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Urban Mobility, l’Ue lancia la rivoluzione elettrica

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Urban Mobility: è’ il programma lanciato ieri dall’Ue attraverso l’Istituto per l’innovazione e la tecnologia EIT che intende stimolare e promuovere progetti innovativi di mobilità sostenibile nelle aree metropolitane europee. I partner sono 48 da 15 Paesi: darà vita a 5 hub dell’innovazione, con una dotazione a regime di 80 milioni di euro.

No a congestione e inquinamento

Una società in cui la logistica e il traffico siano gestiti in maniera intelligente. In cui le persone utilizzano mezzi di trasporto (pubblico) elettrici altamente efficienti, condivisi o individuali e su richiesta. Dove le città offrono maggiori spazi per camminare, giocare e godersi la vita e nessuno si preoccupa della qualità dell’aria, degli ingorghi stradali o di trovare un parcheggio.
È così che apparirà l’Europa tra 15 anni? Una cosa è certa: questo è precisamente ciò a cui mira l’Istituto europeo per l’Innovazione e la Tecnologia (EIT) lanciando il programma Urban Mobility che intende stimolare innovazioni tangibili riunendo i settori dell’istruzione, della ricerca e delle imprese. Presentando ieri il progetto EIT ricorda che il 70% dei cittadini europei vive in aree, che il 40% del totale di emissione di CO2 dipende al trasporto e dal traffico, la cui congestione costa 100 miliardi di euro all’anno, l’1% del Pil dell’Ue. Leggi anche: Emissioni, Bruxelles  certifica i vantaggi dell’elettrico
L’attuale modello di mobilità semplicemente non è sostenibile _ commenta Maria Tsavachidis, Ceo del programma _. Per cambiarlo, abbiamo bisogno di trovare soluzioni a determinate sfide, quali la de-congestione, la crescita urbana sostenibile e trasporti efficienti dal punto di vista ambientale. Dobbiamo agire subito, utilizzando e diffondendo le tecnologie, portando il cambiamento nei regolamenti e nelle infrastrutture”.

Cinque hub, 48 partner

Urban Mobility – Mobilità per spazi urbani vivibili – è un consorzio di 48 partner provenienti da 15 paesi, tra cui le città di Copenaghen, Eindhoven, Praga e Istanbul, il politecnico della Catalogna, l’istituto tecnologico di Israele, SEAT, l’École polytechnique fédérale de Lausanne, e Volkswagen Truck & Bus. Per l’Italia è presente Enea. Si articola su 5 hub di innovazione a Copenhagen, Barcellona, Praga, Monaco e Helmond (vedi immagine) e parte con una sovvenzione europea iniziale di 4 milioni di euro, che saliranno a 80 a regime, finanziati nell’ambio del programma Horizon 2020. Dovrà promuovere progetti co finanziati da privati e aziende.
L’EIT è stato creato nel 2008 per guidare la capacità di innovazione dell’Europa. L’Istituto sostiene lo sviluppo di collaborazioni dinamiche paneuropee tra università, laboratori di ricerca e aziende di spicco. Queste vengono chiamate Comunità dell’innovazione e ciascuna si concentra su una determinata sfida globale.