Home Auto Una regia “discreta” di VW per lo sbarco cinese nella Motor Valley?

Una regia “discreta” di VW per lo sbarco cinese nella Motor Valley?

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C’è forse lo zampino del gruppo Volkswagen, che qui controlla Lamborghini e Ducati, nello sbarco della cinese FAW nel cuore della Motor Valley emiliana. Comunque, un notizia «molto importante». E non solo per le ricadute economiche e occupazionali. «E’ un messaggio di fiducia nel nostro Paese e nella nostra regione, nel momento peggiore delle sua storia recente» ci dice Vincenzo Colla, che dal vertice della Cgil è appena approdato in Regione come Assessore allo Sviluppo economico, Lavoro, Formazione e Green economy.

Vincenzo Colla

L’Assessore Colla: così inizia il dopo-coronavirus

Il giorno dopo l’annuncio che la joint venture tra FAW e Silk EV realizzerà nel cuore della Motor Valley  il primo stabilimento cinese in Europa per progettare e produrre auto premium elettriche, l’Assessore Colla individua nell’operazione quasi un segno del destino. «Ripartire dopo la devastazione del coronavirus si può: questo ci dicono oggi questi grandi investitori internazionali. La pandemia ci ha messo in ginocchio, ma non ci ha ucciso. Abbiamo le risorse per rialzarci» aggiunge.

Il logo di Hongqi, brand premium di FAW

Colla ricorda per esempio che lunedì 4 maggio in Emilia-Romagna si sono ripresentati in azienda oltre 300 mila lavoratori. E le 3.000 domande di cassa integrazione in deroga dell’ultima settimana di aprile, sono diventate ora meno di 400. Insomma, il dopo coronavirus è già iniziato e già «sono successe delle cose».

 

 

Cinesi attratti dalla magica filiera della Motor Valley

Altre cose, fortunatamente, non sono successe. Non si è dissolta la squadra di eccellenze automobilistiche   che qui ha i nomi di Dallara, Lamborghini, Ferrari, Pagani, Toro Rosso, Maserati, Ducati, Energica. Tutte nuovamente al lavoro dal 4 maggio. Ne’ quella della prototipazione e delle lavorazioni di nuovi materiali che vanta campioni come la CRP della famiglia Cevolini, la  HPE Coxa di Piero Ferrari, la Riba Composites di Massimo Bucci. Nè, infine, l’ampia filiera della ricerca e dell’alta formazione che parte dagli istituti tecnici, passa dal Democenter di Modena e dal progetto Onda Solare dell’Università di Bologna per arrivare fino all’Università dei motori Muner. Muner che da quest’anno ha inaugurato un corso di laurea specifico dedicato all’Electric Vehicle Engineering. Un «ambiente ideale per investitori internazionali dell’automotive», come l’ha definito il fondatore di Silk EV Jonathan Krane.

La Regione, spiega Colla, sarà il paziente tessitore della trama che terrà insieme il nuovo progetto e le risorse del territorio. Come avvenne qualche anno fa quando Philips Morris scelse Bologna per lanciare il suo progetto globale delle sigarette che non bruciano  Iqos. O quando Audi e la casa madre Volkswagen scelsero lo stabilimento Lamborghini di Sant’Agata per produrre il grande Suv del Toro Urus. Un investimento di oltre 700 milioni di euro che raddoppiò le dimensioni dell’impianto.

VW-Audi apre la strada con Lamborghini e Ducati

Proprio il gruppo Volkswagen che nel bolognese controlla, attraverso Audi, anche Ducati, sarebbe stato il regista discreto dello sbarco cinese in terra d’Emilia. Vw, infatti, è il partner storico di FAW (Leggi)nel percorso di sviluppo che l’ha portata al vertice dell’industria automobilistica cinese.

Lo stabilimento italiano, tra l’altro, sarà il gemello di uno appena progettato in Cina, nelle vicinanze del capoluogo del Jilin. A partire dal 2022 produrrà 200 mila vetture all’anno con il marchio premium del gruppo Hongqi. L’ investimento previsto è anche lì di circa un miliardo di euro, più 350 milioni per un Centro di innovazione e test.

La Hongqi di rappresentanza del presidente cinese Xi Jinping

Dalla fabbrica storica del gruppo di Changchun, appena raddoppiata, usciranno dal 2022 le vetture della serie S. L’anteprima si è vista al salone di Francoforte dell’anno scorso.

La S9 da 400 km/h prenderà vita nella Motor Valley?

E’ la S9, primo modello supersportivo di Hongqi, con motore ibrido V8T da 1.400 cavalli e velocità massima di 400 km orari. Oltre che di lusso ed ecologiche, le vetture di punta del gruppo FAW saranno iperconnesse grazie all’accordo appena siglato con Huawei Technologies per l’applicazione del 5G al settore automobilistico. Questo significa guida autonoma di livello 4 e 5.

Anche in Italia le prime attività della joint venture FAW-Silk EV riguarderanno un Centro di innovazione, ricerca e sviluppo e uno di Design. In seguito sarà avviata la produzione vera e propria, che riguarderà una hypercar elettrica rivolta al mercato globale ed esportata anche in Cina. Potrebbe essere proprio la versione commerciale del prototipo S9. Entro giugno partirà la selezione del personale e le prime assunzioni (potrebbero essere 2.500 nuovi posti di lavoro a regime) con l’obiettivo di aprire i cancelli entro il 2021.

“La Regione ha gli strumenti per fare la sua parte”

Entro l’estate sarà individuata l’area su cui edificare uno stabilimento ex novo. Si stanno valutando alcune opzioni fra la provincia di  Modena e quella di Bologna, proprio il cuore della Motor Valley. Ma è ovvio che sulla scelta finale incideranno le trattative in corso con il governo italiano e con l’amministrazione regionale per definire le agevolazioni all’investimento. La Regione Emilia-Romagna può attivare la Legge regionale n. 14 del 2014 sull’attrattività e altre leggi specifiche per il sostegno all’innovazione e all’internazionalizzazione. Confezionando così un pacchetto di agevolazioni per l’investimento rafforzato da quella che Colla definisce «la piegatura green della nostra proposta politica di legislatura».

 

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