Il fotovoltaico continua a guidare la crescita della produzione elettrica negli Stati Uniti. Nel 2025 sono stati installati 43 GW di nuova capacità solare, confermando per il quinto anno consecutivo il fotovoltaico come principale fonte di nuova potenza aggiunta alla rete.
Il dato emerge dal rapporto “US Solar Market Insight 2025 Year in Review”, pubblicata da Solar Energy Industries Association (SEIA) insieme alla società di ricerca Wood Mackenzie.
Secondo l’analisi, nel primo anno della nuova amministrazione Trump circa il 79% della nuova capacità di generazione elettrica installata negli Stati Uniti è stata rappresentata da impianti solari e sistemi di accumulo. In altre parole, quasi quattro nuove centrali su cinque realizzate nel 2025 sono legate a tecnologie rinnovabili o batterie.

Crescita trainata anche dagli Stati… Trumpiani
Un dato interessante riguarda la geografia delle nuove installazioni. Più dei due terzi degli impianti solari installati nel 2025 si trovano in Stati che hanno votato per Trump alle elezioni del 2024. Fatto certamente curioso visto l’approccio di forte opposizione ideologica e legislativa del presidente verso lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Tra i territori con la crescita maggiore figurano: Texas, Indiana, Florida, Arizona, Ohio, Utah e Arkansas. Il Texas resta il leader indiscusso del mercato americano, con 11 GW di nuova capacità installata nel solo 2025.
Nel complesso, 11 Stati USA hanno stabilito nuovi record annuali di installazioni e 12 Stati hanno superato 1 GW di nuovi impianti.
Prospettive al 2036: quasi 770 GW di nuove installazioni
Le previsioni indicano una crescita ancora più significativa nei prossimi anni. Gli analisti stimano che gli Stati Uniti possano installare altri 490 GW di capacità solare entro il 2036.
Se questo scenario si concretizzerà, la potenza solare totale installata nel Paese raggiungerà circa 770 GW, consolidando il ruolo del fotovoltaico come pilastro del sistema elettrico.
Uno dei fattori che spingerà ancora la crescita del fotovoltaico è l’aumento costante della domanda elettrica nel Paese. In particolare quella generata dal boom dei data center e dei servizi digitali.
Stati Uniti, crescono rinnovabili e accumuli. Alla faccia di Trump…
Inoltre, secondo Wood Mackenzie, il solare mantiene di base un grande vantaggio strategico sulle altre fonti green: è una delle tecnologie di generazione più economiche e rapide da realizzare. E questo vale a livello industriale come per gli accumuli dei sistemi privati.
Il ruolo della politica energetica
L’evoluzione del mercato dipenderà ovviamente anche dalle scelte politiche e regolatorie. Lo studio individua tra i fattori più rilevanti: le regole sulle catene di approvvigionamento internazionali, le decisioni su dazi e commercio e i tempi per permessi e autorizzazioni dei progetti.
Il settore del solare residenziale sta già affrontando alcune difficoltà dopo la fine anticipata del credito d’imposta del 30% nel 2025, uno degli strumenti che avevano sostenuto la diffusione degli impianti domestici.

Componenti: cresce la produzione interna
Un ultimo fatto importante emerso dal report è che con l’apertura di nuovi stabilimenti il Paese dispone ora della capacità produttiva per coprire tutte le principali fasi della catena del valore del fotovoltaico, dai wafer ai pannelli.
In particolare, la capacità di produzione interna di moduli solari è cresciuta di oltre il 50%.
Secondo lo studio, anche l’espansione dell’industria manifatturiera delle componenti potrebbe continuare nei prossimi anni, sostenuta dalla crescente domanda di nuova energia elettrica.
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