USA 2026: secondo le stime dell’Energy Information Administration (EIA), quest’anno segnerà un punto di svolta storico per il sistema elettrico. Più del 99% della nuova capacità di generazione elettrica arriverà da solare, eolico e sistemi di accumulo. Un’accelerazione che consolida un trend già evidente nel 2025 e che ridisegna il mix energetico. Con implicazioni anche per l’Europa nel dibattito su reti, accumuli e sicurezza energetica.
USA 2026: anno da record per le rinnovabili?
Le previsioni EIA indicano che nel 2026 solare, eolico e batterie rappresenteranno il 99,2% della nuova capacità elettrica netta negli Stati Uniti. Se il trend sarà confermato, la capacità rinnovabile complessiva arriverà a oltre 508 GW, quasi alla pari con quella del gas naturale. Il solare, da solo, supererà sia l’eolico sia il carbone in termini di capacità installata. L’ultimo report mensile Electric Power Monthly dell’EIA (con dati aggiornati a fine novembre 2025) ha dato conferme precise in tal senso. Le rinnovabili negli USA corrono, e nemmeno poco. E questo a dispetto delle politiche avverse dell’amministrazione Trump.

Eolico e solare al top
Il solare è la fonte in più rapida crescita tra le principali tecnologie di generazione.
Complessivamente, nei primi undici mesi del 2025, il sole ha coperto quasi il 9% della produzione elettrica statunitense, con una crescita annua superiore al 28%. Numeri che mostrano come il fotovoltaico stia rapidamente passando da tecnologia marginale a pilastro strutturale del sistema elettrico.
Nonostante la crescita continua del solare, l’eolico resta la prima fonte rinnovabile negli Stati Uniti. Tra gennaio e novembre 2025 ha fornito il 10,1% dell’elettricità nazionale, in aumento rispetto all’anno precedente.
Sommando eolico e solare – sia utility-scale sia distribuito – si arriva al 19% della produzione totale, un dato superiore sia al carbone sia al nucleare.
Un passaggio simbolico ma importante: vento e sole insieme producono ormai più elettricità del carbone e superano anche il nucleare, pur con fattori di capacità molto diversi. Un segnale che evidenzia il cambiamento strutturale in atto, non più legato a dinamiche congiunturali.
Allargando lo sguardo a tutte le fonti rinnovabili – includendo idroelettrico, biomasse e geotermia – nel periodo gennaio-novembre 2025 la quota ha raggiunto il 25,7% della generazione elettrica. È il secondo contributo più alto dopo il gas naturale, che però nello stesso periodo ha visto un calo della produzione del 3,7%.

Il boom del green storage. Carbone e nucleare rallentano
Nel 2025, la vera novità non è stata solo la quantità di energia rinnovabile prodotta, ma la capacità installata. Da inizio anno a fine novembre, il solare utility-scale ha aggiunto oltre 22 GW, mentre il solare distribuito ne ha portati altri 5,5 GW. L’EIA prevede ulteriori 37 GW di nuovi impianti utility-scale nei prossimi dodici mesi.
Ancora più impressionante la crescita dello storage delle batterie: +49% dall’inizio dell’anno, con 13,4 GW di nuova capacità nel 2025. E i progetti pianificati indicano altri 21,5 GW in arrivo.
Nello stesso periodo, il gas naturale ha aggiunto poco più di 4 GW, il nucleare appena 46 MW, mentre il carbone ha perso oltre 4 GW di capacità installata.
USA 2026: dati ancora più incoraggianti, Trump permettendo
Complessivamente, nel corso del 2025, le rinnovabili (incluso il green storage) sono cresciute di 45 GW, mentre fossili e nucleare messi insieme sono arretrati.
E lo scenario previsto dall’EIA per quest’anno è ancora più ottimistico: solare, eolico e batterie rasenteranno il 100% della nuova capacità netta, accelerando la transizione grazie ad accumulo e pianificazione. Trump permettendo…


Sono un po’ confuso, potreste correggere le unità di misura? Così come sono indicate non si riesce a capire se sono potenza installata oppure capacità.