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Una volta per tutte: l’auto elettrica non è a emissioni zero

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Scoperta dell'acqua calda, molto cavalcata dai "negazionisti": produrre l'auto elettrica, a iniziare dalle batterie, comporta un certi numero di emissioni.

Una volta per tutte: l’auto elettrica non è a emissioni zero. Lo sanno anche i bambini. Ma i detrattori si aggrappano a questa scoperta dell’acqua calda.

Una volta…: ci si attacca alla scoperta dell’acqua calda

Sì, il mantra che viaggia sui social-media ormai è questo: “Ma quali emissioni zero? le auto elettriche emettono, eccome. Sia nel fabbricare le batterie, sia nel produrre l’energia elettrica“. Poi, a denti stretti e sottovoce, si ammette che nell’intero ciclo di vita l’auto elettrica è comunque più virtuosa. E che il confronto si riferisce alle sole emissioni di C02 (nel quale l’elettrico vince comunque), omettendo di parlare di polveri fini e di tutti le porcherie che ci avvelenano. No, su tutto questo si sorvola.

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L’articolo uscito il 7 gennaio sul NewScientist : “L’anno migliore di sempre dell’auto elettrica è un punto di svolta per i trasporti green”.  Vi si spiega che l’elettrica non è a emissioni zero, ma è comunque un grande passo avanti

Conclusione dei detrattori: l’auto elettrica non è a emissioni zero e quindi non serve, migliora la situazione, ma non la risolve del tutto. Che è come se, parlando di una grave malattia, ci si rifiutasse di adottare un farmaco che, pur non essendo in grado di eliminarla, ne attenuasse di parecchio gli effetti. La verità, sotto gli occhi di tutte le persone in buona fede, è che l’auto elettrica è a emissioni (e a rumore)  zero dal motore quando viaggia. E questa ò già un’ottima notizia per le nostre città. Deve ancora risolvere i problemi di cui sopra, ma ci sia sta alacremente lavorando.

Una volta…Volete misurare l’intero ciclo di vita? Giusto

L’ultimo appiglio per l’esercito dei negazionisti è un articolo uscito su Quattroruote.it, giornale come molti sanno a me assai caro. Mi è stato segnalato con messaggi del tipo: “Hai visto l’ennesima prova che avete torto?“. Me lo sono andato a vedere, scoprendo che si parla di un’idea molto sensata a cui sta lavorando l’Unione Europea. Ovvero “certificare la quantità di sostanze emesse dalle auto dalla produzione al fine vita”. Segue l’ovvia constatazione che “quelle delle Bev non sarebbero più zero“.Giusto. Francamente, però, non capisco il commento dell’autore quando chiosa che “le vetture a batteria dovrebbero fare tanta strada per essere più virtuose di quelle termiche“.

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I tetti fotovoltaici installati a Mirafiori, dove si produce la 500 elettrica: anche negli stabilimenti l’avvento delle auto a batterie si accompagna a investimenti nella produzione di energia da rinnovabili.

Visto poi che nel seguito si ammette che le elettriche resterebbero comunque  più pulite delle termiche. E che “più avvantaggiate sarebbero quelle con batterie, di taglia medio-piccola, prodotte in Paesi che hanno un mix energetico ad alto tasso di rinnovabili“. Dunque? Aggiungo che se  andremo (giustamente) a certificare quel che si emette nel produrre energia e batterie, dovremo farlo anche per quel che succede nell’estrarre il petrolio, raffinarlo e trasportarlo. Scopriremmo forse che le petroliere non navigano a emissioni zero e che gli idrocarburi vengono estratti a profondità sempre maggiori. E con tecniche sempre più impattanti.

Lasciamo che i bambinoni negazionisti esultino e…

una voltaL’elettrico ha ancora enormi margini di miglioramento, mentre i motori tradizionali sono arrivati a livelli di sviluppo oltre i quali sarà dura andare. E il mix energetico a cui fa riferimento Quattroruote è quello a cui tutti i Paese dovrebbero puntare. Per cui: lasciamo che i bambinoni esultino per avere scoperto l’acqua calda. E plaudiamo alla UE che porta avanti con serietà il progetto di esaminare tutto il ciclo di vita delle auto. Esiste uno strumento per calcolarlo, il Life Cycle Assesment” (LCA),  un’analisi standardizzata secondo le norme ISO. Tenendo conto di 4 fasi principali:

  •  i passaggi della filiera di fornitura. 
  •  la produzione – (i processi che generano più CO₂ sono definiti “hot spot”).
  • l’utilizzo del veicolo su strada.
  • il riciclo, quando l’auto smette di circolare.

È giusto che Bruxelles metta a punto un suo indice, su criteri rigorosi. Parliamo di questo, non di scemenze che, invece che l’aria, inquinano la possibilità di discutere seriamente.

 


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120 COMMENTI

  1. Bambinoni a me paiono tutti gli ecologisti radical chic dell’ultima ora ansiosi di esibire il loro giocattolone elettrico ultimo grido.

    • Le paiono e basta, ma non ha un dato o un argomento concreto per dimostrarlo. Peccato.

    • I bambinoni mi sembrano quelli che Frignano perché non possono permettersi auto elettriche, o perché vogliono continuare a girare con la propria punto evo con le minigonne e il terminale modificato facendo brum brum, e sono infastiditi nel sentirsi dire che la elettrico è il futuro

    • ma non si preoccupi l’ignoranza è un male che colpisce molti e lei si trova sicuramente in buona compagnia

    • Mi spiace, non è una questione di moda ma di necessità.
      Posseggo 9 auto 2 a metano che uso e le altre sono vecchie glorie alle quali sono affezionato (alcune da vetrina altre salvate dalla rottamazione da sistemare ma ahimè ho sempre il carro davanti ai buoi), le accendo un paio di volte all’anno (quando il tempo me lo permette), praticamente si tratta di modellismo scala 1:1, sono un fan della fata turbina, dei carburatori, dello scarico libero e delle sfiammate in rilascio….

      ….ma adesso è arrivato il momento del buon senso….da appassionato di montagna ho visto negli anni tutto quello che si è modificato nel tempo in modo troppo, troppo veloce….ho approfondito gli argomenti e le posso dire che acquistare un auto elettrica è una questione morale e non di moda o “sciccheria” che sia.

    • Hai ragione, inoltre questo articolo utilizza un linguaggio puerile, non citando alcun dato a sostegno della tesi.
      Sono d’accordo sul fatto che l’elettrico sia la strada giusta, ma non è questo modo da Fanboy che lo dimostrerà.

        • Ecco un altro esempio di discussione pacata, non da fan.
          Poi sono gli altri che contrappongono l’auto elettrica a quelle a combustione interna.

      • ieri hai letto per la prima volta la parla fanboy e sei venuto qui a usarla…
        hai la residenza a Creta ?

  2. Caro Direttore, purtroppo Quattroruote è diventata una rivista di parte (a me da il voltastomaco).

    Dagli articoli eseguiti negli ultimi mesi/anni su Elon Musk traspare un odio nei confronti dello stesso che arriva all’irrazionale.

    Non perdono occasione per denigrare l’elettrico, come l’articolo in ultima pagina del mese di dicembre dal titolo “il silenzio assordante sui bambini del cobalto”: come se tutto il cobalto arrivasse da quel sito dove sfruttano i bambini, come se il petrolio non avesse stragi di innocenti nel passato e nel presente, cribbio con l’arrivo della benzina verde sono aumentati nei centri urbani i tumori nei bambini e negli animali domestici di piccola taglia, senza parlare del fatto che da 16 anni in italia viene bruciato per far un favore alla raffinazione il Petroleum Coke: carbone di petrolio che semina indisturbato malattie e morte in quanto la politica li protegge (in tutti i modi).

    Meriterebbero proprio che la gente smetta di leggerli.

    • Nicola, Quattroruote è un patrimonio di conoscenza e professionalità. Può prendere posizioni più o meno condivisibili, e nei giornali ci sta, ma va rispettato per quel che ha rappresentato in questi 65 anni.

      • Ho ricevuto in eredità centinaia di numeri di 4r che vanno da fine anni ’70 ai giorni nostri…fa sorridere (a fronte dell’atteggiamento odierno) che nel numero che ho sottomano, 4r stesse organizzando una manifestazione per auto solari ed elettriche.

      • Direttore, io li ho praticamente tutti dal gennaio 1982 ed alcuni antecedenti (quando ancora c’era la Clotoide e lo Sterring Pad) ma difronte a certe posizioni ….mantengo chiaramente il rispetto nei confronti di chi l’ha fondato e delle tante persone che hanno dato nel tempo il loro contributo con passione, ma difronte a certi articoli uno non può fare a meno di avere il voltastomaco e di scriverlo nei forum.

        E proprio perché lo rispetto lo critico e spero che i suoi lettori diminuiscano, nella speranza che porti l’attuale squadra al comando a riflettere sul proprio operato.

        • Sono d’accordo con lei. Pur capendo l’articolo del direttore, scimmiottando una rivista storica, si mette sullo stessa piano dei detrattori a “preiscindere”.

          Per me finchè non ci sarà un discorso di energia rinnovabile sopra una certa soglia a livello UE, l’applicazione Serio e Rigido del LCA, un piano VERO di smaltimento/riciclo al 100% rispettando tutti gli impatti ambientaili…. allora si potrà parlare di vera rivoluzione.

          Poi per quel che concerne lo sviluppo dei motori termici, bollati come “massimo sviluppo”, a me sarebbe piaciuto capire se vi erano i mezzi tecnici per alzare la resa dal 30% attuale al doppio…… ma è stata una scelta voluta delle case non abbassare la quantità di litri utilizzati per peccorere i “famosi” 100km.

          • Veramente la resa MASSIMA di un ICE moderno si aggira sul 40%, peccato che poi il mezzo non vada in linea retta a velocita’ costante e in piano senza vento; quindi l’efficienza reale si posiziona un una forbice che va dal 17 a poco piu’ del 20%. Detto che alla fine quel “fetente” di Carnot ci dice che il limite massimo teorico di un motore a combustione interna e’ poco piu’ del 50%: game/set/match.

          • In Italia abbiamo il 40% di rinnovabile ed il 40% di centrali a metano.

            Queste ultime hanno un rendimento più che doppio rispetto a qualsiasi motore termico (anche la più sgangherata).

            Se poi al motore termico aggiungiamo il disastro di inquinamento da veleni, CO2 e scarti del petrolio (che non sanno più dove mettere) per fornirgli benzina e gasolio………………………il rendimento degli ICE sprofonda non so dove.

      • Caro Mauro, lo leggevo dal 1968. Ora non più. Poichè concordo totalmente con Nicola. Io ho due Tesla, e non credo di essere un deficiente come vorrebbe dimostrare 4ruote. Inoltre è ormai assodato che il cobalto è stato messo all’indice da Tesla e da tanti altri. Perchè continuare ad infierire per puro interesse di parte?
        Chi paga le pagine pubblicitarie di 4ruote?

        • Il gruppo VAG è il primo inserzionista privato italiano.
          E allora chi sta facendo la prova di durata dell’Audi e-tron ti dice che ha fatto sbalordire un proprietario di Tesla che non riusciva a ricaricare (salvo danni, una balla sesquipedale: le Tesla si ricaricano ovunque, dalla shuko di casa in su), mentre il mitico sistema Audi lo ha fatto caricare immediatamente.
          Più in basso però, dice anche quanto ha speso: praticamente quanto un veicolo a gasolio.

  3. Il valore aggiunto dei trasporti elettrici e che sono a zero emissioni locali

    Questo e l’aspetto fondamentale per la salvaguardia delle condizioni sanitarie dei abitanti di zone urbane

    Per esemplificare questo valore aggiunto di emissioni locali per il trasporto stradale dia rivoluzionario basta vedere come sono state radicalmente Cambiate le condizioni di inquinamento locale delle stazioni ferroviari con il passagio della trazione termica ancora vigente nei anni 50 a quella elettrica ormai stradominante

    Il fumo delle locomotive a vapore o anche diesel era permanente sembrava entrare in una fabrica :
    polveri fini e grosse e il vapore allora erano ominipresenti

    Le citta dotate con un buon mix sia di trasporti elettrici sia di riscaldamento elettrico termodinamico ( pompe di calore) sono destinate s conoscere nel futuro La qualita del aria cittadina del epoca preindustriale

    • aggiungerei che oltre emissioni zero locali si eliminano completamente i particolati che non sono clima-alteranti pero sono pericolosissimi per l’uomo. solo questo dovrebbe convincere tutti

    • Ma non solo, anche la riduzione di polveri sottili perché evitiamo la combustione di diesel e benzina, creando gli ossidi d’azoto.
      Non so perché c’è tutta questa attenzione alla CO2, ma poi i negazionisti, se parli di nox, ti guardano con occhi da pesce lesso

  4. Ricapitolando:

    – i concessionari delle marche che ci credono (perlomeno quello di zona mia) oltre a non farle provare manco te le fa vedere;
    – buona parte delle riviste specializzate non esita a denigrarle;
    – parlando in altra regione con venditore VW della ID3 la prima cosa che ha detto è stata: eh si ma dietro ha ancora i freni a tamburo….ed io ho replicato si, ma i freni le elettriche non li usano in quanto hanno la frenata rigenerativa;
    – tavares (e quelli come lui) che non perde occasione per parlarne male.

    Ma queste auto elettriche quanto fastidio danno?

    • Può darsi che il concessionario abbia un margine di guadagno minore nel vendere una elettrica rispetto a una termica; probabilmente, anche dopo la vendita , non ci guadagna più niente con i tagliandi. Oppure c’è talmente tanta richiesta che la casa madre avrà chiesto ai concessionari di non spingere le elettriche altrimenti non riesce “a starci dietro a produrle”.

      • ed ha chiesto ai venditori di sottolineare il fatto dei freni a tamburo al posteriore…mmmmm ….la vedo dura.

    • quoto
      qualche giorno fa sono andato in una nota concessionaria WV di Roma
      mi sono girato intorno nella show room ..
      nemmeno una id.3 ..
      ma le tengono nascoste ?
      vanno a ruba e non ne hanno nemmeno una da mettere in mostra ?
      bho?
      nemmeno ho chiesto , ho preso l’aggiornamento del mio libretto e me ne sono andato

    • Semplice Nicola: il fastidio è direttamente proporzionale al fatturato del PETROLIO e derivati nel mondo, sommato al fatturato dei motori che lo bruciano.
      Onore in eterno all’immenso ELON MUSK, che ha costretto il mondo intero ad imboccare, obtortissimo collo, una strada obbligata, stanando tutti i costruttori di ICE dalla loro tana puzzolente.

  5. Mi permetto di dire che anche se la produzione di auto elettriche non è a emissioni zero…

    …l’uso di auto elettriche È a emissioni zero*

    E l’uso è ciò che conta (di più).

    La produzione di qualsiasi bene, auto, computer ma anche le pere, non sarà mai a emissioni zero quando si considera tutta il percorso di produzione/coltivazione/creazione di un prodotto o servizio.

    *Tolte le particelle causate da freni e pneumatici, che sono ineludibili (ma con l’elettrico i freni si usano di meno).

    • Io non sono proprio d’accordo. Concordo con la conclusione dell’articolo:

      “… E plaudiamo alla UE che porta avanti con serietà il progetto di esaminare tutto il ciclo di vita delle auto. Esiste uno strumento per calcolarlo, il Life Cycle Assesment” (LCA)…
      … È giusto che Bruxelles metta a punto un suo indice, su criteri rigorosi. Parliamo di questo…”

      Poi, si potrebbe estendere lo stesso discorso non solo alla climalterante CO2 ma anche alle sostanze inquinanti nocive per l’uomo e/o l’ambiente.
      Sarà un duro lavoro per chi dovrà farlo…

    • Tecnicamente parlando è abbastanza falsa questa affermazione: per usare l’auto devi averla prima ricaricata e la ricarica non è ad emissioni zero. Escludendo la parte relativa alla produzione del veicolo e volendosi soffermare al solo vettore energetico, con l’elettrica semplicemente l’emissione si verifica prima ancora dell’uso (mentre con una auto termica si verifica durante l’uso). Che poi l’emissione è minore concordiamo tutti. Anzi, qualcuno più cattivello di me potrebbe aggiungere che l’auto elettrica è l’unica auto che “inquina” anche da ferma (perché mentre l’auto è parcheggiata, soprattutto d’inverno, la batteria lentamente si scarica, cosa che non avviene con un’auto a benzina – il petrolio non evapora dal serbatoio se non, forse, con tempi biblici).

      • Enzo, con tutta la simpatia: qualcuno “più cattivello” di te non è così facile da trovare…

        • Sapessi quanto sono cattivelli gli scienziati in generale. Ieri sono venuto a conoscenza di uno studio di approfondimento sulle emissioni dell’idroelettrico (te lo racconterò …) che ha dimostrato che l’idroelettrico inquinava molto più di quello che si pensasse (ma molto molto meno di altre fonti, fossili in primis). La scienza si muove così, mette tutto in discussione e va a spaccare il capello in 4. Al bar invece si urlano gli slogan …

      • Enzo, raramente ho sentito discorsi più faziosi di questo.
        Invece un’auto termica non inquina prima di utilizzarla?
        Il rifornimento che compi al distributore,non viene fatto con del carburante che viene estratto dall’altra parte del mondo, trasportato con petroliere per migliaia di chilometri, raffinato in industrie altamente inquinanti, trasportato su gomma da camion pesanti fino al distributore che a sua volta è stato costruito, viene alimentato da energia elettrica, consuma risorse (sistemi meccanici ed idraulici di erogazione che vanno manutenuti e sostituiti periodicamente) e nel quale lavorano svariati dipendenti che devono a loro volta recarsi in loco con altre automobili O mezzi di trasporto?

        Quando vogliamo puntare il dito su un problema, bisogna analizzare tutti i fattori e non solo quelli a supporto della nostra idea.

      • Se ricaricata con energia elettrica da fonti rinnovabili l’USO dell’auto elettrica È a emissioni zero.

        Questo è già parzialmente vero (dipende dalla quota di rinnovabili, in enorme crescita da anni, del mix energetico di ogni paese) e sarà sempre più vero.

        Obiezione rejected.

        • Stavo pensando di fare un video per spiegare perché non esiste che l’auto elettrica è ricaricata da fonti “rinnovabili” (a parte che anche le fonti “rinnovabili” sono responsabili della produzione di nuova CO2). Ieri me lo sono fatto spiegare da un professore universitario, certo la mia spiegazione sarà una barzelletta rispetto alla sua e non ho neanche voglia di farla e stare lì a registrare un video, ma chissà … magari alla fine mi farò dare qualche videocorso universitario e posto direttamente quello, faccio prima. Così ve la prenderete con la scienza e non con me.

          • I pannelli FV hanno un EROEI di circa 14 (quelli in produzione OGGI) e di 9 quelli prodotti circa 10 anni fa. Tradotto i pannelli ripagano l’energia usata per produrli in: 2 anni quelli moderni. 4 anni quelli di 10 anni fa.
            Vita dichiarata 25 anni. Vita media stimata da diversi studi (Supsi/Kyocera etc) circa 40.
            Il mio tetto ha 5kWp di pannelli FV con circa 11 anni di vita (produzione il primo anno 5600 kWh, quest’anno 5450kWh) quindi si: la mia vettura va a rinnovabili.

          • Warfox non funziona così: le fonti rinnovabili, ad eccezione dell’idroelettrico, non riescono a coprire né il carico di base né quello programmato perché sono inconstanti nell’erogazione dell’energia (a meno che non sono dotate di accumulo che però genera altri problemi). Quindi sono sempre affiancate da altri tipi di centrali elettriche (generalmente sono quelle turbogas) pronte ad intervenire per supplire alla mancanza di energia da rinnovabili (cielo coperto o assenza di vento). Nonostante tu abbia i pannellini, ad esempio, non riesci a staccarti alla rete elettrica: PARTE del tuo consumo arriva dai tuoi pannellini, il resto lo prendi da fuori. Lo stesso vale anche a livello macroscopico: parte dei consumi arriva da fonti rinnovabili, il resto da nucleare, carbone e turbogas

          • @Enzo:
            Il mio impianto FV, posto sul tetto di casa mia, nel 2020 ha generato 7,07MWh di energia elettrica.
            Sempre nel 2020 la mia casa ha consumato 6,54MWh di energia elettrica, compresa la ricarica auto.
            Quindi sì, la mia auto elettrica va a rinnovabili.
            E visto che ho immesso in rete 0,53MWh, qualcun altro ha utilizzato energia elettrica prodotta da rinnovabili, senza saperl.

          • Lei sta mischiando capra e cavoli. Detto che il mio fornitore e’ dotato di proprio impianti rinnovabili (e solo quelli) quindi virtualmente la mia produzione di energia elettrica e’ esclusivamente rinnovabile (baseload incluso).
            Nel suo post precedente lei scrive “Stavo pensando di fare un video per spiegare perché non esiste che l’auto elettrica è ricaricata da fonti “rinnovabili” “.
            Considerando che il mio EVSE fa inseguimento della curva solare confermo che il veicolo (ad oggi) e’ sempre stato caricato con energia rinnovabili.
            Tra parentesi non ho necessita’ di lezioni su come funziona il nostro sistema produttivo energetico dato che sono sufficientemente informato (anche su dinamiche discutibile quali il sempre minor utilizzo dei bacini di pompaggio pur a fronte di rinnovabili in crescita).

          • Sono curioso: come fa il tuo fornitore a garantire la baseload solo da rinnovabili? Con o senza idroelettrico?

            Se il tuo evse fa inseguimento e ricarichi solo di giorno e solo quando c’è il sole è come dici tu. Ma io mi pongo il problema su scala planetaria, perché il problema della co2 è globale e non locale.

          • Enzo, senza voler liquidare la questione che è piuttosto complessa, in generale si sta passando ai sistemi di accumulo per una questione di convenienza visto che i problemi della gestione dei picchi generano delle notevoli variazioni sul prezzo spot dell’energia. Il problema del baseload è relativo e può essere gestito. Alle nostre latitudini è più difficile gestire la stagionalità, in particolare se si vuole espandere il solare a quote considerevoli. Comunque l’energia rinnovabile al momento non va sprecata perché riduce automaticamente la quota di fossili, tranne nei casi di curtailment che possono essere vantaggiosamente accumulati con accumuli giornalieri (e ti viene fuori uno pseudo baseload, anzi perfino meglio dato che puoi rispondere alle variazioni di domanda più velocemente riducendo i costi di trasmissione)

          • Ovviamente il baseload verde e’ garantito (suppongo) con idroelettrico.
            Si, al momento ricarico solo quando c’e’ energia solare prodotta. Lo scopo era proprio quello, ridurre il piu’ possibile la vendita in scambio sul posto (pagata nulla) e tagliare il costo carburante (pagato un occhio).

        • Ma perché a te l’espressione “l’uso di auto elettriche È a emissioni zero” ti sembra corretta?

          Potrei rispondere che anche fare paracadutismo è a emissioni zero, perché così la co2 emessa dall’elicottero per portarmi in quota non la conto (… mica sto facendo paracadutismo …) e vado solo a contare la co2 quando mi lancio. Tutti bravi così …

          E comunque cozza proprio con quello che dice l’Europa. L’Europa ha appena detto che bisogna smettere di definire le elettriche auto ad emissioni zero e calcolare le emissioni nel ciclo di vita. Non prendertela con me, ma con l’Europa.

          Detto ciò io sono per l’elettrico ma non mi metto la maglietta del fan che nega la realtà e trasforma la vicenda in un atto di fede, dichiarando guerra agli infedeli.

          Io sono super tranquillo su tutta questa storia: so già che l’elettrico emette meno co2 quasi sempre e voglio sapere semplicemente quanta co2 emette in meno. Molta, poca? Io non lo so e non ci scommetto nulla, non la mia faccia né il mio nome. Aspetto la risposta della scienza per sapere quanto emette davvero. Voi fate i vostri atti di fede, ognuno ha dietro una sua vita e i suoi studi.

          • Enzo, tu stai facendo il finto tonto. Il professor Massimo Ceraolo l’ha scritto qui quanta CO2 in meno emettono oggi le auto elettriche (https://www.vaielettrico.it/i-veicoli-elettrici-a-zero-emissioni/), poi ti ha risposto ancora qui (https://www.vaielettrico.it/co2-e-auto-elettrica-cosa-dicono-e-cosa-no-volkswagen-e-mercedes/) e infine in un commento qui sotto. O non gli credi, oppure fai il provocatore. Ti avverto che non ti permetteremo di tirare ancora fuori il ritornello “voglio sapere…”. Sono stato chiaro?

          • Massimo molto probabilmente i dati del Prof. Ceraolo sono gli stessi che saranno certificati a livello europeo. Non credo ci sia nulla di male nel dire che io aspetto i dati europei.

            Quando c’è stato il covid in Italia diversi esperti avevano opinioni differenti (c’erano dei professori che avevano profetizzato la fine del Covid già la scorsa estate, altri erano più prudenti). Che c’è di male nel dire che io non mi affido ai dati di un singolo Professore (di cui riconosco certamente valore e statura) ma che aspetto quelli dell’Europa? Molto probabilmente coincideranno, potrebbero uscire dei dati diversi, io non ho la sfera di cristallo. Non capisco cosa c’è di male ad attendere quelli ufficiali.

            Ma c’è di più Massimo. Ad oggi noi non sappiamo (e non premiamo) chi davvero si sta impegnando per ottimizzare le emissioni e chi no. Ad esempio VW, come riportano i suoi studi e i suoi intenti, sembrerebbe più avanti degli altri e quindi sta facendo di tutto per ottimizzare la filiera di produzione. E’ possibile che ci sia qualche produttore meno scrupoloso che invece non faccia nulla in tal senso e sfrutti gli sforzi altrui per passare anche lui per virtuoso. Se noi consumatori dobbiamo fare una scelta ecologica e sostenibile, abbiamo diritto a sapere ESATTAMENTE la co2 emessa per ogni veicolo e per quello specifico modello.

            Oggi sul libretto di circolazione troviamo sempre e solo un unico valore: 0 co2/km. Mi sembra corretto sapere il valore modello per modello (quanta co2 emette la Nio con batterie da 150 kwh?) e casa per casa (ad esempio Tesla vs Volkswagen).

            Con i dati in mano – e almeno su questo credo che tu potresti convenire con me – potrebbe emergere ad esempio che la Renault Twingo emette un quarto della CO2 della Tesla Model S (ad esempio) e potremmo scoprire ad esempio che un suv come quello Mercedes emette più CO2 di una C3 diesel da 100cv. Io non so che dati verranno fuori e li aspetto per poter fare un confronto. Tu li conosci già? Non vuoi saperli anche tu?

  6. Nicola caro, dire che i bambinoni Frignano perché non possono permettersi la macchina elettrica è da radical chic ( senza offesa). Il problema attuale è dato dalle poche colonnine pubbliche e dal fatto che tantissima gente non ha la possibilità di ricaricare da casa , secondo me x abbassare l’inquinamento delle auto bisognerebbe dare la possibilità ai possessori di auto euro 0/1/2/3…di poter prendere auto nuove e molto meno inquinanti, se non possono prendersi l’elettrica

    • Dovremmo anche metterci in testa che è finita l’era dei macchinoni: in 4 metri di auto oggi si trova tutto lo spazio che serve, con un ottimo livello di sicurezza e di infotainment. Si spende (e si parcheggia) meglio e si evita di portare a spasso peso inutile, tagliando i consumi in maniera considerevole. E si combatte pure la congestione nei centri-città. E anche come status-symbol il macchine non è più un granché.

      • Ma infatti! I SUV sono una disgrazia , bevono e sono ingombranti x niente! Dai, un pochino di più di 4 metri però si 😉

      • I suv inquinano tantissimo e anche con l’elettrico non scherzano (come dichiara Mercedes). Purtroppo la passione del mercato per questo genere di auto non diminuisce: sono i più i suv elettrici che le berline. Sono rimasto deluso da xpeng (ma capisco le logiche di mercato) che in Europa ha preferito importare prima la G3 (un suv) che non la meravigliosa P7 (fantastica berlina). Addirittura, vado a memoria e accetto correzioni, nella fascia 64 kw di batteria le offerte più economiche in Italia sono date dai suv (Kena, e-Niro, Mustang) mentre le berline elettriche con pari capacità mi pare costino tutte di più. Se uno oggi volesse almeno un 64 kw per problemi di autonomia, sarebbe “costretto” a prendere un suv.

    • Chi usa auto euro 0/1/2/3 come dici tu, ha macchine di almeno 15 anni, quindi rientrano appieno nell’incentivo di 10000€ per un’auto elettrica. La Twingo incentivata esce sui 12000€ circa, quindi non ti puoi appellare al caro prezzi. Se la vuoi più grossa, passi ad una corsa-e, che trovi sui 20000€. Fai un finanziamento un poco più lungo, considerato che risparmi su carburante e manutenzione.
      Il passaggio all’elettrico lo puoi fare già oggi nel 80% dei casi, senza tira fuori scuse di prezzi o che so altro.

      • Athos, e se non hanno la possibilità di ricaricare da casa? Ad esempio le colonnine più vicine che ho sono in un centro commerciale a 15 km , 2 colonnine, che faccio? Vado lì a cazzeggiare x ricaricare? Dai su…

        • 1) infatti ho detto nell’80% dei casi, non in tutti
          2) si possono anche premiare quei centri commerciali che ti permettono di ricaricare l’auto quando si fa la spesa. Spesso, una carica basta per gli spostamenti della settimana. Magari a spot ci sta una colonnina ogni tanto.

    • peccato che le “molto meno inquinanti” euro 5, 6, 6d siano omologate con margini di tolleranza sui limiti di emissione che sforano anche il 50% . Altrimenti nessuno potrebbe più vendere certi catorci. Nella realtà l’auto di oggi hanno raggiunto gli obiettivi di 15 anni fa

  7. Eh certo perché invece pe r estrarre il petrolio, distillarlo, trasportarlo via mare, via gomma non produce co2,dai su…bisogna fare i conti completi per tutti non solo per alcuni.

  8. Io credo si tratti di una bella notizia che l’Europa si sia decisa in questa direzione, aldilà della partita tra detrattori e tifosi dalla quale mi tiro fuori. Credo che avere dati certi aiuterà proprio ad eliminare queste tensioni, anche perché oggi siamo davanti ad un assurdo, come certificato anche dai vostri articoli: le case automobiliste elettriche *tutte* (VW, Mercedes, Toyota, Rimac, Volvo – sebbene quest’ultima va interpretata) dichiarano una quantità di co2 allarmante, confrontabile con quella delle auto diesel normali; gli studi teorici parlano di emissioni più basse; entrambi gli studi sono certificati e validati, sebbene per quelli delle auto non c’è un reale dettaglio degli studi ma solo le conclusioni. Credo che la confusione sia tanta sotto il cielo per questo è importante che il mondo scientifico dia risposte quanto mai affidabili, proprio per dipanare questi dati.

    Credo che questi dati siano paragonabili al bugiardino di un vaccino approvato da un ente terzo: noi ci fidiamo dei farmaci perché sappiamo che ci sono controlli e che gli eventuali effetti collaterali sono descritti in quel bugiardino. Vi fareste mai un vaccino che nessuno ha certificato basato sulla idea che la scienza ha sempre ragione e che in generale i vaccini fanno male? Io no. Ma non vedo l’ora di poter fare un vaccino per il covid perché in Italia, e nel mondo, per fortuna i vaccini vengono certificati, quindi io ho la massima fiducia nei vaccini.

    L’auto elettrica quanta co2 emette nel ciclo di vita? Devo fidarmi di quali studi? Di quelli di un Professore? Di quelli di una casa automobilistica? Io non voglio prendermi una laurea in ingegneria dei materiali per saperlo, voglio che il valore venga riportato. Mi aspetto già, come è probabile che sia, che la co2 emessa dall’elettrico è inferiore a quella delle auto endotermiche. Voglio sapere di quanto, voglio conoscere il dato esatto.

    L’ideale, il massimo, sarebbe stata una certificazione seria del costo della co2 necessaria per tutta la transizione all’elettrico a livello globale rispetto allo status quo. Quanto costa dotarsi di nuove centrali elettriche? Quanto costa costruire le colonnine in tutto il mondo, riasfaltare le strade, rivedere i parcheggi? Quanto costa l’emissione di co2 per l’elettrico complessivamente in tutti i paesi, non solo la Norvegia ma anche l’India? E soprattutto: alla “fine della fiera”, tra pro e contro, quanta co2 in totale avremo risparmiato (se l’avremo risparmiata) e quanto ci è costata ogni tonnellata di co2 risparmiata?

    Spero non siano fraintese queste mie parole. Io osservo il tutto con occhio “scientifico”, con la curiosità di chi vuole capire e vuole essere sicuro di tifare per la parte giusta. La scienza continuamente rivede la reale co2 emessa dalle varie fonti elettriche, anche green, e non crediate che quegli scienziati sono amici dei petrolieri, anzi.

    E’ notizia di oggi che scienziati italiani fanno risalire il paziente numero 1 di Covid in Italia. Pensate siano pagati dalla propaganda cinese o è amore della verità e della ricerca?

    • Buonasera Enzo, se 13 anni fa avessi ascoltato chi mi diceva che non sarebbero bastati 20 anni per avere un EPBT (tempo di ritorno energetico) positivo del mio impianto fotovoltaico, oggi in Italia non ci sarebbe il 40% di energia prodotta dalle rinnovabili. Oggi, sta succedendo la stessa cosa con le EV. Ma quando si parla di inquinamento, come detto nei commenti sopra, non si intende solo la CO2, ma di tutto il pacchetto polveri/gas e io aggiungerei anche quello acustico. Quindi, a mio parere, anche se le emissioni di CO2 tra una ICE e una EV fossero identici, ci dobbiamo chiedere se vogliamo continuare a respirare ed sentire tutto il resto.

      • Marco hai dato una bellissima risposta. Bravo, la stampo e la incornicio. Hai detto benissimo: le elettriche (ed è uno dei motivi per cui dovremmo passare tutti alle elettriche) hanno il vantaggio di farci respirare aria più pulita in città, emettendo meno schifezze cancerogene e inquinanti. Esatto, sottoscrivo appieno.

        Ma io voglio ANCHE sapere se l’elettrico ci sta aiutando sotto un altro punto di vista che è la riduzione della CO2. E non mi interessa dell’Italia o della Norvegia. Visto che c’è un countdown, un orologio che corre, che dice che la CO2, responsabile dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici, DEVE necessariamente diminuire entro una certa data e visto e considerato che l’unica risposta che sta arrivando dalla politica alla lotta ai cambiamenti climatici è l’auto elettrica, non vorrei scoprire, da morto, che invece il contributo dell’elettrico è stato significativamente minore rispetto alle attese….

        • Il resto del tuo commento è la solita litania, che ti boccio. Impiega un pò meglio il tuo tempo studiandoti gli obbiettivi climatici europei 2050, l’Accordo di Parigi, il Green Deal e il Next Generation Eu. Così’ smetterai di scrivere che “si parla solo” di auto elettrica e si dimentica tutto il resto.

    • Concordo. Io però vorrei sapere esattamente quanto meno.

      Quando tu compri una lampadina a led saresti felice se dietro la confezione fosse scritto “consuma meno di una normale”? Io no. Io vorrei sapere esattamente quanto consuma, quanto è questo meno. Oggi (quasi) tutti dicono che consuma meno ma nessuno dà numeri certi (e addirittura le case che le vendono, se leggi i loro report, dichiarano che consuma di più). Io credo come te che consumi meno ma voglio leggere il numerino vicino: esattamente quanto consuma meno. E’ più chiaro detto così?

      • Enzo non dicono quanto perché ci sono troppe variabili in gioco e quindi LCA fornisce solo valori indicativi. Le variabili vanno dai metodi di estrazione, al tipo di chimica delle batterie, al mix utilizzato per la produzione delle batterie, al mix utilizzato per produrre l’energia elettrica per ricaricarle. Quello che è fondamentale è che inquini meno (in media) già oggi. Poi con le inevitabili politiche di sostenibilità cui tenderanno sempre più le aziende e il miglioramento del mix di produzione le elettriche saranno sempr migliori, mentre per ridurre i consumi delle termiche, una volta giocata la carta dell’ibrido siamo arrivati praticamente al capolinea.
        D’altra parte per farla con il tuo esempio anche nel caso della lampadina non sai quanto i LED inquinino meno ma al massimo sai che la lampadina a LED consuma 15W anziché 100W e fa la stessa luce. Analogamente con l’auto elettrica sai che con 1kWh fai 5-7 km mentre con una termica a gasolio al massimo 2-3 km: in pratica l’auto elettrica è almeno due volte più efficiente della sua equivalente termica.

        • In realtà si potrebbe trovare un metodo per stabilire le emissioni: basterebbe che la UE, attraverso i suoi comitati scientifici, pubblicasse la media di emissioni europee di anno in anno.
          Questo potrebbe essere preso per calcolare la CO2, gli NOx ed il particolato per ciascun veicolo, ibrido o bev, secondo la metodologia ISO, come valore di LCA.
          Per il kilometraggio si prenderà naturalmente la media europea.
          Con gli stessi dati e dal wtlp si potranno confrontare i valori, sempre a livello LCA, delle auto a combustione. Insomma, in breve, standardizzare il calcolo da LCA e mettere l’etichetta sul telaio, un po come accade per gli elettrodomestici.

          • Calma e gesso Gianluigi, usare la media in questo caso non è una buona idea perché non porterebbe a delle valutazioni veritiere e dovrebbe oltretutto essere costantemente aggiornata a causa delle variazioni del mix energetico dei vari paesi. Insomma il sistema non sarebbe particolarmente incentivante e produrrebbe degli evidenti paradossi. Il male minore è dichiarare le emissioni durante l’uso come si sta facendo oggi e lavorare sulla decarbonizzazione della produzione di energia e dei processi produttivi, come si sta già facendo. Mi rendo conto che i fautori del motore a combustione arriveranno il naso, ma se usiamo LCA su tutte tre le fasi (produzione, produzione del “combustibile”, utilizzo del mezzo) mettiamo tutto in un calderone e nessuno degli attori coinvolti (industria automobilistica, industria della produzione di idrocarburi e energia elettrica, automobilisti) si sentirà in dovere di fare la propria parte cercando di scaricare le colpe sugli altri attori.
            (cfr. Tragedia dei beni comuni https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia_dei_beni_comuni)

          • Leonardo, vero, ma secondo me un sistema ad etichetta (tipico della UE) è un buon modo per comunicare ai consumatori dati univoci.
            Che poi cambino di anno in anno e che generi altri problemi, è implicito.
            Ma troppa gente ancora insiste che “le EV inquinano più delle ice”.
            È poi evidente che tolti un paio di stati, il mix energetico si sta sbilanciando verso il green

          • Gianluigi, “le EV inquinano più delle ICE” non mi preoccupa, anzi che chi è in malafede continui pure con la campagna di disinformazione così finirà bastonato due volte e senza più credibilità sarà ridotto all’irrilevanza.

            Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.

      • Ma nemmeno con le auto termiche sai quanto inquinano. Il valore della CO2 per auto termiche, è dato solo dal consumo di carburante; non tiene conto delle emissioni della filiera di quel carburante. Quanta CO2 è stata emessa per farti avere quel litro di benzina o di gasolio? Non lo sai, perché non viene detto. Ma è difficile da rilevare. Da dove proviene il petrolio in origine? Dai pozzi del medioriente? Oppure dal mare del nord? E se venisse dal Canada estratto con il fracking? Capisci che le variabili sono molte, forse troppe perne tenere conto.
        Quindi, se dici che la tal auto emette X grammi di CO2 al km, senza tener conto dell’impronta di CO2 per far arrivare il combustibile alla macchina, è giusto dire che l’auto elettrica non emette CO2.

  9. Farerei anche un confronto tra la vita media di un’auto elettrica e una endotermica.
    Più un’endotermico invecchia meno CO2 su anno avrà emesso nella sua intera vita, dalla produzione alla rottamazione, anche se fermo in garage. Un’ elettrica no.
    Un motore elettrico è praticamente eterno quello a scoppio no.
    Le batterie invece hanno una vita relativamente breve.
    Consideriamo il parco auto italiano; mediamente vecchio di 12 anni ma anche 7 milioni di vetture con oltre 20 anni. Con relativamente pochi euro annui puoi mantenere un’automobile a benzina/gasolio efficiente per lustri facendo molti chilometri ma anche a tenerla ferma. Una batteria invece ha un decadimento inesorabile. Che succede dopo 12 anni? Se la carico/scarico tutti i giorni? Se la tengo carica sempre al 100%? Se si rompe dopo 8 anni che faccio cambio l’auto o spendo diverse migliaia di euro per una batteria nuova?
    Credo che tutto dipenda dall’utilizzo.

    • “Più un’endotermico invecchia meno CO2 su anno avrà emesso nella sua intera vita, dalla produzione alla rottamazione, anche se fermo in garage. Un’ elettrica no.”
      O la frase e’ sbagliata.. o e’ una grossa cavolata.

      • Il senso della frase è che se un endotermico stà fermo o quasi la C02 emessa sarà in larga parte quella della produzione del mezzo. Nell elettrico no per il semplice fatto che le batterie si degradano quindi è ipotizzabile una vita media più breve.
        PS. I cavoli sono buoni soprattutto saltati in padella.

  10. Vi trovo ridicoli per il semplice fatto che nessuno ma proprio nessuno dice che le auto elettriche non siano efficenti, semplicemente la gente che usa un po di testa, riporta i limiti dell attuale tecnologia, che per moltissimi versi sono insormontabili se la massa utilizzasse auto a batterie.
    Invece voi chiamate queste persone negazionisti, ma nella realtà dei fatti lo siete più voi che gli altri.
    Senza nemmeno considerare il paradosso che ha un auto come la Tesla, con 400 cv, e chiamare tale oggetto auto ecologica.
    Come ho già riportato più volte un auto elettrica intelligente ( Ami per esempio) ha un senso proficuo sotto quasi ogni punto di vista, una Tesla model S è solo per far cadere nella rete gli allocchi che fanno finta di essere ocologisti, stessa cosa una Mx30 di mazda.

    • Negli anni 90 viaggiavo con una UNO 60 Sx… SESSANTACAVALLI. Cosa servono tutti i CV delle ICE moderne?

  11. Per portare 100kg da A a B occorre una certa quantità di energia.
    La somma di tutte le energie che ci vogliono per produrre il mezzo, farlo muovere, ricaricarlo o rifornirlo.
    Il punto è che la svolta si può ottenere solo:
    – aumentando i rendimenti della conversione energetica
    – riducendo il consumo nelle fasi di produzione e smaltimento alla rottamazione
    – convertendo tutte le produzioni di energia in produzioni green
    Per mestiere installo sistemi di monitoraggio energetico che verificano modalità di utilizzo e consumi reali delle macchine utensili e simili.
    Esempio: una pressa in stand by consuma 12kW.
    Mentre fa il suo vero lavoro, solo 15kW.
    Spesso la pressa resta accesa inutilmente la notte, nei weekend, nelle vacanze di natale.
    Iniziamo a verificare tutti i macchinari delle industrie, vedrete che solo spegnendo con cognizione di causa le macchine che non producono, si possono abbattere i costi energetici della produzione, quindi co2 etc.
    La pressa fa le porte per le auto elettriche o a gasolio, lei non lo sa.
    Occorre consumare meglio l’energia che produciamo.

  12. Tutto sommato considerando che anche l’elettrico inquina e quindi la situazione mondiale non migliora il piu convincente è il full hybrid….se ne costruiscono degli ottimi hanno ancora ottimi margini di miglioramento senza cambiare le abitudini degli automobilisti ad un costo ragionevole…..per l’elettrico puro c’e tempo se si farà ma non con queste batterie pesanti costose pericolose lente nella ricarica…

    • Attenzione Stefano, il full hybrid sui suv e sui mezzi “importanti”, da recenti inchieste, sembrerebbe inquinare molto più del dichiarato (ecco perché ripeterò fino alla morte che io voglio vedere sempre le emissioni reali). Ancora non sono uscite inchieste sulle ibride più virtuose (Ioniq, Prius, Golf, etc.): da capire se anche in questi casi i dati sono non veritieri o no.

      • Enzo, confodi il Full Hybrid con il Plug-In Hybrid.
        Il primo non ti fa cambiare nessuna abitudine, la usi esattamente come un’altra ed è effettivamente più risparmiosa rispetto ad una termica normale.
        Invece le Plug-In se non le ricarichi vai solo a benzina, quindi ti porti più peso senza avere i benefici dell’elettrico. E sono queste le incriminate, perché se hai carta carburanti aziendale, non paghi la benzina e vai solo con quella.

    • Stefano, le assicuro che tutti abbiamo come la pensa. Non è necessario che lo ripeta due volte al giorno.

    • pesanti..costose. pericolose…lente…siccome si vede che non sai niente, a questo punto giochiamo insieme..io aggiungerei anche terroriste, aliene, psicopatiche e terrapiattiste…che ne dici ? penso che così possa andare

  13. Secondo me tutte le maldicenze sono nate: perché invece di presentare l’elettrico in modo tecnico come una possibile valida alternativa alla futura mobilità, e spiegando che incrementando mondialmente l’attuale produzione di fonti rinnovabili si possono avere anche dei vantaggi futuri, e fino a qui siamo nell’onestà, (a parte che si fanno auto troppo pesanti per essere futuristiche per quando non vi sarà più il petrolio) qualcuno si è inventato di scrivere ad “emissioni Zero”. Ed è successo che tanti si sono sentiti presi in giro tecnicamente, e per questo non si parla più solo in forma tecnica dell’elettrico, ma in forma politica. Nei primi 900 quando si sperimentava la trazione elettrica si parlava solo degli aspetti tecnici e non si aggiungevano frasi non veritiere, e allora veniva da tutti rispettata come una forma di progresso.

  14. Premetto che sono un sostenitore dell’auto elettrica: secondo me fate TUTTI degli errori nel valutare le due tecnologie (termico ed elettrico).
    1- Il motore elettrico è arrivato al suo limite, in quanto il suo rendimento è già vicino a 1; saranno le batterie a migliorare e speriamo facciano in fretta (10-15 anni);
    2 – quando parlate di inquinamento del termico dove al contrario dell’elettrico, anche a parita di CO2, emetterebbe anche inquinanti che l’elettrico non emette (nulla di piú vero), secondo me date la colpa al soggetto sbagliato. Il problema del termico non è il fatto di essere un motore termico ma di andare a benzina. È LA BENZINA AD ESSERE IL PROBLEMA!
    Un motore alimentato ESCLUSIVAMENTE a Metano, non emette polveri sottili, agenti urticanti solforose ecc…
    Un motore che nasce per sfruttare il Metano ha un rendimento tale da eguagliare in termini di emissioni il motore elettrico. Il motore elettrico è come se fosse dal punto di vista di bilancio energetico senza contrare la produzione del veicolo ma solo il ciclo “energia – ruota”, un motore a scoppio che viaggia al 40 % di rendimento, prendendo come riferimento la produzione di energia italiana secondo TERNA.
    Il motore elettrico ha l’innegabile vantaggio dI avere un alto rendiento già a 100 giri e non a 2000 giri come i motori a scoppio, di essere silenzioso e con bassa manutenzione, quindi in un utilizzo cittadino il motore eletteico regna sovrano, ma arranca dopo gli 80 km/h mediamente perdendo terreno anche come rendimento (estrapolando il risultato da dati e prove su esemplari Tesla Model 3) dove il motore a scoppio ha la meglio.
    Allora la mia domanda sorge spontanea: perchè non spingere verso l’ibrido alimentato a Metano o carburanti di simili caratteristiche, almeno finchè la tecnologia delle batterie e la produzione dell’energia arriverà ad un livello tale da non obbligare l’utente a fare sacrifici secondo me abbastanza importanti?
    E poi, è giusto spingere verso una tecnologia (full electric) che per questioni di infrastrutture sarà impraticabile per 3/4 della popolazione mondiale per almeno i prossimi 40 anni?

  15. Buonasera a tutti,

    Vorrei solo farvi notare, se possibile in questo contesto di partigianeria tipico del nostro Bel Paese, che tutti avete ragione e nessuno la ha.
    Dovremmo iniziare a elencare i problemi uno per volta e dare una risposta ad ognuno degli aspetti presi in considerazione.
    Io non ho le risposte a tutto, sono certo che l’utilizzo delle auto elettriche possa ridurre le emissioni di determinati gas, le.concentrazioni degli stessi nei luoghi maggiormente colpiti. Poi si parla di mix di energie rinnovabili….
    Quali sarebbero? Avete mai costruito unw centrale fotovoltaica? Qualcuno ha presente quanto terreno agricolo serve per produrre l’energia necessaria alle ricariche?!
    Non dico che bruciare carbone o petrolio sia meglio, però, occorre fare bene i conti se si vuole parlare di dati.
    Altro dettaglio, quanto costerà smaltire le installazioni “rinnovabili”? E i terreni saranno riconvertiti?
    Purtroppo l’energia non si rinnova, a mia conoscenza, in nessun modo. Al più possiamo cercare un rendimento migliore. Il migliore rendimento non si valuta con nessun tipo di partigianeria ma cercando di valutare seriamente gli effetti delle scelte che facciamo sui prossimi 50 anni.
    Sotto questo punto di vista, per esempio, potrebbe essere comveniente produrre l’energia in centrali nucleari e poi distribuirla. Lo dico provocatoriamente ma neanche troppo…
    Vi invito a delle riflessioni meno personali e presonalistiche, giusto per non perdere il piacere della lettura.

    • Beh, le energie rinnovabili sono… Rinnovabili.
      I pannelli solari li possiamo mettere sui tetti, ma pure sui campi possiamo sempre combinarli con l’agricoltura senza rubarle spazi. Ci sono già vari esempi.
      Ti sei mai domandato quanto costerà smaltire i pozzi petroliferi?
      Scelte per i prossimi 20-30 anni (che 50 magari son tanti) : più energie rinnovabili, da usare in auto elettriche e riscaldamenti magari a pompa di calore o geotermia.
      Se il nkostro mix energetico fosse 100% rinnovabili, il vantaggio sarebbe innegabile. Perché dovremmo aspettare?
      La benzina sempre CO2 e nox fa, non può cambiare

    • Nucleareeee???! Ma non scherziarmo, ci sono mille motivi per non volere questa energia nel mix elettrico, almeno per i prossimi 40 anni aspettando le centrali a fusione nucleare. Il fotovoltaico si produce anche sui tetti, basterebbero 1/3 dei tetti italiani per il fabbisogno nazionale, ma in altre parti del mondo ci sono i deserti non rubando alcuna terra coltivata. I pannelli sono riciclabili oltre il 90% e la rimozione come la installazione è veloce. In ogni modo esistono anche l’ eolico, l’idroelettrico, il geotermico, il solare termico, le bioenergie…il RISPARMIO. Parliamo di tutto ma non di nucleare.

  16. “Un motore che nasce per sfruttare il Metano ha un rendimento tale da eguagliare in termini di emissioni il motore elettrico.”
    Questo aspetto sarebbe molto interessante: puoi fornire documentazione al proposito?
    Dubito che ad alte velocità il motore termico sia più efficiente dell’elettrico, mentre sono d’accordo che in generale è più efficiente che nel percorso cittadino e quindi si riduce il divario con l’elettrico.
    Inoltre per far sì che la tecnologia elettrica si sviluppi, che le batterie ad alta capacità migliorino e si possano produrre con migliore efficienza e meno inquinamento è necessario che si sviluppi il mercato. È già successo per i pannelli fotovoltaici a cui nessuno dava credito 10 anni fa perché si ripagavano in 20 anni, ossia al termine del ciclo di vita. Oggi credo costino circa un quarto.
    L’energia elettrica necessaria per caricare le batterie oggi viene ancora in buona parte da fonti tradizionali, ma ci si sta muovendo sempre di più verso le fonti rinnovabili, per cui l’efficienza energia-ruota sarà sostenuta da meno emissioni in tutte le fasi del ciclo di utilizzo e di quello di produzione.
    Per fare un esempio, avendo l’impianto fotovoltaico a casa anche di modeste dimensioni, magari con accumulo, si potrebbe utilizzare l’auto nel normale quotidiano senza alcun ricorso a fonti energetiche tradizionali e senza costi ricorrenti.

  17. Lei dice che estrarre il petrolio, trasportarlo e raffinarlo produce inquinamento. Bene, mi scusi, ma estrarre i minerali nobili dalle miniere, trasportarlo e purificarlo, avviene con il pensiero o con lo stessa sistema del petrolio? Ultima domanda, lei sa in che condizioni lavorano chi si trova alle estrazioni di questi materiali nobili per costruire le batterie in Africa? Bisogna essere sempre equi nel giudicare. Io non sono contro le auto elettriche, ma neanche si può dire che sono la salvezza del pianeta. Credo che la strada della mobilità a zero emissioni, sia molto ma molto lunga ancora.

    • Sta mischiando, così come altri in questa discussione, il costo ambientale di produzione con quello di funzionamento.
      Certo che servono risorse per produrre un’auto elettrica, ma servono anche per una termica. Non nasce nei campi.
      La plastica, l’acciaio, l’alluminio del motore, e non dimentichiamo quelle parti che non sono carburanti ma comunque necessarie: filtri carburante, cinghie di trasmissione ma soprattutto oli. Oli motore, oli trasmissione, tutti derivati del petrolio che verranno consumati durante tutta la fase di vita dell’auto.

      Fare leva poi sull’eticità dell’estrazione mineraria è una mossa sporca, come se le auto termiche fossero garantite e certificate di provenienza dal mercato equo e solidale.

      Si continua a ribattere che i sostenitori dell’elettrico dicono che l’auto inquina zero: qui però non lo sta dicendo nessuno, tranne i detrattori.

      TUTTI gli oggetti artificiali hanno un impatto ambientale alla produzione, all’utilizzo ed allo smaltimento.

      L’auto elettrica nel complessivo ne ha molto meno di una termica, salvo esempi volutamente forzati di alta inefficienza della prima con massimo rendimento di una seconda dove la differenza è comunque presente ma ridotta.

      Inoltre l’inquinamento DIRETTO, per le strade e nelle città dove viviamo mentre le auto sfrecciano e passano, è enormemente inferiore e non c’è termico che tenga.

    • Danilo, vai a vedere per favore tutti i danni da sversamento dai pozzi petroliferi? Cerca Deep water horizon, per dirne una.
      È solo uno dei purtroppo tanti, ma è stato clamoroso.
      Cerca anche su google “esplosione Bologna 2018” e “incidente ferroviario Viareggio” per esempi italiani dei rischi.
      Se dobbiamo essere obiettivi, cerchiamo di esserlo per tutte le tecnologie. Il petrolio è molto tossico: qualunque sversamento (terra, acqua, fumi) sono molto pericolosi.

      • Più recentemente (maggio 2020) 20000 tonnellate di gasolio e oli riversati in un fiume in Siberia: tutto senza dubbio molto ecologico.

    • Dove vede la guerra, scusi? Qui, per ora, nessuno è armato, nessuno sfonda vetrate e nessuno è vestito da sciamano. Insomma non siamo in Campidoglio. Discutiamo, con pareri diversi. E’ ancora permesso?

  18. Certo, l’intera discussione e le critiche a Quattroruote sarebbero più credibili se qualcuno avesse davvero letto l’articolo, che è a pagamento. Copio e incollo la parte iniziale a beneficio di tutti: “Alla fine dei giochi sarebbero premiate comunque le elettriche (spingendone peraltro una diffusione più rapida che nel resto del mondo), ma soltanto dopo chilometraggi abbondanti. A giungere a queste conclusioni è un report pubblicato l’anno scorso dalla banca d’affari Goldman Sachs, in cui si tenta di prevedere quali saranno le emissioni medie delle auto a batterie – oggi considerate zero, negli attuali cicli d’omologazione – quando in Europa dovesse entrare in vigore una normativa di questo tipo. La notizia, prima di ridestare le speranze dei complottisti anti-elettrico, è che, per quanto la percezione di emissioni zero venga di molto ridimensionata (e non è la prima volta), le emissioni delle EV restano, ancora una volta, com’era successo in numerosi altri studi, al di sotto di quelle dei modelli tradizionali”. Quindi, l’articolo non soltanto sottolinea il “vantaggio” delle elettriche, escludendo a priori la tesi di un nostro pregiudizio, ma soprattutto riporta i risultati di uno studio di Goldman Sachs. Ma di che stiamo parlando?

    • Secondo me, Sig. Pellegrini, il problema non è il singolo articolo pro o contro. La sua rivista, secondo il mio umile parere, conduce una battaglia non contro l’elettrico ma a favore del termico, come si evince dagli accorati appelli a non multare le grandi case che sforano sui limiti di emissione e che per decenni hanno imbrogliato UE e cittadini su quanto inquinino realmente le loro “raffinatissime” auto. Voi fate anche articoli buoni sulle elettriche e ne vedo sempre di più. Non si può dire che facciate ostracismo al 100%, ma di sicuro non vedete il re nudo dall’altra parte.

      • Il problema è che qui ci sono 100 e passa commenti di gente che 1. non ha letto l’articolo (lei, per esempio?) 2. non avendo letto l’articolo, non ha contezza (anche perché Vaielettrico non lo dice) che vi si riportano i risultati di uno studio Goldman Sachs, sul quale Quattroruote semmai esprime perplessità. Quanto al resto, non abbiamo posizioni preconcette verso l’una o l’altra tecnologia. E neppure difendiamo interessi di parte. Abbiamo inaugurato una sezione chiamata Q Electric sulla rivista e sul sito, proviamo tutte le EV sul mercato indicandone pregi e difetti come facciamo con le ICE, sottolineiamo rischi e opportunità di una transizione ancora incompresa dai consumatori e che per ora è sostenuta dai soldi della collettività attraverso gli incentivi. Facciamo il nostro lavoro, insomma. Il dibattito sull’elettrico ormai è diventato una canea di gente stile derby. E quando parla di accorati appelli a “non multare le Case” avvelena il pozzo pure lei, perché questo Quattroruote non l’ha mai detto. Quello che ho proposto in primavera, durante il lockdown, è stato di congelare le multe per il 2020, per consentire ai costruttori (che sono gli stessi che producono le elettriche) di superare alla meno peggio un anno orribile. Non è stato fatto, e le Case hanno iniziato a licenziare e a immatricolare plug-in km zero a nastro, prendendo per il collo i concessionari (che le EV non vogliono venderle perché non c’è margine). Al di là della faciloneria con cui si commenta, il cambio di paradigma ha implicazioni un po’ più complesse dell’emissioni zero sì o no.

        • Caro Direttore, noi abbiamo scritto proprio questo: che viene strumentalizzato un vostro articolo che dice tutt’altro. E concordo sul fatto che “il dibattito sull’elettrico ormai è diventato una canea di gente stile derby”: siamo i primi ad esserne vittime, con continui attacchi da gente che ci insulta e considera dei tifosi, mentre noi parliamo regolarmente anche dei limiti e dei problemi delle auto elettriche. Onestamente non ho capito il passaggio del sommario del vostro articolo in cui si dice che “le vetture a batteria dovrebbero fare tanta strada per essere più virtuose di quelle termiche”. Ma ribadisco quanto ho scritto: ho grande stima e affetto per un giornale che ho diretto per dieci anni e di cui conosco la professionalità. L’ultima cosa che vorrei fare è polemizzare con Quattroruote, figuriamoci.

          • Esattamente questo. Nel sommario viene scritto ciò lasciando (implicitamente?) intendere che le vetture BEV devono fare una valanga di km per pareggiare le emissioni CO2, mentre nella realtà, per il caso Volvo, ne servono circa 20k. Idem per l’uscita “Risultato: quelle delle Bev non sarebbero più zero.”.
            Bisogna pesare bene le parole. È come dire “è un bravo ragazzo, ma non accetta consigli da nessuno” oppure “non accetta consigli da nessuno, ma è un bravo ragazzo.” Bene, da qui che opinioni vi fate di questa persona? Ho usato le stesse parole, ma con una diversa struttura. La cosa si applica dunque al sommario di tale articolo.

        • Direttore, devo essere onesto, ai licenziamenti mi ha perso: non si può far male all’ambiente boicottando le trazioni più ecologiche (oggi è l’elettrico ma fino a ieri anche l’ibrido veniva snobbato da certi produttori pur di spingere il gasolio) e poi vendicarsi dicendo che i licenziamenti sono colpa dell’Europa brutta e cattiva che in piena pandemia non fa sconti a nessuno. Invece sono i produttori che non si sono impegnati a migliorare i sistemi di trazione ad aver fatto male all’ambiente e contemporaneamente anche ai lavoratori.
          La situazione maleodorande in cui si trovano questi produttori recalcitranti è semplicemente frutto della loro ostinazione e ristrettezza di vedute e se l’unica cosa che li muove dal torpore sono le multe, che le paghino, con situazioni al limite del grottesco come quella di FCA che paga Tesla per i conteggi sulle emissioni. Tra l’altro il sistema di multe e incentivi è proprio pensato per premiare i migliori e penalizzare i peggiori, e se i “soldi della collettività” sono usati per premiare chi inquina meno non c’è proprio nulla di male, perché il contrario è il solito buonismo all’italiana in cui si deve sempre salvare tutti nonostante tutto, anche chi ha alacremente e costantemente lavorato a sfavore dell’ambiente che, ricordiamolo, è un bene di tutti e dovrebbe essere una priorità irrinunciabile nelle agende politiche di qualsiasi schieramento politico.
          Perché congelare le multe a chi svogliatamente ha contribuito a farci vivere in città che sono ancora inquinate nonostante i loro osannati nuovi motori mai veramente puliti e efficienti, costretto le fasce più deboli della popolazione ad avere a che fare coi blocchi del traffico, e ci ha resi reduci delle mille rottamazioni che non hanno mai portato i risultati promessi (quelli sì soldi della collettività buttati al vento)?

        • Infatti il discorso sulla transizione è un pò più complesso anche di come lo racconta lei. Visto che ogni anno di attesa equivale a diverse migliaia di morti per problemi respiratori, anche nelle nostre città..senza scomodare la solita Cina.
          Se i costruttori non sono pronti ad adeguarsi alle normative (che poi rispecchiano esigenze sociali) è un problema loro. Ed è giusto che paghino le conseguenze Il mercato va bene libero ma non selvaggio e il ricatto dei posti di lavoro ha stufato. Ricatto per ricatto facciamo il gioco se contano di più i morti o i disoccupati ?
          Se un ristorante serve cibo avariato e manda all’ospedale i clienti, il ristorante viene multato o chiuso. Non credo ci sia nessuno che scriva per salvare i dipendenti. Dovrebbe essere cura di chi commette l’illecito, riparare al danno fatto anche a chi contava su quel posto di lavoro.
          La filiera della vendita dalla casa madre al concessionario prevede che il concessionario si impegni ad acquistare determinati volumi e poi a venderli: questa volta c’è stata la pandemia…ma con una struttura simile, qualsiasi crisi può inceppare tutto e lasciare i famosi piazzali pieni (altro mantra che mi ha stufato), allora prima di pretendere che si incentivino tecnologie vecchie e dannose per aiutare i salonisti, magari provino ripensare il loro rapporto con le case madri.
          last but not least, sono assiduo lettore del vostro mensile e conosco bene la sezione Q Electric e ho infatti detto che scrivete buoni articoli sulle elettriche.
          Per quanto riguarda gli avvelenatori di pozzi, provi a leggere i commenti dei vostri commentatori abituali, poi si renderà conto che qui siamo degli angioletti.

        • Io questa storia che “non c’e’ margine” la vorrei proprio vedere, scritta nero su bianco con i conti che le case si son fatte. Una ZOE (la mia) ha il costo di una LEXUS IS 300H versione base (sempre la mia) 40.000 euro per una vettura delle dimensioni di una clio, con i parafanghi in plastica e un livello qualitativo basso (se paragonato alla IS).
          Mi si dice.. La batteria!!!! Certo.. dato per assodato che la batteria non te la regalano il prezzo del ricambio e’ di circa 8000 euro, 12000+iva Tesla (con 25kWh in piu).
          Il motore elettrico ha un costo di circa 1000 euro.
          Una Clio costa motore incluso 14.000 euro.

          40000-1.000-8.000-14.000 = 17.000 euro per elettronica di potenza bordo e qualche accessorio ADAS…!
          Giusto per restare sempre in termini di paragone: l’inverter/converter della IS costa sui 6000 euro come ricambio (che tutti sappiamo costare minimo il doppio del prezzo in primo equipaggiamento).

  19. Buongiorno Sig. Mauro, vorrei farle una domanda non strettamente inerente all’articolo.
    Sono molto incuriosito e “tentato” dalle auto elettriche.
    Ho solo un grosso dubbio..
    Ipotizziamo che tra qualche anno ci siano ad esempio il 90% di veicoli elettrici.
    Ci sarà energia elettrica per tutti?
    Come verrà prodotta?

    Mi capita spesso di pensare ai periodi estivi, quando gli autogrill sono straripanti di auto in attesa di fare il pieno.. di sicuro con i tempi di ricarica attuali non sarebbe un’ipotesi sostenibile (ma sembra che i progressi in termini di velocità di ricarica siano molto veloci), ma quanta energia occorrerebbe rifornire concentrata in pochi giorni?

    Inoltre percorro ogni giorno almeno 80 km di autostrada e nelle mie due ore di viaggio incontro qualche migliaio di veicoli.
    Come si potranno trovare colonnine di ricarica per tutti?
    Lavoro a Torino e mentre la percorro mi chiedo come sarebbe possibile fornire energia sufficiente a tutti questi veicoli.

    Ci sono già delle idee in fase di sviluppo per quando le auto elettriche saranno parecchi milioni?

    Grazie per l’attenzione.

  20. È incredibile e, per certi versi divertente, osservare come si cerchi di dimostrare che il passaggio all’auto elettrica sia fonte di maggiori e più importanti problemi di quanti ne possa risolvere. Il bello è che queste argomentazioni dovrebbero difendere il motore termico. Non credo sia mai esistito, nella storia dell’umanità, un cambiamento repentino di una tecnologia, ma neanche di un qualsiasi comportamento condiviso, una corrente di pensiero, e così via dicendo. Evidentemente non può esistere e non esisterà nemmeno per le auto elettriche, che quindi trovano e troveranno strenui detrattori e difensori ad oltranza, perché è nell’ordine naturale delle cose. E un po’ alla volta, tuttavia, si andrà in quella direzione, che potrebbe anche non essere la migliore in assoluto (posto che ne esista una), ma è quella che consente di cambiare rotta e muoversi verso una maggiore e migliore attenzione all’ambiente, che in tutti i modi (virus compresi), ci sta dicendo che bisogna cambiare modelli di sviluppo. Ci sono sicuramente una discreta quantità di problemi da risolvere, ma se non s’imbocca la strada, non li si intravede nemmeno. Forse che i primi cellulari erano paragonabili ai moderni smartphone? Ed anche le prime automobili erano decisamente diverse da quelle odierne. Né potevano contare su una rete estesa di distributori di carburante, meccanici, concessionari preparati, e così via dicendo. Ma qualcuno ha iniziato, tra mille difficoltà e con limiti che con i canoni attuali ci sembrerebbero inaccettabili e così oggi, anche grazie a loro, possiamo discutere di come prepararci a questo nuovo switch off. Vorrei concludere con giusto un paio di riflessioni, che a me sembrano scontate, ma per molti forse non lo sono. La prima è che pretendere la certificazione con un numero preciso al quinto decimale della minore produzione di CO2 dell’intero ciclo di vita di un veicolo elettrico non serve a nulla ed a nessuno, è solo fumo negli occhi. Sarà sempre frutto di enormi approssimazioni e compromessi, portando a risultati diversi, a seconda delle metodologie usate. Chiunque mastichi un po’ di tecnica sa che, muovendosi in questa direzione, si possono ridurre non solo le emissioni di gas serra, ma anche quelle di moltissimi altri inquinanti. Ci vorrà del tempo, della ricerca, ma questo è il percorso da intraprendere se vogliamo salvare il pianeta, a prescindere da qualche dubbio indicatore numerico di massima. Ovviamente non bisognerà aspettarsi di farlo solo così! E nemmeno bisognerà pensare di aver trovato la panacea per tutti i mali. La gestione dell’energia (in generale, non solo quella elettrica) è un nodo essenziale dello sviluppo sociale, ed ha implicazioni ben più estese ed importanti di quelle che attengono ai veicoli a motore, elettrici o termici che siano. La seconda considerazione riguarda il fatto che i citati motori termici ci assoggettano ai combustibili fossili ed a chi li possiede, mentre con i motori elettrici possiamo produrre l’energia necessaria al loro funzionamento nei modi più disparati, senza perdere fette di autonomia. Certamente nell’immediato può essere necessario ricorrere ancora al petrolio per produrre quell’energia, ma nessuno si può piazzare un pozzo di petrolio vicino casa per rendersi indipendente, come può fare con dei pannelli fotovoltaici o con una turbina, che oltretutto inquineranno sicuramente meno di un qualsiasi generatore termico. E se il contributo di ciascuno di noi sarà “genuinamente” costruttivo, ovvero cercherà di muovere critiche per migliorare, per collaborare, anziché solo per denigrare in maniera faziosa, magari riusciremo a litigare un po’ meno ed a raggiungere dei risultati soddisfacenti in minor tempo, a beneficio della collettività.

  21. Con l’evoluzione dell’auto elettrica descrivono soltanto i parziali vantaggi, esattamente come hanno fatto per il Nucleare dove oggi a distanza di anni, paghiamo ancora in bolletta le conseguenze di informazioni truccate in merito al Nucleare. Con l’auto elettrica idem: Quali sono i costi, la durata, i Km percorsi, il tempo e i costi di ricarica, i costi di sostituzione delle Batterie. Sicurezza nell’eventuale impatto con scoppio delle batterie, ecc.

    • Perché mai le batterie dovrebbero scoppiare? Lei sa quante auto a benzina sono soggette a incendi ogni anno?

    • Booooooh…. …… con l’auto termica idem: quali sono i costi, la durata, … , …, …., sicurezza nell’eventuale impatto con scoppio dei serbatoi, bombole, ecc., ecc., ecc.,?

  22. Sono L’ing. Luca Ricci di Bologna , uno dei massimi esperti di energia e di inquinamento atmosferico e biologico molecolare . Mi permetto di commentare l’articolo per darvi per l’ultima volta con poche righe la verità sul motore elettrico in confronto del motore endotermico,
    – poichè non vi è paragone !!!
    Il motore elettrico è almeno 100 – 1000 volte, PIU’ inquinante del motore endotermico .
    Per i seguenti motivi :
    – Produrre batterie
    è inquinante come produrre Motori o serbatori (il ciclo dell’acciaio e il ciclo della plastica sono uguali nel produrre inquinamento , ma mentre quello dei metalli è riciclabile e riutilizzabile al 100% nelle fabbriche moderne , quello della plastica è solo riciclabile e riutilizzabile al 20% – stiamo parlando di inquinamento mondiale – A questo ritmo tra meno di 20 anni avremo tutti gli oceani irrimediabilmente inquinati di nano plastiche che sono già nella nostra catena alimentare . Se un po’ di metallo può dare disturbi nell’ organismo umano e animale , bhe ! la plastica è 1000 volte più pericolosa all’interno di un corpo e sopratutto nelle cellule celebrali , vedi esperimenti con i topi. )
    – Produrre energia elettrica
    è più inquinante che utilizzare i combustibili fossili , in quanto questi ultimi possono anche produrre polveri sottili ambientali dopo la combustione ma mai cosi sottili come le radiazioni prodotte dalle centrali nucleari che attualmente producono il 65% dell’energia mondiale e che sono al top per la produzione di energia elettrica per auto . Ogni auto elettrica consuma in 10 anni tanta energia da dover richiedere una produzione nucleare da cui rimangono scorie radioattive per oltre 10.000 – 100.000 anni . I combustibili fossili non producono radioattività . Sarà assolutamente inutile porre queste scorie nei depositi sotterranei che si apprestano a fare in Italia e nel resto dell’Europa . (Negli Stati Uniti dove vi sono i depositi di scorie nucleari i casi di mortalità di tumori sono all’ordine del giorno da 30 anni)
    Tutta l’industria dell’auto elettrica è sponsorizzata dai costruttori delle centrali nucleari a cui nulla frega realmente della nostra salute e di quella dei nostri figli .
    L’ inquinamento di un combustibile fossile viene assorbito in natura in crca 30-50 anni , mentre l’inquinamento nucleare in circa 10.000 anni .
    Non parlatemi che l’energia viene prodotta anche con il fotovoltaico o l’eolico, qui gli inquinamenti sono sicuramente più bassi del nucleare , ma assolutamente più alti del petrolifero .
    Ritengo che l’elettrico debba essere contrastato fino a quando non è messa la bando la produzione di energia Nucleare .
    Inoltre abbiamo il Metano di autotrazione che un ottimo carburante ecologico e abbiamo l’Idrogeno che è altrettanto ecologico . Il Futuro è in questi modi di autotrazioni . (Vedi la buon anima di Marchionne, che è stato fatto fuori proprio in Svizzera e proprio perchè ostacolava l’elettrico in Europa con le sue Fiat a metano)
    A presto .

    • Ricapitolando: Marchonne è stato assassinato dagli Svizzeri per colpa della Panda a metano. Beh, questa mi sembra la più credibile di tutte le verità che ci ha rivelato.

    • “… centrali nucleari che attualmente producono il 65% dell’energia mondiale e che sono al top per la produzione di energia elettrica per auto…”

      No, tutto sbagliato, …:

      il nucleare produce attorno al 15 % dell’energia elettrica
      e attorno al 6 % dell’energia totale.

    • Egregio Ing Luca Rizzi, sono Athos, signor nessuno, manco laureato, però, mi permetto di farle notare che di metano ne abbiamo pochino, visto che lo importiamo dalla Siberia.
      Mi permetto, inoltre, di farLe notare che in Italia il nucleare è stato messo al bando una 30ina di anni fa.
      Con il dovuto rispetto, Le consiglio di aggiornare le Informazioni in Vostro possesso, che risultano leggermente inesatte.
      Le consiglio, inoltre, di ripassare le potenze, perché credo che abbia fatto confusione. Dire 10 o 100 o 1000, cambia non di poco.
      In ultimo, si aggiorni anche sul fotovoltaico, perché funziona, e pure molto bene. La mia auto viaggia quasi esclusivamente con l’energia autoprodotta.
      Cordialmente, buonasera

    • I combustibili fossili non producono radioattivita’… Ah… raccontatelo alle centrali a carbone.
      Mai letto in un post solo uno sproloquio di cavolate tutte in una volta sola..

    • uno dei MASSIMI esperti (intanto un pò disobrietà nel presentarsi non guasterebbe).

      energia, inquinamento atmosferico e biologico molecolare…. ammazza fratello ! Ti avranno offerto almeno 500 cattedre nelle migliori università del pianeta. Solo per una delle 3 cose che hai detto c’è gente autorevole che ci ha passato sopra tutta la vita e ancora non basterebbe…
      Com’è che io non ti conosco ? lavoro in uno di quei 3 campi…certo non si può conoscere tutti ma se sei uno dei migliori…

  23. Mamma mia …
    Professarsi “ingegnere” “uno dei massimi esperti” (modestia) e poi fa un minestrone di tutto, con unità di misura 10-100 sono la stessa cosa.

      • Non sono mica stato offensivo, piuttosto è palese che questo signore si sta spacciando per qualcuno che evidentemente non è vista l’approssimatività delle informazioni che dà, motivo per cui ci sarebbero gli estremi per un esposto.

        • Una possibilità di esprimersi la garantimo a tutti (purchè senza insulti). Un esposto? E perchè?

          • Perché se fosse chi dice di essere ci sarebbe almeno una traccia in rete, invece niente. Nemmeno una traccia lasciata da “Uno dei massimi esperti”. Strano….

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