiglio invece sempre di verificare la finte originaria di Our World in Data, che non è un’agenzia ma semplicemente riporta i dati di altre organizzazioni, alcune autorevoli, altre forse un po’ meno o a carattere locale (ad es. il link citato usa come fonte “Climate Watch”, che è una semplice piattaforma web, non un’agenzia internazionale).

  3. Che le condizioni fossero mutate e molto nel mercato automotive dovrebbe essere chiaro a chiunque.
    Mi terrei ben stretta l’auto con il finanziamento e al termine dei 3 anni salderei la maxi rata, consapevole di aver comunque fatto un affare per 3 anni grazie e soprattutto agli incentivi pagati dalla collettività.
    In fondo, perché pensare di cambiare auto quando la propria va bene e la si è pagata “poco” rispetto ai prezzi odierni???

  4. Che tristezza. Un docente universitario in cerca di aiutini, anzi, a pretenderli. Un articolo infarcito di luoghi comuni, come se non fosse abbastanza chiaro che l’elettrico sarà sostenibile quando non servirà più tagliare alberi per bruciarli nelle centrali a biomasse. Totale noncuranza per le condizioni di mercato, con la perenne pretesa che lo Stato usi i soldi delle tasse per soddisfare l’ego di chi si sente convinto di avere scoperto la Verità. Nemmeno uno straccio di riflessione sul fatto che l’elettrico è nato per ridurre l’inquinamento in città spostandolo altrove, e non certo per tagliare le emissioni di CO2, per quello serve STARE FERMI o muoversi a piedi o semmai usare i mezzi pubblici.
    Sarà questo il nuovo modo di usare l’auto. Io ricordo che tanti anni fa si andava dal concessionario, si chiedeva il prezzo e si comprava ciò che si poteva comprare SE si poteva comprare. Poi è esploso il fenomeno dei finanziamenti di ogni tipo, dalle rate ai leasing alle maxirate finali. Adesso non basta più nemmeno quello: si DECIDE ciò cui “si ha diritto”, e si PRETENDE che il resto del mondo si adoperi per farcelo avere, magari con la scusa di farlo “per l’ambiente”. Così sono bravi tutti …
    Perché non mi stupisco che discorsi del genere vengano fatti su un sito dedicato alla mobilità elettrica? Boh.

    • Lei non ha capito nulla dell’articolo di Abbotto, che sottolineava soltanto l’enorme differenza fra le offerte pubblicizzate su Internet e le conidizioni realmente applicate dalla rete dei concessionari. Sul resto del suo commento stendiamo un velo pietoso. Un consiglio: frequenti altri siti.

  5. Sono nella stessa situazione del professore…ma al momento ho deciso di tenere l’auto elettrica quando scadrà il terzo anno…Avrò pagato 1500 euro di interessi ma era lo scotto da pagare per verificare il funzionamento di questo tipo di mobilità (ampiamente promossa)
    i prezzi del nuovo sono alle stelle, i tassi sono cresciuti di almeno 3 punti percentuali, e nel nostro paese non c’è minimamente attenzione alla crescita dell’elettrico da parte dei politici (escluso il m5s che al 99% non governerà).
    incrocio le dita e spero che basti a pararmi il sedere la garanzia di 8 anni sulla batteria.

  6. È solo speculazione, anche qui. Perché le case costruttrici e tutta la filiera fino alla vendita al cliente finale dovrebbero diminuire i prezzi dell’elettrico, fino a quando il governo paga incentivi e sostiene il segmento, insieme agli altri endotermici? A loro non frega nulla dell’ecologia e del fanalino d’Europa….Il punto è che non c’è una precisa decisione politica che punti sull’elettrificazione dell’automotive. E fino ad allora chi può gioca sulla confusione. Forse sarebbe diverso se gli incentivi fossero tutti investiti nelle auto elettriche, e se vi fossero accordi tra governo e filiera di vendita, che favorissero la discesa dei prezzi.

    • Sarebbe molto semplice, riprendendo quello già fatto in precedenza cioè lo stato tramite gli incentivi ci mette fino a 6k ma per ogni auto elettrica la casa deve mettere almeno 4k di sconto obbligatorio della casa/concessionario. E loro si trovano nella morsa di doverlo fare dato che devono vendere sempre più elettrico….

  7. io l anno scorso ho avuto la fortuna di rientrare negli incentivi regionali e statali per l acquisto di una tesla ho risparmiato ben quasi 18.000€ ora come ora effettivamente acquistare un auto elettrica non conviene in quanto gli incentivi sono miseri e il prezzo delle stesse auto è aumentato di listino di almeno 3 / 4 mila €

  8. Mah… Secondo me hai scoperto la realtà attuale, ossia che la macchina elettrica per adesso è un giocattolo per ricchi.
    Non tutti se la possono permettere perché attualmente i costi di produzione sono troppo alti e la tecnologia delle batterie non è ancora matura.
    Inoltre sul lato “ecologico” si può discutere perché l’energia prodotta in Italia viene ancora per la maggior parte da fonti fossili (sic!). Unico vantaggio è sicuramente la maggior efficienza del motore elettrico e quindi il minor consumo generale è il minor inquinamento locale.
    Secondo me c’è da aspettare un bel po’ di tempo prima che le BEV siano realmente a portata di tutti.
    Io aspetto con fiducia e per adesso mi tengo la mia Lexus ibrida.

    • Un messaggio pieno di luoghi comuni, peraltro da un proprietario di… Lexus ibrida, che basta guardare sul sito e tutti i modelli hanno prezzi di partenza superiori a quelli delle Tesla Model 3/Model Y! 😀

      • Saranno luoghi comuni ma sono tutti veri. E mi dispiace vedere che chi non la pensa come voi “profeti” dell’elettrico verbo debba venire sempre e comunque criticato senza provare ad argomentare.
        Ah, e la Lexus (che costa 17.000 euro meno della model 3 come prezzo di partenza) viene da un NLT Arval della mia azienda e di cui ero beneficiario. A quel tempo la model 3 neanche esisteva, e comunque il livello di qualità Lexus è infinitamente superiore a quello di Tesla. Ah già, dimenticavo… non è BEV, quindi fa schifo.

        • Io non ho detto che fa schifo, né qui si sta parlando di livello di (presunta) qualità (che poi quando si attacca Tesla si parla sempre e solo di qualità di rifiniture, tutto il resto per la qualità non conta). Dico solo che guardando sul sito Lexus i vari modelli ibridi che vedo adesso, quello che viene meno parte da 62.000 euro, che è superiore ai listini di Tesla per buona parte degli allestimenti di Model 3 e perfino della Model Y RWD. Parlo di Tesla perché viene presa sempre come riferimento per dire che le elettriche sono “gioccattoli per ricchi”, come dici tu, ma chiaramente ce ne sono di ottime di altre marche che costano sensibilmente meno (penso a Hyundai o Kia, ad esempio).
          Per quanto riguarda tutti i tuoi luoghi comuni, non spreco tempo a rispondere, su questo sito ci sono articoli su articoli che ne parlano e ci sono persone molto più pazienti di me che eventualmente potranno risponderti. Sempre se avrai voglia di approfondire, ma ho qualche dubbio.
          Ho risposto prima solo perché ero in dubbio se fossi ironico o meno, quando concludevi che ti tenevi la tua Lexus, che è dichiaratamente marchio di lusso di Toyota, insomma un bel giocattolo per ricchi 😀

          • Capisco il tuo punto di vista, ma non ho detto che non potrei comprare una BEV. E sicuramente prenderei una model 3 perchè amo le berline (la Lexus è una IS300h, infatti).
            Tuttavia il mio commento era riferito alla storia raccontata nell’articolo. E’ evidente che non tutti possono permettersi una spesa di 60k euro, ma anche le utilitarie non costano poco senza incentivi e, con lo stato in cui versa l’economia del paese in questo momento, capirai che sono molti a non poter acquistare quello che chiamo, per il momento, “giocattolo per ricchi”. Spero di essere smentito nel prossimo futuro, ma per il momento il mio sentimento è questo.

            Per quanto riguarda i “luoghi comuni” insisto a dire che sono veri (almeno quelli che ho citato), ma che sicuramente le cose miglioreranno se e quando verrà fatta una politica seria di generazione di energia da fonti non inquinanti. Abbiamo riacceso le centrali a carbone…

            Il vero motivo per cui io personalmente non compro una macchina con batterie al Litio, come ho detto anche in un altro thread, è che non voglio ricaricare a casa perchè ho il garage sotto un palazzo (abito a Roma) e temo un possibile incendio in fase di ricarica. Altrimenti, finito il NLT della Lexus, avrei preso sicuramente una Model 3.

          • @maspunta
            altro luogo comune …
            le EV si incendiano meno delle benzina e ibride
            sono quelle che si incendiano meno !
            fonte “ACI” americana studio AutoinsuranceEZ del 2020

            ibride incendiate su 100000 circolanti 3474.5
            benzina incendiate su 100000 circolanti 1529.9
            elettriche incendiate su 100000 circolanti 25.1

            hai molte più probabilità che ti vada a fuoco la lexus che una EV qualsiasi

            unica nota dolente , in caso di incendio , le auto elettriche sono difficili da spegnere con metodi convenzionali
            serve personale qualificato per intervenire

            -_-

          • @Nello Roscini
            non ho voglia di ripetere quanto ho già detto. Riassumo in poche parole: Non è un luogo comune, perchè il problema è in ricarica. E io la macchina a benzina la ricarico dal benzinaio e non nel box sotto un palazzo di 8 piani.
            Se prende fuoco (ed è possibile, anche se poco probabile) come pensi che vengano a spegnerla, visto che occorrerebbe immergerla in una vasca d’acqua?
            Sarà estremamente improbabile, ma se succede che facciamo? Io non voglio grane, specie se gigantesche come questa.

        • Noi argomentiamo eccome, anche se a certi livelli di disinformazione è anche frustrante rispondere. Del resto: si è accorto che il sito si chiama Vaielettrico? Si meraviglia se preferiamo le Bev alle termiche?

        • Si sta fasciando inutilmente la testa. Per i condomini esistono dei piani antincendio e per le wallbox solitamente va anche comunicato ai vv.ff. È tutto già previsto. Allora i centri commerciali che mettono le ricariche in garage sono folli a correre questo “rischio”? Oltretutto parliamo di un “semplice” incendio, non c’è una esplosione che farebbe crollare tutto il palazzo come invece può avvenire con metano e gpl e guarda caso sono vietati i parcheggi sotterranei. Insomma se prende fuoco una ev (e c’è ne vuole) non è un problema enorme e soprattutto non è un suo problema

          • Non credo proprio… i piani antincendio non prevedono ancora l’uso delle wallbox. E secondo te, vivendo in italia, quanto pensi ci voglia per farne uno nuovo a fronte dell’installazione di una wallbox? e chi pagherebbe?
            Non so i centri commerciali ma di sicuro io, sotto il mio palazzo, una ricarica per BEVnon ce la voglio.
            E non è questione di esplosione (ovvio…) ma per la difficoltà di spegnere un incendio di litio (“semplice”… mah!). Se succede fuori (e sappiamo quanto sia poco probabile) amen, ma sotto un palazzo come fanno a spegnerlo? portano un serbatoio d’acqua li sotto e ci immergono la carcassa? e la gru dove passa?
            No grazie. anche se il rischio è prossimo a zero resta comunque presente. Ognuno la vede a modo suo e se prende fuoco la mia macchina nel mio box si… il problema è anche mio.

          • Che non sia un suo problema mi pare un po’ forzato 😉
            Il fatto è che se ha queste paure allora immagino che in garage non abbia alcun circuito elettrico, perché qualunque apparecchio elettrico potrebbe andare in cortocircuito… Mi sembrano paure un po’ esagerate, a maggior ragione se si installa una wallbox nel modo corretto e con le opportune protezioni. Se è per questo anche un’auto a benzina/ibrida allora può andare in autocombustione, peraltro con probabilità maggiore…

            Per la cronaca, il parcheggio sotterraneo per le auto a metano non è vietato, salvo in casi di divieti esposti in modo illecito, perché il metano non è come il GPL, ha caratteristiche ben diverse e proprio per questo non dovrebbe essere vietato il parcheggio sotterraneo. Peraltro non mi risulta che sia mai accaduto di auto a metano “esplosa”, non rispondiamo a luoghi comuni con altri luoghi comuni.

          • @maspunta
            lei carica 24/7 tutto l’anno l’intera casa

            cosa cambia se invece di uno scaldabagno,condizionatore, pompa di calore ..
            carica a potenze analoghe per 8 ore di notte ,fascia oraria F3 , un’auto ?

            l’impianto se lo fa fare/certificare da un buon elettricista
            ed è a posto

            io avrei più dubbi ad avere un’auto a benzina ..
            basta una perdita alla pompa ,tubii del carburante
            o al tappo del serbatoio
            e come minimo respirate vapori tossici ..
            come massimo ..
            faccia lei

            poi ogniuno ha le sue fobie
            e io da perito elettronico ..
            l’elettrone non mi fa paura per niente

    • lessi un commento tempo fa che diceva a grandi linee: “ma se le bev sono così superiori in tutto e per tutto, la gente è masochista a non comprarle.”

      • Principalmente perchè moltissime persone ragionano solo in termini di Costo D’Acquisto e non sanno calcolare il Costo di Esercizio, o non ne comprendono nemmeno il significato.
        Oppure perchè si fissano su falsi problemi come i mitici 1200km di autonomia non-stop, o pensano che a casa le BEV si caricano a 100kW come alle colonnine mandando in blackout la rete nazionale.

        • costo d’acquisto è quello che sei costretto a sborsare: se non li hai puoi fare tutti i tco del mondo..
          ho chiesto diverse volte se qualcuno (qui) viene in banca con me a chiedere un finanziamento, e parlandogli del tco vedere se accettano..

          la gente vuole che la fruibilità sia pari pari ad una termica. così non è.. al momento

          • Vuole che qualcuno venga a farle da garante in banca così si può comprare un’auto? O parla come un Savonarola moderno a nome de “la gggente”?
            Questo sito è pieno di testimonianze di gente comune, con stipendi comuni, che si è comprata una BEV. E non credo nessuno abbia comprato l’auto in contanti. Secondo lei come han fatto?

          • luca, qualsiasi auto va pagata PRIMA, con contante contento o rate: sé con quest’ultime, la banca/finanziaria/usuraio vuole la certezza di rientrare, PUNTO. del tco a loro non frega nulla..
            se quindi non hai i dindini o accesso al credito, non acquisti niente: più chiaro così?

  9. I sono per eliminare per sempre gli incentivi, ma di sicuro, dovrebbe essere impedito l’accesso a nuovi incentivi per almeno 6/10 anni (il tempo in cui il consumismo determina la durata di quasi tutti gli elettrodomestici ed anti ecologico!) .. perchè anche questo rischia di divenire iniquo.

    • Per decenni sono stati dati incentivi per l’acquisto di auto inquinanti e nessuno ha detto nulla, quelli erano un’assurdità. Qualche incentivo per accelerare la transizione da auto inquinanti ad altre più efficienti e localmente non inquinanti è bene darlo.

      • Favorisce solo chi ha liquidità e quindi solamente i ricchi favorendo la disparità.
        Certo si dovrebbero attivare magari su base ISEE e modello che acquisti. Ma comunque sono sfavorevole e lo ero anche prima delle autto elettriche. Gli “incentivi” sono sempre deleteri, in qualsiasi campo vengano applicati.

  10. Maaaaaaaaaaaaaaaaaa ..
    i gruppi d’acquisto esistono ancora ??

    quello più famoso ,nato con le ibride dpiù di un decennio fa , ha un’offerta troppo limitata ..

    sarebbe bello che nascessero strumenti più sofisticati per gli acquisti cumulativi
    forse si potrebbero spuntare prezzi e finaziamenti migliori a prescindere dagli incentivi

    my 2 cent

  11. Per rispondere ai vari commenti il mio articolo non discute se sia meglio riscattare la maxirata finale o passare a una nuova auto. Ciascuno farà le sue considerazioni come io ho fatto le mie (se interessa posso condividerle: io ho chiesto dei preventivi di finanziamenti alle banche per rifinanziare la rata fiale e ho visto che non mi conveniva; come dicevo, questa forma di possesso, anche per i diversi tassi del primo triennio, è molto comune e conveniente all’estero). Qui mi focalizzo su una tesi diversa. Ho voluto dimostrare, e chiunque può verificarlo sui siti delle case come degli stessi concessionari, che esistono molte promozioni che consentirebbero di avere rate relativamente basse, e comunque più che confrontabili con quelle di vetture termiche, anche senza gli incentivi del 2021. Il problema è che non vengono rispettate e questo, a mio parere, è un segno di non modernità della rete di vendita. A mia conoscenza solo una casa pubblica un prezzo e quello è, al centesimo (al più è inferiore ma mai superiore). Poi, ma questo è un altro discorso, io sono dell’idea che le risorse stanziate per le automobili debbano andare esclusivamente alle vetture ad alto risparmio energetico e non inquinanti, ovvero quelle elettriche. Non stiamo parlando tutti di crisi energetica e crisi climatica? La risposta l’abbiamo sotto il naso ma la snobbiamo. E, ripeto, questo accade solo in Italia. Forse un sospetto dovrebbe venire che siamo noi, e non tutto il resto d’Europa, che non siamo sulla strada giusta. A questo punto, se le risorse già stanziate (non da aumentare) fossero destinate esclusivamente ai veicoli elettrici, allora risulterebbero ancora più convenienti. Il mercato risponderebbe e le immatricolazione delle BEV passerebbero dal 3% al 10-20-30%, come nel resto d’Europa. Dal mio punto di vista, e partendo dai dati di consumo energetico e di emissioni che ho citato, non c’è altra via per combattere efficacemente la crisi energetica e climatica.

    • Personalmente quando ho provato a fare un preventivo e la rata non ridava con quanto atteso, la motivazione principale era che essa era calcolata sulla versione base edition, senza optional e con chilometraggio ridicolo. Pertanto andando a scegliere la vera auto che si vorrebbe è normale che la rata salga

      • Esatto: specchietti x allodole…….. E perche’ non mi offrono la base edition se a me basta quella? . Sembra quasi che le base edition senza optional da astronavi non esistano…… In vendita ci sono solo le full full full……….

        • A dire la verità è vero che in quasi tutti i casi (non tutti) l’offerta si riferiva alla versione base ma è anche vero che per le vetture elettriche le versioni base hanno già un allestimento ricco. Ad esempio, la Twingo ha già tutto tranne i sensori posteriori (e qualche altro optional in genere non necessaro per una city car). Inoltre gli importi dei concessionari che ho riportato si riferiscono naturalmente allo stesso identico (compreso il colore) allestimento dell’offerta. Quindi il punto non è quello.

    • Professore carissimo,

      lasciamo stare per un istante le sacrosante considerazioni ecologiche e concentriamoci sui soldi.

      Dubito fortemente che di qui a un anno le cose saranno diverse da come le sono state prospettate recentemente. Anzi, potrebbero essere anche peggiori visto l’aria che tira.

      Il rifinanziamento in banca per procedere al pagamento della maxirata finisce con il ricalcare le rate che le sono state prospettate per un nuovo veicolo?

      NO, è tangibilmente meno caro)
      Un consiglio? si butti al volo.

      NO, è più caro ma meno di quanto prospettato per iniziare un’altra pratica)
      sta alei scegliere se piegare il collo e accettare oppure progettare di qui a un anno una vita “car free”. Non vedo grandi alternative all’orizzonte.

      NO, è nettamente più caro di quanto prospettato per iniziare un’altra pratica)
      un altro consiglio? tagli il materasso, fosse il caso, e trovi di che saldare. Ma si tenga stretta la sua automobile se la cosa le è di vera utilità.

      Si, ricalca più o meno la rata che sto pagando adesso)
      fossi in lei riconsidererei seriamente l’ipotesi di tenermi il veicolo, anche se la cosa le costasse qualcosina di più. Come detto anche da lei, l’alternativa di qui a qualche annetto è vivere di sharing e mezzi pubblici. Detto che, magari, a lei va benissimo anche così. A me non andrebbe bene per esempio.

      Questo senza voler considerare l’ipotesi che lei sia in grado di saldare l’importo con mezzi propri senza che la cosa le crei un vero problema.

      Non è che ci siano molte altre opzioni.

      Perchè una vettura come la Opel Corsa-E a un prezzo totale (occhio e croce) di 25.000 euro, piaccia o no, ma realisticamente non la troverà più per ancora qualche annetto.
      Questo è, stringendo la questione all’estremo. Alter non datur.
      A lei la scelta. 😉

      buona serata!

      • -Il rifinanziamento in banca per procedere al pagamento della maxirata finisce con il ricalcare le rate che le sono state prospettate per un nuovo veicolo? –

        ho fatto un pasticcio.

        La domanda giusta è:

        “Il rifinanziamento in banca per procedere al pagamento della maxirata finisce con il ricalcare le rate che sto pagando adesso? “

  12. io metterei l’obbligo al governo di pagare la metà (o 3/4) di qualsiasi elettrica: questo sarebbe un incentivo!! 😎
    i fondi li prendiamo alla sanità che, in questo modo (qui mi si “impara”), ha minori spese.. 🤷‍♂️

    così, tutti elettrici, sani e contenti! 🥳

    PS commento ironico 😁

    • Io metterei l’obbligo di restituire tutti i miliardi che sono stati elargiti in questi anni per l’acquisto delle vetture endotermiche. Scommettiamo chi si pente?

      • io invece toglierei qualsiasi tipo di incentivo, per qualsiasi tipo di veicolo… invece di “avvelenare” il mercato come è stato fatto negli ultimi 20 anni! Il sistema è fallimentare e a lucrarci sono solamente i produttori e mai i clienti . E nel tempo finiscono per bloccare le vendite, come sta avvenendo in questo periodo di “magra”..

      • caro gio,
        i “miliardi” elargiti per le endotermiche, che funzione avevano?
        quello di far passare ad auto meno “inquinanti”.
        risultato? mercato drogato di km0 e in crisi, allora come adesso..

        forse dimentichi che sono soldi di tutti, ma che non vanno a tutti: ad esempio, leggevo ieri che il superbonus 110 è stato recepito in maniera completa da 87000 persone. non 60 ne 30 ne 10 milioni.. e stranamente, i prezzi di tutti i materiali sono aumentati a dismisura. chissà perché 😉🙄

  13. Si conferma giusta la teoria dell’auto elettrica privilegio per ricchi. Senza incentivi statali e regionali e aumentando considerevolmente il budget disponibile (+25%) sono riuscito a comprare una Corsa-E, ma è stato un evento unico e irripetibile. La prossima auto la comprerò tra 15-20 anni, se va bene.

    • -La prossima auto la comprerò tra 15-20 anni, se va bene.-

      Anche prima, vedrà.
      Tra 15-20 anni la sua Opel potrebbe avere la batteria in grado di caricare il 60% rispetto ad ora, e la cosa sarebbe ritenuta assolutamente normale da un punto di vista puramente tecnico.

      Tant’è che nessuno al momento si sta minimamente ponendo il problema di come permettere ai comuni mortali di conservare in dignitosa efficienza e senza di fatto comprar l’auto due volte i veicoli che (bizzarria!) per qualche curioso motivo uno si volesse tenere anche dopo la fine della scadenza canonica degli 8 anni.

      Quindi in assenza di seri provvedimenti strutturali (che reputo assolutamente necessari) vedrà che o tra 20 anni si fa andare bene un’autonomia pressochè dimezzata o quantomeno fortemente ridotta oppure molto prima avrà provveduto (magari indebitandosi ulteriormente) a cambiare veicolo.

      (nota: non sto facendo dell’umorismo di bassa lega nei suoi confronti. Ci mancherebbe. Nè soglio polemizzare a vanvera con chicchessia. ci mancherebbe di nuovo. Sto usando un mezzo “alternativo” per cercare di spiegare un concetto che ho espresso recentemente e che di primo acchito mi è parso essere stato considerato più un “boutade” che un ragionamento fatto su fondamenti logici o quantomeno di buon senso).

    • Mi scusi ma credo di aver scritto una cosa ben diversa. Ho fatto un elenco di vetture di categoria simile e rata comparabile a quella attuale (normalizzando importo iniziale). Il problema è che non vengono rispettate. Tutto qui. Ma questa, se mi consente, è un’altra storia (vedi policy Tesla). Se lo fossero avrei già fatto contratto, non tra 15-20 anni… Insisto perché il punto è importante. Non è vero che le auto elettriche siano solo per ricchi (in Norvegia o in UK o in Francia o in Germania – direi quasi tutto il resto d’Europa – sono tutti ricchi?). Non è vero che non sono mature (in genere si rottama prima tutto il resto dell’auto e poi la batteria, che è la parte più resistente: vedi vecchie Nissan Leaf). Ma non bisogna neanche ostacolarne l’acquisto, destinando invece le risorse alle inquinanti auto benzina/diesel (per quelle invece vanno bene gli incentivi?). La ringrazio per lo spunto che mi ha permesso di chiarire.

      • É semplice, ripristinare gli incentivi iniziali da 10 Mila euro per veicoli elettrificati (full e plug-in max) SOLO per PRIVATI con auto fino a 35 mila euro Iva esclusa come ora. Le società di noleggio non hanno bisogno dell’aiuto statale per fare il loro business, tanto i veicoli acquistati e COMPLETAMENTE AMMORTIZZATI finiscono ugualmente nel mercato dell’usato. E magari facilitare di più, burocraticamente e fiscalmente, l, installazione dei pannelli fotovoltaici

        • Già le aziende piangono adesso che vogliono la flotta incentivata a bestia, non gli basta la detrazione/deduzione dai costi di una grossa fetta dell’importo totale, del costo di rifornimento dell’assicurazione della manutenzione etc etc

          L’unica è togliere gli incentivi per un anno a tutti, vedere a che prezzo si assestano (che magicamente sarà più basso di un bel po) e una volta reinseriti, bloccare i prezzi con un margine del massimo del 5% di aumento da giustificare con migliorie o aggiunte, se i costi gli aumentano? Affari loro, se vogliono vendere le auto a 65 milioni di italiani trovino il modo di essere competitivi altrimenti sene riparla quando saranno in grado.

          • ma perchè toglierli per poi reinserirli?? Non ci devono proprio essere!! Altrimenti blocchi il mercato per un anno! e non serve a nulla! e appena li rimetti i prezzi si rialzano.(non puoi bloccare per legge i prezzi di un auto). Ma che incentivi ed incentivi.. semmai dai un contributo solamente a chi ha un basso reddito, gli altri se la comprano o fanno a meno.

    • Bha io non direi che sono auto per ricchi
      direi che TUTTE le auto sono diventate auto per ricchi

      a parte un “fisiologico” diminuzione del listino
      la ID.3 come una Kona come una Corsa-e di listino due anni fa costavano 50.000 eur come una model 3 standard range
      oggi di listino sono scese di 10000 15000 euro
      PERCHE NON SONO TESLA MODEL 3 SR
      il resto è schizofreni di un mercato in crisi drammatica,quello italiano, che non sa e non vuole vendere

      mi sa che ha produttori conviende vendere online , se vogliono vendere ..
      ai concessionari rimane “solo” l’assistenza e l’usato

  14. Ma l’esimio professore dove ha vissuto negli ultimi tempi? Non si è accorto che i prezzi, in generale, sono “leggermente” cambiati rispetto a qualche anno fa?
    Ah, i baroni universitari…tra l’altro con i generosissimi emolumenti dei contribuenti italiani l’esimio professore potrebbe anche pagare una rata superiore ai 200€ e farsene una ragione. Ma sarà un esimio professore mica per niente, d’altronde.

      • Magari il commento è stato scritto in termini un pò troppo melodrammatici, ma è indubbio che è improponibile, stante l’inflazione e l’impennata di tutti i prezzi, confrontare un’auto comprata tre anni fa con la stessa comprata oggi, sia per i prezzi di listino sia per i differenti incentivi.

        Riguardo invece il problema che i prezzi pubblicizzati non sono mai rispettati nella realtà, su questo invece sono completamente d’accordo. Ma a parte attendere tempi migliori non saprei cosa suggerire a chi dovessere cambiare per forza l’auto adesso e volesse per forza una BEV, se non forse riscattare l’auto che possiede nel caso sia già una BEV, all’orizzonte non si vedono rivoluzioni tecnologiche tali da rendere obsolete auto di pochi anni fa, si va per incrementi marginali.

        • Ben detto, una corsa-e con 2 anni di vita da cambiare tra 12 mesi per non pagare la maxi rata finale, a meno che non si siano riscontrati gravi problemi non risolvibili in garanzia, ora come ora con inflazione eurozona al 9% e inasprimento dei tassi di interesse per i finanziamenti e da tenere stretta e, come suggerito da qualcuno, vale la pena di rimediare il saldo tra le proprie disponibilità. L’alternativa sempre più inquanante e poco pratico è l’uso dei mezzi pubblici, quelli si ancora in ritardo nell’elettrificazione

          • I mezzi pubblici sono più inquietanti magari ma il loro utilizzo no. L’uso del mezzo pubblico è molto meno inquinante dato che praticamente l’inquinamento generato dal bus a carbone che tu ci salga sopra o meno non cambia.

  15. La sparo così grossa ( effettivamente non sono preparato in materia, quindi perdonatemi se dico delle cavolate ). Si potrebbero denunciare all’associazione consumatori questi signori per pubblicità fraudolenta ?

    • Salvo che la Casa costruttrice non abbia scritto in piccolo, in fondo alla pagina, dietro un asterisco che le concessionarie sono libere di non aderire all’offerta.

      Se invece la discrezionalità non c’è, più che alle autorità, andrebbe segnalato il concessionario a chi gli ha concesso di vendere le sue auto, cioè la Casa costruttrice, perché quel comportamento difforme lede la sua immagine, l’immagine dei marchi coinvolti etc.

      Se ci fosse reato, ovviamente, vista la comica lunghezza dei percorsi di assoluzione/condanna nel nostro Paese, probabilmente inutile. Oppure la sentenza definitiva, come spesso accade, arriverà inutilmente (magari dopo il 2035).

  16. Stessa esperienza mia: in questi giorni navigo per cercare offerte per noleggio lungo termine di auto plug-in. Si trovano pubblicita’ estremamente interessanti. Quando si compila il form e si viene contattati dalla struttura di riferimento i prezzi crescono abbondantemente rispetto a quanto pubblicizzato. Specchietti per le allodole?

    • Odioso malvezzo per cui ti indicano il prezzo dedotta la rottamazione (che potresti non avere) e valido solo per un finanziamento con annessa assicurazione e senza messa su strada. Alla fine aggiungi da 3 a 4 mila €. Decisamente poco serio. Il prezzo dovrebbe essere onnicomprensivo, esclusa IPT che può variare. Tesla aggiunge circa 1000€ al prezzo di listino per approntamento veicolo, immatricolazione e IPT (per questo ho scritto “circa”). Mi chiedo per quale strana ragione per una Panda dovrei spenderne ben di più.

  17. Non capisco una cosa: ma se si è trovato bene con la Corsa-e, che nel frattempo è rimasta identica, perché non riscattarla?
    Anch’io ho acquistato una Mokka-e beneficiando dei mega incentivi del 2020 e ho scelto il finanziamento con minirata e vfg proprio perché mi aspettavo un rapido progresso tecnologico delle EV che mi avrebbero reso conveniente non riscattare la vettura per passare ad un modello più moderno e tecnologico. In realtà a distanza di quasi 2 anni dall’acquisto la Mokka-e è la stessa e non si parla nemmeno di un modello EV di maggiore autonomia in casa Stellantis (speravo in una Grandland con pacco batteria da 60/70kWh). Aspetto di vedere le nuove Jeep ma pare che la piccola derivi dalla stessa piattaforma della mia, quindi con autonomia uguale o peggiore considerando le linee poco aerodinamiche. Se continua così pagherò la maxi rata e mi terrò la Mokka-e

  18. I prezzi, come ho sempre sostenuto soprattutto per le elettriche, in questo periodo sono estremamente folli! Anche io spesso vado a vedere dopo le varie pubblicità online od altrove i prezzi ed oltre ad una rata allucinante quella mensile è altrettanto da spavento…. C’è da dire che questo riguarda anche tutte le altre motorizzazioni. Io spero che in futuro ci sia un car sharing nazionale dove si paga una quota (molto bassa) mensile e si possono utilizzare tutte le auto che si vuole senza limiti di spazio o tempo. Risulta incredibile vedere costi a 10/20 anni di mezzi di trasporto che finiscono per diventare cifre che se non fanno comprare una casa ci vanno vicini…

      • si sì il triplo anzi no il quadruplo 🤣🤣🤣. Poi non potevi citare personaggio migliore che ne capiva molto infatti siamo all’opposto di quanto detto e fatto da lui quindi non ci capiva un bel NIENTE 😂😂😂

          • No lo capirebbe anche un bambino di 5 anni. Spero che non siamo arrivati (in italia) a questo livello perchè ove mi giri e discuta con qualcuno siamo sotto questa soglia… Il riferimento è musk non marchionne e siate seri non scrivendo eresie grazie!

          • 20k cosa che si parlava di 35k dollari prima cosa. Poi lui ha capito (numeri e vendite alla mano) dove stava andando il mondo se pensavamo ancora a Marchionne fiat e gli stabilimenti connessi italiani avevano già chiuso eddai basta un po’.

        • Quella frase di Marchionne risale probabilmente a 8/9 anni fa, in poche parole ci si chiedeva se i tempi erano maturi per un’auto elettrica che costasse il giusto, da ricaricare ovunque senza problema, da ricaricare con fonti rinnovabili (perché quello ha un senso). La risposta era NO. Oggi è NI. Semplice.

      • Herbert Diess, CEO Volkswagen: “Produrre la ID.3 ci costa il 40% in meno rispetto alla eGolf”

        Quindi di cosa si parla? La è golf ha una piccola batteria, utilizza componenti di una vettura prodotta su larga scala. Una macchina con batteria maggiore e prodotta in numero considerevole ma inferiore alla golf (termica e ev assieme)costa invece il 40% in meno.

        Non ho trovato la dichiarazione di Marchionne ma presumo si riferisse ai costi all’epoca attui per Fiat. Ecco… Anche quando lo ha detto cambia molto le carte in tavola… Perché lui è mancato anni fa e i costi sono scesi per le ev, saliti per le ice. Poi ovviamente se produci ev su catene di produzione minime come per la 500e per il mercato californiano ci vai ovviamente in perdita.

        • Esattamente a tutti (o quasi) puoi fargli credere tutto ed il contrario di tutto. Si risparmia in tutto, in modo molto molto consistente, sull’auto elettrica a parte la batteria che anche avendo un impatto notevole sul prezzo finale non è più come qualche anno fa. Inoltre vogliamo ricordare il fatto che prima si diceva che la produzione era limitata non in grossi numeri etc etc etc… Oggi anche queste storie sono finite. Spesso le stesse case ad esempio fiat 500 o dacia spring facevano sconti senza alcun vincolo di 5000 euro e parliamo di cifre importanti non qualche migliaio o meno! I prezzi sono enormemente gonfiati ma non si può dire perchè bisogna far credere il contrario… Non oso immaginare quanto gli costi a tesla produrre con le gigapress e soprattutto in Cina…….

    • Ci stiamo arrivando. Link&Co propone una formula di noleggio molto molto interessante. Premettendo che si tratta di un suv, offrono il noleggio tutto compreso a 500€ al mese senza anticipo e senza vincoli. Puoi recedere il contratto quando vuoi senza penali. Se arrivasse in commercio una piccola utilitaria o anche una berlina (penso a MG 4 che è sempre cinese) con la stessa formula e rata sui 300€ sarei il primo a ordinarla. Poi come già qualcuno ha scritto non si lamentino dell’invasione cinese

  19. I politici… alcuni hanno preso in giro il PD che ha dovuto far un cambio di mezzo al volo perchè il pulmino elettrico era quasi scarico. Indice di molta sensibilità verso la mobilità elettrica…

  20. Secondo me si è ragionato un po’ troppo sulla rata mensile. La corsa-e io l’ho comprata a 22700 nel 2020 con il massimo dei 10000 euro con rottamazione, pagata in contanti. In realtà gli incentivi statali erano di 6000+2000 per la rottamazione e 2000 obbligatori del concessionario, che opel però già faceva (avevo preventivi prima di quegli sconti). Infatti nella pratica gli sconti ricevuti erano di 8000 statali e 5900 del concessionario (36600 prezzo finale su strada con optional, 22700 pagati). Pertanto gli incentivi statali odierni non sono poi così differenti (3000+2000 per la rottamazione), mentre quelli del concessionario sono rimasti pressoché invariati. Nel complesso infatti per acquistare oggi una corsa-e sono necessari 25/26000 euro leggendo le esperienze di altri due acquirenti freschi di acquisto nel gruppo fb dedicato a quest’auto. Pertanto finanziamenti a parte che io ho sempre odiato proprio perché non si capisce mai bene quanto e cosa vai a pagare (aggiunta di assicurazioni, manutenzioni etc), il costo complessivo dell’auto è di soli 3000 euro in più che spalmati su rate triennali dovrebbero incidere di circa 83 euro+interessi. Quindi a parità di anticipo e rata finale mi aspetto una rata mensile di 300 euro circa.

  21. Posso dire una cosa seriamente senza che sia vista come una provocazione? Parlo seriamente, mettendoci dal punto di vista dell’ambiente e lo chiedo al Prof. Abbotto.

    Visto che oggi le elettriche costano ancora tanto in assenza di incentivi adeguati e visto che dovremo aspettare prima che scendano (sono anche io in attesa), perché non fare un breve noleggio a lungo termine di un’auto gpl (che da quello che ho capito farebbe pochi km l’anno, magari prediligendo altre forme di trasporto quando possibile) e investire i propri soldi in un progetto di ecosostenibilità, ad esempio fotovoltaico o eolico, ritardando l’acquisto dell’elettrico di qualche anno?

    E’ un po’ il suggerimento che darei ad un amico se deve acquistare la sua prima casa (senza averne una da vendere in contemporanea) in un momento in cui il mercato è impazzito: posticipare l’acquisto a quando i prezzi saranno calmierati.

    Oggettivamente parlando (e il professore è l’unico qui che può essere disposto a fare il conto delle tonnellate di co2, senza pregiudizio alcuno) con un’auto gpl si avrebbe un costo di rifornimento moooolto simile a quello in elettrico (soprattutto alla luce degli aumenti che potrebbero arrivare da un momento all’altro) e si potrebbe investire in qualcosa di davvero efficace ed utile la propria liquidità: con il fotovoltaico e/o con le comunità energetiche, ad esempio, si aiuta a ridurre la dipendenza dal carbone, mai così elevata in Europa e in Italia, anziché essere lì e richiedere più energia elettrica alla rete, preferendo un’auto elettrica ad una a gpl.

    Tempo qualche anno, i prezzi scenderanno, ci sarà più offerta (e anche una migliore rete di ricarica) e si potrà pensare anche all’auto elettrica.

    Professore (se vuol rispondermi) se un alunno le farebbe questo ragionamento ad un esame universitario, lo boccerebbe o lo promuoverebbe?

    • “se un alunno le farebbe” se fosse un professore di italiano boccerebbe!

      A parte questo particolare (che son convinto hai visto ma purtroppo non si possono correggere i messaggi), non è affatto una sparata. Chi oggi non può, non può e se deve per forza cambiare auto perchè la propria cade a pezzi, quello che dici ha un senso, la rata di una macchina a GPL è sensibilmente inferiore di una qualsiasi elettrica, per via del costo. Una Euro6D a GPL sarà sempre meglio di un diesel magari di 15 anni e siamo lontani oltre un decennio dalla cessazione della produzione di termiche, per cui quella macchina a GPL potrà continuare ad avere una vita utile terminato il noleggio.

      • Oh mannaggia, aspettiamo tutti con pazienza le elettriche low cost e il tasto modifica sulla bacheca commenti di VaiElettrico. Fammi rileggere prima di pubblicare … Vai!

        • Basterebbe usare sistemi come Disqus, che ha tra le mille cose in più anche una gestione delle conversazioni migliore e indentazione infinita, invece del sistema nativo di gestione dei commenti di WordPress. My 2c.

    • Unica cosa su cui non concordo è il “se per adesso non può”.

      Io penso che guardando all’ambiente prima della ev debba esserci il fotovoltaico. Se non puoi comprare entrambi è devi cambiare auto, ti fai FV (sovra dimensionato per il futuro)+ ICE.

      Poi ovviamente se uno non può fisicamente installare FV prende solo la macchina elettrica, ma li è “causa di forza maggiore “

  22. Concordo sul fatto che sia scandaloso che non vengano rispettate condizioni pubblicizzate.
    Tuttavia mi sfugge un po’ il punto di partenza di tutto questo: se aveva avuto anche un po’ la fortuna (diciamocelo) di prendere la macchina con una botta di incentivi che oggi non ci sono più, mi sembra normale che adesso la stessa auto la porti a casa con una rata molto più alta. Non credo che ci si possa lamentare. Dirò di più: ha goduto degli incentivi una volta, non mi sembra neanche così sbagliato che dopo appena tre anni debba avere il diritto di goderne ancora.
    Che poi non ho capito perché non tenersi semplicemente l’auto attuale e continuare a fare bene all’ambiente con quella….

    • Leggendo l’articolo ho pensato sostanzialmente alle stesse cose dette nel suo commento.

      Una piccola idea: forse il professore potrebbe farsi finanziare dalla sua banca, magari anche a condizioni più favorevoli, l’importo con cui riscattare la sua attuale autovettura. Questo ovviamente senza volersi precludere l’ipotesi che il nostro possa farlo con propri fondi.

      • Il finanziamento bancario è un’opzione che in pochi considerano, ma che effettivamente può avere un senso se uno vuole riscattare l’auto. Solitamente gli interessi sono più bassi, e nemmeno di poco. Ho fatto un paio di simulazioni sia per riscattare tra due anni la id.3 che per un eventuale nuovo acquisto, in entrambi i casi conviene pagare in contanti la concessionaria usando il prestito bancario. Alla fine si tratta sempe di un acquisto a rate, ma non è obbligatorio che a finanziarci sia la casa automobilistica.

        • Esatto. Lo so che è tortuoso come pensiero l’idea di farsi “finanziare un finanziamento”. (Chiaramente la mia è un’iperbole)
          Ma in ultima analisi spesso le cose stanno come dici.

    • Addendum: superfluo ma forse non troppo aggiungere che quanto ho detto sopra implica che il nostro debba riconsiderare la sua ipotesi iniziale di non acquistare il veicolo.

    • Era proprio la domanda che volevo fare al professor Alessandro Abbotto:
      l’opzione di tenere la Corsa-e non è fattibile?
      Magari finanziando in banca l’importo della maxi rata finale (per esempio in 84 mesi)?
      Perchè concordo sul fatto che un’altra occasione così non la troverà nel breve periodo, e se anche accadesse, può sempre rivendere la Corsa

  23. In merito alle pubblicità sarebbe interessante capire cosa dice il garante, non ricordo quale, in merito alla pubblicità ingannevole, credo che ci siano norme che non solo vietano ma sanzionano.
    In merito alla campagna elettorale è triste constatare che non solo ai politici non frega nulla della transizione ecologica ma sembra che anche i ragazzi che manifestavano per sollecitare il governo di turno ed esaltavano la figura di Gretha Thurnberg ora sono scomparsi.

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